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Ekokook: la cucina del futuro sarà verde

febbraio 3rd, 2010

La cucina del futuro sarà verde, o come si usa dire adesso “ecosostenibile”.

Fonte: Chip chip di Federico Ferrazza.

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La sbobba del cane

novembre 23rd, 2009

La sbobba del cane

Ieri a pranzo ho cucinato “la sbobba del cane”, anche nota come “il pappone” (vedi foto). Non si tratta di cucina per canidi, è solo un modo autoironico di definire una ricetta che mi sono inventato, una roba così facile da cucinare che spiegarla è persino imbarazzante. Il nome deriva dall’aspetto poco invitante. Si tratta di un secondo di carne, una specie di composto deforme di carne e verdure grigliate.

Ingredienti per due persone.
200 grammi di carne suina macinata
mezza confezione di verdure grigliate surgelate
un goccio di aceto balsamico
una foglia sbriciolata di salvia secca
uno spicchio d’aglio
sale e pepe quanto basta

Preparazione.
Versate un filo di olio d’oliva extra vergine sul fondo della padella e fate indorare lo spicchio d’aglio predentemente mondato della parte esteriore. Nel momento in cui l’olio caldo inizia a farlo sfrigolare, togliere l’aglio e versare la mezza confezione di verdure grigliate surgelate.
Nota 1: so benissimo che sarebbe meglio usare delle verdure fresche, piuttosto che quelle congelate, ma sappiate che io sono: 1) single impenitente, 2) pigro anche ai fornelli.
Lasciare friggere le verdure per un paio di minuti al massimo al solo fine di farle scongelare e farle leggermente dorare.
In seguito aggiungere il macinato di carne suina e lasciare cucinare per un minuto circa, in modo da che la carne assuma un colore più scuro. Usare un cucchiaio di legno per mescolare abbondantemente e per sminuzzare ulteriormente la carne.
Nota 2: la carne utilizzata può essere anche di manzo o equina. La ricetta sostanzialmente non cambia.
Nota 3: inizialmente la ricetta prevedeva degli straccetti di manzo. Col tempo (quasi inconsciamente) ho finito per usare sempre del macinato.

Versare quindi mezzo bicchiere d’acqua, salare a piacere, aggiungere un pizzico di pepe, la foglia sbriciolata di salvia e una spruzzata di aceto balsamico. Lasciare cuocere per altri 3/4 minuti, almeno finché l’acqua non sarà quasi completamente evaporata.
Servire in tavola la sbobbca calda ma non al punto di scottare lingua e labbra dei commensali.
Nota 4: al posto del pepe è possibile usare un piccolo peperoncino secco piccante. La scelta dipende ovviamente dai gusti di chi cucina e soprattutto di chi si godrà la pietanza.
Nota 5: se volete proprio esagerare, 30 secondi prima di spegnere il fornello potete aggiungere 4 o 5 tocchetti di formaggio. Oppure spolverare con del Grana Padano, una volta servito a tavola.

Costo: meno di 7 Euro.

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Tagliolini al nero di seppia prafali

settembre 17th, 2009

tagliolini ingredienti

Ieri sera mi sono inventato una ricetta. Avevo in frigo una busta di tagliolini al nero di seppia, scoperti sabato scorso durante una ricognizione al supermarket Tigre ma non sapevo come cucinarli. Mi sono guardato in giro, ho aperto la dispensa, ho rovistato meglio nel frigo. Ho trovato tutto il necessario (limone, frutta secca e prosciutto) per mettermi ai fornelli a cuicinare/sperimentare qualcosa di nuovo.

Ingredienti per 2 persone (anche 3, va’!)
Una busta di tagliolini al nero di seppia Giovanni Rana
un pezzo da 150 g di prosciutto arrostite alle erbe
80 g di fave a piccanti
un limone
sale grosso
pepe
olio extravergine d’oliva

Preparazione.
Ho messo a bollire l’acqua sul fuoco. Nel frattempo ho versato le fave in una piccola ciotola piena di acqua fresca. Questa operazione mi è servita a far sì che le fave perdessero la polvere di peperoncino che le rendeva estremamente piccanti. Ho preso una padella, l’ho cosparsa di olio e l’ho messa sul fornello a fuoco lento. Dopo una quindicina di secondi ho versato nella padella il prosciutto tagliato a dadini non molto grandi. Qualche istante dopo ho aggiunto anche le fave, ma non prima di averle scolate per bene e di averle asciugate con uno strofinaccio. Ho lasciato quindi sfrigolare questi due ingredienti per 3 minuti circa. Ho aggiunto un pizzico di pepe.
Quando l’acqua ha iniziato a bollire, nella pentola ho versato la pasta e, quasi contemporaneamente, un pugno di sale grosso. Ho lasciato cuocere per 4 minuti o poco più, girando di tanto in tanto. A questo punto ho spento il fuoco sotto la padella e sotto la pentola, ho versato la pasta nello scolapasta e poi l’ho rimessa nella pentola. Quindi ho mescolato il prosciutto e le fave rosolate con la pasta. Ho aggiunto il succo di un quarto di limone e ho continuato a mescolare bene per una decina di secondi, facendo attenzione a che la pasta non si attaccasse e non scuocesse. Attenzione a non rimettere la pentola sul fuoco. Per questa ricetta è preferibile non effettuare l’operazione di mescolamento mentre la pentola è sul fuoco, onde evitare che la pasta diventi troppo secca. Anzi, i veri cuochi – quelli che ne sanno a pacchi – in questi casi consigliano anche di versare sulla pasta un po’ di acqua di cottura, eventualmente avanzata.
Come penultima operazione ho messo la pasta nei piatti e ho servito in tavola. Il tocco finale è stato grattuggiare la buccia di un limone – opportunamente lavato – direttamente sulla pasta impiattata.

tagliolini nel piatto

Giudizio finale: non sarà una genialata o un capolavoro ma a me questo primo piatto è piaciuto. Lo so: a volte sono troppo indulgente con me stesso. Oh, comunque il coinquilino/commensale non si è lamentato.

Nota seria: nella ricetta le fave al forno possono tranquillamente essere sostituite con un altro tipo di frutta secca come mandorle, noci o anche nocciole. Arachidi meglio di no. Allo stesso modo, se non vi piace il prosciutto cotto aromatizzato alle erbe, potete sempre usare quello normale o il cosiddetto cotto di praga.
Nota cazzara: il termine “pràfali” sarebbe un neologismo da me coniato, un acronimo che starebbe per “PRosciutto Arrosto + FAve + LImone”. :)

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