Posts Tagged: costo


10
nov 11

Post Coitum

Post Coitum

di Makkox (Marco D’Ambrosio)
2011, Bao Publishing – 25 Euro

Raccolta di gran parte delle vignette che Makkox Il post di presentazione del volume sul blog Makkox.it.


18
dic 10

Ritorno alle origini

Boss Bottled by Hugo Boss
Spray Deodorant
18 Euro (circa) da Sephora.


1
dic 10

Multigrazie

Marketta. Lo dico io, in anticipo, prima che lo dica qualcun altro. :)
Questo post valga come ringraziamento a Donato Markingegno di Digital PR (Roma) che è stato così gentile da inviarmi 3 tubi di Multigrain – la nuova linea di patatine Pringles. Possiamo ancora parlare di patatine? Non so. Non credo. Diciamo allora “snack”. Comunque il termine “Multigrain” sta per una miscela di cereali: farina di riso, farina di granoturco, farina di malto d’orzo e semola di grano. Ci sono comunque anche le patate disidrate, olio e grassi vegetali, la maltodestrina, l’amido di frumento, l’amido di riso modificato, la polvere di faglioli neri, il sale, lo zucchero e l’E741. Tutto vero: ho semplicemente ricopiato gli ingredienti scritti sulla confezione.
Lo snack non è male. Direi che queste sfogliatine forse sono anche meglio delle Pringles classiche. Sembrano meno fritte, più “asciutte” – anche se non secche, ma secondo me saziano anche molto più facilmente.
Il lancio di questa nuova linea di prodotti Pringles è avvenuto l’8 ottobre scorso a Milano con La Pina e Diego di Radio Deejay come testimonial.
I tre gusti di partenza, presenti sugli scaffali sin da subito, sono: Classic, Paprika e Sour Cream & Onion. Io ho ricevuto un tubo per ogni gusto. I tre tubi erano chiusi in una confezione davvero originale: un piccolo sacchetto di juta legato con raffia beige. Il pacco conteneva anche una meravigliosa penna USB con i loghi del prodotto e di Radio Deejay sul rivestimento di legno chiaro. All’interno del drive era presente una cartella con alcuni file: cartella stampa e qualche foto. Per il momento ho assaggiato il gusto “classic” ma presto mi darò da fare per terminare i 3 tubi.
Due righe dal comunicato ufficiale. “Le nuove Pringles Multigrain sono disponibili nei migliori supermercati e ipermercati al prezzo consigliato di €2.15 per il formato da 150gr e €2.40 per il 175gr.”

Nota: la foto che vedete qui sopra l’ho scattata io ieri sera.


23
ott 10

Frullà: un altro frullato sugli scaffali del supermarket

Anche Natura Nuova porta sugli scaffali dei supermarket un suo frullato. Si chiama Frullà (la piaga dei brand che scelgono parole tronche non accenna a terminare) ed è naturale al 100%, nel senso che tra gli ingredienti c’e solo frutta, ma sul serio. Ad esempio, sulla confezione di quello al gusto “Fragole e mirtilli” c’è scritto: “100% frutta (mela70%, fragola 15%, mirtillo 15%)”.
Dunque zero conservanti, zero additivi, zero glutine, zero zuccheri aggiunti. Esattamente con gli altri frullati che sono arrivati in commercio in questi ultimi mesi.
Questo frullato è prodotto in Italia, più precisamente a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna. Credo che il suo slogan “La frutta in tasca” sia dovuto al fatto che ha una busta come contenitore, al posto della classica bottiglia di plastica o di vetro (vedi foto). Pratico e tascabile. Anzi, dirò di più: è anche divertente succhiare il frullato direttamente da questo packaging tutto a premere.
Altre indicazioni: una volta aperto il prodotto, conservare in frigorifero e consumare entro 24 ore. Un rischio che credo sia difficile da correre, visto che finisce  con un paio di sorsi.
Passiamo alla valutazione organolettica: Frullà non è molto dolce. L?ho trovato buono, gradevole. Il composto sembra frullato molto bene: sulla lingua si avverte granuloso ma la sua grana è molto fina, per cui non dà alcun fastidio.
Oltre al gusto “Fragole e Mirtilli” ci sono anche “Banana e Pera” e “Mela e Pera”. Li sto assaggiando tutti.
Ne ho presi quattro (4 pezzi, 3 gusti diversi) al costo di 45 centesimi di Euro l’uno. Offerta lancio (credo). Il prezzo di vendita dovrebbe essere 0,79 Euro.  Essendo il peso netto del singolo pezzo di 100 g, significa che il prezzo al Kg del Frullà dovrebbe essere di 7,90 Euro.
Nel supermarket questo prodotto si trova esposto nel banco frigo. Ha una lunghissima data di scadenza. Io l’ho comprato ieri – il 22 ottobre  2010 – e sulla confezione come data di scadenza c’è scritto 22/07/2011. Una durata di circa 9 mesi, insomma. Non so se il Frullà subisce la procedura di pastorizzazione. Tutte le informazioni di cui dispongo sono state prese della confezione del prodotto.
Sei vuoi fare un paragone con gli altri frullatti leggi pure gli altri post: Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì, Santal (Parmalat) e Mulino Bianco (Barilla).


22
apr 10

Vi consiglio un brunch da Sweety Rome

Dico sul serio. Sinceramente. Domenica scorsa all’ora di pranzo sono stato da per un brunch. Il mio primo brunch. Non ne avevo mai fatto uno. Può sembrare strano: ho 32 anni (quasi) e vivo in una metropoli che si percepisce come città cosmopolita. Eppure non avevo mai fatto un brunch. Mancanza mia o questa usanza non è (ancora) molto diffusa nella capitale? Poco importa. Ad ogni modo, essendo io esordiente, prendete questo parere con le molle (pinze). Se mi credete, comunque, posso assicurarvi che in questo posto si mangia benissimo.
Da Sweety Rome si mangia il vero brunch all’americana (o comunque di origine anglosassone). I cibi sono cotti esattamente come nella ricetta originale e sono buonissimi. Almeno, io credo che fossero buoni. Facciamo che vi fidate del gusto di chi scrive – nonostante non abbia una lunga esperienza in piatti tipici d’oltreoceano.
Non c’è servizio al tavolo. Il pasto si consuma in modalità buffet. Il cibo a disposizione, che viene posato sul lungo bancone del bar, è tantissimo e cotto a modo.

Adesso io non ricordo con precisione tutto quello che (io e gli amici che mi hanno accompagnato) ci siamo “scofanati”, però di sicuro c’erano pancakes – da abbinare a sciroppo d’acero o topping al cioccolato, uova strapazzate con pancetta (i commensali più esperti hanno cercato di spiegarmi che non si trattava di vero bacon), mini muffin salati alle zucchine ed erbette varie, radicchio (simil indivia) lesso condito con aceto e olio, torta salata aperta (dicesi quiche) alle verdure, tre diverse insalate a base di majonnaise in stile insalata russa, micropomodori glassati, pane biscottato, maxi-panino al seme di papavero farcito e diviso in piccoli pezzi, ecc.

Il pasto – che come ben saprete è a metà strada tra una colazione e un pranzo – ha un prezzo fisso. Costa 18 Euro e comprende: una ricca colazione salata e un dolce a scelta tra brownies, cupcakes o una fetta di torta. Avete presente quelle torte così grandi, rigide e glassate che sembrano finte, quelle che si vedono nei film americani? Beh, proprio quelle! Come bevande si ha diritto ad un bottiglia di acqua minerale da mezzo litro più un caffe americano (o un espresso o un succo d’arancia). Io ho preso il succo d’arancia e dell’acqua gassata. Come dolce ho preso una fettona di torta con vaniglia e fragole. Fragole vere a pezzettoni! Un’idea del cibo salato che ho ingurgitato potete farvela, invece, guardando la foto qui sopra.
Piccola nota sui pancakes: qualcuno ha fatto notare che non erano sufficientemente alti. Ma non credo che un lievissimo difetto di lievitazione possa minimamente macchiare l’ottima impressione che mi ha fatto questo posto. Voto al cibo: 8 e mezzo.
Il brunch di domenica si può fare in due turni. La prenotazione è più che consigliata perché il posto non è immenso ed è parecchio frequentato. Noi siamo stati al primo turno, quello che parte dalle 12.00. Il secondo invece inizia alle 15.30. Quando il nostro turno è finito ci hanno ricordato che era nostro dovere lasciare i posti a tavola ma devo ammettere che la cosa è stata fatta con tale garbo e gentilezza che non ci ha dato alcun fastidio. Inoltre eravamo perfettamente al corrente di questo ineluttabile avvicendamento. E comunque poi abbiamo avuto tutto il tempo di rimanere fuori a chiacchierare da buoni vecchi amici. Voto all’organizzazione: 10.

Il servizio di Sweety Rome è praticamente impeccabile. Siamo stati serviti da una cameriera gentilissima, giovane e carina. Ha ascoltato tutte le nostre richieste senza essere scostante, né mostrare segni di noia; in più si è dimostrata pronta ad ogni necessità. Come gesto di grande cortesia e magnanimità ha anche stornato il prezzo di un tè ad un commensale che aveva mangiato pochissimo – nonostante questa fosse un’ordinazione fuori dal menù brunch domenicale. A me è sembrato un atteggiamento meraviglioso. Sarò che sono abituato a camerieri antipatici, scontrosi e cafoni, ma devo ammettere che non me l’aspettavo. Anche il titolare del locale mi è sembrato una gran brava persona. Non è stato affatto invadente, né si è dimenticato della nostra presenza. Per tutto il tempo del pasto, invece, ha vigilato su di noi, mantenendo la sua posizione di comando al bancone e si è dimostrato rapidissimo nel preparare i caffè e le altre bevande che abbiamo chiesto. Le due cuoche invece erano un po’ “ciacione”. Entravano spesso in sala per servire altre portate con grembiuli sporchi e andatura ciondolante. Ma poco importa perché hanno continuato a servire piatti ricolmi di cibo per tutta la durata del brunch. Voto al servizio: 9.

Sweety Rome è anche un bel posto dove soggiornare. Mi spiego: l’arredamento non fa schifo. Anzi: sembra di stare in un ristorantino tipico di un’altra città. In un angolo del nord europa. Il colore dominante è il bianco. Sedie e tavoli sono in ferro battuto verniciato di bianco. Stile liberty? Art nouveau? Art deco? Non saprei dirlo. Su ogni tavolo c’è un vaso in vetro con dei fiori freschi, tovagliette porpora, posate e grossi bicchieri di vetro liscio trasparente in stile Ikea. Voto agli interni: 9.

Sweety Rome si trova in via Milano, 48 – zona Monti (una traversa di via Nazionale). Credo che non sia aperto solo di domenica. Anzi. Fa servizio di caffetteria, colazione e pranzo ed è anche una pasticceria. Dolce tipico: le torte dalle forme bizzarre. Ma per questo tipo di informazioni fareste meglio a consultare il .


18
feb 10

Le storie di frutta di Mulino Bianco. Ancora frullati (parte 5)

Storie di frutta

Questo pare che sia il momento dei frullati di frutta. Molte aziende si stanno buttando in questo business, anche la Barilla adesso. Ma sarà così redditizio?
Sabato scorso ho comprato al supermarket Tigre un flacone di “Storie di frutta”, il nuovo frullato della Mulino Bianco. Cos’ha di diverso rispetto agli altri? Poco, direi. Anche in questo caso: 100% frutta, niente conservanti, niente coloranti, né zuccheri aggiunti. A differenza degli altri, però, questo non viene conservato nel banco frigo, poiché è stato pasterizzato, dunque ha una scadenza molto lunga. Io l’ho trovato sullo scaffale accanto ai succhi di frutta.
La bottiglietta (in plastica rigidissima coperta da un foglio di plastica rosa) contiene 200 ml di prodotto e costa 1,79 Euro. Dunque, facendo due conti, sarebbero esattamente 8,95 euro al litro.
Come primo assaggio ho preso il gusto denominato “Pesca, Uva e albicocca” che contiene: metà pesca, 2 spicchi di mela, 3/4 di banana, 31 acini di uva bianca, 1/4 di albicocca e una spruzzata di lime e acerola. Mi stupisce la dicitura “una spruzzata di” e poi non so cosa sia l’acerola. E poi: che razza di lista ingredienti sarebbe questa? Non ho mai visto indicare le proporzioni in questo modo su di un prodotto.
Se si gira la confezione, però, ci troviamo scritto: “Frutta frullata e frutta spremuta (ottenuta con succhi da concentrato e puree). Purea di pesca 29%, succo d’uva bianca 27%, purea di mela, purea di banana, succo e purea d’albicocca 3%, succo di lime, succo di acerola”. Ah, allora ok.
Oltre a questo, credo che il prodotto venga venduto anche in altri 2 gusti. Almeno. Forse anche 3. Non ricordo.

Come al solito sulla bottiglia è indicato il saggio consiglio della nonna “agitare bene prima dell’uso” ma anche “Pet 1 – Bottiglia plastica – Raccolta plastica”. Ottima scelta quella di indicare all’utente il modo di riciclare la confezione. Bravi. Si tratta ovviamente di un accorgimento eco-sostenibile che mi auspico venga presto adottato per la maggior parte dei prodotti confezionati.
Questioni organolettiche. Com’è? Buono. Come tutti gli altri. Me l’aspettavo più dolce, invece si beve con gusto, senza che la bocca dopo rimanga troppo impastata. Lo ricomprerei? Boh, non so. Costa un bel po’, decisamente troppo per della frutta frullata. Eppure questo tipo di prodotti su di me hanno esattamente l’effetto che sperano gli addetti marketing. Io in un supermercato comprerei tutto. Non faccio testo.

Qui trovate anche la mia opionione sui frullati Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì e Santal (Parmalat).


15
set 09

Il decoder per il digitale terrestre che comprerei

LifeView

Ecco, quello che vedete qui sopra è il decoder che comprerei. Quest’annuncio mi è arrivato questo pomeriggio attraverso la newsletter di Eprice.it. Ci sto facendo un pensiero. Un pensierino. 35 Euro non sono molti, visti i prezzi. Certo altri modelli di zapper si trovano ad un prezzo più basso ma questo qui ha la capacità di registrare in digitale le trasmissioni. Mica male! Una bella funzione che a me interesserebbe molto.
Il problema è che a casa ho un pessimo sistema di cablaggio per l’antenna Tv. Il segnale si disperde molto dal tetto al mio televisore. Per cui almeno per ora non se ne parla. Magari quando cambio tv e casa ci ripenso.
Tra le altre cose ormai riesco a guardare la tv solo per pochi minuti al mese. Non è una cosa da snob. A me la tv piace, piace molto. Starei ore a guardarla. Ma da tempo ormai preferisco il piccolo schermo del mio notebook. Sono scelte involontarie, inconsapevoli. Che ci posso fare? Sarò malato? :)


7
set 09

Ferrero Rocher Ice

Ferrero Rocher Ice 1

Sabato scorso sono tornato al supermarket Tigre ed ho comprato il Ferrero Rocher Ice

. Oltre che goloso, sono anche curioso, che ci volete fare?!
Ferrero Rocher Ice è un vero e proprio gelato – prodotto e distribuito dalla Ferrero di Alba. La confezione che vendono nei supermarket è composta da 4 coppette di gelato alla crema di nocciola. O meglio, per attenersi alla esatta dicitura della confezione, si tratta di «Gelato alla nocciola con cioccolato al latte». Beh, voi non ci crederete ma il suo sapore ricorda abbastanza il Ferrero Rocher tradizionale. Tenete anche conto che la crema presenta all’interno un bel po’ di granella ricoperta al cioccolato e che, appena sotto il tappo, proprio in cima alla crema, ci hanno messo una specie di piccolo Rocher congelato. In scala 1:3, all’incirca.

Ferrero Rocher Ice 2

La confezione da 4 coppette costa 4,85 Euro. Il che significa 1,125 Euro a coppetta. Se tenete poi conto che ogni coppetta contiene 272 g di prodotto, allora vuol dire che questo gelato costa 4,45 Euro al Kg. Non male davvero come prezzo per essere un gelato industriale.

Com’è? Buono. Molto buono. A me è sempre piaciuto il gelato alla nocciola, questo poi ha anche qualcosa in più. A dirla tutta, mi ricorda un po’ il gusto Bacio che fanno nella mia gelateria preferita di Andria (il Bar Cherì).
Lo ricomprerei? Certo! Anche subito. Non foss’altro perché nel freezer m’è rimasta solo una coppetta. Speriamo che, finita l’estate, la Ferrero non fermi la distribuzione di questo prodotto nei supermarket.

Ferrero Rocher Ice 3

Nota all’uso: la coppetta ha una forma strana ed inedita: una stellona gialla dalle mille punte. Io ci ho messo più di un minuto per capire che non bisognava rimuovere il cartoncino posto in alto ma che andava sollevato il coperchio, formato praticamente da mezzo contenitore.


30
ago 09

Ferrero Fresh Folies

Ferrero Fresh Folies - mini Ferrero Rocher

Domenica scorsa, facendo la spesa presso il supermarket Tigre di viale Liegi, ho scoperto le Ferrero Fresh Folies. Incredibile, ormai sembra che io abbia un radar per le novità di casa Ferrero!
Di cosa si tratta? Di una nuova linea di prodotti dolciari da banco frigo, credo pensata specificatamente per l’estate. Al suo interno ci sono la versione mini e ‘fresca’ di diversi prodotti che la Ferrero già distribuisce durante l’inverno: i Mon Cheri, i Rocher, i Raffaello, gli Opera e i Pocket Espresso. (vedi questo post del Promotions-Blog). Questo almeno per il mercato estero. Per il mercato italiano la gamma comprende altri prodotti tra cui il Rondnoir e una specie di gianduiotto.

Come potete vedere dalla foto qui sopra, io ho comprato un paio di scatole di Ferrero Fresh Folies mini Ferrero Rocher. Il costo di ogni confezione (contenente sei pezzi) è di 1,49 Euro. Peso netto: 40 g.

Il cioccolatino è ottimo, ovviamente. Non c’è nemmeno bisogno che lo dica. La definizione esatta sarebbe: “Praline di cioccolato  al latte con nocciole e ripieno cremoso alla nocciola”. Ricorda tantissimo il sapore del Ferrero Rocher originale, anche se è più piccolo, c’è meno wafer all’interno e la granella che lo ricopre è molto più raffinata.
Come ho già detto, la confezione contiene 6 piccole praline adagiate in un blister argentato – praticamente un piccolo vassoio. Credo che tutto ciò sia stato ideato per permettere di servire il prodotto nella sua stessa confezione.

Il prodotto va conservato in frigorifero (+4 °C) e va consumato fresco. Non per nulla la confezione riporta un logo con la scritta “le ricette del fresco”.
Lo ricomprerei? Certamente! Anche oggi stesso – nonostante lo trovi un po’ costoso. Peccato che l’estate stia per finire. Forse dovrei farne una scorta. Speriamo che questa linea sia riuscita ad ottenere il successo che l’azienda sperava così che la prossima estate ce lo possiamo trovare nuovamente nei banchi frigo dei nostri supermarchet.

Nota: ho dato un’occhiata veloce al sito ufficiale Ferrero ma di questa linea di prodotti pare non esserci traccia.


7
ago 09

Kinder Cereali Summer

Kinder Cereali Summer

Domenica scorsa mi sono fermato ad un autogrill della S.S. 16 Bis in direzione sud, alla volta della spiaggia di Capitolo – Monopoli (Ba). Ho fatto colazione con un succo di frutta alla pesca ed una ciambella, proprio come quei donuts che mangia solitamente Homer Simpson. Al momento di pagare alla cassa mi sono accorto di questo nuovo snack Ferrero, il “Kinder Cereali Summer”. Ovviamente la mia curiosità, legata alla golosità, mi ha spinto a comprarlo subito.
In cosa differisce dal tradizionale Kinder Cereali? In nulla. In pratica si tratta dello stesso prodotto, solo che, per evitare lo scioglimento dovuto al caldo dei mesi estivi, il cioccolato è contenuto in un blister di plastica rigida, coperto da un leggero strato di alluminio. Ah, dimenticavo di dire che al kit è inclusa una palettina rigida che serve come cucchiaio per staccare lo snack dal suddetto blister.

Che gusto ha? Identico alla sua tradizionale variante estiva. Cambia solo la consistenza, cioè il cioccolato è sciolto.
Dunque “Nuovo” mica tanto. “Ideale per l’estate” proprio per niente.

Prezzo non pervenuto. Intendo che l’ho pagato ma non ricordo quanto e non ho conservato lo scontrino.
Lo ricomprerei? Boh. Non so, non credo. Forse nei mesi invernali. Ma credo che lo vendano solo da giugno a settembre.