Posts Tagged: commedia


24
gen 12

Il fratello più furbo di Sherlock Holmes

Il fratello più furbo di Sherlock Holmes

Il fratello più furbo di Sherlock Holmes
(The Adventure of Sherlock Holmes’ Smarter Brother)

di Gene Wilder (USA, 1975)
con Gene Wilder, Marty Feldman, Madeline Kahn,
Dom DeLuise, Leo McKern, Roy Kinnear, Douglas Wilmer, Thorley Walters

Ennesima commedia ispirata ai romanzi di Sir Conan Doyle. Vaghissimamente ispirata. Cioè diciamo che, più che altro è una parodia. Di investigativo c’è ben poco. Ecco, immaginate una commedia come “Young Frankenstein” solo meno divertente. Non per nulla il cast è quasi identico. viagra meglio tre dei principali attori sono gli stessi.
Gene Wilder dirige se stesso nei panni di Sigerson, il fratello (che si crede) più furbo di Sherlock Holmes. In realtà è una specie di investigatore cialtrone.
Marty Feldman ha il ruolo del sergente Orville Stanley Sacker, un ometto buffo dalle capacità mnemoniche strabilianti che in questa avventura fa da aiutante di Sigerson.
Qui potete vedere una foto di scena.
Quella peperina di Madeline Kahn interpreta Jenny Hill, la figlia di un ministro inglese: un’attrice di teatro mangiauomini, tanto bugiarda, quanto seducente.
Un giovane Dom DeLuise veste i panni di Eduardo Gambetti: un cantante di opera lirica di origine italiane, nonché ricchissimo furfante che commissiona il furto di un importante documento segreto dell’intelligence inglese per rivenderlo poi ad alcune spie estere.
Leo McKern dà il volto a un buffisimo prof. Moriarty: un ciccione con mille tic – anch’egli molto cialtrone – tanto maldestro (soprattutto nei calcoli artimetici) che è davvero difficile prenderlo seriamente per “villain”.
I personaggi di Sherlock Holmes e del Dr. Watson sono del tutto irrilevanti per la storia. Appaiono solo ad inizio pellicola, anche se in un certo senso “vegliano” su tutto lo svolgimento dei fatti.

Quella che vedete qui sotto è la copertina del DVD italiano, che si rifà alla locandina originale americana.

Il fratello più furbo di Sherlock Holmes

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
gen 12

32 dicembre

32 dicembre

32 dicembre

di Luciano De Crescenzo (Italia, 1988)
con Luciano De Crescenzo, Renato Scarpa, Riccardo Pazzaglia,
Enzo Cannavale, Vanessa Gravina, Grazia Scuccimarra,
Caterina Boratto, Patrizia Loreti, Riccardo Cucciolla,
Silvio Ceccato, Antonio Allocca, Gerardo Scala, Massimo Serato,
Benedetto Casillo, Sergio Solli, Silvia Annichiarico

Commedia partorita dalla mente di Luciano De Crescenzo, che qui troviamo nel ruolo di attore, regista, autore e sceneggiatore. L’ironia è quella tipica dei suoi romanzi e dei suoi film, sullo stile di “Così parlò Bellavista”, insomma. Anche parte del cast è lo stesso – vedi Pazzaglia, Casillo e Solli.
Tre sono gli episodi che formano l’opera: tutti aventi come tema portante il tempo, il suo significato, la sua fugacità, le relatività delle convenzioni umane, ecc.
Nel primo episodio – “Ypocrites” – un uomo (Silvio Ceccato), fingendo di credersi Socrate, ogni giorno pretende che in casa sua si insceni una piccola recita a cui prendono parte anche alcuni figuranti prezzolati. Sua moglie (Grazia Scuccimarra) lo asseconda malvolentieri e sopporta le bizzare richieste del marito, almeno sino a quando questi non cerca di approfittare della sua insanità mentale apparente per sedurre la cameriera.
Nel secondo – “La gialla farfalla” – una nonna molto vitale e di bell’aspetto (Caterina Boratto) decide di vivere gli ultimi anni della sua vita senza remore, con grande leggerezza, come se fosse una ragazzina, anche se suo figlio, sua nuora e il resto della famiglia (nipote esclusa) voglia proibirle di comportarsi in questo modo. Nonostante tutti gli ostacoli, riuscirà comunque a coronare il suo sogno: sposare un coetaneo di cui è innamorata e fuggire con lui all’estero, peraltro portando via con sé una discreta somma di denaro estorta ai suoi parenti con l’inganno.
Nel terzo – “I penultimi fuochi” – un padre di famiglia disoccupato (Enzo Cannavale) trascorre l’intera giornata del 31 dicembre alla ricerca di 100.000 Lire con cui comprare un po’ di petardi per festeggiare “dignitosamente” con la sua famiglia la notte di San Silvestro. Vaga per tutta la città quasi elemosinando, toccando alte vette di umiliazione; incontra molte persone (tutti napoletani) ma nessuno gli concede un prestito, né gli fa credito. Il racconto della sua miserrima avventura avviene in una caserma, davanti a un commissario che l’ha fermato proprio per aver sparato dei botti.
De Crescenzo nel primo episodio interpreta uno psichiatra chiacchierone che distilla perle di filosofia spicciola, nel secondo un prete poco ortodosso e nel terzo un professore di astronomia rinchiuso nell’osservatorio di Capodichino.
Vanessa Gravina è un’adolescente dalla lingua lunga, amica e complice della sua nonna vitale; risponde a tono ai suoi genitori senza vergogna con piglio deciso e uno slang giovanilista ai limiti del ridicolo.
Massimo Serato interpreta lo spasimante della nonna: un anziano povero in canna ma affascinante ed elegante dal lessico e dai modi molto raffinati.
A Renato Scarpa De Crescenzo ha assegnato il personaggio del figlio apprensivo della nonna arzilla.
Silvia Annichiarico è un’altra parente della nonna, forse una figlia più giovane.
Riccardo Pazzaglia appare nella veste di un avventore di bar un po’ impiccione: un napoletano disgustato dalla tradizione tutta napoletana di sparare petardi per festeggiare l’anno nuovo.
Benedetto Casillo e Sergio Solli sono due poveracci che in casa del matto che si crede Socrate recitano la parte rispettivamente di Antistene e Aristippo.
Il buffo Gerardo Scala invece si traveste da Diogene pur di entrare a far parte della piccola compagnia che recita i filosofi greci.
Antonio Allocca (ricordate il professore coi baffi della serie “I ragazzi della 3^ C”?) ha una piccola scena in cui recita la parte del merciaio.
Una delle scene più divertenti (e più note) di tutta la pellicola è quella in cui un uomo concede un prestito a suo fratello a patto che questi per 30 minuti resista all’umiliazione di essere pubblicamente deriso davanti a parte della famiglia e alcuni vicini di casa.
Alla sceneggiatura del film ha partecipato anche Lidia Ravera.
Le musiche sono state composte e dirette da Tullio De Piscopo.
Pellicola curiosa e divertente. Voto: 6. Sufficiente. Da vedere se avete già visto altri film di De Crescenzo, se avete letto qualcuno dei suoi libri o se comunque il personaggio è di vostro gradimento.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


12
gen 12

Immaturi

Immaturi

di Paolo Genovese (Italia, 2011)
con Barbara Bobulova, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri,
Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Raoul Bova, Anita Caprioli,
Luisa Ranieri, Michele La Ginestra, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli,
Giulia Michelini, Alessandro Tiberi, Nadir Caselli, Aurora Giovinazzo

Guarda il trailer ufficiale

Questa commedia, estremamente leggera, ambisce ad essere un film rappresentativo di una generazione ma non credo proprio che vi riesca. Io l’ho trovato alquanto banalotto, bello pieno di luoghi comuni, alcuni anche abbastanza improbabili.
Prologo: dopo circa 15 anni, un gruppo di amici – ex compagni di scuola di circa 35 anni – viene chiamato dal Ministero della Pubblica Istruzione a rifare l’esame di maturità (classica), dal momento che il primo è stato invalidato a causa di un disguido amministrativo. Questi giovani adulti – ancora abbastanza immaturi, appunto – si trovano ancora una volta tutti insieme a rivivere quei momenti che ormai credevano di aver dimenticato o comunque messo da parte.
Tra le varie figure rappresentate (alcuni abbastanza idealtipiche) troviamo: 1. lo stronzo che tradì il migliore amico da giovane per una ragazza e che è diventato un uomo che tradisce la moglie (Kessisoglu); 2. lo psichiatra infantile che aiuta i bambini per mestiere ma che non riesce a risolvere i propri problemi di responsabilità e maturità di fronte all’arrivo di un figlio del tutto inaspettato (Bova); 3. l’eterno ragazzo che non vuole impegnarsi e che, pur di rimanere fidanzato per sempre con la sua ragazza, arriva a fingere di essere sposato e con prole (Bizzarri); 4. la cuoca ninfomane che segue un corso per guarire dalla suo infinito desiderio per il sesso e finisce per innamorarsi di un uomo dopo una lunga storia di corteggiamento casto e romantico (Angiolini); 5. la divorziata giovane e bella con figlia che esprime una maturità superiore alla madre (Bobulova); 6. il bamboccione impacciato che vive ancora con i suoi e che non esprime alcuna intenzione di andarsene (Memphis).
Con l’intento di studiare per prepararsi a rifare l’esame di maturità, questi ragazzi cresciutelli incontrano vecchi amici (come il tizio mite che si è fatto prete) e riprendono a trascorrere del tempo insieme, rivangando ovviamente le cose belle (e anche qualcuna brutta) vissute fianco a fianco ai tempi del liceo. E qui ci sono valanghe di dialoghi e immagini che vorrebbero evocare nostalgia, senza neanche riuscirci completamente, sì insomma tutta la prosopopea del “come era bello un tempo, quelli sì che erano anni in cui era gradevole essere giovani, mica come adesso”.
A parte tutto il cast mi sembra molto azzeccato. L’intento di mettere insieme facce molto note era di portare quanta più gente nelle sale cinematografiche e mi pare che l’esperimento sia riuscito – tant’è che proprio la scorsa settimana è arrivato nei cinema il seguito di questa pellicola.
Paolo Kessisoglu veste benissimo i panni dell’egoista menefreghista, così come Luca Bizzarri quelli dell’eterno Peter Pan.
La faccia seriosa di Bova va bene per il ruolo di un dottorino un po’ musone, tutto preso dalla difficoltà di accettare le responsabilità della paternità.
Ricky Mempis, che da sempre recita la parte del duro borgataro, qui fa quasi tenerezza come bamboccione impacciato e ultra sensibile.
Barbara Bobulova donna manager in carriera è credibile. Biondina, carina, fa una corte tenerissima al buon Memphis. I due personaggi si amano dai tempi del liceo ma non hanno mai avuto modo di “approfondire”.
La Ginestra prete è perfetto.
Luisa Ranieri è bona come sempre. Qui dà il volto un architetto con la testa sulle spalle, ossia alla fidanzata incinta di Bova che, pur di fronte all’indecisione del suo compagno, non si comporta da isterica, non fugge via offesa ma decide di attendere un suo rinsavimento.
La ragazzina che interpreta sua figlia (Aurora Giovinazzo) è in gamba, anche se la sua recitazione non è delle migliori. Ma potrà migliorare in futuro. Questa potrebbe essere, tra l’altro, la sua prima apparizione sul grande schermo.
Giovanna Ralli è la mamma iperprotettiva di Ricky Memphis, ossia l’essere che l’ha reso “mammone”.
Maurizio Mattioli è invece suo padre. Lasciatemelo dire: il più divertente attore di questa pellicola. Ogni sua scena è incredibilmente spassosa: i suoi interventi con marcato accento romanesco, quei tentativi di mandare via di casa suo figlio, sono straordinari.
Nadir Caselli è una ragazzina molto giovane, una maturanda che scambia decine di SMS con il personaggio di Bizzarri e che poi va a svenire strafatta di alcool e pasticche in discoteca. Leggi: personaggio superstereotipato su attrice molto caruccia.
Anita Caprioli forse è un po’ troppo giovane per recitare nella parte di coetanea di questi altri attori.
L’unica fuori ruolo – ancora una volta – è Ambra. Non me ne voglia ma non riesco a vederla recitare la parte di una stimata cuoca, per di più ninfomane. Mah.
Alessandro Tiberi – lo stagista della serie Boris – è il figlio del titolare del ristorante in cui lavora la cuoca, un giovane molto timido, segretamente innamorato della regina dei fornelli.
Nota localistica: il film sarebbe ambientato a Roma ma di romano, a parte l’accento di Mattioli e Memphis, c’è davvero ben poco.
Voto 5 e mezzo. Meno che sufficiente.
La colonna sonora non è male, forse solo un po’ “paracula”. Dei pezzi salverei comunque poco: giusto una cover di “Last Nigth A Dj Saved My Life” degli Indeep, coverizzata da Loredana Majuri.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


8
gen 12

Piedipiatti

Piedipiatti

di Carlo Vanzina (Italia, 1991)
con Enrico Montesano, Renato Pozzetto,
Ennio Antonelli, Tony Sperandeo, Antonio Ballerio,
Pino Ammendola, Mirella Falco, Roberto Della Casa,
Angelo Bernabucci, Victor Cavallo, Luigi Petrucci,
Anna Benny, Giorgio Trestini, Norman Sanny

È sempre un piacere rivedere questa commedia con Montesano e Pozzetto nei panni di due poliziotti che si trovano quasi per caso a condurre insieme un caso di traffico internazionale di droga. L’uno romano, simpaticone, dai modi poco ortodossi, l’altro milanese, preciso, ligio al dovere, esageratamente rigido in tutto. Un duo di cialtroni che, grazie alla caparbia dei giusti e la fortuna degli ingenui, riesce a incastrare il cattivone di turno, in questo caso rappresentato da un notabile della buona borghesia milanese: un commendatore stimatissimo che usa come facciata una missione umanitaria (buonismo caritatevole) per nascondere l’importazone di crack dalla Colombia.
Uso questo post per dissociarmi da quanti ritengono che i fratelli Vanzina non abbiamo mai scritto – né diretto – una buona commedia. La sceneggiatura, peraltro, è di Piero De Bernardi e Leo Benvenuti su soggetto di Enrico Montesano e degli stessi Vanzina.
Da segnalare anche una gradevole colonna sonora.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


17
dic 11

Due cuori e una provetta

Due cuori e una provetta
(The Switch)

di Josh Gordon, Will Speck (Usa, 2010)
con Jennifer Aniston, Jason Bateman, Thomas Robinson,
Jeff Goldblum, Juliette Lewis, Victor Pagan, Bryce Robinson,
Patrick Wilson, Todd Louiso, Scott Elrod, Kelli Barrett

Commedia romantica americana ultraclassica con finale in cui si riaggiusta tutto.
New York. 2010. Un lui, una lei. Wally e Kassie. Entrambi hanno intorno ai 40 anni. Middle class. Lei è un’affermata giornalista televisiva, lui è un broker. Sono amicissimi. Migliori amici l’uno dell’altra. Lei sente il classico desiderio di maternità. Ma è single, per cui decide di ricorrere all’inseminazione artificiale. Lui non è d’accordo. Si capisce immediatamente che è innamoratissimo di lei – ma lei non gliel’ha mai data. Inoltre adesso vuole un figlio – a tutti i costi – ma non da lui.
Insomma un po’ bisticciano. Poi lei finalmente decide, trova il donatore – tale Roland – e dà un party, a cui invita anche lui. Sì, un party. Avete capito bene: una festa con tanto di cotillons per celebrare il giorno in cui del seme maschile viene inserito artificialmente in un organo riproduttivo femminile. Non che io sia bacchettone ma fa letteralmente schifo, diciamolo. Non l’inseminazione, il party. Solo in una sceneggiatura americana si può leggere una scena così.
Va beh, insomma, la sera della festa all’eventone c’è sia il prescelto, il bellimusto scelto da Kassie per fare il padre del su bambino, che Wally. Quest’ultimo alza il braccio e combina un casino (una cosa per cui bisogna sospendere l’incredulità necessariamente, senza pensarci due volte). Per sbaglio (?) Wally fa prima cadere il seme di Ronald nel lavandino e poi decide di inserirci il suo nella provetta vuota. Non per niente il titolo originale del film è “The Switch”, ossia “lo scambio”. Il mattino dopo però del fattaccio non ricorda nulla. La sbronza l’ha portato nottetempo a casa del suo amico e qui ha farfugliato qualcosa ma niente di comprensibile.
Passano nove mesi e il bimbo nasce. Kassie decide di chiamarlo Sebastian. Nessuno dei due genitori sospetta che sia avvenuto il tragicomico scambio. Anzi, si separano. Lei decide di spostarsi: prende suo figlio e va via. Lascia la Grande Mela per seguire la carriera. Wally prova a farsi una vita ma non ci riesce. Si vede benissimo che soffre e che le manca Kassie.
Dopo 8 anni e lei torna in città. I due amici di sempre e ritornano a frequentarsi. Tra Wally e il bambino si stabilisce subito un rapporto speciale, quasi magico. I due sembrano fatti l’uno per l’altro. Anche se non sanno di essere padre e figlio. Wally comunque ci mette poco a ricodare quello che è successo la notte del party e ad accorgersi di quanto il piccolo Sebastian gli assomigli. Ma sarà il caso di parlare? Di rivelare tutta la storia a Kassie ora che lei è tornata e che le cose sembrano andare per il meglio? Per di più tra i due amici di sempre sta quasi per sbocciare l’amore ma a complicare le cose ci si mette Roland, ormai separatosi da sua moglie, che ci mette poco a far affezionare Kassie.
A me Jason Bateman sta simpatico. Trovo che sia anche bravo a recitare e perfetto per questi ruoli in cui ci vuole un uomo abbastanza giovane ma senza aspetto da macho.
Jennifer Aniston mi pare ancora la fidanzatina d’America a 42 anni suonati (40 ai tempi in cui ha girato la pellicola). Ma in questo caso va bene. La parte richiedeva una bella faccia e un’aspetto non aggressivo. Nonostante il suo personaggio sia a tutti gli effetti quello di una donna in carriera, chi ha scritto non ha voluto far emergere in questo caso il rampantismo della quarantenne americana che lavora nello showbiz. La Aniston qui è una mamma bellissima e dolcissima, oltre che un’amica leale e sincera (anche se un po’ egoista quando si tratta di procreare un piccolo della sua specie).
Ma l’attore più bravo della pellicola è il piccolo Thomas Robinson, cioè colui che interpreta Sebastian. Fa tenerezza. Ha tutta una serie di faccette che variano dal “contrito” allo “sbigottito” passando per lo “stufo”, il “dispiaciuto”, il “contrariato” e tante altre ancora. Davvero uno spasso.
Jeff Goldblum interpreta Leonard, il migliore amico di Wally: uno scapolone cinquantenne molto disilluso e ottimista, che spesso durante i suoi rendez vous amorosi viene interrotto per accorrere in soccorso del suo amico.
Juliette Lewis è Debbie, l’amica del cuore di Kassie: una mezza matta che ha sempre voglia di festeggiare e che odia a morte Wally per il suo essere pessimista e disfattista.
Voto alla pellicola 6. Gradevole ma scontato. Inizi a vederlo e sai già come va a finire. Peccato. Di commedia c’ha poco o nulla. Io cioè non ho riso affatto. Forse m’è scappato qualche sorriso di fronte alle espressioni stralunate del piccolo Sebastian. In alcuni frangenti la situazione raccontata è abbastanza triste da farvi piangere (se è questo che state cercando).

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


15
dic 11

Fantozzi

Fantozzi

di Luciano Salce (Italia, 1974)
con Paolo Villaggio, Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Umberto D’Orsi,
Liù Bosisio, Giuseppe Anatrelli, Plinio Fernando, Paolo Paoloni

Un grande classico della commedia italiana che non mi stancherei mai di guardare e riguardare.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


8
dic 11

Midnight in Paris

Midnight in Paris

di Woody Allen (Francia, 2011)
con Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard,
Michael Sheen, Carla Bruni, Adrien Brody, Kathy Bates,
Nina Arianda, Kurt Fuller, Tom Hiddleston, Alison Pill,
Mimi Kennedy, Léa Seydoux, Corey Stoll, Lil Mirkk, Gad Elmaleh

Partiamo con le cose semplici. Questo è migliore del precedente film di Woody Allen. Dunque i delusi potranno rifarsi. Almeno in parte.
Mi spiego. La commedia è gradevole ma non siamo di fronte a quei capolavori a cui Allen ci aveva abituato durante i decenni precedenti. Peccato. Comunque sia, Midnight in Paris, pur essendo privo del tipico umorismo sagace che da anni contraddistingue le produzioni cinematografiche di questo regista, non è un cattivo film. Anzi.
Il protagonista, tale Gil, è un giovane scrittore americano in vacanza a Parigi con la sua ragazza e i di lei genitori. Innamoratissimo della città, ha il desiderio di trasfericisi a vivere ma la sua ragazza Inez non pare essere del tutto d’accordo. Mentre cenano in lussuoso ristorante i due incontrano un’altra coppia di americani: Paul, un professore vecchio amico di Inez, e la sua compagna. Iniziano così a visitare Parigi in quattro ma Gil presto si stufa e decide di abbandonare la comitiva, anche perché Paul gli risulta particolamente antipatico a causa della sua pedanteria. Inez invece, affascinatissima dal suo amico colto e barbuto, decide di continuare con lui il tour culturale per la città da sogno.
Mentre la sua ragazza è in giro per Parigi, Gil preferisce passeggiare in solitudine per la città; così facendo, una notte si imbatte per caso in degli strani personaggi, un gruppo di artisti del passato di cui è fan da sempre: Ernest Hemingway, Cole Porter, Francis Scott e Zelda Fitzgerald. Inizialmente gli sembrerà tutto un sogno (anche perché è abbastanza alticcio) ma ci metterà poco ad accorgersi che si tratta di una specie di realtà parallela in cui si trova immerso, una specie di “Inception” nel passato – per la precisione negli anni ’30.
Di questa vita notturna vissuta in compagnia dei suoi amici artisti Gil s’innamorerà senza remore. Sarà il suo rifugio dai problemi diurni con la sua ragazza e il presente. Di notte incontrerà anche Adriana, una bellissima moretta per cui perderà la testa. Persino la sua autostima, dai livelli bassi in cui si trovava prima delle frequentazioni notturne, farà notevoli progressi grazie all’incontro con Gertrude Stein, che accetterà di leggere il libro che sta scrivendo e gli fornirà diversi consigli su come procedere con il lavoro.
Non vi svelo il finale ma sappiate che nasconde una morale. Anche condivisibile, a dire il vero: né banale, né troppo scontata.
Domanda importante: ma si ride durante la visione di questo film? Mah. Poco, direi quasi mai. A parte una scena straordinaria in cui il protagonista incontra in un bar uno stralunatissimo Salvator Dalì (magnificamente interpretato da Adrien Brody) che non fa altro che rifersi alla figura del rinoceronte. Ma questo è solo il mio personalissimo parere.
Owen Wilson è un’attore che mi sta un sacco simpatico; bravissimo, certo, ma sinceramente non so è stata la scelta perfetta per questa pellicola. Diciamo che non è fuori ruolo ma personalmente lo preferivo nei panni di personaggi demenziali. Quella non è la faccia di uno scrittore americano con problemi esistenziali.
Rachel McAdams invece è perfetta. Fa la giovane americana di buona famiglia, una biondina dolce e sexy anche un po’ stronzetta, la fidanzatina perfetta che ti sta al fianco finché non si stufa o non si presenta il primo problema serio. Non so come dirvelo: io l’ho trovata molto più che attraente. Per i primi 20 minuti di pellicola non ho fatto altro che guardare e pensare alle sue gambe.
Michael Sheen interpreta un giovane professore americano che viene invitato alla Sorbonne. Affascinantissimo. La barba nera e folta gli dona molto. Peccato abbia dovuto recitare la parte di un rompiscatole saputello e pretenzioso.
Marion Cotillard è bella, ma questo lo sappiamo. Qui recita la parte della ragazza giovane e frivola che non sa quel che vuole. Il personaggio di Adriana è un’apparente ingenua che si fa affascinare da enormi personalità e che attraverso questo atteggiamento nasconde il suo vuoto esistenziale. Riesce comunque a far innamorare il protagonista con un solo sguardo. Bontà sua.
Di Adrien Brody ho già detto.
Carla Bruni: quasi “non pervenuta”. Ha solo un paio di scene nei panni di un’insulsa guida turistica. Il presidente francese ci scuserà per questo.
Kathy Bates nei panni di Gertrude Stein per me è un “Boh”.
Mi ha stranito vedere Alison Pill nei panni di Zelda Fitzgerald. Il suo ruolo è emblematico. Risulta buffa in un primo momento e tragica poco dopo. Un peperino frizzante prima e un anima in pena in preda alla disperazione più profonda dopo. La bravura di Allen credo stia anche nel saper raccontare personalità di questo tipo, nonostante in questo caso l’abbia fatto attraverso un paio di pennellate/scene appena.
Molto buffo anche Gad Elmaleh, l’attore a cui hanno affidato il ruolo di un investigatore privato francese. Recita una sola battuta ma la situazione in cui si viene a trovare è decisamente divertente.
Voto: 6. Sufficienza. Da Allen ci si aspetta sempre capolavori.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


4
dic 11

La marcia su Roma

La marcia su Roma

di Dino Risi (Italia, 1962)
con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi,
Angela Luce, Roger Hanin, Mario Brega,
Gérard Landry, Antonio Cannas, Nino Di Napoli,
Daniele Vargas, Edda Ferronao, Carlo Kechler, Liù Bosisio

Una delle commedie più belle della storia del cinema italiano.
Due ex commilitoni che hanno servito la Patria insieme durante la Prima Guerra Mondiale, due cialtroni senza arte né parte che non hanno nulla da perdere, si infervorano per le teorie del movimento Fascista e seguono alcune camice nere alla volta di Roma per realizzare la tristemente nota “Marcia su Roma”. Durante il lungo tragitto, però, si renderanno conto di quanto siano falsi i valori propugnati ufficialmente dal movimento, di quando opportunisti siano i dirigenti e di come sia orribile sporcarsi le mani con la violenza, l’unico sistema che le squadracce usano per ottenere potere e consenso.
Gassman e Tognazzi sono al massimo della forma. L’uno interpreta il ruolo dello sfontato e opportunista, l’altro è il sempliciotto di campagna che sogna di poter avere un giorno un pezzo di terra da coltivare.
Roger Hanin è molto buffo nella parte del Capitano Paolinelli, un fascista con pizzetto scuro e folto che dà ordini con il tipico piglio da federale.
In questa pellicola troviamo anche un giovane Mario Brega nei panni di un rozzo e manesco squadrista.
Nota: il soggetto e la sceneggiatura sono di Age e Scarpelli, Ruggero Maccari, Sandro Continenza, Ghigo De Chiara ed Ettore Scola.
Film da guardare assolutamente. Voto: 9.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


30
nov 11

Ex – Amici come prima

Ex – Amici come prima

di Carlo Vanzina (Italia, 2011)
con Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Tosca D’Aquino,
Alessandro Gassman, Veronika Logan, Teresa Mannino,
Ricky Memphihs, Gabriella Pession, Liz Solari, Virginie Marsan,
Anna Foglietta, Paolo Ruffini, Natasha Stefanenko, Elena Barolo

Ennesima commedia dei Vanzina. Niente di rilevante da dichiarare. Questo il trailer.
Ho apprezzato – se così si può dire – il fatto che ci siano state solo poche scene di comicità slapstick (giusto un paio di casi in cui Gassman prende un palo in faccia e mette la mano sopra una cucina con piastra a induzione accesa).
Il film racconta le storie di diverse coppie.
Marco (Brignano) e Floriana (Mannino) sono novelli sposi. Il giorno della partenza per il viaggio di nozze Marco incontra Consuelo (Solari), una bellissima ragazza argentina che aveva incontrato anni fa e la cui conoscenza non aveva mai approfondito, e perciò, rapito dall’avvenenza, prova a recuperare il tempo perduto.
Sandra (Foglietta), un’avvocatessa single ultra-trentenne, cronicamente delusa dai rapporti con gli uomini, perde la testa per Max (Gassman), un avvenente quarantenne che in realtà è il marito da cui una delle sue clienti (Logan) sta cercando di divorziare.
Antonio (Salemme), neo parlamentare europeo di origini sorrentine, durante il suo primo viaggio a Strasburgo si innamora di Olga (Stefanenko), bionda premier di una delle repubbliche baltiche. Il loro sarà un amore impossibile, non solo perché sono entrambi sposati ma perché Olga non vuole tradire la fiducia che il suo popolo ha riposto in lei.
Fabio (Memphis) e Valentina (Pession) sono due disperati, entrambi sull’orlo del suicidio, profondamente delusi e depressi perché abbandonati dai rispettivi partner attraverso un banale SMS. Si incontrano nello studio di un analista psichiatra. Lei crede che lui sia il dottore, ma lui non nega, anzi sta al gioco pur di non contraddirla e nel frattempo s’innamora di lei. La stessa cosa accade alla ragazza. L’uno perde la testa per l’altra e viceversa. Si ameranno nonostante il fraintendimento iniziale.
A Paolo Ruffini il ruolo del collega di Fabio, un ragazzo giovane e idiota che vive quasi solo per rimorchiare; come arma di seduzione usa del becero umorismo ma le sue notti di conquista terminano sempre in maniera imbarazzante.
Tosca D’Aquino interpreta Nunzia, la moglie arrivista del politico campano.
Per la bionda Elena Barolo solo un piccolo cammeo verso la fine del film nei panni di Esther, l’ex ragazza di Fabio.
Piccola parte anche per la giovane e affascinante Virginie Marsan.
Mah. Non so proprio che dire. Il film non fa schifo. Mi aspettavo molto peggio. Ma non sono rimasto neanche piacevolmente colpito. Diciamo pure che è una pellicola insulsa. Guai a dire che tratteggia i rapporti di coppia degli Italiani d’oggi. Comunque non so come, né perché, erano in molti in sala a ridere e di gusto.
Questa pellicola credo non abbia nulla a che vedere con quella omonima diretta da Brizzi nel 2008, a parte il titolo e il lettering.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
nov 11

Anche se è amore non si vede

Anche se è amore non si vede

Anche se è amore non si vede

di Salvatore Ficarra e Valentino Picone (Italia, 2011)
con Salvo Ficarra, Valentino Picone, Ambra Angiolini,
Giovanni Esposito, Diane Fleri, Sascha Zacharias,
Fabrizio Romano, David Furr, Rossella Leone, Maria Di Biase,
Tito Tomassini, Stella Sabbadin, Alessandro Curino, Corrado Nuzzo

Un altro film di Ficarra e Picone. Questa volta i due attori si mettono anche dietro la camera da presa ma sinceramente il risultato non cambia molto. Devo essere sincero: non sono rimasto deluso, ma è anche vero che non è che mi aspettassi granché. Questi due ragazzi un tempo mi stavano abbastanza simpatici ma da tempo non fanno altro che ripetersi. Peccato. Il film sta tutto sulle spalle di Ficarra. I pochi frangenti in cui si ride si devono a lui, al suo modo di parlare, di alludere, al suo piglio da giullare.
“Anche se è amore non si vede” è la solita commedia degli equivoci. Valentino e Gisella sono una coppia storica, stanno insieme da tanti anni, ma lui è troppo appiccicoso, troppo assillante e sdolcinato, la riempie insomma di troppe attenzioni, tanto da costringerla a lasciarlo. La decisione però è difficile, Gisella è sicura di volerlo mollare ma non ha il coraggio di riferire a Valentino le sue intenzioni, per cui decide di rivolgersi a Salvo, il migliore amico del suo ragazzo. Sarà lui a dover comunicare la brutta notizia. Salvo e Valentino, oltre a essere grandi amici, sono anche colleghi: portano in giro i turisti stranieri per le strade di Torino sopra un bus a due piani di cui sono proprietari. In occasione del matrimonio di due amici della loro comitiva (Orazio e Angela) torna in città anche Sonia, una vecchia amica che si è trasferita negli Stati Uniti e che lì ha trovato un compagno, tale Peter. Il legame tra Sonia e Salvo è sempre stato fortissimo. Ora che sono in Italia, le cose tra Sonia e Peter non sembrano andare per il meglio, anche perché Sonia è sempre stata segretamente innamorata di Salvo. Anche lei però non ha il coraggio di comunicare i suoi sentimenti, così decide di affidare il segreto a Valentino. Sarà quindi lui a dover dire a Salvo cosa prova Sonia.
Due parole su Ambra. Non so perché ma non riesco ad essere imparziale nell’esprimermi su di lei. Ho sempre dei pregiudizi nei suoi confronti. Non la trovo una grande attrice – in questo film spesso va sopra le righe – in più mi ispira una certa antipatia. Qui poi le sue braccia da bodybuilder (spesso nude) incutono anche un certo timore.
Diane Fleri l’ho scoperta con il film “Mio fratello è figlio unico” e da allora non ho smesso di provare simpatia per lei; è dolcissima, ha un sorriso particolarmente accattivante e il rotacismo la rende un po’ buffa. Credo che possa recitare ancora per molto tempo, e con successo, la parte della fidanzatina.
Per il ruolo della stangona bionda straniera che fa la guida turistica avrebbero dovuto prendere qualche altra attrice. Secondo me Sascha Zacharias non è stata una buona scelta di cast.
Orazio è interpretato dal simpaticissimo Giovanni Esposito. La scena più divertente del film la interpreta lui a pochi minuti dalla chiusura della pellicola. La barese Rossella Leone interpreta Angela, la sua futura moglie.
Giudizio complessivo sul film: 5 e mezzo. Sì, film buffo, simpatico. Ma fino a un certo punto. Piacerà di certo ai fan di Ficarra & Picone, a quelli che li hanno conosciuti con Striscia la notizia o che amavano le loro performance sul palco di Zelig. Ma anche a quelli che hanno riso guardando le loro precedenti pellicole. Io invece l’ho trovato addirittura fastidioso dal momento in cui ha iniziato a esagerare con le situazioni farsesche come la scazzottata in stile “Bud Spencer & Terence Hill” o la scena dell’autobus bloccato nel traffico.

Il trailer. La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

P.S.: ringrazio pubblicamente Tony per avermi invitato all’anteprima romana di questo film.