Posts Tagged: Colin Farrell


1
set 11

Miami Vice

Miami Vice
di Michael Mann (USA, 2006)
con Colin Farrell, Jamie Foxx,
Gong Li, Naomie Harris, Justin Theroux,
Barry Shabanka Henley, Ciaran Hinds

Questo è un action movie con tutti i crismi e lo si vede sin dalla locandina. L’ho rivisto dopo circa 6 anni – questa volta in italiano. Non ne ricordavo la trama ma non è importante. Qui trovate il trailer originale.
L’ho trovato ancora una volta scarso sotto il profilo del plot. I soggettisti (Mann e Yenkovitch) probabilmente non avevano molto da dire. Non si va oltre il classico poliziesco, insomma: due giovani sbirri, duri ma dal cuore d’oro, vanno in missione undercover (sotto copertura) per conto dell’FBI e rischiano così la vita e quella dei loro colleghi per sgominare una banda dedita al narcotraffico. Tutto qui. Unica nota alquanto originale: uno dei due sbirri, Sonny il biondo, perde la testa per la donna del boss ma il suo sentimento sarà più forte dell’egoismo.
Miami Vice rimane comunque un film notevole dal punto di vista dell’estetica, che peraltro cerca di rifarsi ai canoni di stile degli anni ’80 (periodo in cui andò in onda la serie tv a cui si ispira).
Anche questa volta, riguardandolo, mi sono trovato a pensare che Colin Farrell con i baffi e i capelli unghi unti è davvero ridicolo, ancor prima che tamarro.
Ma la faccio breve, dunque se volete saperne di più leggete quello che scrissi dopo la prima visione.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


24
ago 11

London Boulevard

London Boulevard

di William Monahan (USA, UK, 2010)
con Colin Farrell, Keira Knightley, David Thewlis,
Anna Friel, Ben Chaplin, Ray Winstone, Eddie Marsan,
Stephen Graham, Lee Boardman, Ophelia Lovibond, Sanjeev Bhaskar

Colin Farell torna ad interpretare un criminale. Un ex bandito da strada, una specie di bullo adulto, di gangster di piccolo cabotaggio. Ricordate “In Bruges”? Beh, secondo me hanno deciso di chiamare Farrell ad interpretare il ruolo centrale in questo film perché se la cavò molto bene in quell’altra pellicola.
Mitchel (il protagonista con la faccia di Farrell) è un galeotto che cerca redenzione non appena esce dalla gattabuia, un ragazzo tra i 30 e i 40 anni che decide di farla finita con la malavita, mettendosi a lavorare come bodyguard per una famossima attrice inglese – tale Charlotte (che qui ha le fattezze di Keira Knightley). La vicinanza tra i due fa scattare ben presto la scintilla dell’amore. Il destino però gli rema contro. In altre parole, nonostante sia tornato in libertà e abbia voglia di cambiare vita, alcuni eventi non gli permettono di chiudere con il passato. Pare quasi cioè che l’ambiente e le persone che frequentava prima di andare dietro le sbarre vogliano riemergere e riappropriarsi della sua vita. Ma questo non capita per caso. Il motivo di tale intoppo, infatti, è la frequentazione di Billy, un vecchio amico di scorribande che Mitchell pare abbia salvato dal carcere sicuro, scarificandosi proprio in sua vece. Ormai entrato in un giro di usurai, Billy finisce per coinvolgere Mitchell nel momento in cui lo porta a vivere in un appartamento sottratto illegalmente a un tale che ha chiesto un prestito a Gant. Ma chi è questo Gant? Un personaggio oscuro: trattasi del boss che gestisce i prestiti a strozzo. Una specie di ganster violento, presuntuoso (e omosessuale) che cerca a tutti i costi di costringere Mitchell a lavorare per lui.
Giudizio complessivo: 6 e mezzo. Il film non è malaccio, si fa vedere. Un po’ pulp, un po’ noir. Il problema è che ricorda un po’ troppe altre cose. Alcuni passaggi, ad esempio, hanno lo stile Guy Ritchie, non per nulla l’ambientazione è la stessa: i sobborghi londinesi. La trama del guardiaspalla che perde la testa per la sua cliente/protetta pare la stessa di “The Bodyguard”, il filmone del 1992 con Whitney Houston e Kevin Costner.
SPOILER > Il finale, poi, mi è sembrato decisamente ispirato a “Carlito’s Way”.
Inoltre: quante altre volte è stato affrontato dal cinema il tema del criminale che non riesce a cambiare vita?
Farrell ha la faccia giusta per il ruolo giusto. Sì, insomma, lo sappiamo benissimo che i galeotti non sono così affascinanti. Però questa è (vuole essere) una produzione cinematografica alquanto patinata. Non è che il ruolo da protagonista si poteva prendere un tamarro inguardabile con cicatrici su buona parte della faccia. Su, andiamo.
Keira Knightley intepreta la bella e giovane attrice di successo, molto affascinante ma anche tanto fragile. Che si siano ispirati davvero a lei per scrivere questo personaggio? In altre parole: fino a che punto la Knightley ha interpretato se stessa? Comunque brava. Rende molto l’idea della vita assurda che fanno alcuni super-vip, sempre chiusi in casa per paura di essere fotografati in un atteggiamenti sconvenienti.
Ray Winstone veste il panni di Gant, il ganster di mezza età un po’ dandy, un tantinello bolso, ma anche decisamente viscido. Un violentissimo squalo solo apparentemente raffinato.
Anna Friel è decisamente sexy. Qui interpreta Briony, una fattona tanto bella quanto “sfasciata”, un personaggio a cui il protagonista vuole molto bene. Probabilmente è sua sorella ma non si capisce bene se questo rapporto sia solo fratellanza o qualcosa di più. Forse una ex a cui Mitchell è rimasto molto affezionato, forse un’amica d’infazia. Chissà.
Ben Chaplin interpreta invece Billy, il criminale cretino. Un tizio fragilissimo, stupido, molto ingenuo, maldestro. Lo vedi e ti chiedi come faccia ad essere ancora vivo un personaggio così. Comunque l’attore quasi non l’avevo riconosciuto con i capelli lunghi e sudici. Inoltre: quanti chili avrà perso per recitare in questa parte?
A David Thewlis hanno assegnato il ruolo dell’amico/manager/protettore della bella Charlotte. Una specie di fattone tuttofare; immaginate pure un Drugo Lebowsky in chiave british.
Sanjeev Bhaskar recita nei panni di un medico dal cuore grande che si innamora della tossica Briony, nonostante sappia che non potrà essere sua per sempre.
Ricordate Stephen Graham? Ma sì, il tizio che interpreta il giovane Al Capone in “Boardwalk Empire”. Qui ha qualche scena come piccolo gangster di quartiere. Una specie di supervisore/informatore che passa le sue giornate a bere birra nel suo pub.
Nota: questo film è tratto dal romanzo omonimo di Ken Bruen.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


17
mag 11

Minority Report

Minority Report

di Steven Spielberg (USA, 2002)
con Tom Cruise, Max von Sydow, Colin Farrell,
Neal McDonough, Steve Harris, Samantha Morton,
Tim Blake Nelson, Lois Smith, Peter Stormare, Kathryn Morris,
Jessica Capshaw, Patrick Kilpatrick, Anna Maria Horsford,
Erica Ford, Michael Dickman, Ann Ryerson, Mike Binder

Dopo un bel po’ di anni ho ri-visto questo film perché – lo ammetto – non ricordavo praticamente nulla.
La trama è nota per cui la riassumo molto velocemente. In un futuro non lontanissimo una divisione della polizia di Washington si occupa di arrestare alcuni criminali ancor prima che compiano un delitto. Questo progetto di “pre-crimine”, basato sulle previsioni di tre sensitivi noti come “precog”, pare funzionare alla perfezione, tanto da essere sul punto di essere diffuso su tutto il territorio degli Stati Uniti D’America. Gli intoppi nascono nel momento in cui lo stesso capo esecutivo del progetto, l’agente John Anderton, viene indicato dal sistema come probabile assassino. Come se non bastasse, nei giorni in cui si verifica questo bizzarro incidente di percorso, l’investigatore federale Ed Witwer fa visita agli uffici della pre-crimine al fine di verificare il corretto funzionamento della stessa e segnalare eventuali anomalie.
Ok, l’idea è buona, ottima anzi. Estremamente originale. Non per nulla è tratta da un romanzo di Philip K. Dick. Dunque il merito non può essere attribuito a chi ha adattato il soggetto e/o agli sceneggiatori, che comunque – va detto – hanno fatto un lavoro più che valido. Ciò che non quadra (al solito) è il modo in cui viene rappresentato il futuro. Ad esempio i computer e la tecnologia: ma come, hai un cervellone centrale interfacciato con la mente umana, controllato attraverso il movimento delle mani davanti ad un gigante schermo a proiezione e non tutti i terminali sono collegati tra loro attraverso una rete? Niente: la rete interna degli uffici della pre-crimine pare non esistere. Non è connessa wireless, né via via cavo. Per portare un file da un pc all’altro gli impiegati usano delle tavolette in plexiglas trasparente. Ridicolo. Nel 2002 non riuscivano a immaginare la condivisione di file tra due pc via rete locale. Bah. Roba da non crederci.
Altra cosa che mi ha dato particolarmente fastidio: perché commistionare la fantascienza con la metafisica? Perché ricorrere alle doti sovrannaturali (e quasi magico/mistiche) di tre speciali esseri umani (i precog) per spiegare la previsione di un delitto? Certo, questa è una critica all’idea di base del romanzo di Dick ma concedetemela ugualmente. Un plot basato esclusivamente su fantascienza pura, ossia su principi pur sempre di fantasia, ma frutto dell’estrapolazione di concetti di fisica e matematica, sarebbe stato molto meglio – almeno dal mio personalissimo punto di vista.
Nota positiva: il futuristico sistema di trasporti cittadino, basato su veicoli dalle linee morbidissime che paiono quasi fluttuare su strade che si stendono su 3 dimensioni (anziché solo su piani orizzontali). Davvero geniale.
Ma parliamo di recitazione. Questo è uno dei pochi film in cui Tom Cruise recita molto bene. Nel novero delle sue pellicole meglio riuscite metterei giusto questa, Magnolia e un paio di altri film al massimo.
Colin Farrell mi ha stupito. Non è mai stato il mio attore preferito. Anzi. Eppure questa volta mi è sembrato perfettamente nella parte. Interpreta un serioso agente governativo mandato alla pre-crimine per controllare con esattezza il funzionamento della macchina burocratica/investigativa che previene i reati di violenza. Incredibile: all’epoca aveva solo 26 anni eppure recitava già come un attore navigato. Davvero bravo.
Max von Sydow è un attorone – non c’è bisogno che lo dica io. Gigantesco. Credibilissimo nella parte del funzionario anziano a capo della divisione pre-crimine. Tra l’altro per l’edizione italiana hanno scelto un doppiatore con un vocione profondissimo che rende il personaggio ancora più intenso.
Buona prova anche per Samantha Morton (nel ruolo della precog Agatha), Kathryn Morris (in quello della moglie del protagonista) e Lois Smith (in quello della scienziata genetista che contribuì alla costruzione del sistema di gestione del pre-crimine, sfruttando le premonizioni dei precog).
Questa volta il voto alla pellicola non lo metto. Non è sempre necessario. Vi basti sapere che la storia è quella di un grande scrittore di fantascienza (uno dei più grandi), che dietro la macchina da presa c’è un regista come Spielberg e che davanti c’è il cast che vi ho citato poco più su. Ne viene fuori un gradevole pastiche sci-fi di matrice filosofica rimpinguato di azione mozzafiato e decorato con estetica futuristica filo-hi-tech.
La domanda che il film ha intenzione di inculcare nello spetattore è: fino a che punto ci si può spingere nella lotta al crimine? Il diritto alla sicurezza di un cittadino confina sempre con la libertà di un altro§; dove inizia l’uno finisce l’altra. E viceversa. Morale: attenzione perché dove c’è di mezzo l’uomo e il suo libero arbitrio è praticamente impossibile prevenire cosa può accadere.

Qui il trailer italiano. Paragonatelo pure con quello originale americano.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


12
ott 09

Parnassus – L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Parnassus

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

(The Imaginarium of Doctor Parnassus)

di Terry Gilliam (USA, 2009)
con Heath Ledger, Christopher Plummer, Tom Waits,
Lily Cole, Verne Troyer, Andrew Garfield,
Jude Law, Colin Farrell, Johnny Depp,
Paloma Faith, Michael Eklund, Peter Stormare

Magnifico film. Un fantasy come se ne vedono pochi in giro – e ve lo dice uno che non adora i film fantasy. Dunque il mio apprezzamento dovrebbe valere doppio. (guarda qui il trailer ufficiale italiano in HD)
Ecco: immaginate di mixare due film come “Il tagliaerbe” e “Essere John Malkovich” e lasciare che sia Tim Burton a dirigere tutto quanto. Forse questo esempio ancora non rende bene l’idea, poiché “Parnassus” non ha tinte così fosche come le pellicole di Burton, ma ci si avvicina molto.
Le motivazioni principali per cui suggerirei a tutti di guardare questo film sono sostanzialmente tre: l’originalità della storia, la bravura del regista nel dirigere la narrazione, il fascino degli effetti speciali e la bravura degli attori. Provate a leggere il cast e ditemi se non siamo di fronte ad un parterre di prim’ordine. In fin dei conti tutti parleranno (legittimamente) della bravura del defunto Ledger – a cui la pellicola è dedicata. Questo è stato l’ultimo film in cui ha recitato e bla bla bla… ma fidatevi se vi dico che anche gli altri attori non sfigurano affatto. Per dire: Johnny Depp sta sulla scena meno di 10 minuti ma gli bastano due o tre sguardi in direzione di uno specchio per farti alzare in piedi a battere le mani entusiasta.
Colin Farrell è più misurato del solito. Non stra-recita, sta al posto suo. Non gigioneggia. A questo punto bisogna apprezzarlo per il solo fatto di essere riuscito, in questo caso, a irrigimentarsi. Bravo.
Jude Law torna nei panni del belloccio che piace alle donne, anche a quelle anzianotte. Un ruolo che ha già interpretato in “Alfie” e in “A.I. – Intelligenza artificiale” Ormai è una garanzia.
Christopher Plummer è un attore più che navigato. Monumento al cinema moderno. Qui lo vediamo nei panni di un santone che, sebbene appaia saggio, riesce anche ad essere irrascibile, avventato e smanioso di scommettere con la sorte.
Tom Waits è pressoché perfetto per la parte del diavolo. Non potevano scegliere di meglio. Un satanasso beffardo, molto pieno di sè, fighetto e un po’ gagà. Se ne va in giro con una mise da elegantone, fumando una sigaretta con il bocchino. I suoi baffetti, disegnati col carbone sul labbro superiore, sono buffissimi.

Lily Cole interpreta il perno del racconto. Brava ad recitare la parte di “bambolina-peperina”. Dà un tocco di fascino giovane, fresco ma anche d’antan. Bella di una bellezza enigmatica. Qualcuno di voi la ricorderà senz’altro per aver recitato anni fa in uno scandaloso spot della Playstation Sony in cui appariva come una specie di aliena dalla testa molto larga e dagli occhi estremamente distanti (l’uno dall’altro). Attenzione a fare sogni impuri su di lei: nella vita reale è maggiorenne. Nel film non lo è.
A Verne Troyer hanno riservato la vena buffa del film. Si diverte a scherzare con la sua condizione di nano da circo. Il suo ruolo è un po’ quello di fare da coscienza al santone.
Andrew Garfield è giovane ma promette bene. Il suo ruolo è quello dell’attore girovago, segretamente innamorato della giovane figlia del santone (ma neanche tanto segretamente). Dov’è che l’ho già visto? Ah, sì: in “Leoni per agnelli”.
Peter Stormare appare per pochi attimi come Presidente dell’Universo: un burocrate paraplegico tutt’altro che funzionale alla storia. Irrilevante.
Non voglio svelarvi molto poiché la storia è tutta da scoprire. Il piacere di questo film sta, appunto, nel lasciarsi sorprendere dall’evoluzione del racconto. Vi riporto perciò solo i primi 2 minuti del film.
Una piccola compagnia di attori squattrinati gira l’Inghilterra con un piccolo caravan/teatro, mettendo in scena uno spettacolino simil-circense in cui una specie di giovane Mercurio introduce una ninfetta ballerina, un nano e un santone orientale in grado di leggere nel pensiero. Siamo a Londra. Quando il maestro di cerimonie invita una persona dello sparuto pubblico a salire sul palco, per prendere parte allo spettacolo e farsi leggere nella mente, qualcosa inizia ad andare storto.
Per una volta ascoltatemi: andate al cinema e lasciatevi trasportare dalla magia di questa fiaba. Dopo mi ringrazierete.
Il film arriverà nelle sale italiane il 23 ottbre 2009. Distribuisce MovieMax.

Nota: Heath Ledger è morto nel gennaio 2008, durante la lavorazione di questo film. Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, ossia i tre attori che sono stati chiamati a completare le riprese hanno devoluto i loro compensi a Matilda, la figlia di Ledger.

Nota personale: ho visto questo film in anteprima alla Casa del Cinema di Roma lo scorso giovedì (8 ottobre). A questa proiezione organizzata da Ford Italia sono stato invitato dai ragazzi di Digital P.R. Roma, i quali comunque non mi hanno chiesto di scrivere questa recensione.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.