Claudio Santamaria

Brutti e cattivi

Brutti e cattivi di Cosimo Gomez (Italia, Francia, 2018) con Claudio Santamaria, Sara Serraiocco, Marco D’Amore, Aline Belibi, Simoncino Martucci, Giorgio Colangeli, Adamo Dionisi, Maria Chiara Augenti, Narcisse Mame, Yang Shi, Guo Qiang Xu, Rinat Khismatouline, Rosa Canova Commedia noir, un pulp all’italiana. Si potrà dire? Beh, l’hanno detto – a ragione – un po’ tutti. Qui non c’è buonismo, non ci sono eroi (quasi), non c’è bene e male. Il politically correct va messo in pausa durante la visione. Roma. Una banda di piccoli criminali cerca di mettere a segno il colpo della vita. Unico dettaglio – non da […]

I primi della lista

I primi della lista di Roan Johnson (Italia, 2011) con Claudio Santamaria, Paolo Cioni, Francesco Turbanti, Daniela Morozzi, Fabrizio Brandi, Sergio Pierattini, Lorenzo Bartoli Pisa, 1970. Tre giovani appartneneti alla cosiddetta “sinistra extraparlamentare” tentano di fuggire all’estero per paura di rappresaglie contro i comunisti, dopo aver avuto una soffiata sul “praticamente certo” golpe di matrice neofascista contro lo Stato Italiano. Il golpe ovviamente non avverrà mai ragazzi non lo sapranno, per cui continueranno a credere per tutto il tempo di essere in pericolo, almeno fin quando non arriveranno alla frontiera con l’Austria, dove combineranno un grosso casino e verranno arrestati. […]

Lo chiamavano Jeeg Robot

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti (Italia, 2016) con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Daniele Trombetti, Antonia Truppo, Gianluca Di Gennaro, Salvatore Esposito, Francesco Formichetti Ho rivisto questo film ieri sera in tv, quasi per caso, e mi è piaciuto ancora, come la prima volta. Ecco cosa ne scrissi all’epoca. La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Gli sfiorati

Gli sfiorati di Matteo Rovere (Italia, 2011) con Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio Santamaria, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Aitana Sánchez-Gijón, Asia Argento Un’ora e 23 minuti di antefatto in cui non accade assoulutamente nulla. Giovani che vagano tra una festa e un divano, che si annoiano, anche quando sono nel centro di una bolgia. Il protagonista fa la spola tra casa, ufficio e locali varii, ma ha sempre un’espressione tra il depresso e il pensieroso. Si intuisce che è nel mezzo di un dramma ma non si intuisce minimamente quale sia il problema che l’affligge. Poi l’epifania, lo sblocco, il […]