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Posts Tagged ‘cibo’

Come si mangia da Vittorio er trasteverino?

gennaio 2nd, 2010

Non male, direi. Io ho preso un bel piatto di tonnarelli castagne e guanciale davvero delizioso – il dolce della castagna morbida sbriciolata si abbinava perfettamente alla croccantezza un po’ salata del guanciale – più un fiore di zucca fritto pastellato come antipasto. Delizioso anche questo. Dentro ci ho trovato un po’ di mozzarella (né tanta, né poca). Non me l’aspettavo ma un fidato commensale mi ha detto che ci sta: la ricetta ufficiale del fiore di zucca fritto prevede la mozzarella. Roba da leccarsi i baffi. Deliziosa anche la tagliata di manzo: cotta molto bene – anche se al sangue – e tenerissima.
Il locale è molto piccolo. Potrà contenere al massimo 60 coperti. Dall’arredamento sembra una di quelle tipiche osterie romane… e infatti lo è. Per evitare frambusto e confusione, davanti all’ingresso un ragazzo trentenne prende le ordinazioni e si occupa di sistemare i clienti al tavolo giusto, di segnalare il tempo d’attesa, ecc. Lo fa anche in giornate di freddo e anche sotto la pioggia. Stoico.
Il servizio è abbastanza rapido, la cameriera e paziente e molto gentile, ben disposta cioè a prendere anche delle comande ingarbugliatissime in cui alcune pizze vanno servite come primi, altre come seconde, alcune porzioni vanno divise in due, ecc. Roba che per l’incasimento io avrei urlato, ribaltando il tavolo e mandando tutti a quel paese.
I prezzi delle portate sono molto accessibili. Decisamente bassi per una zona super turistica come Trastevere.
Vi riassumo la mia esperienza:
Sette coperti (a costo zero, ovviamente)
Tre fiori di zucca fritti in pastella,
Una porzione di crocchette di patate,
Un fritto misto (antipasto)
Tre primi (un piatto di gnocchi al pomodoro, uno di tonnarelli castagne e guanciale e uno di ravioloni alla crema di parmigiano e radicchio),
Due pizze (una margherita e una funghi e salsiccia)
Due tagliate di manzo,
Una bistecca di manzo,
Una porzione di tiramisù,
Sei caffè,
Quattro litri di acqua minerale.
Totale: 121 Euro.

Ristorante “Da Vittorio” – via di San Cosimato 14/A
(nei pressi di Piazza San Callisto), Trastevere – Roma.

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Biscotti d’enoteca

novembre 14th, 2009

Artisan Biscuits

L’altro giorno dovevo andare a cena da alcuni carissimi amici. Ero appena uscito dall’ufficio. Non volendo andarci a mani vuote, né volendo portare la solita bottiglia di vino, mi sono fermato in un’enoteca alla ricerca di un buon dolce (secco). Ho scoperto dei nuovi biscotti; si chiamano Artisan Biscuits. Sono inglesi. Li fanno a Ashbourne, nel Derbyshire. La scatola dice “baked by hand”, cioè fatti a mano (cotti a mano). Mah. Non so se c’è da fidarsi. Comunque sia, agli amici ho portato una scatola di “Elegant & English”,  gusto limone e zenzero (ginger and lemon).
Un paio di giorni dopo ci sono passato ed ho preso una confezione per me al gusto “vanilla and cream”. Beh, devo proprio dirvelo: sono buonissimi. Nel gusto ricordano tanto gli shortbread scozzesi. Solo che questi hanno forma ellittica e sono spessi la metà. Non per nulla sulla scatola c’è anche scritto “An infusion of two Elegant flavours in an English all-butter biscuit”
Una scatola da 150 g. (carina, vero?) costa 3,80 Euro. Ossia 25,30 Euro al Kilogrammo. Davvero troppo. Però è un piccolo vizio che ogni tanto ci si può concedere.
Se vi può interessare, l’enoteca si chiama “Vino & Company(DoppiaBi s.r.l.)” e si trova a Roma in via Madonna del riposo, 22.

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Tagliolini al nero di seppia prafali

settembre 17th, 2009

tagliolini ingredienti

Ieri sera mi sono inventato una ricetta. Avevo in frigo una busta di tagliolini al nero di seppia, scoperti sabato scorso durante una ricognizione al supermarket Tigre ma non sapevo come cucinarli. Mi sono guardato in giro, ho aperto la dispensa, ho rovistato meglio nel frigo. Ho trovato tutto il necessario (limone, frutta secca e prosciutto) per mettermi ai fornelli a cuicinare/sperimentare qualcosa di nuovo.

Ingredienti per 2 persone (anche 3, va’!)
Una busta di tagliolini al nero di seppia Giovanni Rana
un pezzo da 150 g di prosciutto arrostite alle erbe
80 g di fave a piccanti
un limone
sale grosso
pepe
olio extravergine d’oliva

Preparazione.
Ho messo a bollire l’acqua sul fuoco. Nel frattempo ho versato le fave in una piccola ciotola piena di acqua fresca. Questa operazione mi è servita a far sì che le fave perdessero la polvere di peperoncino che le rendeva estremamente piccanti. Ho preso una padella, l’ho cosparsa di olio e l’ho messa sul fornello a fuoco lento. Dopo una quindicina di secondi ho versato nella padella il prosciutto tagliato a dadini non molto grandi. Qualche istante dopo ho aggiunto anche le fave, ma non prima di averle scolate per bene e di averle asciugate con uno strofinaccio. Ho lasciato quindi sfrigolare questi due ingredienti per 3 minuti circa. Ho aggiunto un pizzico di pepe.
Quando l’acqua ha iniziato a bollire, nella pentola ho versato la pasta e, quasi contemporaneamente, un pugno di sale grosso. Ho lasciato cuocere per 4 minuti o poco più, girando di tanto in tanto. A questo punto ho spento il fuoco sotto la padella e sotto la pentola, ho versato la pasta nello scolapasta e poi l’ho rimessa nella pentola. Quindi ho mescolato il prosciutto e le fave rosolate con la pasta. Ho aggiunto il succo di un quarto di limone e ho continuato a mescolare bene per una decina di secondi, facendo attenzione a che la pasta non si attaccasse e non scuocesse. Attenzione a non rimettere la pentola sul fuoco. Per questa ricetta è preferibile non effettuare l’operazione di mescolamento mentre la pentola è sul fuoco, onde evitare che la pasta diventi troppo secca. Anzi, i veri cuochi – quelli che ne sanno a pacchi – in questi casi consigliano anche di versare sulla pasta un po’ di acqua di cottura, eventualmente avanzata.
Come penultima operazione ho messo la pasta nei piatti e ho servito in tavola. Il tocco finale è stato grattuggiare la buccia di un limone – opportunamente lavato – direttamente sulla pasta impiattata.

tagliolini nel piatto

Giudizio finale: non sarà una genialata o un capolavoro ma a me questo primo piatto è piaciuto. Lo so: a volte sono troppo indulgente con me stesso. Oh, comunque il coinquilino/commensale non si è lamentato.

Nota seria: nella ricetta le fave al forno possono tranquillamente essere sostituite con un altro tipo di frutta secca come mandorle, noci o anche nocciole. Arachidi meglio di no. Allo stesso modo, se non vi piace il prosciutto cotto aromatizzato alle erbe, potete sempre usare quello normale o il cosiddetto cotto di praga.
Nota cazzara: il termine “pràfali” sarebbe un neologismo da me coniato, un acronimo che starebbe per “PRosciutto Arrosto + FAve + LImone”. :)

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Ferrero Fresh Folies

agosto 30th, 2009

Ferrero Fresh Folies - mini Ferrero Rocher

Domenica scorsa, facendo la spesa presso il supermarket Tigre di viale Liegi, ho scoperto le Ferrero Fresh Folies. Incredibile, ormai sembra che io abbia un radar per le novità di casa Ferrero!
Di cosa si tratta? Di una nuova linea di prodotti dolciari da banco frigo, credo pensata specificatamente per l’estate. Al suo interno ci sono la versione mini e ‘fresca’ di diversi prodotti che la Ferrero già distribuisce durante l’inverno: i Mon Cheri, i Rocher, i Raffaello, gli Opera e i Pocket Espresso. (vedi questo post del Promotions-Blog). Questo almeno per il mercato estero. Per il mercato italiano la gamma comprende altri prodotti tra cui il Rondnoir e una specie di gianduiotto.
Come potete vedere dalla foto qui sopra, io ho comprato un paio di scatole di Ferrero Fresh Folies mini Ferrero Rocher. Il costo di ogni confezione (contenente sei pezzi) è di 1,49 Euro. Peso netto: 40 g.
Il cioccolatino è ottimo, ovviamente. Non c’è nemmeno bisogno che lo dica. La definizione esatta sarebbe: “Praline di cioccolato  al latte con nocciole e ripieno cremoso alla nocciola”. Ricorda tantissimo il sapore del Ferrero Rocher originale, anche se è più piccolo, c’è meno wafer all’interno e la granella che lo ricopre è molto più raffinata.
Come ho già detto, la confezione contiene 6 piccole praline adagiate in un blister argentato – praticamente un piccolo vassoio. Credo che tutto ciò sia stato ideato per permettere di servire il prodotto nella sua stessa confezione.
Il prodotto va conservato in frigorifero (+4 °C) e va consumato fresco. Non per nulla la confezione riporta un logo con la scritta “le ricette del fresco”.
Lo ricomprerei? Certamente! Anche oggi stesso – nonostante lo trovi un po’ costoso. Peccato che l’estate stia per finire. Forse dovrei farne una scorta. Speriamo che questa linea sia riuscita ad ottenere il successo che l’azienda sperava così che la prossima estate ce lo possiamo trovare nuovamente nei banchi frigo dei nostri supermarchet.

Nota: ho dato un’occhiata veloce al sito ufficiale Ferrero ma di questa linea di prodotti pare non esserci traccia.

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Il quarto post sui frullati

giugno 29th, 2009

Santal Smoothie

Forse avrò parlato un po’ troppo di frullati questo mese, dunque sarò breve.
So che anche la Parmalat ha messo in commercio una linea di frullati; si chiamano “Santal Smoothie”. Non vorrei sbagliare ma credo che in America “Smoothie” sia un po’ il nome comune per il frullato di frutta.
Ho assaggiato anche questi, in entrambi i gusti. Mi pare che la linea preveda solo 2 gusti: “Pesca e lampone” e “Tropicali”.  Dall’illustrazione si capisce facilmente che quest’ultimo gusto comprende cocco, banana e ananas.
Anche in questo caso siamo in presenza di frullato di pura frutta frullata. Non ho la bottiglietta sotto mano per cui non so dirvi se contiene zuccheri aggiunti o se ci sono coloranti/conservanti.
Di che sanno? Di frutta, ovviamente. Sono buoni, forse solo un po’ più dolci dei loro concorrenti e senza dubbio molto più densi.
Li vendono nei bar, per cui credo che sia molto più semplice reperirli.
Non saprei dirvi nemmeno quanto costa la singola bottiglietta – magari mi informo e poi aggiorno questo post.

Night Shift dvd

A Grand Day Out with Wallace and Gromit download

Sul sito Parmalat.it di questa linea di prodotti ancora non v’è traccia.

I primi tre post sui frullati li trovate qui: Chiquita, Valfrutta e Dimmidisì.

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Biscotto dolce alla lenticchia

giugno 25th, 2009

Raviolo di lenticchia

Non ci volevo credere quando l’ho visto ma esiste davvero. Si tratta di un biscotto dolce alle lenticchie. Nello specifico “Raviolo con Lenticchia di Castelluccio di Norcia”. Lo produce la NorciaPasticceria s.r.l. di Preci (Pg), usando il brand “Pasticceria 7 porte nursine”.
Ho trovato questo biscotto nella macchinetta degli snack che da poco tempo ci hanno installato in ufficio. La curiosità è stata troppo forte.
Non ho mai sentito di una ricetta per un dolce in cui si usavano le lenticchie. Ho dovuto comprarlo e provarlo. Il biscotto sembra un po’ un Grisbì casereccio al cacao. Costa 60 centesimi di Euro – unico pezzo da 36 grammi netti.
The Sure Thing hd
Mentre con i colleghi ridevamo per la bizzarra idea di fare un dolce alla lenticchia, per caso abbiamo letto anche l’incarto e scoperto che il prodotto contiene una lunghissima lista di ingredienti. Riporto fedelmente.
Farina di grano tenero 00, zucchero, margarina vegetale (grassi e oli vegetali parzialmente idrogenati, acqua, sale, emulsionante: E471, E322, conservanti: sorbato di potassio, acidificanti: acido lattico, coloranti, beta carotene E160a (ii) aromi), uova pastorizzate, farina di lenticchie, (10%), fecola di patate, pasta di mandorle, cacao, emulsionante lecitina di soia, miele, burro. CONFETTURA DI ALBICOCCHE (4%, sciroppo di glucosio fruttosio, purea di albicocche, zucchero, gelificante pectina, correttore di acidità, acido citrico, conservante sorbato di potassio) agenti lievitanti (pirofosfato disordico, bicarbonato di sodio, amido di frumento.), rum fantasia, aromi, sale. Il prodotto potrebbe contenere tracce di: frutta secca, latte.
E scusate se è poco.

Eraser on dvd

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Kinder Cioccolato Drink

giugno 6th, 2009

kinder_cioccolato_drink

Anche la Ferrero ha deciso di entrare nel mercato delle bevande a base di latte. Da pochissime settimane nei banchi frigo si può trovare appunto il “Kinder Cioccolato Drink”. Lo vedete qui sopra. Si tratta di una bevanda al gusto cioccolato. La dicitura sulla confezione dice testualmente “Specialità da bere al cioccolato finissimo al latte (3,5%) preparata con latte fresco pastorizzato”. La pastorizzazione è ovviamente di tipo UHT.
L’ho comprata questo pomeriggio e l’ho bevuta subito – ormai sapete quanto io sia goloso. L’ho trovata davvero deliziosa. Non molto diversa da bevande simili (vedi il “Drink Granarolo”). Un po’ più densa però del composto che otterremmo se mescolassimo da soli a casa il latte freddo con della polvere al cacao tipo Nesquik. Sa di cioccolato, ovviamente, ed è molto fresca. Credo che si tratti proprio di una novità da banco frigo che la Ferrero ha deciso di lanciare per questa stagione estiva.
Cabin Fever dvdrip
Ogni confezione comprende due piccoli brick da 100ml l’uno. Il costo si aggira intorno agli 1,70 Euro, che facendo due conti sarebbe 8,50 Euro al litro.
Lo consiglierei come merenda ai vostri bambini? Boh, non so. A me piace ma non mi fa proprio impazzire. DIciamo che è molto dolce e non disseta. Anzi, tutt’altro. Tra l’altro è molto costoso. Non so se lo comprerò ancora.
Tenete conto che io sono un fan ultrà della linea di prodotti Kinder e, più in generale, della Ferrero. Dunque prendete sempre con la dovuta cautela le mie parole – seppur sincere e prive di qualsiasi condizionamento da parte della suddetta azienda sita in Alba – Cuneo.

Beer for My Horses the movie

Nota: sul sito ufficiale Ferrero.it The Heaven Project dvd sembra non esserci ancora traccia di questo prodotto.

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Reportage dall'aperitivo Ford Ka per blogger (Roma)

maggio 10th, 2009

aperitivo_blogger_fordka_roma_mini

Venerdì sera ho avuto l’onore di partecipare all’aperitivo organizzato da Digital PR per Ford. Occasione per presentare ai blogger il restyling del modello “Ka”. L’evento avveniva in contemporanea con Milano. (Flickr Pool)
Impressioni:
A Roma abbiamo avuto l’onore di avere il presidente di Ford Italia, tale Gaetano Thorel. E’ stato lui ad aprire lo speech. (vedi foto sopra by FordKa Ita

Hard to Kill video

) Ha ricordato come la Ford ha voluto fare da sola, è stata l’unica azienda americana del comparto automobilistico a non chiedere al governo degli Stati Uniti aiuti economici per affrontare l’attuale crisi economica. Ci ha parlato delle statistiche di vendita della sua azienda, del fatto che in Gran Breatagna è come se fossero l’azienda di casa, mentre in Italia superano di poco il 10% del mercato e lo ritengono comunque un grande traguardo, poiché è pressoché impossibile scalzare la Fiat – che non scende praticamente mai al di sotto del 30%.
I modelli di punta, ossia quelli che più vendono in Italia, sono 3: Fiesta, Ka e un altro che non ricordo. Forse Mondeo? A quanto pare le cose vanno fin troppo bene per la nuova Ka in termini di commercializzazione. In Italia, in vendita dai primi dell’anno, ci sono così tante richieste da non riuscire a stare dietro con le ordinazioni. Praticamente solo il 50% dei clienti riceve la macchina poco dopo la prenotazione. Tutti gli altri devono attendere diversi mesi, alcuni sino a Settembre/Ottobre 2009. Tutto ciò non è affatto bello. Lo ha amesso a malincuore anche lo stesso Thorel. La Ford vorrebbe anche far di più ma non può aumentare il numero delle unità prodotte – a parità di lasso di tempo – perché la linea di produzione della nuova Ka è in condivisione con la Fiat – che credo la utilizzi per sfornare le nuove 500.
A seguire c’è stato l’intervento del capoccia della Wunderman, l’agenzia di comunicazione a cui la Ford si è affidata per la campagna online. Ha mostrato tutta una serie di slide (Powerpoint) con testo piccolissimo, piene zeppe di dati. Ha spiegato brevemente il pre-lancio e il lancio vero e proprio sulla Rete. Ciò che ha stupito un po’ tutti i presenti – me incluso – è che nelle sue parole e nelle slide non c’era il benché minimo accenno a quello che in gergo (nel bene o nel male) viene chiamato “web 2.0″. Ci ha parlato di mini sito dedicato al nuovo prodotto, di gallerie fotografiche, spot, video, newsletter, ecc. Tutto molto bello, carino. Anche interessante. Sì ma anche tutto ‘one-to-many’, molto ‘broadcast’, dal punto di vista comunicativo. In pratica, nella campagna della nuova Ford Ka non è presente alcun tentativo di voler ingaggiare una conversazione con l’utente/possibile acquirente dell’auto.
Come ha scritto Nicola Mattina su FriendFeed “il sito ad hoc www.ovunqueka.it è tutto una flashata” Perché? Come mai?
Davvero molto strano, visto che per un evento del genere avevano chiamato i blogger italiani (una loro rappresentanza). Come si spiega tutto ciò? Alessio Jacona si è fatto portavoce di coloro i quali avrebbero dovuto esprimere questo dubbio e ha posto la domanda, con garbo e nei termini corretti, ma devo dire che la risposta è stata alquanto evasiva e poco chiara. Insomma il solito “c’è molto da fare, abbiamo inziato, la strada da percorrere è quella” e così via. Belle parole. Ma pochi fatti. L’unico accenno di interazione è forse l’apertura di una specie di community in cui si chiede agli utenti di indicare su di una mappa alcuni punti di interesse. Un geotagging collaborativo realizzato usando Socialight.
Chiusa questa parentesi istituzionale ci sono state un paio di domande. Luca Mascaro (dalla Svizzera, in transito per Roma) ha chiesto come mai non venisse dato ascolto a quei fidelissimi di Ford che, nonostante siano pochi, in alcuni forum spesso si lamentano del fatto che certe auto disponibili negli States (vedi Mustang) non siano invece disponibili nel nostro Paese. La risposta del presidente è stata un’altra candida ammissione: Ford Italia è dispiaicuta ma non ha tempo per occuparsi di questo. La monitorizzazione delle conversazioni in Rete sui brand Ford, a quanto pare, avviene, ma non è una pratica continuativa. Eppure se si pensa che una cifra altissima viene spesa sul Web (il 10% dell’intero budget in comunicazione) non ci si spiega come mai non si possano impiegare almeno due addetti junior alla comunicazione a tempo pieno per assolvere a questo compito e intessere dunque un rapporto più diretto con i fan/la clientela.
A speech ultimato mentre si gozzovigliava, chi lo voleva poteva effettuare un drive test con l’auto. Io me lo sono perso – al solito – perché ero troppo preso dal cibo e a chiacchierare con altri blogger conoscenti (amici?) presenti all’evento.
A fine serata si è anche tenuta una piccola riffa. Sono stati estratti due numeri e così due blogger (WonderPaolastra e Laura Fujiko) hanno ricevuto la Ka in prova gratuita, ciascuno per una settimana.
Il Red è un locale davvero bello. Si trova all’interno del complesso dell’Auditorium – Parco della musica di Roma. Di certo si tratta di un posto da fighetti ma mi è sembrato una location consona all’evento. Grande, spazioso, affascinante arredamento contemporaneo, ottima amplificazione, doppia sala (cocktail e cena) più un bel po’ di tavolini allestiti all’esterno, sotto la passeggiata a galleria dell’Auditorium. Il barista al banco è stato molto bravo nel preparare i cocktail analcolici – credo che ormai lo sappiate: sono astemio. Cibo molto buono e vario: riso basmati col ragù, soufflé di patate, tartine, pizzette, spiedino di pomodori pachino e mozzarelline, ecc.
I gadget di questo evento: un modellino della macchina in massiccio metallo cromato (ferro? acciaio? leghe varie?), una maglietta nera in cotone con la grafica del nuovo sito Ka e un bel libro fotografico in cartone pesante (con copertina magnetica) contenente un cd pieno di foto della macchina ad alta definizione. Sarà stato materiale per la stampa riciclato per i blogger?

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Di venerdì cockail(s) alla GGD

aprile 6th, 2009

Venerdì scorso – 3 Aprile – sono stato alla seconda (GGD) romana. Ci sono potuto andare in quanto Miss StrongAle è stata così gentile da lasciare che l’accompagnassi. Sì perché dovete sapere che in questi incontri per she-geek funziona così. Possono parteciparvi solo donne. Solo signore e ragazze previa iscrizione online. Gli uomini vi accedono ma in misura minore, molto minore, e solo in qualità di accompagnatori. Comunque sia, questa regola fortunatamente è solo una formalità. Nel senso che io sono arrivato al locale – al Caffè Emporio in piazza dell’Emporio, 2 – da solo, verso le 19.00. Alessandra è arrivata un’oretta dopo. Ci siamo salutati e ci siamo quasi ignorati – ma senza cattiveria. Ognuno dei due ha preferito intrattenersi con altra gente. Nessun problema. Per noi andava bene così. E fortunatamente nessuno dell’organizzazione ha fatto problemi di sorta. Ci mancherebbe!
Bene, cosa dire dunque di questa serata mondana? Intato vi posso assicurare che le GGD non sono dei pollai per galline – checché se ne dica. Le malelingue perciò tacciano. Il rapporto donne/uomini era all’incirca del 50% -  così, a naso. Nessuna snobberia. Non ho notato atteggiamenti di presunta superiorità o porcherie del genere. C’era una bella atmosfera insomma. Molta goliardia da parte dei blogger – o presunti tali, come è giusto che sia.

Bel locale. Un po’ fighetto ma per occasioni del genere è l’ideale. Grande e luminoso. Alcuni l’hanno ritenuto un po’ dispersivo. Io invece ritengo che sia valido.
Il cibo era davvero molto buono ed abbondante. Sappiate che oltre il cocktail di benvenuto c’era anche una consumazione compresa nell’invito. Ho bevuto un ottimo intruglio fragola e acqua tonica. Complimenti al bartender.  Al di là al buffet composto da vol au vent e mini sandwich, i camerieri ci hanno servito un sacco di pietanze: insalata di mare mista (surimi + polpi + sedano) lasagnette vegetariane, cous cous misto, pesce (merluzzo?) in crosta di patate, spiedini di manzo e dolce al cioccolato.
Io mi sono divertito abbastanza. Forse, anzi soprattutto perché ho incontrato diverse persone con cui mi ha fatto piacere chiacchierare. Provo ad elencarne alcune ma so che dimenticherò diversi nomi, per cui perdonatemi di già. Ho scambiato più di una battuta con Akille, ho dato di gomito a Stefigno, ho riso con Bastet e Ezekiel, ho conversato di lavoro con Vincos e Andrea Colaianni. Ho riabbracciato con gioia WonderPaolastra e il suo maritino Marco. Ho conosciuto Davide Bennato. Ho chiacchierato con Pierpa, Robie con Giulia Blasi. Ho preso in giro le abitudini alcooliche di Laura “Fujiko”. Ho discusso amichevolmente di vecchie storiacce di recruiting con Chiara “Candy”.
Uniche note dolenti sono state la presentazione del main sponsor (Ford) e il discorso di Luisa Carrada.
Le parole dell’addetta comunicazione Ford sono state molto poco “2.0″, se mi passate il termine. Ho ascoltato le solite 4 frasi di presentazione aziendale orientata al prodotto, ringraziamenti standard, tutto l’atteggiamento era quello tipico delle P.R. tradizionali. Vi dico chi siamo, cosa facciamo, perchè vi abbiamo invitato, ecc. Va beh, poco male: ci sta. D’altronde i soldi per l’evento li hanno tirati fuori. Non gli vuoi concedere 2 minuti 2 della ta noia? Molti, invece, hanno storto il naso per la riffa – riservata alle sole donne. Il premio era la possibilità di utilizzare la nuova Ford Fiesta per due settimane. Come? Per soli 15 giorni? A me sinceramente non interessava. Ho fatto spallucce. Un bel “chissene” e via che si torna a farsi gli affari propri.
Per quanto riguarda il monologo della titolare del blog Il Mestiere di scrivere

posso solo dire che secondo me è stato troppo lungo e troppo solipsistico. Hanno fatto una piccola introduzione, poi hanno passato il microfono e lei ha inziato con un discorso fiume che sembrava non finire più. Lo ammetto: ho seguito per meno di 20 secondi ma proprio non ne avevo voglia. Non mi sembrava il caso di dilungarsi tanto sulla propria vita di blogger – dagli inizi pionieristici ai giorni nostri. Massimo rispetto per le blogstar della prima ora ma la maggior parte di noi era lì per chiacchierare, per fare un po’ di sana socialità, lontati dagli schermi del pc. Non per sentire parlare qualcuno del ‘come eravamo’.
Ad ogni modo mi sono dilungato troppo. In poche parole, riassumendo: bella serata. Spero che entro il 2009 ne facciano un’altra.

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