Posts Tagged: Chuck Palahniuk


2
dic 11

Dannazione

Dannazione 

di Chuck Palahniuk
Mondadori, Strade Blu – Dark
250 pagg. – 17,50 Euro

Immaginate una fusione tra l’inferno dantesco e il Mago di Oz. Qui la Dorothy della situazione si chiama Madison Spencer ed è morta. La voce narrante, nonché protagonista del romanzo, è una ragazzina in età prepuberale molto colta e sagace, oltre che cinica. Si trova all’inferno perché è morta (ovviamente) anche se inizialmente non si capisce precisamente cosa abbia fatto per meritarsi la dannazione eterna. Di lei sappiamo però che ha due genitori molto famosi, due vip appartenenti al mondo dello showbiz.
Non voglio svelarvi molto perché questo libro è davvero fantastico e va scoperto pagina dopo pagina, ma lasciatemi elogiare l’approfondita ricerca che l’autore ha compiuto sui miti del passato legati ai demoni e alla rappresentazione dell’inferno. Scandagliando l’immaginario dei nostri avi, le diverse culture delle varie zone del mondo, le religioni monoteiste e politeiste dalle origini dell’apparizione dell’uomo sulla Terra ad oggi, Palahiunk è riuscito a tracciare un quadro dell’Inferno molto vario, non del tutto attinente all’interpretazione offerta dal Cristianesimo. A dirla tutta, forse in alcuni passaggi la descrizione degli inferi è un po’ troppo da “macchietta”, grottesca e infantile. Ma, d’altronde, la protagonista ha meno di 13 anni ed è lei a raccontare.
Questa volta persino il finale è degno di plauso. Mi spiego: io adoro Palaniuk, credo che sia un grande raccontastorie, che scriva benissimo, ma solitamente “cicca” i finali. Cioè il più delle volte crea delle opere straordinarie che però terminano in modo banale e/o deludente. Questa volta no. La storia di “Dannazione” si evolve in maniera stupenda, tutto fila liscio e in coda troviamo anche un bel “coup de teatre”. Non aggiungo altro.
Consigliatissimo a tutti quelli che già apprezzano lo stile Palahniuk.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


9
ott 10

Senza veli

Senza veli
(Tell-All)
di Chuck Palahniuk
Strade Blu – Dark, Mondadori, 2010
186 pagg. – 17,50 Euro.
Traduzione a cura di Matteo Colombo

Una gorvernante, tale Hazie Coogan, si prende cura in tutto e per tutto di Katherine Kenton, notissima diva del cinema e del teatro americano. Hazie cucina per Katie, la porta in giro, accudisce la sua casa, l’accompagna alle prove, la sorveglia da dietro le quinte durante gli spettacoli, le legge i copioni, l’aiuta a scegliere i ruoli da interpretare, ecc. Anche se – lei che è voce narrante – ci tiene a precisare che non è una governante, che il suolo ruolo è più importante di quello di dama di compagnia, di accompagnatrice, di donna di servizio o di maggiordomo. Hazie si preoccupa a tal punto di Katie da arrivare persino a decidere quali siano le persone migliori con cui la sua padrona (?) possa intrattenersi e quali possano essere gli uomini migliori con cui accompagnarsi. Il compito principale di Hazie è di proteggere Katie da tutto e da tutti, persino da se stessa. Ma, a quanto pare, non sempre le riesce.
“Senza Veli” è un romanzo costruito come fosse un piece teatrale (o un film), suddiviso in atti e raccontato spesso per scene, con voce narrante (la stessa Hazie) e minuziosa descrizione delle inquadrature, delle luci, ecc.
Avendoli letti tutti, posso permettermi di dire che questo non mi pare sia il miglior romanzo di Palahniuk, anche se merita comunque una lettura. “Senza veli” non stupisce, non strabilia – il finale lo si intuisce alquanto presto, quando ci si trova a metà della lettura – ma si rivela comunque una buona lettura. Onde evitare di confondervi, fate molta attenzione ai nomi dei personaggi descritti.
Nota stilistica: da apprezzare la ricerca effettuata dall’autore. Le pagine sono piene di neologismi come “wasbands” (ex mariti), mutuati da riviste del settore – vedi ad esempio “Variety” – e di namedropping, ossia durante il racconto vengono citati decine e decine di nomi di stelle che hanno reso famosa Hollywood nella prima metà del secolo scorso.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


24
feb 10

Pigmeo

Pigmeo

di Chuck Palahniuk

Mondadori, Strade Blu, 2009
238 pagg. – 17 Euro

Titolo originale: Pygmy.

Ennesimo romanzo di Chuck Palahiuk di cui è bello tutto, tranne il finale. Quest’autore – uno dei miei preferiti – evidentemente non è in grado di trovare una degna conclusione per i suoi meravigliosi racconti.
“Pigmeo” racconta di un ragazzino venuto dall’est del mondo (forse Cina o Corea – di certo non un paese arabo) per sterminare il popolo americano. Il giovane – tale agente numero 67 – va a vivere sotto mentite spoglie per alcune settimane presso una tipica famiglia americana (padre, madre, figlio adolescente, figlia adolescente) della tipica provincia americana. Quello che tutti chiamano “Pigmeo” (probabilmente a causa della sua statura) e che tutti credono essere povero e spaesato, in realtà è un perfido dissimulatore, una spia coltissima, un terrorista in piena regola dotato di precise nozioni di chimica, anatomia, storia, ecc., sapientemente addestrato alla violenza e iniettato d’odio verso l’Occidente (in generale) e il popolo americano (in particolare).

Pigmeo dovrebbe mettere in ginocchio la Nazione Americana intera, con l’aiuto di un nutrito gruppo di suoi connazionali coetanei – anch’essi giovani superspie – ma non tutto va secondo i suoi piani.
Gradevolissime le sue continue citazioni di frasi di celebri tiranni, dittatori o generali del passato.

Bisogna ammettere che ci sono due o tre colpi di scena che rendono la lettura molto avvincente. Così come va detto che lo stile narrativo è davvero originale. O meglio: ciò che è fuori dalla norma è il modo in cui il protagonista – la voce narrante – racconta le sue gesta e i ricordi. Il romanzo è diviso in 36 capitoli, ognuno dei quali è un dispaccio di tipo militare, narrato in terza persona con il linguaggio sgrammaticato tipico di uno straniero che non conosce perfettamente la lingua. Chissà come avrà fatto Matteo Colombo a tradurlo. Non dev’essere stato affatto semplice rendere in italiano un inglese confuso, sbagliato, rimescolato e pieno di perifrasi.

La scheda di e quella di .
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16
nov 09

Portland Souvenir

Portland Souvenir

Portland Souvenir
Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest

di Chuck Palahniuk

Piccola Biblioteca Oscar – Mondadori, 2004
8,50 Euro, 180 pagg.

Questa è una guida di Portland. Nulla più e nulla meno. Una specie di specchietto per le allodole, dove per “allodole” è da intendersi i fan dei romanzi di Chuck Palahiunk.
Lo spottone nel sottotesto sarebbe qualcosa del tipo: “Avete letto tutte le opere del vostro autore preferito? Leggetevi anche questo volume!” Ma anche no.
Avrei dovuto ascoltare i consigli di Emmebi: diceva che questo testo è inutile e noioso. Aveva pienamente ragione.
Come tutte le guide, anche “Portland Souvenir” è molto descrittivo. Palahniuk rende al meglio quando inventa; deve inventare, non solo descrivere.

Questa è una guida in tutto per tutto, solo che a compilarla è stato uno dei più illustri cittadini di Portland. Tutto qui. Di cose “alla Palahinuk” ce ne sono giusto un paio ma, davvero, non valgono la lettura. Che poi Chuck Palahiunk a Portland c’è andato ad abitare da giovane, dopo il liceo, mica ci è nato. Lui è di Pasco, Washington.
Se proprio siete fan sfegatati dell’autore potrete al massimo gustarvi qualche aneddoto personale sulla sua vita, raccontato nella serie di pagine intitolato “Una cartolina dal 19xx”. Ma nessuno vi assicura che non si sia inventato tutto.

Dunque ‘sto libro non ve lo consiglio: leggetevi i romanzi che è meglio.
Qui potete vedere la copertina originale del libro “Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon”.

La scheda di Ibs.it e quella di Bol.it.


6
gen 09

Gang bang

Gang bang

Gang bang
(Snuff)

di Chuck Palahniuk
2008, Collana Strade Blu – Mondadori
208 pagg. – 16 Euro

Chuck Palahiunk è uno che riesce a dare spessore letterario anche al sesso più sporco ed estremo. Gang Bang (titolo originale “Snuff”) racconta di una mega orgia di 600 persone, o meglio di una celeberrima pornostar, tale Cassie Wright, che tenta di stabilire il record di gang bang, facendo sesso con 600 uomini consecutivamente.
Protagonisti del romanzo sono:
1. Branch Bacardi – il numero 600 della lista –  un vecchio pornoattore, tanto noto, quanto pieno di sè. Ha una mania per le abbronzature e per la pelle liscia, lucida, nonché priva di qualunque tipo di peluria.

2. un giovane fan di Cassie Wright, il numero 72 della lista, un tipetto molto ingenuo che si presenta sul set del film porno con un mazzo di rose, intenzionato ad offire un gentile omaggio al suo idolo.
3. Dan Banyan – il numero 137 della lista – un attore televisivo molto noto, ex divo di un telefilm, caduto in disgrazia da quando si è scoperto che in gioventù ha girato un film porno homosex con 50 uomini in cui aveva la parte del sodomizzato.
4. Sheila, la giovane organizzatrice del film. Una vera e propria tuttofare, da diverso tempo braccio destro e intima confidente di Cassie Wright.
Il finale forse è un po’ e buttato lì. Non scontato ma nemmeno col botto. Ossia sorprendente fino ad un certo punto. Tuttavia, al solito, ciò che si apprezza maggiormente nei romanzi di Palahniuk è la costruzione della vicenda. La narrazione è estremamente lineare. Ci sono pochissimi flashback per cui il lettore non ha alcun pericolo di perdere il filo del discorso. L’artificio retorico che usa l’autore è quello di far raccontare la storia dalla viva voce dei protagonisti. La storia è apaprentemente frammentaria. Semmai è sfaccettata. Viene raccontata da diversi punti di vista. Ogni capitolo porta il nome di uno dei 4 protagonisti, più precisamente di quello che di volta in volta fa da voce narrante.
Mai però gli eventi si sovrappongono. Mai lo stesso evento viene raccontato due volte. Lì dove finisce di raccontare uno, ecco che inizia l’altro. In questo modo la storia scorre in maniera estremamente fluida, oltre che molto intrigante. La penna che scrive lascia che il lettore scopra pian piano l’intreccio che lega tutti i personaggi. Da dove vengono, chi sono, cosa hanno fatto in passato e cosa stanno per fare nell’immediato futuro.
Sebbene sin dalle prime battute tutto sembri già bello che deciso, “Gang bang” è tutt’altro che scontato o noioso. Inoltre le ultime pagine una qualche sorpresa la riservano – diciamo così. Fidatevi.
208 pagine di libro: lettura degna e dignitosa – che comunque scorre via veloce. Più che consigliato.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
Il sito ufficiale dell’autoreChuckPalahniuk.it.