Ho deciso! (O quasi) Il mio prossimo cellulare – pardon smartphone – sarà un HTC Lancaster. O al massimo un LG Monaco. Peccato però che quest’ultimo monterà (pare) Windows Mobile versione 7.
Foto prese da Engadget.com.
Ho deciso! (O quasi) Il mio prossimo cellulare – pardon smartphone – sarà un HTC Lancaster. O al massimo un LG Monaco. Peccato però che quest’ultimo monterà (pare) Windows Mobile versione 7.
Foto prese da Engadget.com.
Per pubblicizzare un paio di modelli di cellulari in offerta (LG Lotus e Samsung Instinct), la compagnia di telefonia mobile Sprint ha utilizzato uno stralcio di recensione presa da Gizmodo.com, un blog molto seguito in tutto il Mondo che si occupa di hi-tech. La campagna ha letteralmente invaso New York: quotidiani, aeroporti e persino Times Square.
Comunque sia, lo stesso blog – che pur aveva autorizzato tale citazione senza prendere denaro in cambio – ne è rimasto sorpreso, a tal punto da mettere in piedi una specie di concorso per il lettore che realizza la migliore foto ad alta qualità della campagna esposta in pubblico.
(Clicca sull’immagine per visualizzarla a dimensione maggiore)
Fonte: Gizmodo.com

Una ventina di giorni fa ho iniziato a giocare a “My City” e mi sono subito appassionato. Si tratta di un giochetto flash embeddato all’interno di Facebook, una specie di “SimCity” in cui, giorno per giorno, la città si evolve man mano che vi si aggiungono gli abitanti.
Oggi, per la prima volta, nell’immagine panorama della mia città – “Le Petit Andrià” – è apparso un cartellone pubblicitario (vedi foto sopra). Probabilmente la pubblicità è arrivata anche qui. Facebook e l’azienda produttrice del gioco avranno pensato bene di inserire anche in quest’applicazione della pubblicità per farci dei soldi. Ma non ne sono del tutto sicuro.
Un brand presente sul cartellone è “Sim City” stesso – cosa molto strana. Altri due sono “Nestlé Lion” e “Toyota”. Ancor più strana è la presenza del quarto brand: “Ericsson”. Che io sappia, questo marchio non esiste più – almeno per quanto riguarda la produzione di cellulari – dal momento che è stato soppiantato da quello della joint-venture Sony-Ericcson. Tra l’altro, il prodotto rappresentato è proprio una vecchissima linea di telefoni cellulari omai fuori produzione.
E’ stato questo elemento, abbinato alle ridottissime dimensioni del cartellone multi-brand, a farmi sospettare che probabilmente non siano state le aziende pubblicizzate a scegliere di inserire quelle immagini nel gioco ma sia una specie di casualità. Forse è il gioco stesso a costruire quelle immagini partendo da un vecchio database di immagini pubblicitarie, inserito nel gioco senza nemmeno chiedere denaro o permessi alle aziende titolari dei marchi rappresentati.

Nell’attesa che arrivi in Italia il G1 Phone, ossia il primo cellulare con il sistema operativo Google Android, e dal momento che il mio ASUS P525 non riesce più a restare acceso per oltre 2 minuti, ho deciso di acquistare un nuovo cellulare. Uno molto economico, di fascia bassa e con funzioni basilari. Ho preso un Nokia 2600 Classic (midnight blue, con inserti color rame). Non ho mai usato un telefonino Nokia in vita mia. Speriamo bene!
Qui trovate la scheda tecnica dell’apparecchio.

La scorsa settimana la mia amica Giorgia Galli mi ha scritto un’email per invitarmi a partecipare a “Somebody else’s Phone”, un’iniziativa di marketing che la Wieden + Kennedy ha messo in piedi per la Nokia.
Mi sono rifiutato per alcuni semplici motivi:
1. Perché sul mio blog non c’è pubblicità e non voglio coinvolgerlo in operazioni di marketing. Diciamo pure che si tratta di una specie di ‘policy’ mai scritta ma sempre valida.
2. Perché non ho tempo sufficiente per occuparmene.
3. Perché collaboro con una società che in un certo senso è direttamente concorrente di Wieden + Kennedy, per cui il mio contratto non me lo permetterebbe.
4. Perché credo che il ‘gratis’ in questi casi non rende e in un certo senso potrebbe anche offendere. Ossia, per conivolgere blogger in questo tipo di operazioni, il cliente dovrebbe essere disposto a retribuirli in qualche modo (non necessariamente monetario).
Mi è stato detto allora che la Nokia avrebbe regalato al sottoscritto e ai suoi lettori alcuni telefoni cellulari ma ho preferito, comunque, rimanere sulle mie posizioni e rifiutare.
Ad ogni modo ho promesso a Giorgia di parlarne sul mio blog, anche se solo brevemente. Per cui ecco qui.
Tutto sommato credo che l’iniziativa sia davvero interessante e vada seguita perché è nuova ed originale.
La campagna – lanciata ufficialmente il 15 Ottobre e della dureta di 6 settimane – si basa su un ‘Online Drama’ creato da Nokia e ispirato dal ruolo che il cellulare riveste nelle nostre vite in questo momento. Il web drama esplora le vite in tempo reale di 3 personaggi, Anna, Jade e Luca, nel loro privato e tramite tutto ciò che è contenuto nei loro telefonini.
I blogger coinvolti nell’iniziativa sono invitati a postare settimanalmente sul loro blog il contenuto della campagna e a rispondere a domande del tipo “Che cosa dice il tuo cellulare su di te? A chi faresti vedere i contenuti del tuo cellulare? Ai tuoi amici? Alla mamma? Al tuo capo?”, ecc.
E’ stato creato anche un canale video specifico su DailyMotion.
Chi è interessato qui trova tutti i dettagli dell’iniziativa.
In bocca al lupo!
Dal novembre 1997, cioè da quando ho comprato il primo telefono cellulare e sottoscritto il primo piano ricaricabile di telefonia mobile, non ho mai cambiato operatore, né tariffa. Sono passati praticamente 11 anni.
Durante questo lungo lasso di tempo è stata la stessa compagnia (prima Omnitel, ora Vodafone) a rimodulare economicamente al ribasso – per ben due volte – la tariffa che avevo scelto, al fine di adeguarla agli standard di mercato, ossia al costo medio delle altre tariffe in circolazione. C’è stata ovviamente anche una trasformazione della valuta di riferimento al momento dello switch tra Lira ed Euro. Come è successo a tutti, del resto.
Verso metà agosto di quest’anno, però, mi arriva un SMS da Vodafone in cui mi si avvisa che dal 1 Ottobre sarebbero entrate un vigore nuove tariffazioni per tutti gli utenti. Anche la mia tariffa cioè sarebbe stata ancora una volta rimodulata. Dal “Sera Ricaricabile Euro” sarei passato cioè d’ufficio a VF Sera. Vi mostro uno specchietto comparativo.
Sera Ricaricabile Euro |
|
Tipologia di traffico |
Tariffe al minuto (IVA inclusa) |
| Chiamate nazionali dalle 16:00 alle 8:00 | 12 cent |
| Chiamate nazionali dalle 8:00 alle 16:00 | 37 cent |
| SMS nazionali | 10 cent |
| Scatto alla risposta | 10 cent (comprensivo dei primi 3 secondi |
VF Sera |
|
Tipologia di traffico |
Tariffe al minuto (IVA inclusa) |
| Chiamate nazionali dalle 16:00 alle 8:00 | 12 cent |
| Chiamate nazionali dalle 8:00 alle 16:00 | 35 cent |
| Chiamate nazionali sabato, domenica e festivi | 12 cent |
| SMS nazionali | 10 cent |
| Scatto alla risposta | 16 cent |
A me non sta bene. Preferivo le condizioni precedenti. In un certo senso per me si tratta di un rincaro, almeno nelle mie tradizionali modalità d’uso. Certo, potrei disdire il contratto – o cambiare operatore, senza alcun costo aggiuntivo, ma non voglio. Ho deciso per cui di restare con Vodafone e di cambiare tariffa.
Ho scelto la “Easy Day Special”. In questo modo potrò effettuare chiamate voce verso tutti a 15 centesimi di Euro al minuto e senza scatto alla risposta. Le tariffe vengono calcolate sugli effettivi secondi di conversazione e le frazioni vengono arrotondate per eccesso al secondo successivo. Gli SMS mi costeranno 15 centesimi, mentre gli MMS mi costeranno 50 centesimi (ma tanto non li uso, non li ho mai usati e mai li userò).
Il cambio piano mi è costato 8 Euro, ho dovuto comprare cioè una cosiddetta carta servizi per effettuare il cambio tariffa. Dicono però che quegli 8 Euro spesi mi verranno rimborsati come traffico, entro 30 giorni dall’avvenuto cambio piano. Lo spero – e in certo senso so che succederà. Su questo mi fido.
In sintesi è stata un po’ una scocciatura. Anche perché, per mantenere questa tariffa, c’è una condizione che mi obbliga ad effettuare almeno una ricarica al mese – cosa che a me succede molto raramente, anzi proprio mai. Speriamo di non dover pagare ammende perché allora si tratterebbe di un piccolo ma fastidioso soppruso.
Disclaimer: il mio numero di telefono rimane sempre lo stesso.