Posts Tagged: cartoon


31
dic 11

I Griffin presentano Blue Harvest

I Griffin presentano Blue Harvest
(Family Guy – Blue Harvest)

di Dominic Polcino (USA, 2007)

Parodia della saga di Star Wars (dell’episodio IV, per la precisione) realizzata con i personaggi principali del cartoon di Seth MacFarlane “I Griffin (Family Guy)”.
Il protagonista è un Luke Skywalker adolescente, interpretato dal solito timido/impacciato/imbambolato Chris (il figlio maggiore, quello con la zazzera bionda e l’orecchino). Peter invece veste i panni di Han Solo. A Lois il compito di impersonare la Principessa Leila (un po’ sperduta – a dire il vero). Stewie, come spesso accade, è il personaggio più simpatico, qui infatti recita una versione bassa e capocciona de “La morte nera”, ossia Dart Fener o Darth Vader, che dir si voglia.
Il cane Brian prova a recitare come Chewbacca ma non ci riesce, nonostante ce la metta tutta. Il senso è che per lui, fare la parte di un essere che comunica con i versi, anziché con la parola, è un vero disonore.
Quagmire è C-3PO (il robot dorato) in versione allupata, mentre Cleveland interpreta un R2-D2 (C1-P8) in versione “black ghetto”.
Meg appare solo per pochi istanti nei panni di uno strambo e muto serpentone verde.
Sarò estremamente sincero: questa parodia – ovviamente – si apprezza di più, se si è visto il primo episodio di Star Wars (cosa che io non ho fatto). Peraltro durante la visione di questo cartone mi sono anche un po’ addormentato, dunque chiedo venia per eventuali imprecisioni.
Domanda fondamentale: si ride? Boh, non credo, non mi sembra. Diverte? Forse, un po’. Comunque è da guardare.
Nota: Blue Harvest è il nome in codice usato durante la lavorazione del film “Star Wars”.

Qui potete vedere la locandina ufficiale americana, al solito decisamente meglio di quella italiana.

La scheda di MyMovies.it.


5
feb 11

Dalì Disney Lasorsa Bruno

Sono commosso perché i Dulevànd hanno realizzato questo video, accostando “Duemilacinquecento giorni”, un mio brano, a “Destino”, un poco noto – ma originalissimo – cortometraggio animato realizzato in collaborazione da Salvator Dalì e Walt Disney. Lo vedete qua sopra. “Mio brano” nel senso che ne ho scritto il testo. Savino Lasorsa l’ha musicato.


22
set 10

Cattivissimo Me

Cattivissimo Me
(Despicable Me)

di Pierre Coffin, Chris Renaud (Usa, 2010)

Lungometraggio animato davvero simpatico. Non è un prodotto Disney/Pixar, né DreamWorks. Produce Illumination Entertainment e distribuisce Universal.
[Spoiler]
Un tizio triste, solo e noioso di nome Gru vuole diventare il cattivo più cattivo dell’Universo. Quando scopre che un ragazzetto cretino è riuscito a rubare addirittura la piramide di Giza diventa geloso, per cui decide di organizzare un colpo ancora più arguto e sensazionale, il colpo dei colpi. Si mette in testa, insomma, di rubare la Luna ma, per portare a termine questa operazione malvagia, ha bisogno di un sacco di denaro. Il nostro Gru, però, non è ricchissimo (anche se ha una casa immensa e un milione di piccoli buffi operai gialli a forma di ovetto Kinder che lavorano per lui) perciò si rivolge ad una banca, la Banca del Male – già nota come Lehman Brothers. [Qui in molti hanno riso in sala] Il malefico banchiere di turno gli nega il prestito, adducendo diverse motivazioni capziose, o meglio promette di concederlo ad una condizione: che Gru riesca ad impadronirsi del raggio rimpicciolente. Gru a questoi punto fa di tutto per entrare in possesso di questa potente arma, una pistola in grado di ridurre le dimensioni di qualsiasi oggetto venga colpito dal suo raggio. Il problema serio è che questa arma si trova in mani nemiche: la possiede Vector – lo stesso ragazzetto che ha rubato la piramide. L’arma è nascosta in casa sua. Mentre cerca di entrarne in possesso, Gru si accorge che le uniche persone in grado di entrare nella fortificata villa di Vector sono 3 piccole orfanelle che vendono biscotti casa per casa. Le bimbe appaiono subito ai suoi occhi come un lasciapassare. L’unica soluzione sensata da prendere, quindi, è adottarle. A questo punto accade l’impossibile: da burbero e intrattabile che era, il cattivissimo pian piano si addolcisce; avendo tutto il giorno in giro per casa le tre piccole e affettuose pesti e, passando perciò con loro tantissimo tempo, Gru inizia a svolgere quasi inconsciamente il ruolo di papà e così, giorno dopo giorno, diventa sempre più affettuoso.
Vi ho svelato il 70% del film – forse anche più – per cui non aggiungo altro.
Sappiate che i cosi gialli che aiutano in casa il cattivissimo sono buffissimi. Hanno forme leggermente diverse ma tutti portano gli occhiali (o il monocolo) hanno una vocetta buffa e motlo acuta. Spesso non si capisce cosa dicano ma sono sicurissimo che faranno impazzire tutti i bambini. Inoltre sono un gagdet perfetto. La macchina del market è oliata alla perfezione. Anche il libro dei gattini – che il cattivo papà Gru legge alle bimbe per farle addormentare – mi sembra un’ottima idea da realizzare su carta. Io lo comprerei immediatamente.
Margo, Edith e Agnes, le tre piccole birbe orfane, sono molto simpatiche e dolcissime. Sapranno sciogliere il ghiaccio che avvolge il cuore di Gru. E anche quello degli spettatori (di tutte le età). Anche perché questo è un film per famiglie – ma non solo.
Vector (nickname di Victor) è un supernerd. Uno sfigatone che dovrebbe essere il cattivo antagonista ma è così buffo e cialtrone che fa anche lui simpatia.
Mr. Perkins, il banchiere, dovrebbe essere il personaggio più negativo del film ma – anche lui – con quei capelli ritti in testa è davvero buffo.
Altri personaggi con caratteristiche buffe: la mamma di Gru, una vecchia acida la cui anaffettività ha resto sterile di sentimenti Gru; il Dottor Nefario, il vecchio scienziato che collabora con Gru: la miopia e il doppio mento sono i suoi  tratti salienti; Miss Hattie, la zitellona che gestisce e dirige l’orfanotrofio: una specie di grassa nazista con la gonnellona a quadri e la messinpiega bionda.
Ho visto questa pellicola lunedì sera al cinema Barberini di Roma, in anteprima. In Italiano. Il protagonista è doppiato da Max Giusti. Sinceramente nemmeno mi sono accorto che fosse lui, me l’hanno detto dopo, a proiezione ultimata. Per cui mi chiedo: ma che bisogno c’era?! Non era meglio prendere un doppiatore con la voce da duro, magari bassa e cavernosa, per il ruolo del wanna-be-cattivo? Per la versione americana sono stati ingaggiati personaggi noti come Steve Carrell (Gru), Julie Andrews (Miss Hattie) e Jason Segel (Vector). Lì usano queste facce/voci come leva di marketing, per vendere meglio il film, per avere più rilevanza sui media, per fare più breccia sul pubblico potenziale, per attirare curiosità e interesse. Da noi, sinceramente, non credo che funzioni allo stesso modo. E poi: davvero i genitori porteranno al cinema i loro bimbi perché Max Giusti doppia il protagonista? Mah! E lo dico con il massimo della stima e del rispetto per Max Giusti. Come comico l’ho sempre trovato molto simpatico. Solo che in questo caso non mi sembra esattamente la voce migliore per un personaggio del genere.
Voto complessivo per la pellicola: 7. Da vedere, se siete bambinoni come il sottoscritto.
Ha senso il 3D? A me questa tecnologia non fa impazzire ma direi che, in casi come questo, le tre dimensioni hanno il loro perché.

Negli USA questo film è già uscito l’8 luglio, nei nostri cinema invece arriverà il 15 ottobre.
Grazie a WayToBlue Italia, GGD Roma e Universal Italia per avermi invitato all’anteprima.

Qui il trailer in italiano. Qui quello americano.
Locandina ufficiale americana.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


5
ago 10

I Griffin – La storia segreta di Stewie Griffin

I Griffin – La storia segreta di Stewie Griffin
(Family Guy Presents Stewie Griffin: The Untold Story)

Regia di: Pete Michels, Peter Shin (Usa, 2005)

A me il cartone “I Griffin (Family Guy)” piace molto. Forse non quanto Futurama e i Simpson, ma piace.
Ciò nonostante, non avevo in programma, né alcuna intenzione, di acquistare DVD di questa serie ma qualche settimana fa, mentre ero in un punto vendita Ricordi alla ricerca di un bel po’ di “ricordini” per amici (scusate il bisticcio di parole), ho visto questo titolo in offerta a 10 Euro e, d’istinto, non ho potuto evitare di comprarlo.
In parole provere il lungometraggio “I Griffin – La storia segreta di Stewie” è un po’ come se fosse una lunga puntata del cartoon, nel senso che l’impianto narrativo è identico a quello delle tradizionali puntate brevi, solo che in questo caso si tratta di un meta-film di 88 minuti, ossia un film che racconta di un film in cui i protagonisti sono gli stessi componenti della famiglia Griffin. Difatti il prologo e l’epilogo del film sono due espedienti meta-narrativi: nel primo vediamo gli stessi personaggi arrivare sul red carpet per la premiere del film; nel secondo, a film terminato i nostri si recano nel loro pub di fiducia (L’ostrica ubriaca) per l’after-party, dove festeggiano il successo della pellicola.
La storia comunque racconta di quando Stewie, dopo un trauma, convintosi che Peter non sia suo padre, decide di andare a San Francisco (una delle città più gay degli Stati Uniti) per mettersi sulle orme di un adulto che gli assomiglia moltissimo.
Visione più che consigliata. Voto 7 e 1/2. Molto divertente.

La scheda di IMDb.com e quella su LaFeltrinelli.it.


28
lug 09

If I was a Mad Man

Mad Men Smeerch

Se Mad Men non fosse una serie tv ma un cartone animato e se io ne fossi protagonista, beh molto probabilmente mi disegnerebbero così.
Immagine generata automaticamente dall’applicazione flash “Mad Men Yourself”.


7
gen 09

Una sigla per 3 cartoon

Le strabilianti scoperti di Yakanama dalla sua nuova sede operativa (Bordeaux).
I misteri di una musica a noi molto familiare, applicata ad opere diverse, in Nazioni diverse.
Sto parlando di Lupin, Holly e Benji e delle loro sigle francesi e spagnole.


27
ott 08

Wall-E

Wall-E
di Andrew Stanton (Usa, 2008)

La farò semplice: questo film è un capolavoro. Lo metterei nella prime posizioni di una ipotetica classifica dei film Pixar, insieme a “Gli incredibili”, “Monsters & Co.” e “Ratatouille”. E tenete ben presente che, per me, i titoli Pixar sono già nell’Olimpo dei lungometraggi d’animazione, o meglio: fanno quasi categorie a parte. I fan di “Shrek” e/o “Era glaciale” si offendano pure.
“Wall-E” mi è piaciuto a tal punto che sarei potuto uscire dal cinema già dopo la fine di “Presto” – il breve cartone animato che introduce il film in cui duettano con ironia e surrealismo un coniglio ed un mago (vedi clip seguente), visto che già questa sola visione mi aveva più che soddisfatto.

La storia raccontata è quella di Wall-E, l’ultimo robot della Terra; qualcuno deve averlo dimenticato attivato sul nostro pianeta, un posto ormai completamente desolato, a svolgere la funzione per cui in origine è stato creato: compattare i rifiuti. Questo personaggio ricorda tantissimo “Numero 5″, ossia il protagonista del film “Corto Circuito” (John Badman, 1986) ma per una volta faremo finta di non accorgerci della palese somiglianza tra i due, onde evitare eventuali polemiche sulla creatività autoriale.

Wall-E è un robot quasi più umano degli umani, un esserino dolce e buffo che soffre (inspiegabilmente) di solitudine, avendo come solo ed unico compagno una specie di cimice – forse anch’essa robot meccanico o forse unico essere vivente suggito ad una specie di olocausto futurista di stampo anti-ecologista. Wall-E compatta, compatta e compatta, per tutto il giorno. Ogni balla di rifiuti che comprime nel suo corpo cubico va a formare altissimi e desolanti grattacieli di spazzatura. Il suo unico passatempo a questo lavoro alienante è raccogliere oggetti di cui non capisce il reale utilizzo originario all’interno di un container che funge anche da casa/rifugio notturno. I suoi giorni tristi e solitari finiranno quando sulla Terra arriverà Eve, un robot donna dal design così stiloso che sembra ispirato agli canoni estetici dalle matite della Apple, che ha come compito quello di trovare l’ultima forma di vita vegetale sul globo terracqueo.
Se vogliamo andare oltre la dolce storia d’amore – a dire il vero alquanto tradizionale – e se bypassiamo le tecniche grafiche degli studi Pixar che da sole possono essere considerate il fattore che rende “Wall-E” un capolavoro, un elemento cioè che non fa altro che migliorare con il passare degli anni, possiamo concentrarci su tutta una serie di aspetti che rendono questa pellicola qualcosa di davvero pregevole. Mi riferisco alla polemica, nemmeno tanto velata, nei confronti del genere umano, della sua pigrizia, del cinismo e della falsità dei vertici governativi (di qualsiasi ordinamento e di qualsiasi epoca), alla mancanza di attenzione nei confronti del problema ambientale che affligge la Terra, alla artificialità delle situazioni turistiche (siano crociere, villaggi turistici, ecc), alla stupida rigidità delle organizzazioni che tendono alla perfezione (vedi l’organizzazione della nave stellare).
Da apprezzare anche la citazione di Hal 9000 e “2001 Odissea nello spazio” che il regista ha voluto fare rappresentando un computer con un grande occhio rosso che per tenere fede alle istruzioni che gli sono state date dai suoi creatori, si insubordina e fa di tutto per prendere il comando, arrivando persino ad esautorare l’uomo che gli impartisce gli ordini.
Due sono le scene che mi hanno fatto tanto sorridere: una è quella in cui i computer difettosi spaccano il vetro della stanza che li tiene prigionieri, irrompono nella stanza attigua, prendono Wall-E e lo portano in trionfo per i corridoi dell’astronave come fossero dei pazzi criminali in fuga da un ospedale psichiatrico; l’altra è quella in cui Eve, stizzita per i danni provocati dalla goffagine di Wall-E, inizia ad urlare il suo nome, rappresentando così esattamente ciò che ogni donna fa quando il proprio compagno ne combina una delle sue.
Nota: quando il robottino protagonista termina di ricaricarsi con l’energia solare emette un suono del sistema operativo Mac OSX.
Se ancora non l’avete visto, mollate tutto e correte al cinema – stasera stessa.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


23
ott 08

The Oblongs

Il mio cartone animato preferito del momento si chiama “The Oblongs”. Ne vedete il trailer qui sopra. L’ho scoperto per caso. Lo trasmette La 7 alle 19:40 circa, ossia prima del tg della sera.

“The Oblongs” è una produzione statunitense della Warner Bros., tratta le vicende di una famiglia completamente deformata che risiede in una capitale farmaceutica immaginaria. Proprio a causa della presenza dell’industria vicina, gli abitanti della zona hanno subito una modifica al proprio aspetto e così Gli Oblongs rappresentano l’emblema della famiglia devastata dall’inquinamento in cui padre, madre e figli sembrano completamente diversi tra loro. [tratto da TvBlog.it]

C’è chi definisce “The Oblongs” più irriverente dei Simpsons – e credo non si sbagli affatto. Stiamo parlando di una famiglia davvero ‘tossica’. Per dire: papà Oblong non ha braccia, né gambe – praticamente un tronco umano – mamma Oblong è magrissima, fumatrice accanita, alcolista, una svampita che porta un parruccone biondo, i due figli maggiori sono gemelli siamesi attacati per le anche, il secondo figlio è un ragazzino sfigatello e pelato che indossa sempre una magliettina con la scritta “No”, la figlia minore ha un bubbone rosa che gli sbuca dal cranio e che gli ha bloccato la crescita, il loro amico barman è un trans cinico con una voce che mette quasi paura. Nella versione originale le voci di Bob Oblong e di Pickles Oblong sono rispettivamente di Will Ferrell e di Jean Smart.
A me “The Oblongs” piace da impazzire. Consigliatissimo.

Qui il sito ufficiale.