Posts Tagged: cartone animato


22
set 10

Cattivissimo Me

Cattivissimo Me
(Despicable Me)

di Pierre Coffin, Chris Renaud (Usa, 2010)

Lungometraggio animato davvero simpatico. Non è un prodotto Disney/Pixar, né DreamWorks. Produce Illumination Entertainment e distribuisce Universal.
[Spoiler]
Un tizio triste, solo e noioso di nome Gru vuole diventare il cattivo più cattivo dell’Universo. Quando scopre che un ragazzetto cretino è riuscito a rubare addirittura la piramide di Giza diventa geloso, per cui decide di organizzare un colpo ancora più arguto e sensazionale, il colpo dei colpi. Si mette in testa, insomma, di rubare la Luna ma, per portare a termine questa operazione malvagia, ha bisogno di un sacco di denaro. Il nostro Gru, però, non è ricchissimo (anche se ha una casa immensa e un milione di piccoli buffi operai gialli a forma di ovetto Kinder che lavorano per lui) perciò si rivolge ad una banca, la Banca del Male – già nota come Lehman Brothers. [Qui in molti hanno riso in sala] Il malefico banchiere di turno gli nega il prestito, adducendo diverse motivazioni capziose, o meglio promette di concederlo ad una condizione: che Gru riesca ad impadronirsi del raggio rimpicciolente. Gru a questoi punto fa di tutto per entrare in possesso di questa potente arma, una pistola in grado di ridurre le dimensioni di qualsiasi oggetto venga colpito dal suo raggio. Il problema serio è che questa arma si trova in mani nemiche: la possiede Vector – lo stesso ragazzetto che ha rubato la piramide. L’arma è nascosta in casa sua. Mentre cerca di entrarne in possesso, Gru si accorge che le uniche persone in grado di entrare nella fortificata villa di Vector sono 3 piccole orfanelle che vendono biscotti casa per casa. Le bimbe appaiono subito ai suoi occhi come un lasciapassare. L’unica soluzione sensata da prendere, quindi, è adottarle. A questo punto accade l’impossibile: da burbero e intrattabile che era, il cattivissimo pian piano si addolcisce; avendo tutto il giorno in giro per casa le tre piccole e affettuose pesti e, passando perciò con loro tantissimo tempo, Gru inizia a svolgere quasi inconsciamente il ruolo di papà e così, giorno dopo giorno, diventa sempre più affettuoso.
Vi ho svelato il 70% del film – forse anche più – per cui non aggiungo altro.
Sappiate che i cosi gialli che aiutano in casa il cattivissimo sono buffissimi. Hanno forme leggermente diverse ma tutti portano gli occhiali (o il monocolo) hanno una vocetta buffa e motlo acuta. Spesso non si capisce cosa dicano ma sono sicurissimo che faranno impazzire tutti i bambini. Inoltre sono un gagdet perfetto. La macchina del market è oliata alla perfezione. Anche il libro dei gattini – che il cattivo papà Gru legge alle bimbe per farle addormentare – mi sembra un’ottima idea da realizzare su carta. Io lo comprerei immediatamente.
Margo, Edith e Agnes, le tre piccole birbe orfane, sono molto simpatiche e dolcissime. Sapranno sciogliere il ghiaccio che avvolge il cuore di Gru. E anche quello degli spettatori (di tutte le età). Anche perché questo è un film per famiglie – ma non solo.
Vector (nickname di Victor) è un supernerd. Uno sfigatone che dovrebbe essere il cattivo antagonista ma è così buffo e cialtrone che fa anche lui simpatia.
Mr. Perkins, il banchiere, dovrebbe essere il personaggio più negativo del film ma – anche lui – con quei capelli ritti in testa è davvero buffo.
Altri personaggi con caratteristiche buffe: la mamma di Gru, una vecchia acida la cui anaffettività ha resto sterile di sentimenti Gru; il Dottor Nefario, il vecchio scienziato che collabora con Gru: la miopia e il doppio mento sono i suoi  tratti salienti; Miss Hattie, la zitellona che gestisce e dirige l’orfanotrofio: una specie di grassa nazista con la gonnellona a quadri e la messinpiega bionda.
Ho visto questa pellicola lunedì sera al cinema Barberini di Roma, in anteprima. In Italiano. Il protagonista è doppiato da Max Giusti. Sinceramente nemmeno mi sono accorto che fosse lui, me l’hanno detto dopo, a proiezione ultimata. Per cui mi chiedo: ma che bisogno c’era?! Non era meglio prendere un doppiatore con la voce da duro, magari bassa e cavernosa, per il ruolo del wanna-be-cattivo? Per la versione americana sono stati ingaggiati personaggi noti come Steve Carrell (Gru), Julie Andrews (Miss Hattie) e Jason Segel (Vector). Lì usano queste facce/voci come leva di marketing, per vendere meglio il film, per avere più rilevanza sui media, per fare più breccia sul pubblico potenziale, per attirare curiosità e interesse. Da noi, sinceramente, non credo che funzioni allo stesso modo. E poi: davvero i genitori porteranno al cinema i loro bimbi perché Max Giusti doppia il protagonista? Mah! E lo dico con il massimo della stima e del rispetto per Max Giusti. Come comico l’ho sempre trovato molto simpatico. Solo che in questo caso non mi sembra esattamente la voce migliore per un personaggio del genere.
Voto complessivo per la pellicola: 7. Da vedere, se siete bambinoni come il sottoscritto.
Ha senso il 3D? A me questa tecnologia non fa impazzire ma direi che, in casi come questo, le tre dimensioni hanno il loro perché.

Negli USA questo film è già uscito l’8 luglio, nei nostri cinema invece arriverà il 15 ottobre.
Grazie a WayToBlue Italia, GGD Roma e Universal Italia per avermi invitato all’anteprima.

Qui il trailer in italiano. Qui quello americano.
Locandina ufficiale americana.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


31
mar 10

Dragon Trainer

Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon)

di Dean DeBlois e Chris Sanders (Usa, 2010)

Film d’animazione caruccio. Il linea con le altre produzioni Dreamworks, dunque niente di eccelso, seppur gradevole. Ci sono i draghi, sì. Ma stiamo calmi.

Dragon Trainer racconta di Hiccup, un giovane vichingo che abita in una specie di villaggio costantemente minacciato dagli attacchi di draghi di vario tipo. Sembra quasi che la ragion d’essere di questo posto sia difendersi dai malefici esseri che sputano fuoco dalla bocca e distruggono tutto quello che gli capita a tiro.
Il ragazzetto è maldestro, mingherlino, buffo. Nel paesello tutti lo prendono in giro perché non è ancora in grado di affrontare i draghi da vero vichingo. Anzi, sono tutti convinti che non sarà mai pronto per fare il guerriero. La sua vocazione, comunque, è quella di diventare proprio un grande cacciatore di draghi; per il momento, però si limita a dare una mano al fabbro/maniscalco per la fabbricazione di armi. Un giorno, sfruttando la confusione dovuta alla concitazione dello scontro, Hiccup s’intrufola nella battaglia dei grandi e riesce a colpire un temibilissimo esemplare di drago. Ma quando sta per infliggergli il colpo mortale si rende conto di non esserne in grado, di non essere un violento. Quasi per caso, dunque, Hiccup scopre la sua vera natura; si avvicina al drago (apparentemente ferocissimo), inizia a comunicare con lui, a prendersene cura, lo cavalca, gli dà istruzioni per il volo, gli costruisce una protesi per una parte della coda alata che è andara persa in battaglia, ecc. Insomma, per farla breve, il ragazzo diventa amico della bestia temibile e in un secondo momento, per affinità, di tutti i suoi simili. Sarà proprio questo rapporto speciale a far diventare Hiccup il beniamino della sua gente. Il giovane allenatore di draghi, infatti, sarà di fondamentale importanza nella battaglia in cui i mostri alati, ormai alleati – aiuteranno i vichinghi a sconfiggere il grande nemico (un drago gigante che sottomette gli altri draghi).
Qual è la morale? La morale è sempre quella (come diceva un vecchio adagio pubblicitario). Sempre la stessa. Film di formazione. Il protagonista è un incompreso, un piccolo anatroccolo che diventa cigno, un esserino che ha problemi di comunicazione col genitore ma che con la sola forza di volonta diventa adirittura l’orgoglio di tutta la sua gente. E riesce anche a conquistare il cuore della giovane e bella guerriera. Uno sfigato che dapprima subisce continui atti di bullismo e che poi, invece, riesce ad avere la sua rivalsa sociale. Quanti ne abbiamo visti di film/cartoni così? Al momento mi vengono in mente solo , “Z la formica”, ma credo che ce ne siano anche molti altri. Direi che è il momento di inventarsi qualcosa di nuovo. Sbaglio? Mi sento sempre rispondere: “Ma dai, è un film per bambini!”. E allora? Che forse i bambini non s’annoiano o s’annoiano meno? Si può anche cambiare storia ogni tanto.
Parliamo dunque del 3D. Ne vogliamo parlare? Io sono uno di quei vecchi noiosoni che ancora fanno distinzione tra il contenuto e il contenitore, tra forma e sostanza. Che ci volete fare? Abbiate pazienza.
Questo film l’ho visto in 3D presso la sala privata della Universal a Roma. Si potrebbe anche parlare di “anteprima”, se non fosse che il film è uscito durante il weekend mentre a noi è stato mostrato il lunedì successivo. Ma questo non è importante. Sono stato invitato ad una specie di proiezione blogger. Anzi, ne approfitto per ringraziare le che mi hanno invitato e che organizzato la proiezione. Dunque dicevamo il 3D. Beh è spettacolare. Cos’altro aggiungere? Fa la sua porca figura. Ha raggiunto la sua piena maturità e i tecnici Dreamworks ormai sanno come usarlo al suo meglio. Piace, affascina: è proprio un bel vedere. Anzi, vi dirò di più. Partecipando a questa proiezione ho scoperto un sacco di cose che non sapevo su questa tecnologia. Mi sono un po’ acculturato, se così si può dire. Dunque grazie anche a e alla sua sulle tecniche di ripresa e di proiezione in tre dimensioni.

Mi spiace per la Universal (che distribuisce): come titolo “Dragon Trainer” è certamente meglio di “How to Train Your Dragon” ma ancora non mi convince. Forse questa volta avrebbero fatto meglio ad usare delle parole italiane.

La scheda di , quella di e quella di .


28
lug 09

If I was a Mad Man

Mad Men Smeerch

Se Mad Men non fosse una serie tv ma un cartone animato e se io ne fossi protagonista, beh molto probabilmente mi disegnerebbero così.
Immagine generata automaticamente dall’applicazione flash “Mad Men Yourself”.


25
gen 09

SmeercHouse 25 Gennaio 2009

Puntata n. 3 del 2009 (sesta stagione).
Anche oggi sono andato in onda di domenica anziché di sabato – se di ‘onda’ ancora ha senso parlare. Ieri pomeriggio sono stato al KublaiCamp per cui non ho potuto trasmettere alcunché. Ho rimediato, dunque, questo pomeriggio con le solite due orette di musica: dalle 15.30 alle 17.30. Pochi ascoltatori ma tracce originalissime (chicche, tamarrate, buon funk d’epoca, sigle di cartoni animati, classici dell’R'n’B contemporaneo, tracce simil-disco, perle dell’acid jazz anni ’90, pezzi house dimenticati, ecc.)

Potete ascoltare il podcast – della durata di 122 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 34,9 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

Tracklist:
1. Sigla (Gennaio 2009)

2. Gene McDaniels – Tower Of Strength
3. Alicia Keys – You Don’t Know My Name
4. Noze – Remember Love
5. The Avalanches – Since I Left You
6. The Method – I’ve Got A Cat
7. Major Boys feat. Aurélia – Sous Le Soleil (Cuba Acoustic Mix)
8. Clara Moreno – Feminina
9. Leo Cesari – La Beguine Du Mac (Tam Tom Mix)
10. Jason Rebello – Summertime
11. Greenfinger – Dr. Bong
12. Quincy Jones – Summer In The City
13. James Brown – Funky President (People It’s Bad)
14. Martin Solveig – Burning (Ethnic Wake Up Mix)
15. Telonius – Hit Me With Your Rhythm Stick
16. Daft Punk vs. Adam Freeland – Aer OBAMA
17. David Bowie – Rebel Rebel (Soulwax Re-Edit)
18. Ladyhawke – Paris Is Burning (Alex Gopher Remix)
19. Matze Knop – Numero Uno
20. Lino Toffolo – Pasta e fagioli
21. Albatros – Volo AZ 504
22. Shooting Star (Goldrake Atlas Ufo Robot – sigla finale)
23. Daisy Daze & The Bumble Bees – Planet O
24. Black Box – A Positive Vibration
25. Team Factor feat. Kenny Bobien – It Feels Good (Pasta Boys Vocal Mix)


19
gen 09

Valzer con Bashir

Valzer con Bashir

Valzer con Bashir
(Waltz With Bashir)

di Ari Folman (Israele, Germania, Francia 2008)
con Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman,
Dror Harazi, Yehezkel Lazarov, Mickey Leon,
Ori Sivan, Zahava Solomon

Questo lungometraggio animato è un documento. Un modo validissimo di ricordare a tutta una generazione (la mia) tragici eventi che non sono stati vissuti in prima persona – per motivi anagrafici e geografici – e che altrimenti andrebbero perduti/dimenticati.
Di questa pellicola ho apprezzato molto la grafica. Tratti netti, precisi, colori pieni. Molto valida. Spero che a questa casa di produzione affidino altri progetti d’animazione.
La narrazione è frammentaria. Una scelta voluta – credo – e dettata soprattutto dal soggetto: un ex militare isrealiano che ha rimosso dai propri ricordi i giorni in cui ha partecipato da spettatore al massacro di Sabra e Shatila (16- 18 Settembre 1982). Niente che renda il racconto incomprensibile, intendiamoci. Eppure, a mio avviso, se lo spettatore non è bene informato sui fatti, sui rapporti di forza tra Libano, Israele e Palestina, potrebbe avere difficoltà a capire e a seguire lo svolgimento degli eventi. Allo stesso modo, alcuni personaggi secondari, ossia le persone che il protagonista incontra per far chiarezza sulla propria amnesia, non vengono tratteggiati a sufficienza, finendo per rendere non molto chiaro allo spettatore il loro ruolo nella vicenda.

Sì, come molti mi avevano già fatto notare, questo è un film crudo in molti aspetti. Realistico nonostante si tratti di animazione. Eppure non l’ho trovato particolarmente toccante. Niente di emozionante. Ma temo che sia un problema mio. A certe brutture, ahimé, non si dovrebbe mai fare il callo.
A fine proiezione in effetti c’era un silenzio surreale in sala. Sicuramente molti saranno rimasti sconcertati da quello che hanno visto sul grande schermo. Per fortuna che il mio vicino di sedia mi ha fatto ridere sonoramente. Basta poco a spezzare un’atmosfera lugubre. Anche a costo di sembrare irrispettosi e insensibili.
Voto complessivo: 7.
Nota: questo film ha vinto il Golden Globe 2009 per il miglior film straniero.

La scheda di Wikipedia Italia, di Cinematografo.it e di MyMovies.it.


19
nov 08

Stupid Cupid (bus toon)

Il video che vedete qui sopra si chiama “Stupid Cupid”. E’ un brillante cortometraggio animato, cioè un piccolo cartone animato, che ieri sera ho registrato con il mio cellulare su di un bus di Roma – la linea 3, per la precisione.
L’autore è tale Gipris del blog Zumpappà. Protagonisti un cupido ipovedente, un omone innamorato, una bionda avvenente e un simpaticissimo cagnolino. E’ stato prodotto da MobyTv e va in heavy rotation da diverse settimane sui bus dell’Atac, l’azienda del trasporto pubblico di Roma. Credo che sia possibile visualizzarlo anche sulle tv installate all’interno dei vagoni della metropolitana.