Posts Tagged: Bronagh Gallagher


31
mar 11

Tamara Drewe: tradimenti all’inglese

Tamara Drewe: tradimenti all’inglese
(Tamara Drewe)

di Stephen Frears (Gran Bretagna, 2011)
con Gemma Arterton, Roger Allam, Dominic Cooper,
Billy Camp, Luke Evans, Tamsin Greig, Jessica Barden,
Josie Taylor, James Naughtie, Bronagh Gallagher,
Charlotte Christie, John Bett

Simpatica commedia di Stephen Frears ambientata nella campagna inglese.
Tamara Drewe è una giovane giornalista inglese, un ex-anatroccolo di provincia che – dopo essersi trasferito a Londra ed sottoposto a un intervento chirurgico al naso – è diventato un cigno: una splendida ragazza dolce e sexy. Anche se a molti (invidiosi), di primo acchitto, sta sulle scatole.
A distanza di parecchi anni, Tamara torna in campagna nella sua villa di famiglia, intenzionata a vendere la proprietà, e lì ritrova Andy, la sua vecchia fiamma, un bel ragazzone di qualche anno più grande di lei, a cui affida subito la ristrutturazione della casa. Andy in quelle stanze ci è nato, la casa di Tamara in origine era di proprietà della sua famiglia, per cui accetta volentieri di occuparsi dei lavori – sia perché alla casa ci tiene tanto, sia perché si sente un po’ in colpa per aver troncato la relazione che tanti anni prima aveva con la ragazza.
Durante il soggiorno Tamara reincontra anche Nicholas Hardiment (famoso romanziere) e sua moglie Beth, cioè i suoi vicini: due tizi che ospitano nella loro magione di campagna alcuni bizzarri scrittori in cerca di ispirazione.
In campagna, comunque, Tamara porta una discreta dose di scompiglio. Nicholas, infatti, si invaghisce di quella che un tempo vedeva solo come una teenager racchia e antipatica e, allo stesso tempo, anche Andy si accorge che i propri sentimenti verso Tamara erano solo sopiti ma non del tutto scomparsi. Comunque non sono gli unici due ad essere attratti dal frizzante fascino della bella moretta. Anche Ben, lo smilzo batterista della rock band “Swipe”, perde la testa per Tamara. Un giorno s’incontrano per caso per un’intervista e si piacciono subito, si mettono insieme e in pochissimo tempo lui arriva persino a farle una proposta di matrimonio. A incasinare ulteriormente la situazione ci si mettono anche due ragazzine che, annoiate dalla monotonia della vita bucolica e innamoratissime del rocker, s’intrufolano di nascosto in casa di Tamara e iniziano ad inviare email a suo nome.
La parola “tradimenti” che si trova nel titolo italiano è riferita al fatto che in questo film tutti tradiscono tutti – o quasi - ad iniziare dalla protagonista, passando per Nicholas, fino ad arrivare al rocker e alle ragazzine ficcanaso.
Gemma Arteton è la bellona. Dolce, alta, allegra e piena di curve. Il ruolo della giovane fatalona le si addice abbastanza. Non ricordavo di averla già vista in “I Love Radio Rock” e in “RockNRolla”. Eppure è così: in quei film ci ha recitato. Mi stupisce non averla riconosciuta subito. Mah!
Roger Allam è credibile nel ruolo del laido romanziere cinquantenne, bolso e pieno di sè, un donnaiolo privo di alcun rispetto per la propria moglie (splendidamente interpretata da Tamsin Greig), che poi sarebbe la vera artefice del suo successo.
Dominic Cooper recita nella parte del batterista. Smilzo, tatuato e impomatato è il tamarro della compagnia. Il suo personaggio, Ben, se ne va in giro per la campagna dentro una Porsche gialla con l’hi-fi a tutto volume.
Luke Evans è Andy Cobb, il bel contadino che, pur essendo innamorato da sempre della protagonista, nel tempo libero si spupazza la locandiera della cittadina.
Jessica Barden e Charlotte Christie vestono i panni delle due ragazzotte combinaguai che si divertono a fare scherzi.
Josie Taylor è Zoe, la locandiera.
Bronagh Gallagher la ricordate? Era una delle giovani coriste del film culto “The Commitments”. Qui interpreta solo poche scene nei panni di una delle scrittrici ospiti di Nick e Beth.
Voto alla pellicola: 6 e mezzo. Storia originale che diverte e non annoia. Ancora una volta il cinema inglese contemporaneo mi ha sorpreso piacevolmente.

Questo il trailer originale e quello italiano.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


28
dic 09

Sherlock Holmes

Sherlock Holmes

Sherlock Holmes

di Guy Ritchie (GB, 2009)
con Robert Downey Jr., Jude Law,
Rachel McAdams, Mark Strong, Kelly Reilly,
Hans Matheson, Eddie Marsan, James Fox,

Bronagh Gallagher, Robert Stone, William Hope,
Robert Maillet, William Houston, David Garrick,

Terry Taplin, Geraldine James, Joe Egan, James A. Stephens

Alcuni dati preliminari: questo è un film inglese e non americano, prodotto dalla Lin Pictures, dalla Silver Pictures e da Wigram Productions, distribuito in Italia dalla Warner Bros.
La pellicola è tratta dal libro a fumetti di Lionel Wigram, a sua volta ispirato ai personaggi creati da Sir Arthur Conan Doyle.
Premessa personale: non ho mai letto alcun libro di Doyle (mea culpa). Però mi piacerebbe. Chissà, magari lo faccio in futuro.
Sono entrato in sala con aspettative alquanto basse. Reputavo (reputo) molto bravi entrambi gli attori protagonisti, avevo dimenticato che il regista fosse Guy Ritchie, eppure non mi aspettavo granché. Il giorno prima di andare al cinema, guardandone il trailer, questo film mi era sembrato il solito adattamento moderno molto “fracassone”. Insomma mi aspettavo un tipico action movie degli anni 2000, invece mi sono trovato di fronte ad una bella pellicola in cui il contenuto non è stato tralasciato per dare maggiore importanza alla forma. Il che non vuol dire che non ci siano scene molto adrenaliniche (scazzottate, inseguimenti, esplosioni, pistolettate, ecc.) però non tutto è stato architettato per far sbavare quel pubblico che facilmente si eccita nella poltroncina della sala per rumori assordanti, montaggio frenetico, scene violente, ecc.
Ammirevole la cura, infatti, che è stata data – ad esempio – ai dialoghi tra i due co-protagonisti o tra Sherlock Holmes e il suo diretto avversario, Lord Blackwood.
Lo dico senza vergogna: il film mi è piaciuto molto.
Nella pellicola ci hanno infilato un po’ di tutto (esoterismo, massoneria, oligarchia), anche temi che a me non stanno particolarmente simpatici, ma ciò nonostante la visione di “Sherlock Holmes” mi ha incuriosito, appasionato e divertito.
Robert Downey Jr. è fuori discussione. La sua recitazione, intendo. Ma anche la costruzione del suo personaggio merita un plauso, in quanto il protagonista non è l’eroe perfetto senza macchia e senza paura. Certo, Sherlock Holmes anche in questa trasposizione cinematografica rimane un investigatore scaltro, un attento osservatore a cui non sfugge alcun particolare, un uomo di legge (quasi), il portatore di valore positivi, eppure Guy Ritchie lo rappresenta come un solitario misantropo, poco dedito all’ordine e all’igiene personale, un geek ante-litteram che se ne sta in casa, chiuso al buio, a sperimentare i suoi intrugli chimici e alcuni marchingegni.
Jude Law sembra nato con le sembianze del damerino, per cui lo trovo molto indicato per il ruolo del dott. Watson. Buffà la caratterizzazione che gli si è data: l’amico fedelissimo che vorrebbe non farsi immischiare nei pericoli che corre il suo sodale ma che, allo stesso tempo, non riesce a tenersi alla larga.
Un unico appunto riguarda l’età dei due protagonisti. Non so perché ma ho sempre immaginato Holmes & Watson come due signori di mezza età, tra i 50 e i 60 anni. Sebbene Downey e Law siano stati molto validi nel recitare le loro parti, mi chiedo come mai la scelta di cast non sia caduta su attori più maturi. Forse perché questo è il momento d’oro per i due “giovinastri”? Forse perché Robert Downey Jr., al momento, riesce a portare nei cinema molte più donne tra i 20 e i 40 anni di quante potrebbe portarne, che so, Dustin Hoffman?
Rachel McAdams è molto molto carina. Scusate la debolezza. La ricordate in My Name Is Tanino? Io no ma, a quanto pare, ha recitato anche in quel film. E in “State of Play”. In questa pellicola l’ho trovata perfetta nel ruolo di Irene Adler, una fascinosissima truffatrice che è riuscita a far perdere la testa al bell’investigatore privato. È quasi un miracolo che non venga rappresentata come una donnicciola, nonostante le labbra rosso ciliegia a forma di cuore. It’s love!

Mark Strong è una rivelazione, una sorpresa. Anzi no: è una conferma! Mi era già piaciuto molto in RockNRolla (sempre diretto da Ritchie). Lì interpretava uno dei cattivi, l’elegantone, qui invece veste i panni dell’Antagonista con la “A” maiuscola. Un pluri-omicida spietato, già parlamentare della camera dei Lord, un assassino truculento che usa raffinati trucchi di magia per cercare di assoggettare l’Inghilterra e il Mondo intero. Bisogna ammettere che ha un certo fascino, nonostante per tutto il film se ne vada in giro con indosso un giubotto di pelle da gran tamarro di periferia.
Riassumendo: c’è chi ha preferito la seconda parte del film alla prima (a causa della cattiva organizzazione del cinema in cui l’ho visto, mi sono anche perso i primi minuti di proiezione). Io invece ho aprezzato soprattuto alcune scene, quelle meno ‘dinamiche’, a dire il vero. Gradevolissimo, ad esempio, un dialogo a tre fra Holmes, Watson e la fidanzata di quest’ultimo, che avviene al tavolo di un ristorante di Londra. Durante questo randez-vous l’investigatore sfodera tutto il suo acume per ricapitolare cinicamente la vita precedente della commensale promessa sposa. A proposito: buona scelta di cast anche nel caso di Kelly Reilly (Mary Morstan): caruccia e tonta quanto basta per impersonare una giovane tutrice della Londra di fine ’800.
Nota stilistica: questa pellicola piacerà moltissimo ai cultori dello Steampunk.
Rimanete seduti sino all’ultimo fotogramma. Plausi e lodi per i titoli di coda: la grafica ricorda molto le litografia che si usano per le banconote.
Un bravo a Guy Ritchie che ha saputo coniugare un’opera importante con i temi a lui più cari (la vita di strada nei sobborghi inglesi, il pugilato clandestino, ecc.) Questo film gli aprirà di sicuro molte porte a Hollywood; per lui ci saranno nuove e grandi opportunità in futuro. “Sherlock Holmes” sarà di certo un grande successo al botteghino. Nei Stati Uniti, a soli tre giorni dall’uscita nelle sale, ha già incassato più di 65 milioni di $.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.