Posts Tagged: book


6
nov 11

Just doing it

Just doing it
Storia dell’advertising attraverso i suoi protagonisti

di Pia Elliott
2011, Fausto Lupetti Editore
20 Euro – 310 pagg.

Questo saggio racconta gli uomini che hanno fatto la storia della pubblicità mondiale (USA, Regno Unito, Francia e Italia in primis). I più importanti, i più notevoli, i personaggi più influenti di questo mondo. “Justo doing it” non si ferma sulle loro vicende personali, ma tratta dello stile, delle opere, dell’approccio e dei prinicipi che li hanno ispirati. Pia Elliott racconta il percorso virtuale che lega nel corso degli anni – anche a distanza – le menti più fulgide dell’advertising del secolo scorso. Sebbene spesso il tono del racconto delle imprese che queste persone hanno realizzato, dell’efficacia delle loro campagne, della eco che le loro idee/parole hanno suscitato sia eccessivamente celebrativo, il libro si fa leggere senza problemi. Un po’ antipatica e spocchiosetta, invece, risulta la penultima sezione del libro, quella in cui l’autrice fa le pulci ad alcune campagne nostrane degli anni scorsi. Interessante la pagina bibliografica.
Testo consigliato esclusivamente a gente dell’ambiente che voglia farsi una cultura sul passato del mondo in cui bazzica.

La scheda sul sito dell’editore, quella di Bol.it e quella di IBS.it.


6
set 11

Il mondo prima che arrivassi tu

Il mondo prima che arrivassi tu

di Giulia Blasi
2010, Mondadori, collana “Shout”
16 Euro, pagg. 264

Irene è una ragazza di diciassette anni circa che vive in provincia, in campagna, vicino un paesino di montagna (forse sull’appennino). Ama molto leggere, va in bici e frequenta la scuola del paese. Non pare essere interessata granché all’altro sesso. La sua migliore amica è Mira, una tipa molto tosta e originale, piccola ma decisa, determinata, una tosta che suona la chitarra e non lesina frasi pregne di sarcasmo. Irene stravede per Mira, la stima tantissimo e le vuole un sacco di bene. Le due vanno a scuola insieme (gran parte dell’azione si svolge tra l’altro sull’autobus che porta i ragazzi a scuola in paese), passano le giornate insieme, sono amiche da una vita. Un giorno però entrambe s’innamorano dello stesso ragazzo: Davide, un calciatore della squadra locale molto carino, un tipo che fino ad allora avevano sempre ignorato. O quasi.
Tutto ha inizio un giorno quando Irene interviene in difesa di un ragazzo vittima di bullismo. Il bel gesto impressionerà Davide intorno a cui però ha già iniziato a ronzare Mira. Il fatto che la sua migliore amica e il ragazzo di cui si è invaghita inizino a suonare nella stessa band di cover punk-rock, inoltre, non migliora le cose. A dirla tutta, questa è la fine di un’amicizia storica e forse il principio dell’età adulta.
Questo romanzo mi è piaciuto molto. L’ho trovato gradevolissimo. Sulla carta sarebbe editoria per teenager ma, a mio modesto parere, va bene anche per i giovani adulti, cioè per quei peter pan che pare non vogliano proprio crescere. Sarà per questo che l’ho trovato interessante?
Unica pecca: è scritto molto bene ma le espressioni, i termini, i ragionamenti della protagonista (che è anche voce narrante) non sono quelli di una minorenne. Tutt’altro. La prosa è proprio quella di una persona che ha superato la trentina – si vedano i vari e costanti riferimenti alla cultura pop. Comunque mi preme precisare che questo non è un grave problema; meglio uno libro per teenager scritto bene con lessico da adulto che uno scritto male e sgrammaticato uscito dalla penna di un ragazzo senza esperienza.
Nota: ogni capitolo ha per titolo una frase estrapolata da un brano di musica indie-rock italiano.

La scheda di BOL.it e quella di IBS.it.


4
lug 11

La bambina che raccontava i film

La bambina che raccontava i film

di Hernàn Rivera Letelier
2011, Strade Blu Mondadori
17 Euro, 110 pagg.

Titolo originale: “La Contadora de peliculas”.
Messico, anni ’60. Villaggio di minatori di salnitro. Una famiglia è così povera da non potersi permettere di andare al cinema. Con i risparmi che riesce a mettere insieme faticosamente il capofamiglia (un ex operaio paralizzato su di una poltrona a rotelle che vive con una misera pensione) può permettersi di mandare in sala solo una persona, un solo membro della famiglia. Dopo una specie di concorso interno, la scelta cade su Maria Margarita, una piccola ragazzina – anzi una bambina – il cui compito delicatissimo è quello di recarsi al cinema, guardare attentamente tutto quello che viene narrato, tornare a casa e raccontarlo ai restanti componenti del suo nucleo famigliare (un padre e quattro fratelli, tutti maschi). Vorrei dirvi cosa è successo alla madre di questi ragazzi ma vi lascio con la curiosità. La notizia sarà più godibile, se lo scoprirete da soli.
“La bambina che raccontava i film” è una storia di sogni infranti e di vite spezzate. Un romanzo breve raccontato splendidamente attraverso gli occhi di una piccola sognatrice, una vera e propria “storyteller” in età scolare che diventa quasi un’attrice in erba nel momento in cui prende gusto nell’essere una cantastorie, una vera e propria narratrice di professione, non solo per la sua famiglia, ma addirittura per l’intero villaggio (ivi definito “Officina”). Pagine dense di sofferenza e di tristezza, di povertà assoluta e di spirito di sopravvivenza, di esperienze amare e di arte di arrangiarsi.
La voce narrante è quella della piccola protagonista che, ve lo anticipo, ad un certo punto della storia inizia a farsi chiamare “Fata Delcine”. Il linguaggio adottato da Rivera Leterlier è molto semplice ma efficace. Schietto, senza fronzoli, né giri di parole, va dritto al punto. Lo splendore sta tutto nel modo in cui attraverso le frasi dette (e i pensieri fatti) dalla piccola MM, l’autore riesca a far trasparire allo stesso tempo la gioia di vivere, lo stupore per la scoperta del mondo e il peso di un’esistenza difficile e sfortunata.
Da leggere assolitamente. Per bambine e bambini di tutte le età.

Nota: questo libro sarà anche molto bello ma 17 Euro per un romanzetto che si legge in meno di 2 ore sono uno sproposito.

La scheda di Bol.it e quella di Ibs.it.


28
giu 11

Spinoza – Una risata vi disseppellirà

Spinoza – Una risata vi disseppellirà
a cura di Stefano Andreoli e Alessandro Bonino
Aliberti Editore
12 Euro, 221 pagg.

Zio Bonino e Stark ci riprovano. E ci riescono ancora. Questo è il secondo volume di Spinoza, ossia la seconda raccolta di battute prese dal noto sito italiano di satira. L’esperimento di raccogliere in un unico luogo i contributi umoristici spontanei che provengono dalla Rete italiana è talmente riuscito (anche editorialmente) da convincere i curatori e l’editore a farne un secondo volume. La qualità della satira è la stessa del primo tomo. Dunque se vi è piaciuto quello, questo non vi deluderà affatto. A me è piaciuto un bel po’.
Qui trovate scritto cosa penso del primo libro.

La scheda di BOL.it e quella di IBS.it.


30
mag 11

Chi ha ciulato la corrente del golfo?

Chi ha ciulato la corrente del golfo?
di Maurizio Milani
Aliberti Editore
13 Euro – pagg. 226

Ancora un altro splendido libro firmato da quel genio (incompreso?) di Maurizio Milani. Una raccolta di suoi scritti: pensieri, ragionamenti, dichiarazioni, elucubrazioni, analisi del contemporaneo, ecc. Umorismo no-sense a tutto spiano. Uno stile inconfondibile che adoro.
Inutile dire che nel testo non viene data risposta alla domanda del titolo.
Un consiglio: cercate di immaginare la voce dello stesso autore mentre leggete. La lettura sarà ancora più gradevole.
Nota: alcuni capitoli di questo libro sono stati precedentemente pubblicati nella rubrica quasi-quotidiana che Milani tiene sul giornale “Il foglio”.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


13
mag 11

Momenti di trascurabile felicità

Momenti di trascurabile felicità
di Francesco Piccolo
Einaudi (L’arcipelago Einaudi, 169)
12,50 Euro – 134 pagine.

In queste pagine sono raccolti i pensieri, le situazioni, gli atteggiamenti e le frasi che riescono a strappare un sorriso all’autore o che, comunque, lo fanno stare bene, gli procurano una sensazione piacevole.
Ad essere del tutto sinceri questo libricino non mi ha entusiasmato molto, non è un capolavoro ma l’autore – da gran paraculo – sa come rendersi simpatico. Io, ad esempio, sono stato conquistato quando ho letto: «Non sono mai stato uno che guarda le previsioni del tempo. Non so questo cosa significhi ma è così. [...] Se c’è il sole, sono contento. Se piove, piove».
Ho trovato particolarmente gradevole il racconto in cui sono protagonisti due passaggi a livello che si trovavano nella periferia della città d’origine dell’autore, un paio di paginette molto semplici velate di grande romanticismo.

La scheda di Bol.it e di IBS.it.


4
gen 11

Un giorno

Un giorno
di David Nicholls
2010, Neri Pozza. Collana “Bloom”.
pagg. 487 – 18 Euro.
Titolo originale dell’opera: “One Day”.

Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Davvero. Una storia d’amore semplice, normale, come tante altre, ma magistralmente raccontata.
1988. Due ragazzi inglesi: un lui e una lei. Emma Morley e Dexter Meyhew. S’incontrano a Edinburgo il giorno in cui lei si laurea e trascorrono la classica “one night stand”. Lei è una secchiona, intelligentissima, carina, colta, preparata e schiava del sarcasmo (stile Daria di Mtv); ha origini abbastanza umili, ama il teatro e nella vita vorrebbe scrivere, insomma fare la scrittrice di mestiere o giù di lì. Lui è un belloccio pieno di sé, ha qualche anno più di lei e coltiva un’acerba passione per la fotografia, ricco, brillante ma sciupafemmine, gentile e affascinante ma frivolo. Vive un po’ con la testa tra le nuvole. Piace e si piace: ogni donna che intercetta deve essere sua.
Em & Dex (adorano chiamarsi in questo modo) trascorrono la notte insieme. Iniziano ad amarsi. Forse non fanno nemmeno sesso ma perdono la testa l’uno per l’altra. Si studiano, si guardano, si coccolano, giocano, scherzano, si punzecchiano, sognano ad occhi aperti. Dopo un solo anno li troviamo già molto distanti: lei è a Londra a lavorare come capo-cameriera in uno squallido fast-food che serve piatti latino-americani, mentre lui è inviaggio, in giro per il mondo a concedersi una specie di lungo anno sabbatico prima di decidere cosa fare davvero della propria vita.
L’originalità del testo si deve in gran parte all’artificio retorico che l’autore usa per raccontare la storia di questo amore. Ogni capitolo narra quello che accade il 15 Luglio di ogni anno. Si parte il 15 Luglio del 1988 e si arriva ai giorni nostri, agli anni duemila. Sempre il 15 Luglio, un solo capitolo, un solo giorno per ogni anno. La prima volta che il lettore incontra i protagonisti questi sono giovanissimi, poco più che ventenni, hanno appena terminato gli studi e hanno addosso la voglia di divorare letteralmente il Mondo. Al momento del commiato li si ritrova adulti e molto più maturi, decisamente segnati dalle esperienze che hanno vissuto durante un periodo di tempo lungo quasi 20 anni.
Altro elemento che mi ha reso molto gradevole la lettura di questo libro è l’ampia gamma di sentimenti che l’autore riesce a farti provare. La loquela di Emma è molto divertente, il comportamento di Dexter a tratti è buffo, le loro vicende sono simpaticissime. Ma “Un giorno” tocca anche profondamente le corde del cuore: emoziona, in alcuni punti commuove senza essere mielosamente retorico, riesce persino ad essere molto triste.
Chi legge si appassiona alle vicendere dei personaggi, li sente vivi, reali e molto vicini. Un fattore che contribuisce molto al senso di vicinanza è l’età dei protagonisti e gli scenari in cui essi si muovono. Sullo sfondo di “Un giorno”c’è la Londra godereccia degli anni ’90, gli usi e i costumi dei giovani hip che affollavano il centro e le periferie più cool della capitale britannica. Ma non solo. Emma e Dexter sono solo due ragazzi. Due come noi. Due giovani laureati che cercano un posto nel mondo, che cercano un partner, qualcuno a cui voler bene e a cui affezionarsi, un amico-per-la-vita, due persone molto semplici che affrontano i tipici problemi di quella categoria anagrafica ormai definita come “giovani adulti”, come la ricerca di un alloggio, il lavoro definitivo da fare fino alla vecchiaia, l’età (e la persona) giusta con cui mettere al mondo un erede, ecc.
Libro più che consigliato a tutti quelli che almeno una volta nella vita hanno amato davvero.

La scheda di Bol.it e quella di Ibs.it.
Qui il sito ufficiale di David Nicholls.


1
lug 10

Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)

Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)
di Gianluca Neri

2010, BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) – Collana 24/7

pagg. 291 – Euro 9.50

Romanzo di fantascienza molto buffo e divertente; l’ironia no-sense che lo contraddistingue è palesemente – e dichiaratamente – ispirata alla serie di romanzi di Douglas Adams, capeggiata da , di cui l’autore è grande fan.

2054. Un alieno arriva sulla Terra accompagnato da tutta la popolazione del suo pianeta d’origine. Sebbene il nostro mondo sia stato venduto a loro, qui ad attendere i nuovi padroni, pare non sia rimasto nessuno. L’unica cosa che i nuovi titolari alieni possono fare è telefonare al numero che hanno trovato su di un cartello gigante. Dunque, sperando di trovare un responsabile dell’agenzia immobiliare che ha venduto la Terra, uno di loro, una specie di alieno prescelto che parla la nostra lingua, telefona ma dall’altra parte della cornetta trova a risponderegli un incredulo ragazzo inglese del 2010. In altre parole l’alieno ha usato una cabina per fare una telefonata nel passato, una cosiddetta “Time Call”.
La storia inizia così e si dipana in maniera alquanto lineare, seppure ci siano dei salti temporali, mettendo in risalto tutte le contraddizioni del presente del ragazzo terrestre con lo strambo futuro vissuto, e soprattutto raccontato, brillantemente dall’alieno che ha effettuato la chiamata.
La cosa buffa è che leggendo il testo, e conoscendo l’autore di persona, è impossibile non identificarlo con il protagonista. Certo Gianluca Neri non è inglese ma, ad esempio, è un grande fan di Jessica Alba, esattamente come il tizio inglese che, quando alza la cornetta, si trova a conversare un alieno che chiama dal futuro.

Una curiosità: il romanzo è stato pubblicato su Facebook man mano che veniva scritto. O meglio: non tutti i capitoli sono disponibili online ma i primi sono stati pubblicati proprio dall’autore in corso d’opera, un po’ per sperimentare questa specie di pubblicazione, un po’ per puro spirito di condivisione, un po’ per ricevere feedback diretti ed immediati, un po’ per stimolare la curiosità dei suoi contatti – che poi, in effetti come nel mio caso, sono diventati lettori. È stato proprio così, infatti, che mi sono appassionato a questa storia. Diciamola tutta: forse il romanzo l’avrei acquistato ugualmente, perché Gianluca scrive cose interessanti, con i testi ci sa fare e poi ormai lo considero un amico ma, dopo aver iniziato a leggere, questo aspetto personale è passato decisamente in secondo piano. Non per nulla, appena completata la lettura, mi sono precipitato in libreria ad acquistare una seconda copia di questo romanzo che poi regalerò a mio nipote quindicenne. A proposito: questa è un’ottima lettura anche per ragazzi. Sono sicuro che anche chi ha meno di 20 anni ci mette pochissimo, due o tre pagine al massimo, ad appassionarsi ai due protagonisti di questa incredibile storia.
Consigliatissimo a tutti. Un must per quelli che .

La scheda di e di .


9
giu 10

Gocce di Sicilia

P.S.: un ringraziamento particolare al simpatico siciliano che mi ha fatto dono di questo volume a Natale dello scorso anno.


24
feb 10

Pigmeo

Pigmeo

di Chuck Palahniuk

Mondadori, Strade Blu, 2009
238 pagg. – 17 Euro

Titolo originale: Pygmy.

Ennesimo romanzo di Chuck Palahiuk di cui è bello tutto, tranne il finale. Quest’autore – uno dei miei preferiti – evidentemente non è in grado di trovare una degna conclusione per i suoi meravigliosi racconti.
“Pigmeo” racconta di un ragazzino venuto dall’est del mondo (forse Cina o Corea – di certo non un paese arabo) per sterminare il popolo americano. Il giovane – tale agente numero 67 – va a vivere sotto mentite spoglie per alcune settimane presso una tipica famiglia americana (padre, madre, figlio adolescente, figlia adolescente) della tipica provincia americana. Quello che tutti chiamano “Pigmeo” (probabilmente a causa della sua statura) e che tutti credono essere povero e spaesato, in realtà è un perfido dissimulatore, una spia coltissima, un terrorista in piena regola dotato di precise nozioni di chimica, anatomia, storia, ecc., sapientemente addestrato alla violenza e iniettato d’odio verso l’Occidente (in generale) e il popolo americano (in particolare).

Pigmeo dovrebbe mettere in ginocchio la Nazione Americana intera, con l’aiuto di un nutrito gruppo di suoi connazionali coetanei – anch’essi giovani superspie – ma non tutto va secondo i suoi piani.
Gradevolissime le sue continue citazioni di frasi di celebri tiranni, dittatori o generali del passato.

Bisogna ammettere che ci sono due o tre colpi di scena che rendono la lettura molto avvincente. Così come va detto che lo stile narrativo è davvero originale. O meglio: ciò che è fuori dalla norma è il modo in cui il protagonista – la voce narrante – racconta le sue gesta e i ricordi. Il romanzo è diviso in 36 capitoli, ognuno dei quali è un dispaccio di tipo militare, narrato in terza persona con il linguaggio sgrammaticato tipico di uno straniero che non conosce perfettamente la lingua. Chissà come avrà fatto Matteo Colombo a tradurlo. Non dev’essere stato affatto semplice rendere in italiano un inglese confuso, sbagliato, rimescolato e pieno di perifrasi.

La scheda di e quella di .
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