Posts Tagged: blogger


15
dic 09

PSlA 2009. Reloaded.

Come ogni Natale – diciamo pure “feste di fine anno” per gli atei, gli agnostici, i non praticanti, ecc – anche quest’anno, come ogni anno, come avviene ormai dal 2003, quel sant’uomo del Sir Squonk ha compilato il PSlA (Post Sotto l’Albero): una raccolta di scritti, post, foto, aforismi, pensieri – e quant’altro – donati da diversi blogger. Non se ancora si possa usare questa definizione, perché molti degli autori non hanno più un blog, non ne hanno mai avuto uno, hanno solo un profilo in qualche social network… ma poco importa. Insomma il Sir ha dei contatti, ogni fine novembre chiama a raccolta queste sue conoscenze e chiede loro di donare qualcosa, un pezzo di sè al fine di compattare questa specie di “balla ecologica” dell’egocentrismo. Diciamo autostima, dai (per non offendere gli animi più sensibili).
Domenica scorsa è stata pubblicata online ufficialmente l’edizione 2009. Il file potete scaricarlo da qui (108 contributi, 164 pagine, 6,6 mega di pdf) E com’è, come non, quest’anno ci sono anche io tra gli sciagurati contributori. Era accaduta la stessa cosa anche l’anno scorso.

Il mio contributo è qui sotto.

Ventiquattrore senza fondo

Ecco qui. Finito. Un altro anno che se ne va. Ah, che bella comodità. Domani è il 24. Tra una settimana sarà annonuovo. Mah.

Dice che bisogna tirare le somme, di che poi? Boh. Io quest’anno mi faccio un regalo. Mi compro una bella valigia. Non mi serve ma chi se ne frega. Non vedo da nessuna parte ma chi se ne frega. Non vado mai da nessuna parte ma ho sempre desiderato avere una ventiquattrore, una bella valigia rigida di pelle, pratica, piccola, comoda. Nera la voglio, di pelle. Come quelle che si vedono nei film delle spie. Quelle valigie con doppio fondo dove puntualmente nascondono del denaro. Io non ho denaro. Che parolona! Ho dei soldi. Neanche tanti. Se li metto tutti insieme non ci faccio nemmeno una mazzetta. Quelle belle mazzette tutte nuove che vedi solo nei film. Che figura ci farebbero in una ventiquattrore? E poi in banca, che dire? Che vergogna! Cosa chiedere al Continue reading →


11
nov 09

5 racconti in 5 giorni sul Grazia Blog

dv

Da oggi sono ospite del Grazia Blog. Blogger ospite. Lì funziona così: più o meno ogni settimana invitano alcune persone a dire la propria opinione sugli argomenti più disparati. Ho detto “persone”, avrei potuto dire “blogger” ma va bene anche “gente”, eh. Meglio restare sul generico. Che di preciso blogger non si è mai saputo cosa significhi.
Vi spiego come è andata nel mio caso. Qualche settimana fa, diverse settimane fa, il 31 agosto, Gaia Giordani (la titolare del fu Copiascolla) mi scrive un’email con l’intestazione “amico smeerch, vuoi essere ospite del graziablog?” Io accetto subito, praticamente al volo. Che queste cose mi fanno sempre piacere.
Gaia mi scrive che da poco è “approdata al timone del blog di Grazia”. Mi sembra una bella cosa. Adesso posso vantarmi di conoscere le tre persone che si sono succedute nella carica di direttore (responsabile editoriale?) del Grazia Blog in questi anni.
Nell’aprile 2007 Bambolescente mi invitò già una prima volta a essere ospite del blog da lei diretto. Allora scrissi 5 pezzi cazzoni sul sesso fatto in posti strani.

- I luoghi dell’amore (1) Il letto: la tradizione
- I luoghi dell’amore (2) La vasca da bagno: il ritorno
- I luoghi dell’amore (3) L’ascensore: la trasgressione
- I luoghi dell’amore (4) L’automobile: il passaggio obbligato
- I luoghi dell’amore (5) Il mare: scelta personale

Poi venne l’era Succo. Un simpatico direttore anche lui, che ebbi modo di conoscere proprio durante un paio di aperitivi organizzati dal Grazia Blog. Simpatico sì, anche se non mi ha mai invitato a scrivere sul blog durante “la sua reggenza”. Ma anche questo è giusto: non è che puoi invitare sempre le stesse firme a scrivere, dai.

Ma torniamo all’oggi. Dopo aver accettato l’invito di Gaia, è passato un po’ di tempo. Stavo quasi per dimenticarmene quando una domenica sera, durante un noioso concerto di musica elettronica in una super villa fighetta, ho iniziato a fantasticare su quanto possa essere divertente per un Panda avere il manto verde fluo anziché bianco e nero. In men che non si dica nella mia testa si è formato un primo racconto e così ho deciso subito di farlo diventare uno dei post deputati all’ospitata. Da lì a pensarne altri il passo è stato brevissimo. In un paio di notti, diciamo, il più era fatto. Due racconti buoni, forse 3, erano già scritti. Nei giorni seguenti ho riletto un po’, ho sistemato qualcosa, ho preso degli appunti su alcune idee. Poi ho rischiato di dimenticarmene ancora una volta.
La scrittura è ripresa in treno, durante il viaggio verso Riva del Garda per prendere parte alla BlogFest (2 ottobre). Ho preso una specie di taccuino simil-Moleskine e ci ho riversato sopra i miei pensieri. Non lo faccio praticamente mai. Non scrivo mai con carta e penna. Eppure l’ho fatto. A me stesso sembrava strano che stessi usando quel modo per fermare un pensiero, un’idea creativa. Qualche giorno dopo ho messo tutto su di un foglio Word, ho scritto anche il quinto racconto e ho riletto tutto.
A metà ottobre, il 17, i contatti con Gaia sono ripresi. Ci siamo messi d’accordo su questioni tecniche. Pochi giorni dopo mi ha dato conferma che sarei stato ospite sul blog durante questa settimana e abbiamo verificato che il mio account sulla piattaforma fosse funzionante. Cose così. Il bello doveva ancora venire.
Nel frattempo, durante questi scambi d’email, le ho parlato dell’idea che avevo in testa: sfruttare lo spazio concessomi per pubblicare 5 racconti a tema zoofilo. Favolette di animali, una roba alla Esopo, insomma. Lo dico con il doveroso rispetto e la giusta umiltà. Lo so che è un accostamento un filino azzardato.

Lei è stata subito contentissima quando ha saputo che protagonisti dei racconti erano un panda verde fluo, un ghepardo lento, una “cormìca” trasgressiva, una gazza superstiziosa e un canguro storpio.
Insomma le mando i pezzi. Mi dice che li legge e che mi fa sapere. Passano alcuni giorni. Inizio a credere che non le siano piaciuti e che, essendo alquanto amici, non sappia come dirmi di scrivere altro o di farmi da parte per il momento.
Invece no. Ieri pomeriggio improvvisamente arriva su Gtalk e mi dice una cosa del tipo: “Sul magazine Grazia (di carta) in edicola da oggi c’è un piccolo trafiletto che parla di te come ospite settimanale del blog. Domani iniziamo a pubblicare sul blog i tuoi racconti. In abbinamento ai post ci saranno delle illustrazioni di Daniela Volpari

. Vi giuro: non me l’aspettavo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Mi ha anche mostrato l’anteprima di tre bellissime illustrazioni. Non capita tutti i giorni una cosa così. Inoltre mi sento un privilegiato: non tutti gli ospiti del Grazia Blog hanno avuto l’onore di una illustrazione creata ad hoc per le proprie parole. Aggiungeteci poi i complimenti festosi della stessa direttrice e provate ad immaginare come ci si possa sentire. Cosa volere di più?
Ci credete se vi dico che sono al settimo cielo?

Qui il post che introduce i miei 5 giorni da ospite.

I cinque Racconti:
1. “Un canguro zoppo non è testardo”
2. “Cormiche oggi, cormiche sempre”
3. “Il verde del panda Paolo non è fluo”
4. “Gherardo Lento, ghepardo spento”
5. “Cietta e l’uccello del malaugurio”

Illustrazione: Daniela Volpari per Grazia Blog.


16
giu 09

Petizione contro l'approvazione del DDL Intercettazioni

La scorsa settimana la Camera dei Deputati ha approvato nell’ambito del cosidetto “DDL intercettazioni” una norma che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto per l’editoria a tutti i “siti informatici”.
In Rete ovviamente sono fioccate critiche da tutte le parti. Leggi qui l’articolo di Punto Informatico relativo all’approvazione e ai dubbi e timori che ha suscitato.
L’Istituto per le Politiche dell’Innovazione ha inviato ai Presidenti dei gruppi parlamentari del Senato

una lettera aperta e l’ha inserita sul sito Firmiamo.it (a questo indirizzo: www.firmiamo.it/norettifica).
Ho saputo di questa petizione attraverso il blog del mio amico Gigi Cogo – tra le altre cose membro del comitato succitato.
Ho letto, ho firmato e vi invito a fare altrettanto. Non per “salvare il culo ai blogger”, perché credo che questo sia alquanto secondario, ma perché credo che questa volta sia davvero a rischio la la libertà di manifestazione del pensiero.
Come si dice in questi casi? Più si è (a firmare), meglio è!
La petizione è stata redatta da Ernesto Bellisario. Il testo integrale potete leggerlo cliccando su “Read more”.
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11
mag 09

My first erotic story

Qualche mese fa proposi ad una blogger che scrive brevi racconti erotici di farle da ghost writer. Il gioco era questo: io scrivevo un testo lungo, lei lo pubblicava sul suo spazio e poi osservavamo la reazione. Ci interessava capire se i suoi lettori fossero in grado si accorgersi della differenza nello stile.

Beh io il testo l’ho scritto ma alla tenutaria del blog non è piaciuto. L’ha ritenuto troppo distante dal suo modo di raccontare.

Cartaio, Il

Nessun rancore. La ringrazio comunque di avermi dato la possibilità di provarci.
Poco male. Ho riciclato il testo regalandolo a Roigurgito, il neonato blog del mio collega Agostino Acri.
Il titolo è “Di spalle conduco io”. Lo potete leggere qui.

P.S.: la foto a corredo del post non l’ho scelta io. :)


28
apr 09

Un mash-up per una blogger



Il brano che potete ascoltare nel player qui sopra si chiama “Tengi (3)” ed è dedicato ad una blogger, l’omonima tenutaria del blog “Pezzi d’ufficio”. Il titolo è un ovvio riferimento parodico a “Tanto (3)” di Jovanotti.
La cosa è nata per gioco. Diverse settimane fa Tengi ha scritto un thread all’interno di FriendFeed che aveva come testo «Tengi non mangia. Tengi non dorme. Tengi sgobba».
A me è venuta subito la voglia di trasformare questo breve verso in un brano da ballare.
Nelle settimane a seguire ho tagliuzzato e messo da parte diversi campioni con l’aiuto di “Sonic Foundry Sound Forge 5″, estraendoli da ben 9 canzoni differenti:
- Viktor Duplaix “Fade it”

- S.U.M.O. “Rumba de Eby”
- Jamiroquai “Use The Force”
- Blaze with Liam J Nabb & Simone Fabbroni “Talking About The Power”
- Sharon Jones & The Dap-Kings “Keep On Looking”
- Amy Winehouse “You Know I’m No Good”
- Speakerjunk “Scratch Up”
- Bibi presents Tequila “Slam”
- Rita Pavone “Cuore”

Sherlock Holmes and the Secret Weapon ipod

Ho fatto eseguire il verso ad un software online di sintetizzazione vocale. Poi ho buttato tutte le piccole briciole sonore in quel calderone di software che risponde al nome di “Acid Pro 4″. E dal rimestamento di ben 25 piste digitali è venuto fuori il pezzo che sentite qui sopra.

Nota: nessuno strumento è stato suonato per la realizzazione di questa traccia sonora.


6
apr 09

Di venerdì cockail(s) alla GGD

Venerdì scorso – 3 Aprile – sono stato alla seconda (GGD) romana. Ci sono potuto andare in quanto Miss StrongAle è stata così gentile da lasciare che l’accompagnassi. Sì perché dovete sapere che in questi incontri per she-geek funziona così. Possono parteciparvi solo donne. Solo signore e ragazze previa iscrizione online. Gli uomini vi accedono ma in misura minore, molto minore, e solo in qualità di accompagnatori. Comunque sia, questa regola fortunatamente è solo una formalità. Nel senso che io sono arrivato al locale – al Caffè Emporio in piazza dell’Emporio, 2 – da solo, verso le 19.00. Alessandra è arrivata un’oretta dopo. Ci siamo salutati e ci siamo quasi ignorati – ma senza cattiveria. Ognuno dei due ha preferito intrattenersi con altra gente. Nessun problema. Per noi andava bene così. E fortunatamente nessuno dell’organizzazione ha fatto problemi di sorta. Ci mancherebbe!
Bene, cosa dire dunque di questa serata mondana? Intato vi posso assicurare che le GGD non sono dei pollai per galline – checché se ne dica. Le malelingue perciò tacciano. Il rapporto donne/uomini era all’incirca del 50% -  così, a naso. Nessuna snobberia. Non ho notato atteggiamenti di presunta superiorità o porcherie del genere. C’era una bella atmosfera insomma. Molta goliardia da parte dei blogger – o presunti tali, come è giusto che sia.

Bel locale. Un po’ fighetto ma per occasioni del genere è l’ideale. Grande e luminoso. Alcuni l’hanno ritenuto un po’ dispersivo. Io invece ritengo che sia valido.
Il cibo era davvero molto buono ed abbondante. Sappiate che oltre il cocktail di benvenuto c’era anche una consumazione compresa nell’invito. Ho bevuto un ottimo intruglio fragola e acqua tonica. Complimenti al bartender.  Al di là al buffet composto da vol au vent e mini sandwich, i camerieri ci hanno servito un sacco di pietanze: insalata di mare mista (surimi + polpi + sedano) lasagnette vegetariane, cous cous misto, pesce (merluzzo?) in crosta di patate, spiedini di manzo e dolce al cioccolato.

Io mi sono divertito abbastanza. Forse, anzi soprattutto perché ho incontrato diverse persone con cui mi ha fatto piacere chiacchierare. Provo ad elencarne alcune ma so che dimenticherò diversi nomi, per cui perdonatemi di già. Ho scambiato più di una battuta con Akille, ho dato di gomito a Stefigno, ho riso con Bastet e Ezekiel, ho conversato di lavoro con Vincos e Andrea Colaianni. Ho riabbracciato con gioia WonderPaolastra e il suo maritino Marco. Ho conosciuto Davide Bennato. Ho chiacchierato con Pierpa, Robie con Giulia Blasi. Ho preso in giro le abitudini alcooliche di Laura “Fujiko”. Ho discusso amichevolmente di vecchie storiacce di recruiting con Chiara “Candy”.
Uniche note dolenti sono state la presentazione del main sponsor (Ford) e il discorso di Luisa Carrada.
Le parole dell’addetta comunicazione Ford sono state molto poco “2.0″, se mi passate il termine. Ho ascoltato le solite 4 frasi di presentazione aziendale orientata al prodotto, ringraziamenti standard, tutto l’atteggiamento era quello tipico delle P.R. tradizionali. Vi dico chi siamo, cosa facciamo, perchè vi abbiamo invitato, ecc. Va beh, poco male: ci sta. D’altronde i soldi per l’evento li hanno tirati fuori. Non gli vuoi concedere 2 minuti 2 della ta noia? Molti, invece, hanno storto il naso per la riffa – riservata alle sole donne. Il premio era la possibilità di utilizzare la nuova Ford Fiesta per due settimane. Come? Per soli 15 giorni? A me sinceramente non interessava. Ho fatto spallucce. Un bel “chissene” e via che si torna a farsi gli affari propri.
Per quanto riguarda il monologo della titolare del blog Il Mestiere di scrivere

posso solo dire che secondo me è stato troppo lungo e troppo solipsistico. Hanno fatto una piccola introduzione, poi hanno passato il microfono e lei ha inziato con un discorso fiume che sembrava non finire più. Lo ammetto: ho seguito per meno di 20 secondi ma proprio non ne avevo voglia. Non mi sembrava il caso di dilungarsi tanto sulla propria vita di blogger – dagli inizi pionieristici ai giorni nostri. Massimo rispetto per le blogstar della prima ora ma la maggior parte di noi era lì per chiacchierare, per fare un po’ di sana socialità, lontati dagli schermi del pc. Non per sentire parlare qualcuno del ‘come eravamo’.
Ad ogni modo mi sono dilungato troppo. In poche parole, riassumendo: bella serata. Spero che entro il 2009 ne facciano un’altra.


26
mar 09

Il mio test alla cieca al ParmaWorkCamp

Sabato scorso (21 Marzo) sono stato al ParmaWorkCamp. Per conto della società con cui collaboro (TheBlogTv) ho realizzato delle brevissime interviste ai blogger che hanno partecipato all’evento. Una specie di ‘blind test’ con una sola domanda: cos’è il cosiddetto Crowdsourcing?
Il risultato potete vederlo nel video qui sopra.

Due riflessioni sull’evento. I miei complimenti più sinceri alla Fran, l’ideatrice/promotrice, che ha avuto il coraggio di sobbarcarsi tutto il peso dell’organizzazione, insieme al buon Davide Tarasconi. Nelle settimane precedenti, gli abbonati al loro stream su FriendFeed hanno potuto seguire passo passo tutto l’ostico iter che ha portato a questo. E perciò sanno quanto non sia stato semplice.

Putroppo io in città sono arrivato solo nella tarda mattinata di sabato – anche a causa di un mega ritardo di 120 minuti di un treno in transito per Bologna – altrimenti avrei potuto seguire più interventi. Mi sono perso anche l’incontro pre-barcamp di venerdì pomeriggio – ma questo diciamo pure che è stata una mia scelta.
Tra le altre cose ho passato gran parte del tempo a realizzare interviste, per cui ho prestato poca attenzione alla sostanza del camp.
Comunque sia, da quel poco che ho visto e sentito, posso dire che la cosa è riuscita molto bene. Sicuramente da rifare l’anno prossimo. Anzi, invito pubblicamennte la suddetta organizzatrice a darsi da fare, a mettere in piedi una società di organizzazione eventi, dal momento che le riesce benissimo.
Cosa posso dire degli interventi? Alcuni erano un po’ troppo egocentrici. In taluni casi si tendeva a mettere se stessi al centro del discorso. Non è male in valore assoluto ma credo che andrebbe fatto un po’ meno e con cognizione di causa.
Se dovessi citare gli speech più interessanti di certo sceglierei quello di Gianluca “minimarketing” Diegoli intitolato “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?”, quello di Sara Maternini “Quando anche il tuo capo è online” e quello di Vanz e Auro “Astenersi perditempo”. Simpatia anche per le esperienze riportate da Luca Sartoni e Ikaro (Daniele Di Gregorio).
Poi vi risparmio tutta la storia su quanto il meglio dei barcamp stia nelle relazioni umane piuttosto che negli interventi/presentazioni vere e proprie, perché questo lo do per scontato, ormai, l’ho detto già in passato e più o meno siamo tutti d’accordo a riguardo.
Ci sono decine di blogger che mi ha fatto piacere incontrare (molti per la prima volta di persona) e che qui vorrei salutare ma farne un elenco sarebbe troppo lungo e – al solito – rischierei di dimenticare qualcuno.
American Movie ipod
Mi si permetta infine di ringraziare pubblicamente, attraverso questo post, tutte quelle persone che si sono offerte di rilasciare un’intervista alla cieca davanti alla videocamera da me governata. Perché sempre di persone si tratta, prima ancora che di blogger. Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Se volete qualche altro interessante reportage dall’evento leggetevi pure i post di Alessandro (Blog a progetto), Marileda Maggi

JCVD buy

e della stessa Fran.


27
feb 09

Blog autorevole testimonial

Sprint quotidiano pubblicità

Per pubblicizzare un paio di modelli di cellulari in offerta (LG Lotus e Samsung Instinct), la compagnia di telefonia mobile Sprint ha utilizzato uno stralcio di recensione presa da Gizmodo.com, un blog molto seguito in tutto il Mondo che si occupa di hi-tech. La campagna ha letteralmente invaso New York: quotidiani, aeroporti e persino Times Square.
Comunque sia, lo stesso blog – che pur aveva autorizzato tale citazione senza prendere denaro in cambio – ne è rimasto sorpreso, a tal punto da mettere in piedi una specie di concorso per il lettore che realizza la migliore foto ad alta qualità della campagna esposta in pubblico.
(Clicca sull’immagine per visualizzarla a dimensione maggiore)

Point of Origin divx

Fonte: Gizmodo.com


30
dic 08

Un cellulare e 4 autorevoli blogger


Beggi (Andrea Beggi), Suzuki Maruti (Enrico Sola), Vanz (Luca Vanzella) e LaFra (Francesca Casadei) hanno recensito l’Xperia 1, ossia l’ultimo cellulare top-level della Sony-Ericsson. L’apparecchio è stato mandato loro in prova da Zio Burp. Non l’hanno avuto in regalo. I quattro l’hanno testato e ne hanno scritto. Credo che poi siano tenuti a restituirlo al mittente. Nessuna regalìa, dunque. Inoltre secondo me si sono espressi alquanto liberamente.
Ecco: io stimo molto queste quattro persone – perché di persone si tratta, non di blogger… che “blogger”, come termine, significa tutto e niente. Uno di essi ha fatto molto per me e lo ha fatto in maniera del tutto disinteressata. Ma non è questo il punto. Ciò che davvero conta è che tutti loro hanno scritto in passato cose che condivido, hanno mostrato di essere persone aperte al dialogo, competenti, disponibili, sincere, ragionevoli, che scrivono con umiltà e con cognizione di causa, conoscendo cioè quello di cui parlano. Avendo questi signori acquisito in passato la mia grandissima stima, possono godere oggi della mia fiducia quasi incondizionata. In altre parole, io credo in quello che scrivono – almeno nel 99% dei casi. E quest’ultimo caso – la recensione del cellulare – è uno di quelli.
Le singole recensioni potete leggerle qui: BEGGISUZUKIMARUTIVANZLAFRA.
Pur essendo loro delle voci autorevoli e fidate – almeno per il sottoscritto – credo che non comprerò quel telefono – che pur mi affascina. Lo ritengo valido e funzionale. Comunque non lo comprerò per vari motivi:
1. perché al momento è troppo costoso per le mie tasche,

2. perché poche settimane fa ho cambiato il cellulare,
3. perché il sistema operativo Windows Mobile in passato mi ha un po’ deluso,
4. perché in futuro – durante il 2009 – ho deciso di acquistare un apparecchio telefonico portatile che abbia come sistema operativo Google Android, in quanto credo che quest’ultimo possa soddisfare al meglio le mie necessità di ‘mobile computing’.
Ad ogni modo mi sento di ringraziare i quattro sopraccitati a nome di tutti gli italiani. O meglio di tutti quegli utenti che conoscono la lingua italiana e che, cercando online informazioni su quel modello di cellulare, s’imbatteranno nelle loro analisi. Vanno ringraziati per aver fornito un servizio: gratuito, sincero e preciso – nei limiti dell’umano.
Credo che sia questo il vero spirito del ‘blogging’. Il suo valore aggiunto positivo.

Update: mi è giunta una voce all’orecchio. Pare che il telefono suddetto sia stato poi dato in regalo a tutti i blogger a cui è stata chiesta la recensione. La voce è alquanto attendibile ma servirebbe una cortese conferma da ZioBurp. Credo sia l’unico a cui spetta l’ultima parola.


27
ott 08

Somebody Else's Phone

La scorsa settimana la mia amica Giorgia Galli mi ha scritto un’email per invitarmi a partecipare a “Somebody else’s Phone”, un’iniziativa di marketing che la Wieden + Kennedy ha messo in piedi per la Nokia.
Mi sono rifiutato per alcuni semplici motivi:
1. Perché sul mio blog non c’è pubblicità e non voglio coinvolgerlo in operazioni di marketing. Diciamo pure che si tratta di una specie di ‘policy’ mai scritta ma sempre valida.
2. Perché non ho tempo sufficiente per occuparmene.
3. Perché collaboro con una società che in un certo senso è direttamente concorrente di Wieden + Kennedy, per cui il mio contratto non me lo permetterebbe.
4. Perché credo che il ‘gratis’ in questi casi non rende e in un certo senso potrebbe anche offendere. Ossia, per conivolgere blogger in questo tipo di operazioni, il cliente dovrebbe essere disposto a retribuirli in qualche modo (non necessariamente monetario).
Mi è stato detto allora che la Nokia avrebbe regalato al sottoscritto e ai suoi lettori alcuni telefoni cellulari ma ho preferito, comunque, rimanere sulle mie posizioni e rifiutare.

Ad ogni modo ho promesso a Giorgia di parlarne sul mio blog, anche se solo brevemente. Per cui ecco qui.
Tutto sommato credo che l’iniziativa sia davvero interessante e vada seguita perché è nuova ed originale.
La campagna – lanciata ufficialmente il 15 Ottobre e della dureta di 6 settimane – si basa su un ‘Online Drama’ creato da Nokia e ispirato dal ruolo che il cellulare riveste nelle nostre vite in questo momento. Il web drama esplora le vite in tempo reale di 3 personaggi, Anna, Jade e Luca, nel loro privato e tramite tutto ciò che è contenuto nei loro telefonini.
I blogger coinvolti nell’iniziativa sono invitati a postare settimanalmente sul loro blog il contenuto della campagna e a rispondere a domande del tipo “Che cosa dice il tuo cellulare su di te? A chi faresti vedere i contenuti del tuo cellulare? Ai tuoi amici? Alla mamma? Al tuo capo?”, ecc.
E’ stato creato anche un canale video specifico su DailyMotion.
Chi è interessato qui trova tutti i dettagli dell’iniziativa.
In bocca al lupo!