Posts Tagged: Barilla


17
gen 11

Anteprima: le barrette ai cereali Pan di stelle

Scrivo questo post per ringraziare Mulino Bianco (Barilla) per avermi inviato in anteprima un nuovo prodotto. Si tratta delle nuove barrette ai cereali della linea “Pan di stelle”. Ho ricevuto un piccolo pacco contenente tre barrette un mese prima (circa) dell’arrivo in commercio del prodotto. Dunque grazie.

Ma come sono? Di che sanno? Oh, io le ho trovate molto buone. Trattasi di barrette scure ricoperte delle classiche stelline bianche di glassa, che contraddistinguono da anni i prodotti del brand “Pan di stelle”. Sono alte un paio di cm e lunghe 12 o 13 cm al massimo. Ingredienti principali: cereali e biscotto. Sono compatte, cioè non si sbriciolano molto, ma allo stesso tempo sono molto friabili e croccanti – qui a Roma direbbero “scrocchiarelle”. Immaginate un aggregato di piccolissime palline di cereali, scurite dal cacao, anzi completamente pervase dal cacao. La cosa squisita, appunto, è che sono a base di cioccolato. Non barrette ricoperte di cioccolato ma a base di cacao. Tra l’altro il cioccolato usato non ha un sapore eccessivamente dolce, per cui questo prodotto potrebbe far breccia anche nei cuori di tutti quegli snob che schifano il cioccolato al latte e che parteggiano per il fondente.
Saltiamo la tabella con l’apporto calorico e le altre indicazioni nutrizionali (non mi sono mai interessante) e andiamo agli ingredienti. Riporto fedelmente.

Barretta con crema e biscotto al cacao.
INGREDIENTI: crema 63% (zucchero, grasso vegetale non idrogenato, latte scremato in polvere, cacao magro 7% pari al 4% sul prodotto finito, cacao 4% pari al 2,5% sul prodotto finito, nocciole 1% pari al 0,6% sul prodotto finito, emulsionante: lecitina di soia, aroma naturale di vaniglia), semola di riso, farina di frumento, biscotto sbriciolato al cacao 5% (zucchero, cacao 28,5% pari al 14% sul prodotto finito, farina di grano tenero, amido di frumento, lattosio e proteine del latte, aromi), stelline 3% (zucchero, olio vegetale, farina di mandorle, proteine del latte, amido di frumento, aroma), cacao magro 2,9%, zucchero, amido di frumento, estratto di malto d’orzo, agente lievitante: carbonato acido di sodio, sale, aroma.

Le comprerei? Non so. Forse no. Solitamente non compro barrette ai cereali. Però le ho apprezzate molto. Magari un paio di volte all’anno mi concedo anche quest’altro sfizio goloso.
Per quanto riguarda il prezzo putroppo non posso esservi d’aiuto. Non mi è stato comunicato. La confezione che è arrivata a casa mia conteneva tre barrette da 22 grammi. Ma non so nemmeno se sarà questo poi il formato scelto per la messa in vendita del prodotto.

Curiosità: come ho fatto a ricevere questa anteprima? Semplice. Sono iscritto alla newsletter Pan di stelle. Quando mi è arrivata l’email che mi invitava a iscrivermi per avere a casa un nuovo prodotto gratis, ho accettato, lasciando il mio indirizzo postale.


18
feb 10

Le storie di frutta di Mulino Bianco. Ancora frullati (parte 5)

Storie di frutta

Questo pare che sia il momento dei frullati di frutta. Molte aziende si stanno buttando in questo business, anche la Barilla adesso. Ma sarà così redditizio?
Sabato scorso ho comprato al supermarket Tigre un flacone di “Storie di frutta”, il nuovo frullato della Mulino Bianco. Cos’ha di diverso rispetto agli altri? Poco, direi. Anche in questo caso: 100% frutta, niente conservanti, niente coloranti, né zuccheri aggiunti. A differenza degli altri, però, questo non viene conservato nel banco frigo, poiché è stato pasterizzato, dunque ha una scadenza molto lunga. Io l’ho trovato sullo scaffale accanto ai succhi di frutta.
La bottiglietta (in plastica rigidissima coperta da un foglio di plastica rosa) contiene 200 ml di prodotto e costa 1,79 Euro. Dunque, facendo due conti, sarebbero esattamente 8,95 euro al litro.
Come primo assaggio ho preso il gusto denominato “Pesca, Uva e albicocca” che contiene: metà pesca, 2 spicchi di mela, 3/4 di banana, 31 acini di uva bianca, 1/4 di albicocca e una spruzzata di lime e acerola. Mi stupisce la dicitura “una spruzzata di” e poi non so cosa sia l’acerola. E poi: che razza di lista ingredienti sarebbe questa? Non ho mai visto indicare le proporzioni in questo modo su di un prodotto.
Se si gira la confezione, però, ci troviamo scritto: “Frutta frullata e frutta spremuta (ottenuta con succhi da concentrato e puree). Purea di pesca 29%, succo d’uva bianca 27%, purea di mela, purea di banana, succo e purea d’albicocca 3%, succo di lime, succo di acerola”. Ah, allora ok.
Oltre a questo, credo che il prodotto venga venduto anche in altri 2 gusti. Almeno. Forse anche 3. Non ricordo.

Come al solito sulla bottiglia è indicato il saggio consiglio della nonna “agitare bene prima dell’uso” ma anche “Pet 1 – Bottiglia plastica – Raccolta plastica”. Ottima scelta quella di indicare all’utente il modo di riciclare la confezione. Bravi. Si tratta ovviamente di un accorgimento eco-sostenibile che mi auspico venga presto adottato per la maggior parte dei prodotti confezionati.
Questioni organolettiche. Com’è? Buono. Come tutti gli altri. Me l’aspettavo più dolce, invece si beve con gusto, senza che la bocca dopo rimanga troppo impastata. Lo ricomprerei? Boh, non so. Costa un bel po’, decisamente troppo per della frutta frullata. Eppure questo tipo di prodotti su di me hanno esattamente l’effetto che sperano gli addetti marketing. Io in un supermercato comprerei tutto. Non faccio testo.

Qui trovate anche la mia opionione sui frullati Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì e Santal (Parmalat).


4
dic 09

Mulino Bianco rivanga ricordi online con l'operazione “scatoline”

Rete Forbici Sasso

Di tutti i giochi che si trovavano come sorprese nelle confezioni di merendine Mulino Bianco negli anni ’80, quello che vedete qui sopra è sicuramente il mio preferito. Si tratta ovviamente della morra cinese

, qui “traslata” in forma di gioco di carte con il nome di “Carta vince e carta perde”.
Sasso Forbici Rete
. > il sasso vince sulle forbici, le forbici vincono sulla rete e la rete vince sul sasso.

Perché vi dico ciò? Perché da pochissimo la Barilla, su proposta sulla community Nel Mulino Che Vorrei, ha deciso di dare una missione a Graziella Carbone, la mamma delle sorpresine, ossia colei che ha ideato le famose “scatoline” in stile confezioni di fiammiferi che contenevano gadget e simpatici giochi per bambini.
Sul la signora Carbone ha già iniziato a raccontare la storia delle sorpresine sin dalle origini, corredata da aneddoti e curiosità.
Alessandra del Team digital di Mulino Bianco mi ha scritto per mettermi al corrente di questa iniziativa e, siccome io sono sempre stato molto affascinato dal mondo delle sorpresine Mulino Bianco, ho deciso di darne visibilità qui sul mio blog. Non siate maligni: non ho preso soldi, né premi o regali di sorta. Fidatevi.
Mi è stato detto che la Barilla ha in mente di realizzare alcune iniziative come il catalogo completo delle sorpresine del Mulino Bianco. Per fare ciò stanno cercando l’aiuto di piccoli e grandi collezionisti (per riuscire a recuperare le immagini di tutte le sorpresine al completo). Hanno iniziato a lanciare l’appello su vari social media, prima di tutto sulla pagina Facebook delle Scatoline.
La Barilla ha in mente di ricompensare i collezionisti che aiuteranno a completare il progetto con:
- la menzione del nome del collezionista sul catalogo;

- un “cadeau” di prodotti Mulino Bianco per dimostrare la nostra riconoscenza per la collaborazione
- l’organizzazione di una visita nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere.
I collezionisti interessati a dare una mano per il catalogo delle sorpresine possono contattare Alessandra alla sua email, inviando l’elenco delle sorpresine in loro possesso. Sarà cura del team valutare, con Graziella Carbone, quali sorpresine potranno essere utili per il catalogo. Pare che l’operazione sia molto corretta, chiara e trasparente. Difatti, se nell’elenco dovessero esserci sorpresine mancanti alla collezione in possesso di Barilla, l’azienda chiederà di inviare le sorprese tramite corriere assicurato (a sue spese) per il servizio fotografico. Alessandra rassicura sul fatto che le sorpresine non saranno montate, al fine di preservarle da eventuali rotture o usura.
A me sembra una cosa molto simpatica, sia dal punto di vista affettivo, personalissimo – ho molti ricordi belli legati alle sorpresine del Mulino Bianco – sia perché per una volta una grande azienda italiana sfrutta davvero, in tutto il suo potenziale, la forza dei social network. Difatti con questa iniziativa Barilla dimostra di aver ascoltato l’appello dei suoi clienti, attraverso la raccolta delle opinioni sul sito Il mulino che vorrei, e di aver messo in pratica una delle loro più sentite richieste.
Un sentito “bravi” dunque a Pepe Moder, Alessandra, Graziella Carbone e tutto il team Barilla/Mulino Bianco.


5
mar 09

Mulino Bianco 2.0

Nel mulino che vorrei

Mi è appena arrivato via email un’invito a visitare questo nuovo progetto (ancora in versione beta sino all’8 Marzo). Si chiama “Nel mulino che vorrei”. L’ha messo in piedi il Mulino Bianco – storico brand della Barilla.
Così, di primo acchitto, sembra che l’azienda voglia raccogliere i pareri degli utenti della Rete.  Che non necessariamente corrispondono all’intero insieme dei reali consumatori dei prodotti Mulino Bianco.
Tutto molto ‘Web 2.0″. Non so ancora cosa pensarne. Voglio esplorare meglio tutto il sito. E capirci qualcosa in più. Mi riservo dunque il diritto di esprimere qualche parere in futuro. Ma anche no.
Nota: il mio indirizzo email pare essere nel database indirizzi di Buongiorno.it, la società che ha provveduto in questo caso a mandare un’email di massa. Chiamasi “email marketing”, “DEM”, “direct marketing” o “spam”, a seconda dei punti di vista.

Update: il progetto, l’idea di fondo, chi e cosa ci sia dietro lo spiega Pepe Moder (Head of Digital at Barilla) con questo post sul suo blog Intranos.