Posts Tagged: autore


12
dic 11

The Complete Brian the Brain

The Complete Brian the Brain
di Manuel Àngel Martin
2006, Coniglio Editore
186 pagg. – 15 Euro

Brian è un bambino con il cervello sovrasviluppato e bene in vista fuori dalla calotta cranica. La sua mente è così potente che potrebbe spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero, se volesse. Anzi vorrebbe, ma non può. Sua madre, una donna che lavora come cavia nei laboratori “BioLab”, glielo ha vietato. Del padre del bambino non sappiamo nulla. Brian vive con sua madre in un appartamento all’interno di un grattacielo di una città di un futuro molto prossimo. I suoi amici sono tutti stronzi o malati di un male incurabile. In un modo o nell’altro quello che succede intorno a Brian ha a che fare con la BioLab e con la vicina centrale nucleare. Ma non sappiamo bene cosa. Non sappiamo cosa ha causato la deformazioni in Brian, da dove è venuto, né dove andrà. Questa graphic novel di Manuel Àngel Martin racconta in maniera molto cruda la difficile vita di un ragazzino molto sensibile ma che subisce il bullismo dei suoi coetanei a causa del suo aspetto. C’è qualcosa di spettrale che si nasconde nella sua storia ma non sapremo mai cos’è – almeno non leggendo questo volume. Un alone di disperazione aleggia su tutta l’opera, mescolata ad altri elementi come cattiveria, crudeltà, ipocrisia, egoismo, opportunismo e un pizzico di sfortuna.
Fumetto per adulti. Sconsigliata la lettura ai ragazzini.

La scheda sul sito dell’editore italiano. Quella di Bol.it e quella di IBS.it.


2
dic 11

Dannazione

Dannazione 

di Chuck Palahniuk
Mondadori, Strade Blu – Dark
250 pagg. – 17,50 Euro

Immaginate una fusione tra l’inferno dantesco e il Mago di Oz. Qui la Dorothy della situazione si chiama Madison Spencer ed è morta. La voce narrante, nonché protagonista del romanzo, è una ragazzina in età prepuberale molto colta e sagace, oltre che cinica. Si trova all’inferno perché è morta (ovviamente) anche se inizialmente non si capisce precisamente cosa abbia fatto per meritarsi la dannazione eterna. Di lei sappiamo però che ha due genitori molto famosi, due vip appartenenti al mondo dello showbiz.
Non voglio svelarvi molto perché questo libro è davvero fantastico e va scoperto pagina dopo pagina, ma lasciatemi elogiare l’approfondita ricerca che l’autore ha compiuto sui miti del passato legati ai demoni e alla rappresentazione dell’inferno. Scandagliando l’immaginario dei nostri avi, le diverse culture delle varie zone del mondo, le religioni monoteiste e politeiste dalle origini dell’apparizione dell’uomo sulla Terra ad oggi, Palahiunk è riuscito a tracciare un quadro dell’Inferno molto vario, non del tutto attinente all’interpretazione offerta dal Cristianesimo. A dirla tutta, forse in alcuni passaggi la descrizione degli inferi è un po’ troppo da “macchietta”, grottesca e infantile. Ma, d’altronde, la protagonista ha meno di 13 anni ed è lei a raccontare.
Questa volta persino il finale è degno di plauso. Mi spiego: io adoro Palaniuk, credo che sia un grande raccontastorie, che scriva benissimo, ma solitamente “cicca” i finali. Cioè il più delle volte crea delle opere straordinarie che però terminano in modo banale e/o deludente. Questa volta no. La storia di “Dannazione” si evolve in maniera stupenda, tutto fila liscio e in coda troviamo anche un bel “coup de teatre”. Non aggiungo altro.
Consigliatissimo a tutti quelli che già apprezzano lo stile Palahniuk.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


11
nov 11

Silvio Forever

Silvio Forever

di Roberto Faenza e Filippo Macelloni (Italia, 2011)

Documentario sul Presidente del Consiglio in carica (ancora per qualche giorno) scritto dai giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.
Gli autori hanno evidentemente cercato di mostrare le contraddizioni, le ombre e gli eccessi del personaggio attraverso il pubblico racconto che questi ha fatto di se stesso, giustapponendo cioè filmati di repertorio, foto, dichiarazioni, micro interviste, ecc. Una specie di auto-smentita lunga 85 minuti.
Berlusconi raccontato con la voce di Berlusconi. Niente di romanzato. Pura verità riportata. Unica nota stonata: la voce di Neri Marcorè utilizzata per tappare le falle, ossia quelle parti di informazione in cui un audio originale non era disponibile. Sembra un’imitazione – e in effetti tecnicamente lo è – ma caricaturale, nonostante l’attore si limiti a pronunciare esattamente le parole che furono del Cavaliere.
A cosa è servita dunque questa pellicola? Ad informare chi non aveva mai visto questi filmati? Forse.
Credo comunque che i Berlusconiani difficilmente siano accorsi nelle sale cinematografiche per questo titolo. Viceversa, gli anti-Berlusconiani ormai sono più che informati sulle sue vicende, di certo tutto ciò che il film riporta l’hanno già visto, letto o sentito dire. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Io stesso posso dire di aver già visto gran parte delle immagini inserite da Faenza e Macelloni in questo pot-pourri .
Tecnica registica zero. Il montaggio a momenti fa sembrare l’opera un filmato realizzato da un amatore con Windows Movie Maker. Il racconto riporta gli eventi cronologicamente ma sino a un certo punto. Ci sono diversi balzi in avanti e alcuni balzi indietro nella linea del tempo. La voce narrante fuori campo si alterna continuamente alle immagini di repertorio (italiane ed estere), agli scatti presi dalla stampa e da “Una storia italiana”, il famoso volume che il candidato Berlusconi inviò a tutti gli Italiani durante la campagna elettorale del 1994. Come già detto: trattasi di mischione.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


11
mag 11

Ladolescenza

di Marco “Makkox” Dambrosio

Albo autoprodotto dall’autore del Canemucco in cui troviamo sotto forma grafica i suoi ricordi d’infazia e di gioventù, come le prime cotte, i dialoghi con il nonno, il rapporto con sua madre, i compagni delle partitelle di calcetto, ecc. Tutti raccontati in prima persona da chi disegna, che si auto-rappresenta come un papero goffo ma buffo. Un volumetto colorato e molto intimista che si legge in pochi minuti ma su cui, c’è da giurarci, spesso si avrà voglia di tornare.
Io l’ho comprato via posta, pagando 10 Euro direttamente l’autore/editore/distributore. Ne esiste anche una edizione deluxe da 30 Euro. A quanto ne so pare che tutte le copie (messe in vendita l’8 Aprile 2011) siano andate già esaurite. Qualche ultima copia potrete trovarla disponibile durante le prossime presentazioni live dell’albo. In quel caso potreste esser così fortunati da poterla acquistare direttamente dalle mani dell’autore.

Qui trovate tutte le informazioni ufficiali.


26
nov 10

Flaiano: Il meglio è passato

Flaiano: Il meglio è passato

di Steve Della Casa e Giancarlo Rolandi (Italia, 2010)
con Elio Germano, Sandra Milo, Giuliano Montaldo,
Enrico Vaime, Pupi Avati

Questo è un documentario che racconta la storia di Ennio Flaiano, uno dei più sagaci autori italiani del dopoguerra. Forse il più grande. Non so. Lo ammetto: non lo conosco bene. Sino ad ora ne sapevo pochissimo. Anzi dovrei rimediare presto. M’è venuta voglia di leggere un bel po’ dei suoi scritti. Un autore satirico, dicevo, secondo me ancora troppo poco conosciuto – ahinoi.
La vita personale e artistica di Flaiano viene narrata sia da una voce fuoricampo, che da quella dalle persone che l’hanno conosciuto in vita – soprattutto da chi ha avuto modo di conoscerlo in vita – attraverso una serie di nostalgiche interviste. È questo, infatti, l’artificio tecnico che Della Casa e Rolandi hanno scelto per far affiorare notizie e curiosità sulla vita di Flaiano e portarle alla nostra conoscenza. Una scelta alquanto classica per un documentario che, accompagnata da un romantico bianco e nero, ci spiega o, meglio, cerca di spiegarci il perché della fine della collaborazione tra Flaiano e Fellini, la ritrosia all’eccessiva mondanità dell’autore, le sue timidezze, la riservatezza di cui avvolse la vita privata, i motivi che lo portarono ad un convinto antifascismo sin dalla gioventù, ecc.
Dovessi dare un voto a questa meritevole opera di divulgazione sceglierei il 6. La sufficienza. Bellino, eh. Però non mi sono piaciuti gli interventi di Elio Germano. Non ho trovato particolarmente felice, cioè, la scelta di fargli leggere passi scritti da Flaiano, o meglio di farglieli intrepretare. Questi intermezzi mi sono sembrati fuori luogo. Che forse il nome di Germano sia servito solo come “specchietto per le allodole”? A parte questo, la durata del documentario (60 minuti) e il poco profondo livello di approfondimento delle notizie biografiche mi hanno lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Mi aspettavo di sapere qualcosa di più su i suoi scritti, su altre collaborazioni artistiche nell’ambito cinematografico e non. Peccato.

Nota: questo film è stato presentato fuori concorso alla 67^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (edizione 2010, quindi) nella sezione “Controcampo italiano”. Io l’ho visto dopo averlo registrato dalla tv. Qualche giorno fa l’hanno trasmesso di notte su Rai Movie.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


9
giu 10

Gocce di Sicilia

P.S.: un ringraziamento particolare al simpatico siciliano che mi ha fatto dono di questo volume a Natale dello scorso anno.


17
gen 10

SmeercHouse 16 Gennaio 2010

Siamo arrivati alla settima stagione. Eccomi qui con una nuova puntata. La prima del 2010, la 162^ di sempre. Nuovo anno, nuova siglia. Vi piace? Che ne dite? L’ho assemblata usando tre brani diversi: “Risveglio” di Turi, “Lost Ones” di Lauryn Hill e “Beau Mot Plage” di Isolée. In pratica si tratta della base strumentale di Lost Ones” su cui mi sono divertito a montare un campione e 4 frasi realizzate con l’ausilio dei software di sintetizzazione vocale. Tutto qui.

Dunque dicevamo anno nuovo. Anno nuovo ma regole vecchie. SmeercHouse torna a trasmettere tenendo fissa la rotta, rimanendo cioè fedele ai due principi basilari che l’hanno caratterizzato negli ultimi anni: 1. ogni pezzo suonato piace al titolare del programma, gli sta simpatico o in qualche modo suscita il suo interesse (e solo il suo); 2. mai un pezzo viene suonato per più di una volta – eccezion fatta per quelle volte che il compilatore della scaletta si dimentica o perché il desiderio di suonare quel brano è così forte da mandare in vacca qualsiasi inutile regola auto-imposta.
Ve l’ho già detto che qui faccio un po’ tutto io? Che di questo programma sono, allo stesso tempo, il regista/tecnico, lo speaker, l’autore, l’ideatore, il compilatore di scalette, ecc.? Sì? Beh, allora è inutile ripetersi. Godetevi la musica, che ce n’è tanta. E che è meglio.

Il podcast questa volta dura 121 minuti. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 34,6 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Kings of Convenience – The Weight of My Words (Four Tet Remix)

3. Turi – Capeesh
4. Kiave con Ghemon & Hyst – Da un po’
5. Funky DL – Not The 1 4 Me (Shin-Ski Remix)
6. Shin-Ski feat. The Procussions – It’s All Real
7. Vinicio Capossela – Il gigante e il mago
8. Nina Zilli – Tutto bene
9. Kool & The Gang – Rated X
10. Mongo Santamaria – Get The Money
11. Ke$ha – TiK ToK

12. Laid Back – White Horse
13. Todd Terje – Eurodans
14. Basement Jaxx – Raindrops
15. Roisin Murphy – Momma’s Place
16. Reboot – Enjoy Music
17. David Guetta feat. Kid Cudi – Memories

18. Kelis – Trick Me (Tiefschwarz Remix)
19. Rich & Bitch – Rum & Cocaina
20. Smoke City – Mr. Gorgeous (Mood II Swing Vocal Mix)
21. Black Eyed Peas – I Gotta Feeling (Lancet Sound Remix)
22. Dennis Ferrer – Hey Hey (Dennis Ferrer’s Attention Vocal Mix)
23. Da Mongoloids – Spark Da Meth (ATFC’s Wildstyle Remix)
24. Roger Sanchez feat. Terri B. – Bang That Box (Club Mix)


16
nov 09

Portland Souvenir

Portland Souvenir

Portland Souvenir
Gente, luoghi e stranezze del Pacific Northwest

di Chuck Palahniuk

Piccola Biblioteca Oscar – Mondadori, 2004
8,50 Euro, 180 pagg.

Questa è una guida di Portland. Nulla più e nulla meno. Una specie di specchietto per le allodole, dove per “allodole” è da intendersi i fan dei romanzi di Chuck Palahiunk.
Lo spottone nel sottotesto sarebbe qualcosa del tipo: “Avete letto tutte le opere del vostro autore preferito? Leggetevi anche questo volume!” Ma anche no.
Avrei dovuto ascoltare i consigli di Emmebi: diceva che questo testo è inutile e noioso. Aveva pienamente ragione.
Come tutte le guide, anche “Portland Souvenir” è molto descrittivo. Palahniuk rende al meglio quando inventa; deve inventare, non solo descrivere.

Questa è una guida in tutto per tutto, solo che a compilarla è stato uno dei più illustri cittadini di Portland. Tutto qui. Di cose “alla Palahinuk” ce ne sono giusto un paio ma, davvero, non valgono la lettura. Che poi Chuck Palahiunk a Portland c’è andato ad abitare da giovane, dopo il liceo, mica ci è nato. Lui è di Pasco, Washington.
Se proprio siete fan sfegatati dell’autore potrete al massimo gustarvi qualche aneddoto personale sulla sua vita, raccontato nella serie di pagine intitolato “Una cartolina dal 19xx”. Ma nessuno vi assicura che non si sia inventato tutto.

Dunque ‘sto libro non ve lo consiglio: leggetevi i romanzi che è meglio.
Qui potete vedere la copertina originale del libro “Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon”.

La scheda di Ibs.it e quella di Bol.it.