Posts Tagged: Antonello Fassari


9
gen 11

Romanzo Criminale

Romanzo Criminale

di Michele Placido (Italia, 2005)
con Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart,
Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Anna Mouglalis,
Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Antonello Fassari,
Elio Germano, Michele Placido, Gian Marco Tognazzi,
Toni Bertorelli, Francesco Venditti, Stefano Fresi, Roberto Brunetti,
Massimo Popolizio, Andrea Ricciardi, Gigi Angelillo, Donato Placido, Roberto Infascelli

Questo film l’ho già visto 5 anni fa quando uscì al cinema. Ne scrissi anche su questo blog. Adesso l’ho rivisto, dopo aver visto anche le due stagioni della serie tv omonima – il libro di De Cataldo, invece, quello da cui tutto ha avuto origine, l’ho comprato ma non l’ho ancora letto.La seconda visione mi ha permesso di soffermarmi su alcuni particolari, su cose che, ovviamente, durante la prima visione in sala mi erano sfuggite e che invece adesso ho apprezzato molto.
Iniziamo col dire che il paragone con la serie tv è un po’ inclemente. Si potrebbe affermare che la serie è meglio del film ma giustapporre un lungometraggio da 152 minuti con 22 episodi da 55 minuti non si può proprio fare, non è corretto. Naturalmente il regista della serie tv, Stefano Sollima, ha avuto molto più tempo per dipanare meglio la vicenda, per far tratteggiare con più precisione le personalità dei singoli personaggi e per approfondire con più cura le diverse storie che si intrecciano nella trama principale.
Poi il cast. Gli attori del film sono giovani, certo, ma mediamente hanno 5/10 anni in più di quelli della serie. Tutti bravissimi, per carità, ma c’è da dire che quelli della serie erano praticamente tutti emergenti per cui il plauso che va loro ha un valore più grande, se non doppio. Per intenderci: Accorsi, Rossi Stuart, Favino, Scamarcio, Santamaria, non erano dei signor nessuno quando hanno girato questa pellicola, anche se certamente questo bel film ha sicuramente fatto lievitare le loro quotazioni.
Se volete sapere cosa penso dei singoli attori vi invito a leggere quello che già scrissi nel 2005. Il mio giudizio, sostanzialmente, non è cambiato.
Altra cosa che mi preme sottolineare: sia alla stesura del film, che a quella della serie tv, ha partecipato lo stesso autore del libro, Giancarlo De Cataldo. Questa scelta, ovviamente, ha permesso ad entrambe le opere audiovisive di non discostarsi molto dalla storia originale scritta e pubblicata su carta. Cortesemente, dunque, non usiamo questa motivazione per far pendere il nostro giudizio verso l’una (la serie), piuttosto che verso l’altra (la pellicola).
Non mi soffermo sulla trama – la storia è ormai stranota ai più.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


14
lug 09

Bruno aspetta in macchina

Bruno Aspetta In Macchina

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di Duccio Camerini (Italia, 1996)
con Nancy Brilli, Antonello Fassari, Monica Scattini
Chiara Noschese, Amanda Sandrelli, Valerio Mastandrea,
Leo Gullotta, Nini Salerno, Massimo Wertmüller, Ugo Conti

Commedia un po’ sulle righe tratta da un racconto di Duccio Camerini e Suso Cecchi d’Amico.
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Margherita (Nancy Brilli) e Riccardo (Antonello) sono giovani, diciamo hanno più di trenta anni ma meno di quaranta. Formano una coppia, non sono sposati ma vivono insieme. Lei vuole convolare a nozze. Lui no. Erano tanto perfettini in due, credevano di amarsi, ma si lasciano perché ormai non si sopportano più. Nel momento in cui le loro strade si separano Riccardo ammette anche di essere innamorato e e di avere una relazione con la giovane Titti. Inoltre, al rumore della litigata, tutto il condominio accorre e si pianta sul pianerottolo ad ascoltare – e ad intervenire nella discussione – come fosse un pubblico parlante che parteggia per loro due, cioè per la coppia: i condomini vogliono che restino uniti. Lei comunque andrà via. Un amico comune, l’ottico Zino (Leo Gullotta), concederà a Margherita di stare in una casa vuota alla estrema periferia di Roma. Sentendosi sola e avendo paura di subire l’ennesimo tentativo di stupro e/o rapina, Margherita deciderà di andare in giro mettendo in macchina, sul sedile del passeggero, un manichino vestito da uomo, con tanto di sciarpa, cappello e occhiali scuri. Lo chiamerà Bruno (da cui il titolo del film).
Mentre da una parte Riccardo proverà a fare il giovane, accorgendosi di cosa significa vivere accanto ad una venticinquenne viziata e capricciosa come Titti (Amanda Sandrelli), dall’altra Nancy Brilli vincerà la sua solitudine, prendendosi una cotta per il giovane Nanni (Valerio Mastandrea).

Siamo in presenza dell’ennesima commedia sui rapporti di coppia. Sulla solitudine di una giovane donna che non vuole restare sola e zitella e sulla sindrome di peter pan per lui, per l’uomo che non vuole crescere mai, che non vuole accettare la fase matura della sua vita.
Spiace per gli attori, che sono bravi e simpatici, ma il film non funziona. In parecchi momenti risulta noioso ed inoltre non porta da nessuna parte, sembra quasi non avere una tesi di fondo. Si limita a raccontare (piuttosto maluccio con alcuni salti nella trama) la storia di due che credevano di amarsi ed invece non si amano più.
Nancy Brilli come attrice non si discute. Non che sia un mostro di bravura ma se la cava, regge il ruolo molto bene. Inoltre, va detto: una quindicina di anni fa era molto molto più carina di adesso.
Antonello Fassari fa tenerezza nel ruolo dell’uomo che vorrebbe essere giovane ma non ci riesce in nessun modo.
Valerio Mastandrea, invece, è perfetto per il ruolo del borgataro, del ragazzo difficile che cerca di inserirsi nei circuiti delle cosiddette ‘amicizie sbagliate’ ma che, invece, avendo un cuore grande, non è in grado nemmeno di rapinare una donna sola di notte – ferma con la macchina su di una strada deserta, sotto un nubifragio – nemmeno per vincere una scommessa.
L’interpretazione che diede della svampita in “Non ci resta che piangere” deve davvero essere rimasta nella storia del cinema, perché ad Amanda Sandrelli anche per questo film hanno assegnato un ruolo da cretinetta. Ci riesce benissimo. Chi sa se gli viene difficile o semplice e spontaneo.
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Monica Scattini ha il ruolo della migliore amica di Margherita, una cinica mangiauomini quasi ninfomane. Sono sincero: sarà pure brava come attrice ma non trovo che sia una donna bellissima. Per cui ho alcuni dubbi sulla credibilità del suo ruolo.
Di Leo Gullotta ho già detto: fa la parte dell’ottico, un collega di Riccardo segretamente innamorato di Margherita.
Chiara Noschese fa simpatia a causa del marcato accento ciociaro. Qui recita la parte della commessa, una collega di Margherita che ha una tresca con il suo capo (Ugo Conti) mentre il suo fidanzato continua a picchiarla e a trattarla da schiava.
Il personaggio di Massimo Wertmüller è il più divertente di tutta la pellicola: Don Carlo, un parroco di periferia molto ruspante, che parla come “magna” e aiuta i suoi parrocchiani quando si trovano in difficoltà, consigliandoli per il meglio.
Nini Salerno ha un ruolo molto piccolo: il vicino di casa che non fa altro che ripetere l’assurda frase “Io ho una faccia sola”.
Voto complessivo al film: 5. Senza appello. Non perdete il vostro tempo, passate oltre.

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La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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