Posts Tagged: anni ’70


16
gen 11

La prima linea

La prima linea

di Renato De Maria (Italia, 2009)
con Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno,
Dario Aita, Fabrizio Rongione, Michele Alhaique, Claudia Coli,
Jacopo Maria Bicocchi, Angelo Campolo, Francesca Cuttica,
Lucia Mascino, Anita Kravos, Marco Iermanò, Franco Demaestri

Mi spiace per De Maria ma questo film non entusiasma. Anzi, parlo per me: non mi ha entusiasmato.
“La prima linea” racconta in prima persona, attraverso le parole del protagonista (Sergio Segio), la storia dell’omonimo gruppo terrorista rosso. La formazione, gli inizi, la salita e la discesa di quel movimento giovanile di estrazione popolare che, tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80, si è battuto in Italia per la rivendicazione dei diritti degli operai e dei lavoratori sfruttati in generale. La chiave di tutto il film è la presa di coscienza del protagonista, il senso di vacuità e di perdita del senso della lotta che investì ad un certo punto i militanti del movimento, ossia la disamina del momento in cui questi, dal rappresentare e farsi portavoce del malcontento della classe operaia, si trovarono isolati a combattere una guerra fine a se stessa, auto-costretti in una spirale di odio e violenza che praticamente aveva perso del tutto i tratti ideologici e idealisti dei primi anni.
Il racconto inizia con l’arresto del protagonista, con la sua dichiarazione di colpevolezza, la presa di coscienza davanti al pubblico e con il conseguente racconto di come andarono i fatti. Tutta la vicenda è un alternarsi di flash-back e flash-forward tra l’atto finale del movimento (la liberazione di alcune militanti del gruppo dal carcere di Rovigo – 3 Gennaio 1982) e il racconto dei primi anni, quelli della formazione del movimento e dell’innamoramento tra il protagonista e una compagna/combattente – tale Susanna Ronconi di Venezia.
Ok. Il film non è un capolavoro. Spesso mi ha annoiato. L’ho guardato a pezzi, in un continuo stop & go. Però devo ammettere che qualcosa di buono c’è.
Primo: Riccardo Scamarcio è migliorato notevolmente davanti alla macchina da presa. La recitazione drammatica inizia ad essere sul serio nelle sue corde. Questo è il suo personaggio migliore mai portato sul grande schermo. Forse anche meglio nel Nero in “Romanzo Criminale”, dove invece aveva avuto poche scene per esprimere il suo talento.
Secondo: Giovanna Mezzogiorno è meno isterica del solito. Grida in una sola occasione. Da non crederci. Anche in questo caso il suo personaggio, Susanna, è di una pesantezza quasi insostenibile ma è forse questo che le si chiedeva, questo che si pretendeva per l’interpretazione di una terrorista tosta ed intransigente.
Terzo: la bravura di tutti i comprimari. Attori giovanissimi: tra i 25 e i 35 anni. Recitano discretamente, possono andarne fieri, anche se i loro personaggi spesso non sono stati ritenuti degni nemmeno di ricevere un nome e un cognome.
Quarto: in tutta la storia ci ho trovato poca retorica. L’analisi del movimento, delle ragioni che spingevano quegli uomini (quei ragazzi) ad agire, a compiere della violenza inaudita, mi è sembrata lucida e soprattutto verosimile. Insomma, realistica, poco romanzata. E questo, alla luce di quanto la fiction italiana sia mediamente iper-farsesca, non è poco.
Voto globale per il film: 6 meno. Sufficienza risicata.

Nota: questa pellicola è liberamente ispirata al libro “Miccia corta” dello stesso Sergio Segio.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


9
giu 09

Cuba

Cuba

Cuba

di Richard Lester (Gran Bretagna, Usa, 1979)
con Sean Connery, Brooke Adams,

Martin Balsam, Hector Elizondo, Denholm Elliott,
Jack Weston, Chris Saradon, Louisa Moritz, Chris Sarandon,
Alejandro Rey, Lonette McKee, Walter Gotell

1959. Un mercenario inglese, il maggiore Robert Dapes, arriva a Cuba per aiutare un alto ufficiale locale (il Generale Bello) a tenere sotto controllo i ribelli capitanati da Fidel Castro che minacciano di fare la rivoluzione. Ben presto si accorgerà che la situazione è degenerata da tempo e che poco da fare, soprattutto a causa della corruzione imperante e dei sopprusi economici, civili e sociali perpetrati dall’esercito e dalle alte cariche dello stato – tra cui il dittatore Fulgencio Batista. Le cose andranno definitivamente in malora quando i combattenti decideranno di sferrare l’offensiva finale, a seguito dell’elezione del Presidente,avvenuta attraverso una finta consultazione elettorale. Parallelamente alla descrizione delle vicende politico/sociali dell’isola, si dipana anche una storia d’amore tra il protagonista e Alex, una giovane donna che dirige una fabbrica di confezionamento sigari per conto di suo suocero (Don Jose Pulido), un potente signorotto locale, e si cui il maggiore Dapes si innamorò perdutamente in Nord Africa una quindicina di anni prima.
Sean Connery è eccelso – non c’è nemmeno bisogno di dirlo. Nonostante questo non sia uno dei suoi film migliori e di certo non tra i più famosi – riesce a snocciolare un’interpretazione molto credibile. Il suo è un personaggio austero, asciutto – quasi marziale – ma sempre molto elegante. Persino dolce e fragile nel momento in cui apre il suo cuore alla giovane Alex, perdendo le staffe a causa della gelosia.
Brooke Adams, invece, nei panni della risoluta Alexandra Lopez in Pulido – detta Alex – è semplicemente stupenda. Una brunetta bellissima, splendente, scintillante. Meravigliosamente dolce e caparbia. Sincera e perfida. Dimessa e sfrontata. Da innamorarsene al primo sguardo. Date un’occhiata alle 5 immagini nel collage qui sotto.

Beautiful Joe hd

Brooke Adams (Cuba)

Il personaggio che ritrae è una donna indipendente, che ha sofferto ma che vive la sua vita a testa alta. Suo marito è un poco di buono, uno che la tradisce senza nemmeno avere il pudore di nasconderle le scappatelle; l’ha sposato – ipocritamente – non per amore ma solo perché voleva rimanere a vivere nell’isola, mantenendo tutti gli agi di cui può godere la nuora di un ricco proprietario industriale. Durante il finale del film si sospetta che un tempo, prima delle nozze Alex fosse anche l’amante di suo suocero, Don Jose Pulido – il riccone che possiede grosse piantagioni di canna da zucchero, una fabbrica di rhum e lo stesso stabilimento di sigari che Alex dirige.
Buona anche interpretazione di Chris Sarandon nei panni del giovinastro pusillanime che tradisce la bella moglie con una operaria della fabbrica di sigari.
Hector Elizondo (il simpatico concierge del film “Pretty Woman”) impersona un distinto ufficiale che viene affiancato al maggiore Dapes durante il soggiorno sull’isola.
Denholm Elliot (il Dottor Marcus Brody della saga di Indiana Jones) recita il ruolo di un americano che gestisce a Cuba una piccola flotta di velivoli per il trasporto di uomini merci non molto pesanti.
Jack Weston fa l’uomo d’affari americano, il tipico babbeo che arriva sull’isola per investire dei soldi, per portare in porto degli affari, ma che non riesce a capire nulla della situazione in cui si trova, nemmeno se le cose gli accadono sotto il naso.
Martin Balsam interpreta dignitosamente il loschissimo Generale Bello, un tipo laido che specula sulla povertà della popolazione locale e che abusa del potere che gli deriva dalla divisa che indossa.
Non male la colonna sonora.
Nota: il regista, tale Richard Lester, è lo stesso di “Superman II” e “Superman III”.
A me questo film è piaciuto tantissimo. Non importa tanto la ricostruzione storica – essendo questa una produzione ‘atlantica’ (BG + USA) non mi stupirei se fosse ottusamente di parte. Quello che si apprezza è il modo in cui viene dipinta la vita sull’isola: tutta l’ipocrisia e i contrasti tra una vita fatta di agi, divertimenti e sprechi per pochissimi ricconi, e la miseria imperante per la gran parte della popolazione.
Voto globale per la pellicola: 7.5.
Consigliato assolutamente, soprattutto ai fan di Sean Connery e dei film degli anni ’70 – magari di serie B.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.