Posts Tagged: Andrew Garfield


8
nov 10

The Social Network

The Social Network

di David Fincher (USA, 2010)
con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake,
Rooney Mara, Dustin Fitzsimons, Calvin Dean, Patrick Mapel,
Aaron Sorkin, Armie Hammer, Max Minghella, Aria Noelle Curzon,
John Getz, Rashida Jones, Carrie Armstrong, Pamela Roylance, David Selby

Questo è il film che parla di Facebook. Meglio: tratta della sua nascita e della sua ascesa, ‘ché come sia andata a finire dobbiamo ancora scoprirlo. Un film che parla di Facebook ma che non si chiama “Facebook”. Non ho ancora capito come abbiano fatto i produttori a usare il vero nome del social network, dei suoi fondatori e delle persone coinvolte nella storia, senza beccarsi delle querele. Raccontando la verità, direte voi. Ma si sa che nel dorato mondo di Hollywood la verità non basta.
Andiamo con ordine: The Social Network è il film migliore dell’anno? No, sinceramente non credo. Per svariate ragioni. Ve ne dico solo 2. Primo: non mi ha stupito, non mi ha affascinato. Non mi ha annoiato ma non mi ha nemmeno lasciato a bocca aperta. Secondo: chi se li ricorda tutti i film del 2010?
Mi dicono che sia “ben scritto”, beh io non sono uno sceneggiatore, non sono del mestiere. Lo ammetto: un po’ mi piacerebbe ma non me ne intendo. Dunque facciamo che sì: mi fido sulla parola. Nota per i fan(atici): a sceneggiare questa storia (vera e tratta da un libro) s’è messo Aaron Sorkin, un tale che per alcuni amanti di serie tv è un po’ un Dio in terra. Forse no: ma chi siamo noi per smentire? Per di più: io non ho mai visto alcuna puntata del suo acclamato capolavoro “The West Wing” – e sì che sarebbe anche ora che mi dessi una mossa.
Dunque torniamo a “The Social Network”. Qui si tratta della storia di diversi giovinastri in età universitaria, tutti più o meno sfigati e impallinati per l’informatica e gli affari.
[SPOILER]
Uno di questi, il super nerd protagonista – tale Mark Zuckerberg – giovane programmatore genietto del computer, frustrato, arrivista ma sfigato con le donne, viene mollato dalla gnappetta con cui esce, a causa della sua supponenza, e per ripicca s’inventa FaceMash, un sitarello online molto simile a “Hot or Not” per votare la ragazza più carina sulla base di confronti uno a uno. Il giochetto gli riesce, cioè ha subito successo tra gli altri studenti, ma rischia l’espulsione da Harvard in quanto per realizzarlo ha trafugato centinaia di foto da diversi database fotografici studenteschi. Non appena riesce a sfangarla – sempre grazie ad una massiccia dose della sua strafottenza – viene contattato da tre canottieri fighetti e figli di papà (Divya Narendra e i fratelli Winklevoss) che gli propongono una collaborazione per la messa online di un social network esclusivissimo, ossia limitato alla loro prestigiosissima università. Zuckerberg accetta l’offerta ma finisce per fare di testa sua. In poche settimane acquista il dominio TheFacebook.com e ci mette sopra un social network che applica gli stessi principi suggeriti dal terzetto di bellimbusti. Solo che questi non ci stanno e finiscono per portarlo in tribunale. Stessa cosa fa Eduardo Saverin (detto Wardo), il suo migliore amico, quello che gli ha presta tutto il capitale per la messa in opera del progetto Facebook e che gli sta vicino sin dai giorni del concepimento di FaceMash; pensate: è addirittura lui a suggerigli l’algoritmo di base per la creazione del sito, spiegandogli alcuni meccanismi di gioco degli scacchi. Non solo: a minare le fondamenta della società e l’amicizia tra Mark e Wardo ci si mette anche Sean Parker, un giovane viveur scapestrato che vive a Los Angeles e che ha fatto i soldi ideando il primo vero software peer 2 peer per scambiarsi la musica. Piccola nota chiarificatrice: no, non vi ricordate male: Shawn Fanning è effettivamente il tipo che si inventò Napster. Anche Sean Parker anche lo ideò, ma ne fu solo il co-fondatore.
Insomma, per farla breve: “The Social Network” è un legal drama. Una storia di giovani adulti che si rinfacciano il loro recente passato in tribunale per questioni meramente economiche. Condite il tutto con sentimenti vari quali: l’amicizia, l’invidia, l’arrivismo, la gelosia, la presunzione, l’incapacità di stabilire e mantenere delle relazioni umane basate sulla sincerità e sul rispetto, la nerdaggine o nerditudine (passatemi i termini), la voglia di essere padroni del mondo per il solo fatto di essere giovani e di aver avuto un’idea vincente. Tra l’altro il sottotitolo del film riassume molto bene il concetto: “Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico”.
Passiamo al capitolo recitazione.
M’han detto che Justin Timberlake potrebbe essere candidato all’Oscar 2011 come migliore attore non protagonista. Ma non scherziamo, dai. Justin m’è pure stato sempre simpatico – almeno da quando ha lasciato gli ‘N Sync – e qui recita anche benino ma non mi pare proprio sia da premiare. Non foss’altro svilirebbe il meritatissimo premio che l’anno scorso Christoph Waltz ha ricevuto per la stessa categoria.
A me, per esempio, è piaciuto molto più Andrew Garfield. Lo ricordate in “Parnassus”? Elegante e promettente. Magari a qualcuno la sua faccia pulita (troppo pulita?) risulterà anche antipatica ma il ruolo dell’amico del cuore sincero e generoso gli calza a pennello.
Plauso al casting anche per la scelta del protagonista; così come l’hanno conciato, Jesse Eisenberg somiglia molto al vero Mark Zuckerberg. Date un’occhiata voi stessi.
Sorkin appare nel film per un cammeo nei panni di una specie di venture capitalist newyorkese.
Rooney Mara è davvero una mitraglia. Brava – non c’è che dire – e dalla lingua sciolta. Sui dialoghi serratissimi della prima scena quasi non si riesce a starle dietro. Buona la sua prova anche nel momento in cui smerda Zuckerberg di fronte a tutti, rinfacciandogli di essere stato uno stronzo a metterla in ridicolo su Internet.
Riassumendo: bravi Fincher, Sorkin e gli attori tutti. Voto 7 e mezzo. Siamo lontani però dal capolavoro.

Questa pellicola arriverà nelle sale italiane venerdì prossimo, 12 novemebre. Io ho avuto l’occasione e la fortuna di godermela ieri notte in lingua originale, versione sottotitolata in inglese.

Qui potete vedere il trailer ufficiale (in italiano). Qui un’altra locandina italiana.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


12
ott 09

Parnassus – L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Parnassus

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

(The Imaginarium of Doctor Parnassus)

di Terry Gilliam (USA, 2009)
con Heath Ledger, Christopher Plummer, Tom Waits,
Lily Cole, Verne Troyer, Andrew Garfield,
Jude Law, Colin Farrell, Johnny Depp,
Paloma Faith, Michael Eklund, Peter Stormare

Magnifico film. Un fantasy come se ne vedono pochi in giro – e ve lo dice uno che non adora i film fantasy. Dunque il mio apprezzamento dovrebbe valere doppio. (guarda qui il trailer ufficiale italiano in HD)
Ecco: immaginate di mixare due film come “Il tagliaerbe” e “Essere John Malkovich” e lasciare che sia Tim Burton a dirigere tutto quanto. Forse questo esempio ancora non rende bene l’idea, poiché “Parnassus” non ha tinte così fosche come le pellicole di Burton, ma ci si avvicina molto.
Le motivazioni principali per cui suggerirei a tutti di guardare questo film sono sostanzialmente tre: l’originalità della storia, la bravura del regista nel dirigere la narrazione, il fascino degli effetti speciali e la bravura degli attori. Provate a leggere il cast e ditemi se non siamo di fronte ad un parterre di prim’ordine. In fin dei conti tutti parleranno (legittimamente) della bravura del defunto Ledger – a cui la pellicola è dedicata. Questo è stato l’ultimo film in cui ha recitato e bla bla bla… ma fidatevi se vi dico che anche gli altri attori non sfigurano affatto. Per dire: Johnny Depp sta sulla scena meno di 10 minuti ma gli bastano due o tre sguardi in direzione di uno specchio per farti alzare in piedi a battere le mani entusiasta.
Colin Farrell è più misurato del solito. Non stra-recita, sta al posto suo. Non gigioneggia. A questo punto bisogna apprezzarlo per il solo fatto di essere riuscito, in questo caso, a irrigimentarsi. Bravo.
Jude Law torna nei panni del belloccio che piace alle donne, anche a quelle anzianotte. Un ruolo che ha già interpretato in “Alfie” e in “A.I. – Intelligenza artificiale” Ormai è una garanzia.
Christopher Plummer è un attore più che navigato. Monumento al cinema moderno. Qui lo vediamo nei panni di un santone che, sebbene appaia saggio, riesce anche ad essere irrascibile, avventato e smanioso di scommettere con la sorte.
Tom Waits è pressoché perfetto per la parte del diavolo. Non potevano scegliere di meglio. Un satanasso beffardo, molto pieno di sè, fighetto e un po’ gagà. Se ne va in giro con una mise da elegantone, fumando una sigaretta con il bocchino. I suoi baffetti, disegnati col carbone sul labbro superiore, sono buffissimi.

Lily Cole interpreta il perno del racconto. Brava ad recitare la parte di “bambolina-peperina”. Dà un tocco di fascino giovane, fresco ma anche d’antan. Bella di una bellezza enigmatica. Qualcuno di voi la ricorderà senz’altro per aver recitato anni fa in uno scandaloso spot della Playstation Sony in cui appariva come una specie di aliena dalla testa molto larga e dagli occhi estremamente distanti (l’uno dall’altro). Attenzione a fare sogni impuri su di lei: nella vita reale è maggiorenne. Nel film non lo è.
A Verne Troyer hanno riservato la vena buffa del film. Si diverte a scherzare con la sua condizione di nano da circo. Il suo ruolo è un po’ quello di fare da coscienza al santone.
Andrew Garfield è giovane ma promette bene. Il suo ruolo è quello dell’attore girovago, segretamente innamorato della giovane figlia del santone (ma neanche tanto segretamente). Dov’è che l’ho già visto? Ah, sì: in “Leoni per agnelli”.
Peter Stormare appare per pochi attimi come Presidente dell’Universo: un burocrate paraplegico tutt’altro che funzionale alla storia. Irrilevante.
Non voglio svelarvi molto poiché la storia è tutta da scoprire. Il piacere di questo film sta, appunto, nel lasciarsi sorprendere dall’evoluzione del racconto. Vi riporto perciò solo i primi 2 minuti del film.
Una piccola compagnia di attori squattrinati gira l’Inghilterra con un piccolo caravan/teatro, mettendo in scena uno spettacolino simil-circense in cui una specie di giovane Mercurio introduce una ninfetta ballerina, un nano e un santone orientale in grado di leggere nel pensiero. Siamo a Londra. Quando il maestro di cerimonie invita una persona dello sparuto pubblico a salire sul palco, per prendere parte allo spettacolo e farsi leggere nella mente, qualcosa inizia ad andare storto.
Per una volta ascoltatemi: andate al cinema e lasciatevi trasportare dalla magia di questa fiaba. Dopo mi ringrazierete.
Il film arriverà nelle sale italiane il 23 ottbre 2009. Distribuisce MovieMax.

Nota: Heath Ledger è morto nel gennaio 2008, durante la lavorazione di questo film. Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, ossia i tre attori che sono stati chiamati a completare le riprese hanno devoluto i loro compensi a Matilda, la figlia di Ledger.

Nota personale: ho visto questo film in anteprima alla Casa del Cinema di Roma lo scorso giovedì (8 ottobre). A questa proiezione organizzata da Ford Italia sono stato invitato dai ragazzi di Digital P.R. Roma, i quali comunque non mi hanno chiesto di scrivere questa recensione.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.