Oh, pian piano sto intervistando tutti i membri della crew Blue Nox. Ieri ho chiamato al telefono (leggi Skype) Mirko Kiave e gli ho posto 13 domande. Un’intervista in esclusiva, rilasciata a RadioNation in occasione dell’uscita del nuovo E.P. “Fuori Da Ogni Spazio Ed Ogni Tempo”" che ha realizzato con il suo amico e compare di sempre Macro Marco. La trovate qui.
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23
mar 11
Biscuits by Biscuits
Ieri su RadioNation.it ho scritto una breve recensione del nuovo (primo) disco dei Biscuits, un gruppo rap di origini campane che comprende la Mc Dyna, Marco “Gangsta” Villa e il dj Gianluca Vitiello. Il pezzo che mi più mi prende è “Ciu Ciu”, credo per colpa della base che campiona “Another One Bites The Dust” dei Queen. Lo potete sentire qui sotto, nel player.
24
nov 10
Mark Ronson live in Rome @ Brancaleone

Ieri sera sono andato a vedere/sentire Mark Ronson in concerto al Brancaleone. Evento ad ingresso gratuito organizzato da MTV Italia e sponsorizzato dalla birra Beck. Assolutamente imperdibile. Si trattava dell’unica data italiana del tour. Prima esibizione italiana live di Mr. Ronson. Ci sono andato da solo ma, arrivato lì, ho scoperto che ci avrei trovato anche due amici (La Siri e Dund) per cui il morale, già bello alto, non ha potuto che migliorare.
Ma non andiamo fuori traccia. Il concerto è stato spettacolare. Sul palco praticamente erano in nove. Ronson alle tastiere, synth, chitarra elettrica, voce e pad (la batteria elettronica – 4 pezzi). Con lui tutta la band che l’accompagna in questo piccolo tour. Se dobbiamo tener conto del nome del progetto che ha partorito il suo ultimo album (Record Collection), questi altri 8 sarebbero i “The Business Intl”. Ossia: due coriste (con altri due pad ciascuno, cimbali e sinth), un batterista (che se non ho capito male è cresciuto a Roma), un bassista (con un altro pad davanti), un tastierista, Alex Greenwald alla voce e alle tastiere, un rapper di Philadelphia e Andrew Wyatt dei Miike Snow alla voce – da metà concerto in poi.
La cosa singolare di questo spettacolo è che ogni brano aveva un cantante diverso. Tutti facevano i cori a tutti ma ogni pezzo era cantato da un membro diverso della band: una volta a fare da voce solista era la corista di destra, ossia Rose Elinor Dougall delle Pipettes (quella più bassa, mora, diafana, con la voce potente. Molto carina. Assomiglia tremendamente a Sophie Ellis Bextor), una volta era la corista di sinistra, ossia Amanda Warner, a.k.a. MNDR (una vera riot girl con fianco importante e gengiva a vista), una volta Alex Greenwald (lo ricordate? è quello che cantò “Just” nell’album/compilation di cover “Exit Music: Songs with Radio Heads” ), una volta Wyatt. E poi c’era anche il nero di Philadelphia che arricchiva di intermezzi rap diversi brani.
Ora prevista d’inizio concerto: 21.30. Ora di inizio effettivo: 23.15 circa. Io arrivo al Brancaleone per le 21. I cancelli aprono alle 21.50. Entro poco dopo. Ero in lista. La lista “elimina coda” non è servita affatto. Quelli che non erano in lista sono entrati comunque. Anzi sono entrati prima di chi era in lista. Magie della dis-organizzazione imperante. Sono rimasto lì fuori a congelare per un’ora circa, in attesa di entrare, davanti alle transenne, Fortuna che almeno non pioveva. Mi era stato detto “venite presto per evitare la ressa all’ingresso”. Non c’era fila, né ressa all’ingresso. Almeno sino alle 22. Mi era stato detto male. Avrei dovuto fregarmene. Avrei dovuto fare di testa mia. Il solito scemo.
Ma andiamo oltre. A concerto iniziato, non appena si sono accese le luci sul palco, ho visto in faccia Ronson con questa pettinatura oltre il biondo platino e ho urlato qualcosa come: “Ma guardalo, è imbarazzante!”. Per fortuna che la musica era già bella alta. Sono sicuro che non mi abbia sentito nessuno. Respect per la musica. Lodi estreme per la creatività ma – cortesemente – procurategli un parrucchiere che non faccia uso di acidi.
Dunque l’esibizione: di pezzi ne sono stati suonati poco più di 10, mi pare. Durata del concerto: poco meno di 70 minuti. Credo che abbiano suonato (in ordine sparso): “Bang Bang Bang”, “Lose It (In The End)”, The Night Last Night”, “Somebody To Love Me”, “Hey Boy” – dall’ultimo album – più la storica “Oh Wee”, “Just” dei Radiohead, “Stop Me” degli Smith, “Valerie” e forse un’altra cover.
Dopo i primi 3 pezzi c’è stato un siparietto simpatico, molto energico e spiazzante. Una specie di intermezzo “very street”. Una consolle da dj è stata portata al centro dello strettissimo palco, Ronson si è presentato e urlando ha ricordato agli spettatori che la sua vera professione era fare il dj a New York a metà degli anni ’90. Il dj di musica rap. “Facciamo finta che sia il 1995, Roma!” ha esclamato. Poi ha iniziato a mettere musica, a scratchare i dischi, a usare campionamenti e a lanciare siglette personalizzate in stile “Deejay Time”. Una bella performance di una decina di minuti che si è conclusa con Rose Elinor Dougall che cantava su di una base bella tosta. Finito il siparietto e rimossa la consolle, il concerto è poi ripreso in maniera alquanto tradizionale.
Unico neo della performance: il volume dei microfoni. Un po’ bassini, soprattutto quelli delle voci soliste. Il volume totale, invece, era più che alto. Il suono più che avvolgente. Direi penetrante. Ho visto alcuni spettatori tapparsi le orecchie con le mani. Io, fortunatamente, a certi abusi acustici riesco ancora a resistere. Starò diventando definitivamente sordo?
Sintetizzando: mi sono divertito. Anche molto. Ho scattato anche un po’ di foto con lo smartphone. Una la vedete in testa a questo post. Un concerto che rivedrei anche subito, che consiglierei a tutti. Anche a chi non conosce questo artista. Perché Ronson non è solo il produttore che ha portato al successo Amy Winehouse. Troppo riduttivo. A lui si deve il rilancio in grande stile del Rhythm & Blues. Se il buon vecchio R’n'B è tornato ad essere pop, e a scalare classiffiche, lo dobbiamo a questo giovinastro ciuffodotato che a trentacinque anni s’è fatto “il paglia-e-fieno” e ha imparato il giapponese per fare lo scemo in un video.
29
apr 10
Ho intervistato Ghemon per RadioNation
Qualche giorno fa – in occasione dell’uscita dell’E.P. “EmBRIONale”- dedicato a e pubblicato con lo pseudonimo di Gilmar – ho avuto l’onore e il piacere di intervistare Ghemon.
L’intervista completa (12 domande), realizzata per RadioNation e pubblicata sull’omonimo blog, .
Il magnifico album, che da qualche giorno non riesco a smettere di ascoltare, lo trovate invece in download gratuito sul .
Nota: l’attendibilità di questo post è minata dal fatto che io sono un fan eccessivamente affascinato dalla poetica dell’artista succitato. :D
26
mar 09
Ah.Emme.Oh.Erre.Eh

«Quando crescerai capirai perchè e devi darlo fin quando c’è».
certe favole non si avverano, anche se
ora è Ah Emme Oh Erre Eh
Estratto dal brano “Amore pt.2″, contenuto nell’album “E poi all’improvviso impazzire” di Ghemon & The Love 4Tet.
Qui il testo completo del brano.
Il sito ufficiale dell’artista da cui acquistare il cd.
11
mar 09
Audiovideo salad from YouTube clips
Super video mash-up. Insalatona audio/video di clip caricate su YouTube. Beats and pieces.
Questo è il progetto Thru-you, dell’israeliano Kutiman Craptastic video . Il vero hype del momento – anzi dei prossimi giorni, appena se ne accorgeranno i media mainstream.
Ogni brano è un sapiente lavoro di collage, realizzato partendo da loop audiovisivi tagliati da clip pescate sulla più nota community di video online. Questa è la musica figlia della cosiddetta ‘YouTube Generation’.
7 tracce 7 clip. Tutto free: fruibile gratuitamente sul sito ufficiale del progetto. Potrebbe essere un album fatto solo di singoli. Funzionerebbe eccome! A me le tracce piacciono un po’ tutte. In particolar modo la n. 1 “Mother of all funk chords”, che vedete nella clip qui sopra, e la n. 7 intitolata “Wait for me”.
Fortemente consigliato l’ascolto in loop, una traccia dopo l’altra, clip after clip.
Di questo fenomeno ha parlato anche Mashable.com ma devo dire che io l’ho scoperto leggermente in anticipo (cioè lunedì 9 Marzo) grazie a quella mente illuminata del giovane Alunno Oftalmico – l’autore di StudioUnto.






