Cancelleria generazionale
agosto 27, 2010 • segnalazioni • Comments
«A discesa iniziata, sto solo aspettando di fermarmi per inerzia»
agosto 27, 2010 • segnalazioni • Comments
agosto 24, 2010 • personal, segnalazioni • Comments

La scorsa settimana sono passato per Lecce. Ero in città per motivi turistici. Ho fatto un giro al centro per visitare i tipici luoghi che incuriosicono chi non è mai stato nel capoluogo salentino. Poi, verso mezzogiorno, mi sono fermato a pranzare in un curioso ristorante: il Palazzo Personé.
Il posto mi ha colpito subito perché molto “stiloso” (passatemi il termine). Voglio dire: mi ha incuriosito l’arredamento contemporaneo (qualcuno direbbe “di design”) e l’essenzialità con cui sono stati allestiti gli interni. Ad esempio: la volta è di tufo, quasi a cupola, sui toni del giallo ocra chiaro, restaurata molto recentemente, il bancone è di legno chiaro, molto liscio, i tavolini sono molto vecchi (antichizzati) ma ricoperti di uno spesso strato di vetro trasparente. Sì, lo so: sono una persona molto frivola.
Fuori, per strada, ci sono alcuni tavolini ma io ho pranzato dentro, al fresco. Mercoledì scorso il sole era di quelli che spacca le pietre – quasi.
Appena seduto ho notato che la consolle era accesa e mandava musica house, di quella soft, molto gradevole, che non dà fastidio. Negli Usa la chiamano “Soulful House”. La consolle consolle (munita di due cdj Pioneer all’avanguardia) è poggiata su una piccola mensola nella vetrina (per dire quanta importanza viene data alla musica in questo posto). Probabilmente resta accesa per tutto il tempo in cui il locare rimane aperto. Di certo in alcune sere d’estate c’è anche un dj a “cambiare i dischi”. Il posto si trasforma in un american bar, c’è da giurarci. Inoltre alle pareti sono appesi dei piccoli pannelli di forex quadrati su cui sono riprodotte delle foto in bianco e nero, riportanti al centro il centrino di interessanti mix di musica house. Non c’era da sbagliarsi: il posto per me, decisamente.
Ho ordinato una frisa con patè di melanzana come antipasto e un trancio di tonno scottato con sesamo e semi di papavero. Da bere solo una bottiglia di Acqua Surgiva da 75 cl. leggermente gasata. La Ferrarelle non c’era. Tutto molto buono. Totale: 22 Euro. Alla cassa ne ho pagati 20. Mi hanno fatto lo sconto senza che io lo chiedessi. Si saranno voluti scusare forse del fatto che ho atteso un po’ prima che venissero a prendere l’ordinazione? Strano perché il locale era tutt’altro che affollato. Tra le altre cose i 2 Euro scontati erano proprio i 2 Euro di “coperto”. Pessima usanza, questa di far pagare al cliente per il posto in cui si siede! Nota dolentissima.
Per il resto tutto ok. I camerieri sono gentilissimi, si mangia bene, il menu non è scontato (c’era anche la bistecca di toro sulla carta), il locale è bello (si tratta del piano terra ristrutturato di un vecchio palazzo signorile), a pranzo non c’è confusione, il bagno è spazioso, moderno e pulitissimo, i prezzi non sono folli per uno che vive a Roma. D’altronde Lecce ad agosto è una città iper-turistica.
Il Palazzo Personé credo fornisca anche servizio hotel, ossia ha anche camere per soggiornare.
Si trova in via Umberto I, al numero 5, ossia in una stradina stretta, a due passi dal centro. Ci si mette un minuto da piazza Sant’Oronzo: una delle più importanti di Lecce, lì dove c’è l’obelisco con la statua del santo e l’anfiteatro Romano.
Per ulteriori informazioni sentitevi liberi di visitare il sito ufficiale.
La foto che accompagna questo post è presa dal sito ufficiale
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agosto 5, 2010 • film, segnalazioni • Comments

I Griffin – La storia segreta di Stewie Griffin
(Family Guy Presents Stewie Griffin: The Untold Story)
Regia di: Pete Michels, Peter Shin (Usa, 2005)
A me il cartone “I Griffin (Family Guy)” piace molto. Forse non quanto Futurama e i Simpson, ma piace.
Ciò nonostante, non avevo in programma, né alcuna intenzione, di acquistare DVD di questa serie ma qualche settimana fa, mentre ero in un punto vendita Ricordi alla ricerca di un bel po’ di “ricordini” per amici (scusate il bisticcio di parole), ho visto questo titolo in offerta a 10 Euro e, d’istinto, non ho potuto evitare di comprarlo.
In parole provere il lungometraggio “I Griffin – La storia segreta di Stewie” è un po’ come se fosse una lunga puntata del cartoon, nel senso che l’impianto narrativo è identico a quello delle tradizionali puntate brevi, solo che in questo caso si tratta di un meta-film di 88 minuti, ossia un film che racconta di un film in cui i protagonisti sono gli stessi componenti della famiglia Griffin. Difatti il prologo e l’epilogo del film sono due espedienti meta-narrativi: nel primo vediamo gli stessi personaggi arrivare sul red carpet per la premiere del film; nel secondo, a film terminato i nostri si recano nel loro pub di fiducia (L’ostrica ubriaca) per l’after-party, dove festeggiano il successo della pellicola.
La storia comunque racconta di quando Stewie, dopo un trauma, convintosi che Peter non sia suo padre, decide di andare a San Francisco (una delle città più gay degli Stati Uniti) per mettersi sulle orme di un adulto che gli assomiglia moltissimo.
Visione più che consigliata. Voto 7 e 1/2. Molto divertente.
La scheda di IMDb.com e quella su LaFeltrinelli.it.
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agosto 4, 2010 • segnalazioni • Comments
luglio 21, 2010 • segnalazioni • Comments
(clicca per ingrandire)
By PBFComics.com
Fonte: http://dan80.soup.io/post/66424981/Equivoco
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luglio 17, 2010 • music, personal, segnalazioni • Comments

Giovedì scorso (15 luglio) sono stato chiamato a cambiare i dischi da un pub presente nel villaggio estivo di Piazzale del Verano a Roma, quello che si chiama “NoteTempo”. Che musica ho selezionato? Freschissima e un po’ tamarra, non molto differente da quella che trovate nella compilation estiva “Abballo la staggione 2010″. Comunque sia, eccovi la tracklist.
| Artista | Titolo |
|---|---|
| Erykah Badu | 20 Feet Tall |
| Jamie Lidell | The Ring |
| ———— | ———— |
| Dee Edwards | Can’t There Be Love (Pilooski Remix) |
| Clementino | La Mia Musica |
| Eric B & Rakim | I Know You Got Soul |
| Jay-Z feat. Alicia Keys | Empire State Of Mind |
| Erykah Badu | Turn Me Away (Get Munny) |
| dj BC | J’aime Biggie |
| Funky DL | Not The 1 4 Me (Shin-Ski Remix) |
| N.E.R.D feat. Nelly Furtado | Hot N’ Fun |
| Adriano Celentano | Qua la mano (FabMayday edit) |
| Armand Van Helden & A-Trak present Duck Sauce | Anyway (Original Mix) |
| Gramophonedzie | Why Don’t You (Original Mix) |
| Edward Maya feat. Vika Jugulina | Stereo Love |
| Stromae | Alors On Danse (Radio Edit) |
| Tuccillo feat. Patty Pravo | Bambola (Original Mix) |
| Riva Starr feat. Noze | Black Cat, White Cat (Original Mix) |
| Jean Claude Ades & Vincent Thomas | Shingaling (Original Mix) |
| Samim | Heater |
| Michel Cleis | La Mezcla |
| Mousse T. vs. Booka Shade vs. M.A.N.D.Y. | Horny Body |
| Louie Vega pres. Anané | Shake That Booty (Bob Sinclar Remix) |
| Masters At Work feat. Nas-T and Denise | Work (Masters At Work Club Mix) |
| Martin Solveig & Stephy Haik | Cabo Parano (Main Mix) |
| Oreja | Vazilando |
| Uffie feat. Pharrell Williams | A.D.D S.U.V. (Armand Van Helden Vocal Remix) |
| Boris & Michi | Azzurro (The Cube Guys Molleggiato Mix) |
| Anthony Romeno feat. Kelly Pink | El Bimbo (Passion) (Jamie Lewis Brazil Remix |
| Kelis | 4th Of July (Calvin Harris Remix) |
| Duck Sauce | Barbara Streisand (O-God Remix) |
| Lykke Li | I’m Good I’m Gone (Fred Falke Remix) |
| Pitbull feat. Nicole Scherzinger | Hotel Room Service (Official Remix) |
| Wamdue Project | King Of My Castle |
| Gilmar | Devo dire no, cazzo! |
| Cee-Lo Green | Georgia |
P.S.: un grosso grazie agli amici che sono passati a trovarmi e a tutte le persone che hanno ballato e fatto i complimenti al selezionatore. Tenete comunque occhi e orecchie bene aperti perché si potrebbe replicare presto la serata.
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giugno 23, 2010 • music, personal, segnalazioni • Comments
Dal momento che iMeem è ormai praticamente morto – dopo la fusione con MySpace, ho deciso di caricare tutti i miei brani (sostanzialmente mashup e remix) su SoundCloud. Lo trovo un servizio molto valido per diversi motivi: per la semplicità dell’upload, per la possibità di commentare in un determinato punto del brano, per la quantità di spazio (minuti di musica) messo a disposizione dell’utente con account gratuito, per la grafica e la cosiddetta user experience, per la possibilità di sharing, per l’ottimo player interno e la possibilità di fare di fare streaming tramite embed in un altro sito, ecc.
I brani sono 15 in totale; in realtà ce ne sarebbero altri 4 ma non so se li caricherò mai su SoundCloud perché sono produzioni fatte nel 2000 (credo), usando una delle primissime versioni di Magix Music Maker e i campioni presenti nel database di suoni dello stesso software. Col tempo poi mi sono evoluto – diciamo così – utilizzando vecchie versioni di Sonic Foundry Sound Forge (per tagliare i campioni) e di Sonic Foundry Acid (per la composizione multitraccia). Roba che nel frattempo la società che produceva queste applicazioni è stata acquistata dalla Sony. Ad ogni modo: nessuno strumento è mai stato usato per realizzare questi brani. :P
Dunque, se volete ascoltarli questo è il mio account su SoundCloud. Altrimenti premete play nel player embeddato qui sotto.
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giugno 15, 2010 • segnalazioni • Comments
«Giusto per ipotesi però “Amore” potrebbe essere lasciar andare, e attendere, senza dubbi. Attendere anche dieci anni, e dopo dieci anni, anche solo a un “Ho bisogno di te” sussurrato al telefono, rispondere “Sì”» (Mimì)
Canemucco N. 2 – Giugno 2010.
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giugno 6, 2010 • personal, segnalazioni • Comments

Il fatto.
La notte scorsa (sabato 5 giugno) l’ho passata all’interno del “Save the Beach Hotel”, un albergo fatto di spazzatura (vedi foto). Non ho pagato. Son stato ospite dell’agenzia di comunicazione MN srl che mi ha contattato perché – dice – mi ha scelto da alcune classifiche di blogger. Sulle prime ero scettico. Ho chiesto maggiori informazioni e, solo quando sono stato rassicurato, ho accettato l’invito.
Come funziona.
La cosa funzionava così: da alcuni anni a questa parte la birra Corona d’estate lancia una campagna per ripulire le spiagge italiane, che sappiamo essere (in alcuni casi) in condizioni pietose di degrado. Ogni anno, insomma, a sue spese ripulisce un litorale. Quest’anno credo sia toccato ad una spiaggia del Lazio – non so quale. Con il materiale ricavato da quest’0perazione di pulizia hanno pensato di creare un albergo. Ad allestire lo stabile ci ha pensato un artista tedesco 71enne, tale Schult. E già qui scatta la prima polemica perché pare che in realtà tutto il materiale (immondizia compresa) sia arrivato dalla Germania su 6 camion. Ossia: come operazione a favore dell’ambiente ad alcuni è apparsa un po’ discutibile.
L’invito al blogger.
Ma andiamo oltre. Io sono stato invitato a dormire in questo hotel senza condizioni. Nessuno mi ha chiesto niente. Non mi hanno chiesto soldi, né io sono stato pagato. Anzi, per la precisione: appena sono arrivato all’hotel, subito dopo il check in, m’è stato chiesto di scrivere un breve post per il sito ufficiale dell’inizitiva. L’ho fatto un po’ controvoglia ma l’ho fatto: un po’ perché non mi andava di fare storie con i ragazzi che me l’hanno chiesto (chiamiamola solidarietà tra colleghi – a volte mi dispiace che i responsabili junior di web marketing trovino in giro tanta ostilità) e un po’ perché volevo approfittare dello spazio per scrivere quello che sul serio pensavo dell’operazione. Stamattina, poi, appena sveglio, mi hanno pure chiesto di mettermi davanti alla webcam e registrare un video con le mie impressioni. Beh, ho fatto anche questo ma – sono sincero – senza grande convizione. Ho farugliato due parole. Il video sarà durato meno di 15 secondi. Avevo gli occhi gonfi (ero sveglio da meno di 5 minuti), ero confuso e un po’ stanco. Avevo solo voglia di tornarmente a casa e farmi una bella doccia.
Ci tengo a precisare che, prima di arrivare nell’hotel sapevo poco o niente dell’iniziativa. Non ho voluto informarmi apposta per essere scevro da qualsiasi tipo di condizionamento.
Perché?
Ma perché la birra Corona ha messo in piedi tutto ciò? Ovviamente si tratta di una operazione di CRM (Cause Related Marketing). Con la raccolta dei rifiuti e la costruzione di questo hotel Corona ha voluto dare al propio brand (nome/marchio) un’aura di rispettabilità sociale. In altre parole: gli uomini di marketing hanno lavorato per far sí che passasse il concetto che a Corona sta a cuore la pulizia delle spiagge italiane (in particolare) e il rispetto dell’ambiente (piú in generale). Tra l’altro proprio ieri, 5 giugno mi pare fosse la Giornata Internazionale dell’Ambiente. Oh, non c’è niente di male, intendiamoci. Corona tra l’altro non mi sembra che abbia una brutta fama come azienda. Non ha la coda di paglia, né qualcosa di cui farsi perdonare. Il fatto che poi queste operazioni vengano fatte poco prima dell’estate, cioè della stagione in cui gli Italiani bevono più birra, andrebbe analizzato più a fondo, ossia è tutto un altro discorso che meriterebbe un post a parte.
L’hotel.
Dunque com’era l’hotel? Più che hotel, direi che si potrebbe definire un accampamento, una specie di baracca. Non voglio usare il termine catapecchia per non essere offensivo. Diciamo, dunque, che era una grande casupola in legno con i muri sottili (compensato o truciolato?) sulle cui pareti esterne erano letteralmente attaccati (inchiodati? incollati?) dei rifiuti. Tutta roba asciutta. Ovviamente il cosiddetto “umido” non è stato usato per ragioni igieniche e di praticità, altrimenti sarebbe andato tutto in putrefazione nel giro di pochissimo tempo.
Il casermone sembrava a due piani ma non lo era; le stanze (5 credo) erano tutte a piano terra, avevano i soffitti altissimi ma erano scoperte, cioé comunicanti tra loro dall’alto. Avete presente i camerini? Ecco, esattamente così. Difatti dalla mia stanza sentivo qualcuno russare, benché il suono non fosse fortissimo. Le finestre c’erano ma erano coperte solo da stracci leggeri e bucati. É stata una fortuna che quella di ieri a Roma non sia stata una notte fredda. Fortunatamente non ho avuto freddo. La coperta che mi hanno dato mi ha tenuto abbastanza caldo ma scemo io, comunque, a non essermi portato il pigiama pesante. Ho dormito praticamente vestito. Zero riscaldamento nelle camere e sero condizionatori (ma questo mi sembra giustissimo). Nella mia camera c’era solo una lampada alogena, una piattaforma di cemento con sopra una specie di materasso morbido da una piazza (bella larga) e un cuscino grande da divano. Sul tappeto lercio e iper-sbrindellato, presente sul pavimento di legno, si trovavano anche due tavolinetti con 3 gambe su 4 – aventi funzione di comodino, un divano in tessuto floreale e un vecchio poggiapiedi di velluto giallo. Il tutto ricoperto da diversi strati di polvere. Su di una parete era stato appeso uno specchio intero, bello grande ma con un angolo spezzato.
L’igiene del posto, ammettiamolo, lasciava un po’ a desiderare. Si tratta pur sempre di immondizia, no? Per fortuna il cuscino e le lenzuola non puzzavano e sembravano abbastanza pulite. Il bagno era solo uno, in comune: un bagno chimico situato accanto all’ingresso dell’hotel, a due metri dalle orecchie del ragazzo che è stato messo a fare da receptionist per tutta la notte.
Gli altri ospiti dell’hotel non li ho conosciuti e non so chi siano. Quelli che ho incontrato al momento del check in, verso le 22, sembravano spagnoli. C’era pure una russa, mi pare. Comunque non credo fossero blogger.
Il marketing.
Ma questa iniziativa ha funzionato? Che ritorno d’immagine avrà? Certo, in rete si trovano diversi post e notizie riguardanti l’hotel. Ne avrà sicuramente parlato anche la stampa e la tv, non foss’altro per l’originalità dell’iniziativa, la leva dell’ecologia (una tematica ancora fortissima – sopratutto in certi ambienti sinistrorsi) e la presenza della ex top model Helena Christensen, che pare abbia soggiornato nell’hotel giovedì notte. Facciamo un po’ di conti in tasca a Corona. Prendere questa testimonial internazionale sarà costato un bel po’ ma avrebbero potuto prendere anche una starlette “nostrana”, sarebbe costato meno. Credo che la cosa avrebbe avuto all’incirca la stessa rilevanza in Italia. Perché credo che si tratti di un’iniziativa italiana, sapete. Ma il punto non è questo. Il punto è che l’hotel era isolato. Si trovava ai giardini di Castel Sant’Angelo, cioè proprio sotto il castello, in una specie di giardinetto recintato, chiuso da un cancello e sorvegliato a vista. L’iniziativa, anziché durare 4 giorni, sarebbe potuta durare meno, anche 24 o 48 ore al massimo. Secondo me avrebbero dovuto coinvolgere maggiormente i cittadini di Roma. Avrebbero potuto allestire l’hotel in un posto di passaggio, con maggiore traffico pedonale, che so: magari in una delle piazze più importanti come Piazza Navona, Piazza del popolo o piazza della Repubblica. Avrebbero potuto invitare le persone a fermarsi, a visitare l’hotel durante il giorno e magari di sera organizzare festicciole, dj-set, concertini con band locali (a cui puoi allungare 400/500 euro e farli contenti) e offrire centinaia di birre gratis ai passanti e ai curiosi che si fermavano ad ascoltare la musica, a osservare la casetta in legno. Dico di più: avrebbero potuto mettere due o tre hostess più due o tre del marketing Corona a spiegare l’iniziativa di persona. Sarebbe stato di certo più coinvolgente. Il massimo sarebbe stato lasciare che i curiosi visitassero la struttura dall’interno. Ecco, forse non è esattamente il mio mestiere, magari non è bello, ex post, a cose fatte, mettersi in cattedra a dire cosa si sarebbe potuto fare. Però mi permetto di esprimere la mia opinione perché secondo me si tratta di idee semplici che potrebbero avere un minimo di efficacia in più. Tutto qui. Lo dico senza superbia.
Il comportamento.
Dice: ma allora, se hai da lamentarti così tanto, perché ci sei andato? Semplice: perché sono curioso. Molti blogger, di fronte a questi inviti, solitamente rifiutano, si tirano indietro, fanno gli schizzinosi. In giro ci sono molti fautori della “linea dura e pura”. Spesso rimando al mittente anche io diverse proposte, offerte, iniziative. Ma questa volta mi sono detto: “Perché no? Chissà che effetto fa dormire in un hotel così originale!” E sono andato a vedere. Curiosare a volte non costa nulla e non è compromettente.
Disclaimer: l’agenzia MN non mi ha chiesto di scrivere questo post.
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giugno 1, 2010 • personal, segnalazioni • Comments
Il National Measurement Insitute – istituto governativo australiano – mi ha chiesto l’autorizzazione ad usare una foto (questa) per la realizzazione di un piccolo video esplicativo – dal taglio documentaristico – inerente il Trade Measurement, l’ingresso dell’Australia nell’ISO (International Organization for Standardization) e l’adozione del sistema metrico nel paese. Autorizzazione concessa a fronte di un piccolo pagamento simbolico di moneta australiana. :P Detto in altri termini: è la prima volta che vendo uno scatto.
Certo, essendo questo un ente governativo, e dal momento che il video non ha fini commerciali, avrei potuto anche concere l’uso della foto (che è anche coperta da una licenza Creative Commons) a titolo gratuito. Ma lasciatemi la soddisfazione, per una volta. Non è una questione di soldi, credetemi. Si tratta di una cifra davvero irrisoria.
Potete vedere il video qui, nella home page del sito ufficiale. La mia fotografia appare al secondo 5 del terzo video
Un ringraziamento particolare a Sarah Runcie e Rebecca Geach.
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