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Un testo al dì (12/09/06)

“De Profundis”
Giorgio Conte

C’è uno scontro tra due macchine al di là della Moscova
e si son conciati tutti, anche quello che guidava
eran tre con dietro un quarto, che però era già morto
e difatti nella bara non se n’è nemmeno accorto

Nel corteo si procedeva tutti quanti alla rinfusa
quasi fossero cateti in cerca dell’ipotenusa
Il diacono sfiatava su ogni mezzo do di petto
Il defunto, solo lui, nel suo ruolo era perfetto

Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito
Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito

Le piagnone nei singhiozzi eran scarse d’energia
L’oratore ad ogni frase dava sfoggio d’amnesia
lo baciava sulla fronte, poi sputava disgustato
ed il morto, assai discreto, è rimasto senza fiato

Ecco il cielo s’indispone e scoppiettano due tuoni
ma si sa che la natura se ne frega dei sermoni
Tutti quanti a scantonare per cercare almeno un tetto
e soltanto il caro estinto non si è messo a far fagotto

Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito
Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito

Che gli importa del diluvio, non è poi questo svantaggio
nei viventi, a dire il vero, c’è carenza di coraggio
I defunti, gli ex-umani, hanno stabile fermezza
Mica fatti come noi, sono proprio un’altra razza

Quando poi a sangue freddo non si fanno compatire
non li vedi mai scomporsi, mai avranno da ridire
sanno star nel loro ambiente, quieti quieti fino in fondo
non si sente anima viva, proprio cose d’altro mondo

Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito
Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito

Là, nel regno delle ombre, non si sente una parola
E di notte una signora ci può andare anche da sola
ché non corre nessun rischio, né pericoli di sorta
qui nessuno la importuna o le fa la mano morta

E va beh che prima o poi dovremo andarci tutti quanti
ma se c’è chi ha molta fretta che mi passi pure avanti
sembra proprio che a schiantare qui si faccia tutti a gara
con la debita eccezione di chi sta dentro a una bara

Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito
Perché senza entrare nel merito
è soltanto questione di spirito

Un testo al dì (10/09/06)

Martin Solveig 'Heart Of Africa

“The Heart Of Africa”
Martin Solveig
(Mixture Stereophonique, 2000)

So the whole reason
the French people can’t really dance,
is because they haven’t got the beat
in their blood
and why don’t they live and breath the beat
because their language has no tonic accent.

This is somethin’ about the energy you can find in music
well I mean, specifically, African music
as I understand it,
it’s dynamic and bouncy, and looping
because it’s driven by the beat.

Yeah, and it’s syncopated of course,
the down beat that is actually the upbeat.
Well I think it’s the heartbeat really,
of many many many people all at once
you could feel it if you get into it,
basically it’s the heart of Africa.

The heart of Africa (repeat)

Now I want you to make up your mind.
It has to come from deep inside your soul
Yeah, and you will able to join
the thousands of voices
united by the beat to celebrate the heart of Africa.

Un testo al dì (07/09/06)

“Col tempo (Avec le temps)”
Gino Paoli

[parlato]
Col tempo tutto se ne va.
Il tempo è un dio maligno
che si porta via il meglio
e ci lascia solo il peggio.

[cantato]
Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più i visi
non ricordi le voci
quando il cuore è ormai stanco
e non vuol più cercare ti lasci
e forse
é meglio così

Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
l’altra che adoravi
che cercavi nel buio
L’altra che indovinavi
in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe
e il fondotinta
di promesse truccate in un raggio di luna
col tempo, sai
tutto scompare.

Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
il ricordo più dolce
ha una maschera triste

tra i tuoi sogni perduti
quando il sabato sera
la tenerezza rimane sen
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia.

Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
l’altra a cui tu credevi
anche a un colpo di tosse
l’altra che ricoprivi
di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche
anche l’anima al monte
a cui ti trascinavi alla pari di un cane
col tempo, sai
tutto va bene.

Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci
della gente di casa
che ti diceva piano
Non venir tardi
e poi
e poi non prender freddo

Col tempo, sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti la schiena di un cavallo sfiancato
e ti senti gelato in un letto non tuo
forse solo
ma in fondo in pace col mondo
e ti senti fregato
dai tuoi anni perduti
Allora finalmente
col tempo tu
non ami più.

Un testo al dì (01/09/06)

“Luvfulz”
Koki + Larri feat. The Native

Ok,
comportamento da idiota
sorriso da beota
e di preciso capita dopo ogni sua chiamata
Chi ha matematicamente influenzato con poco il suo modo di amare? Niente
Una F
e una M
presente
nella mia mente sempre
Gente,
lei siede accanto agli dei
…sarà per questo che riesco a provarci con tutte tranne che con lei
non so
ma le basta una carezza per mandarmi
k.o.
uno squillo per risollevarmi un po’
vi risparmierò i dettagli e riassumerò il racconto tenendo conto di ciò
impossibile, sai, calmarmi se passo per Formello
lei è Iside e io restai di sasso
(quando)
quando un dì mi disse “Buonanotte fratello”
che poi è Osiride
la cosa che fa ridere
è che lo scrivo come fosse una cosa ovvia
e io che mi ero anche proposto di fare un testo serio,
ma pensando a lei
la testa mi scoppia

alle 5 in centro ho l’appuntamento della vita
mi chiedo la mia femminilità dov’è finita
coperta dalla polvere, nascosta sotto al letto
coi 12 stiletto… mnnmmnnn
Cosa mi metto?
La gonna corta
gli sembrerà volgare,
col baggy non gli riuscirò a parlare
Mi devo sollevare
Col tacco non gli sembrerò più hardcore
E intanto passano le ore
(passano le ore)
E intanto partono le raccomandazioni,
sfrutta le occasioni,
controlla le emozioni
Dimostragli quello che provi, fagli
una dichiarazione
Il mio nome suona bene accanto al suo cognome
… ma come vuoi che vada?
Inciampo e la scarpa mi si incastra nella grata
E mentre aspetto il bus alla solita fermata,
per colpa del vestito pensano lavori in strada.
Ho la
lingua annodata mentre cerco di parlare..
“Ilaria… ti porto a casa se ti senti male”
e mentre penso di confessargli quanto lo amo, mi risponde:
“Sorella, ci vediamo!”

Un testo al dì (18/08/06)

“Il mondo nuovo”
Neffa
(dall’album “Alla fine della notte”, 2006)

È meglio una delusione vera di una gioia finta
Ma quando la delusione cresce la pressione aumenta
Sarà che la pioggia batte forte sulla mia finestra
Sarà che alla fine della notte mi chiedo cosa resta

Però poi arrivi tu
ti siedi dove vuoi
e butti giù
la mia malinconia
di vivere
e tutto sembra già
possibile per me

Preso dentro al buio che avanza
Vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall’onda
ho rincorso il mondo nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora

Mio padre ha visto il primo uomo andare sulla luna
E ora che è gia il futuro più nessuno se ne cura
Capita che mi sveglio all’alba quando l’aria è fresca
Pensando alle mie illusioni di un’estate ormai persa.

Però poi arrivi tu
ti siedi dove vuoi
e butti giù
la mia malinconia
di vivere
e tutto sembra già
possibile per me

Preso dentro al buio che avanza
Vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall’onda
ho rincorso il mondo nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora

Quasi mille miglia
più lontano io sono
Bella mia sogna
fino a quando io tornerò
Quasi mille miglia
più lontano io sono
Bella mia sogna
fino a quando io tornerò

Preso dentro al buio che avanza
Vieni tu a dare luce al mio giorno
Trascinato sotto dall’onda
ho rincorso il mondo nuovo
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo
Per favore non fermarti ora

Preso dentro al buio che avanza
Trascinato sotto dall’onda
La tua mano tesa mi è apparsa
e adesso sto risalendo

Un testo al dì (07/08/06)

“Straight to… number one”
Touch And Go

Yeah

Ten, kiss me on the lips
Nine, run your fingers through my hair
Eight, touch me
Slowly
Hold it
Lets go staight to number one

Oh, Yeah
Oh oh oh
Yeah
Oh oh oh oh

Seven,
Lips, sticks
Slowly
Five, fingers
Four, play
To number one

Yeah. Oh oh oh oh

Lets go staight
to number one
Yeah
one one one one
Touch me
Lets go staight
one one one
To number one

Lips, fingers
Feel it

Diddi duda daddà
Diddi duda daaaa
Diddi duda daddà

Ten nine eight seven six five four three
Touch And Go
To number one.

Un testo al dì (05/08/06)

“Ricordi”
Koki + Larri

[Koki]
Ah ah
Ricordi allegri sotto forma d’immagini
mordono il mio cranio
un guaio se c’è in palio
per loro un paio d’alibi
per rendermi triste
sono locuste
che vivono a vista ciò che esiste di bello
Ricordi allegri mi buttano a terra
perché giorno dopo giorno qui è un inferno
con attorno sempre più merda
ma mi danno forza
come un sorriso isterico
rendendo rapidamente il mio cuore ignifugo
L’errore maggiore
capita quando la ragione muore dall’orrore
creando
ombre nella realtà
e ciò che è remoto si ciba della mia lu-ci-di-tà.
Legami rotti come tendini
lasciano la mia mente in paralisi
l’oasi dell’oblio è il posto in cui vado
rifugiandomi in un presente
geloso del passato

[Larri]
Non voglio…
offendere il microfono con le mie merdate.

Percepisco il tempo rallentato
tipico stato
sono proietttata in ciò che è andato
Un credo che coltivo perché è una scienza esatta
consapevolezza finché non raggiungo la vetta più alta
E non mi manca
non ho la nostalgia
due note mi ricordano il mio cuore in agonia
seguo la scia di chi mi ha preceduto
non vivono a lungo come le persone
ma sono d’aiuto
a volte illudono
su quello che accadrà
pensi
che sia rimasto tutto uguale
ma l’amore intanto non ci sta
a volte scappo dalla realtà quando gira male
mi cullo nei ricordi
mi lascio trasportare
e mando in play la traccia e il mio cervello
e quello che succede in questo attimo
sarà il ricordo odierno
un punto fermo
mi guida e m’indica la strada
gelosa del passato
gli sono legata

Sito di riferimento: blog di Larri

Un testo al dì (29/07/06)

“Vedrai vedrai”
Luigi Tenco (1965)

Quando la sera
me ne torno a casa
non ho neanche voglia
di parlare
Tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino
che rimane deluso
Si lo so che questa
non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
Vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
non son finito, sai
Non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri d’averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene
Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so
darti di più
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai vedrai
non non son finito, sai
Non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.

Jingle dal passato

Crystal Ball

Con Crystal Ball ci puoi giocare
(Crystal ball)
e tante forme puoi inventare
(Crystal Ball)
con mille giochi divertenti
(Cystal Ball)
mille colori differenti
Su gioca un po’ con Crystal Ball!

Poi Crystal Ball se vuoi si attacca
non rompe niente e poi non macchia
ci puoi far cose divertenti
mille colori differenti 
Su gioca un po’ con Crystal Ball !

Un testo al dì (10/05/06)

“Nudo e senza cacchio”
Elio e le Storie Tese
dall’album “Craccraccricrecr” (1999)

Sono una donna baffuta
ma sempre piaciuta in ginocchio da te.
Critichi il mio savoir faire,
poi però mi vuoi faire.
Critichi e poi mi fai faire.
Spero che questo entusiasmo nei rapporti
non pregiudichi il rapporto fra noi due;
nonostante l’entusiasmo nei rapporti
io ti lascio fare,
e prima di lasciarti mi auguro di cuore:

Venisse un uomo tutto nudo e senza cacchio
che si fermasse a casa mia tutta la vita,
tutta la vita con lui nudo e senza cacchio
senza l’assillo di dover per forza far l’amore.
Oppure un uomo ricco bello e intelligente,
ciononostante anche lui privo del suo cacchio.
Hai voglia a mettergli la lingua nell’orecchio,
hai voglia a mettergli il ditino nel culicchio.
Sono una donna pallosa
ma donna virtuosa,
ed è inutile che mi aduli con savoir faire:
non c’è niente da faire.
Io ti lascio le mie ciglia sul cuscino,
lui ti lascia le sue ciglia sul cuscino;
tu ti lasci le tue ciglia sul cuscino.
Tutto bene quando a un tratto appare il cacchio.

Venisse un uomo tutto nudo e senza cacchio
che si fermasse a casa mia tutta la vita,
tutta la vita con lui nudo e senza cacchio,
senza l’assillo di un contatto che ti fa sudare.
Perchè anche un uomo ricco bello e intelligente
non ha bisogno a tutti costi del suo cacchio.
Non sarò campana per il suo batacchio,
perchè egli è nudo e senza cacchio.
Mi sogno libera in un mondo senza cacchio,
dove l’amore non voglia dire… “cacchio”.
Guardo in tasca e trovo solo pochi euro,
ma che m’importa ho l’amore senza cacchio.
Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo,
la gitarella fuori porta ce facciamo
e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo
‘sti quattro euro de felicità,
euro de felicità,
euro de felicità,
euro de fefefefefefe-lililililili-ciiiiii-tà.