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«A discesa iniziata, sto solo aspettando di fermarmi per inerzia»

Archive for the ‘ legal digital archive ’ Category

House Masters Louie Vega

“House Masters – Louie Vega”
AA.VV.
(P) & (C) 2008 ITH Ltd.
ITH Records (Defected)
HOMAS01CD

Compilation doppia acquistata per soli 5 Euro su di una bancarella durante il mercatino dell’usato che si è tenuto domenica 21 Dicembre 2008 presso il Circolo degli Artisti di Roma. I due cd e la confezione erano (e sono) pressoché immacolati, nonostante questo prodotto non sia nuovo, ma usato. La confezione è un digipack molto sottile fatto di cartone bianco lucido.
Non mi era mai capitato, finora, di vedere impressa sulla superficie del cd tutti i nomi delle tracce e dei loro esecutori. Questa pratica è ovviamente un omaggio al modo in cui queste informazioni vengono indicate sul centrino del vinile. Voi non potete nemmeno immaginare quanto sia comoda per il dj una scelta del genere.
La raccolta in questione – prodotto N. 001 della neonata serie/sotto-etichetta “House Masters” della Defected Records – comprende il meglio della produzione di ‘Little’ Louie Vega. Non tutto ma il meglio del meglio. 20 tracce (10 per cd) che rappresentano abbastanza bene la produzione del suddetto dj – membro del duo “Masters At Work”.
Se non sapete chi sia Louie Vega vi basterà leggere qualche rigo dalla presentazione della retrocopertina: «From starting his career at the infamous Studio 54, to his inspired partnership with Kenny ‘Dope’ Gonzales, as Masters At Work, Louie Vega is one of the true pioneers of house music. In a career spanning more than two decades he has produced anthems which have defined a scene and resulted into a cult status, 2 Grammy Nominations and a place in house music history».
Nel disco, a parte Louie Vega che veste i panni del deus ex machina – oltre che del festeggiato – appaiono con diversi ruoli tanti validi artisti, tra cui: Kenny Dope Gonzales (l’altra metà dei “Masters At Work”), Ultra Naté, India, Barbara Tucker, Dj Gregory (Gregory Darsa), Mr. V, Miss Patty, Erick ‘More’ Morillo, Sandy Rivera come “Kings of Tomorrow”, i Black Magic, Lem Springsteen dei Mood II Swing come “Sun, Sun, Sun” e Sara Divine come “Lynae”.
Tracce degne di segnalazione:
CD1:
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10. Praticamente tutte, tranne la numero 8 [Black Magic - "Dance (Do That Thing)"] che comunque non è affatto male come pezzo.
Siamo in presenza di una compilation davvero ‘pesante’, ossia piena di capolavori e di successi storici per la musica house intera. Per cui scusate ma mi risulta più semplice citare i pezzi meno interessanti, piuttosto che i quelli validi e da ascoltare assolutamente.
CD2:
1. Ultra Naté “Divine Love”;
2. Lil Mo Yin Yang “Reach (Little ‘More’ Mix)”. Produzione a 4 mani con Erick ‘More’ Morillo, anche se questa versione del pezzo porta la sola firma di quest’ultimo;
3. Dj Gregory “Elle (EOL Ritual)”;
4. Club Ultimate “Carnival 95 (Pride) (original Pride Mix)”;

Nota importantissima: ogni traccia è in versione originale ed estesa. Non si tratta di un cd mixato. Per cui potrebbe risultare un acquisto utile per dj professionisti (e non) che vogliano crearsi un archivio con pezzi classici e di culto del genere house.

La scheda su Discogs.com.
www.strictly.comwww.defected.com

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Dimitri from Paris in the House of Love (cover)

“Dimitri from Paris in the House of Love”
AA.VV.  – compilation mixed by Dimitri from Paris
(P) & (C) 2006 ITH Ltd.
ITH Records (Defected)
ITHLOVE01 CD

Una compilation di musica house mixata dal dj franco-turco Dimitri Yerasimos (al secolo Dimitri from Paris). House music di prima classe, dunque, ma non solo. Molte tracce sono rieditate dallo stesso compilatore, il quale ha fatto del richiamo alle sonorità disco degli anni ’70 una sua cifra stilistica personale.
Nella stessa stilosissima confezione troviamo perciò pezzoni funk o disco di 30 anni fa, classici della house degli anni ’90, chicche Eighties e tracce inedite (inedite proprio perché rielaborate per l’occasione dallo stesso selecta).
Non stupitevi per cui nel sentire giustapposti brani di artisti come: Grace Jones, Bob Sinclar, Gato Barbieri, The Originals, Incognito, Double D, Sylvester, Victor Davies, Cerrone, Ron Hall, Pete Heller, D’ Train, Terry Callier, ecc.
L’edizione in mio possesso è un cofanetto in cartone rigido da 3 cd. I primi due sono mixati, mentre il terzo contiene brani slegati in versione extended. Il packaging, la grafica di copertina e il grande poster nero con scritte rosse è un palese omaggio allo stile grafico tipico dei concerti di band progressive rock (vedi Led Zeppelin, Pink Floyd e affini). A quanto pare quest’edizione è stata ristampata e riconfezionata in occasione del giorno di San Valentino 2006. Non per nulla sulla fascetta grigia che avvolge lo splendido package c’è scritto: «If you get this album as a present, look twice at who’s given it to you, there might be more to it… Yours, Dimitri from Paris». Beh, a me l’ha regalato Dj Nero per il mio 28° compleanno. E ho detto tutto.

La scheda/flyer sul sito ufficiale e la scheda su Discogs.com.

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Radio Citizen (cover)

“Berlin Serengeti”
Radio Citizen
(P) & (C) 2006. Ubiquity Recordings – URCD196

Ti capita di sentire un pezzo (“The Hop”). Lo scarichi, lo ascolti bene. Ti piace. Poi passi all’intero album in cui è contenuto. Anche in questo caso lo ascolti uno, due, tre volte. Ti piace. Molto. Allora lo metti lì, da parte, e lo riascolti ancora, ogni volta che ne hai voglia. Scopri che un’altro brano – “El Cielo” – è stato anche usato in una famosa serie tv americana (Dirt – puntata n. 4 della prima stagione: “What to Expect When You’re Expecting”>). Poi un giorno, in un momento di euforia, spinto da un grande affare fatto su eBay, decidi di comprarne il cd in versione originale. Sempre su eBay.
Questo è esattamente quello che mi è successo con “Berlin Serengeti” dei Radio Citizen. Immagino che una cosa del genere accada a molti. Si sa: ormai lo scaricamento gratuito (e illegale) e il conseguente ascolto-prova di molti brani, ed interi album, in gran parte dei casi precede l’acquisto dell’album stesso in versione orginale.
Anzi vi dirò di più: alcune tracce mi piacevano (e mi piacciono) a tal punto da essere finite dritte nella playlist di alcune puntate di SmeercHouse.
Mente del progetto Radio Citizen è un musicista tedesco che di nome fa Niko Schabel. Ogni traccia è figlia sua. Ne ha scritto musica e testi. Anche la produzione gli appartiene. “Berling Serengeti” è il suo primo album: un concentrato di musica elettronica figlia del suo tempo. Si potrebbe classificare sotto l’etichetta Nu-Jazz, se non fosse questo un termine ormai abusato. Altri lo definiscono acid jazz, future jazz, nu soul, ecc. Ma si tratta sempre di schematizzazioni troppo rigide. Sopratutto perché questo album ha sonorità molto varie. In alcuni pezzi trovate venature sudamericane (“El Cielo”), in altri ci sono suoni orientaleggianti, quasi arabi, (“The Prophets” e “Roads”). Di programmato e sintetico c’è davvero poco. Molti invece sono gli strumenti suonati ‘dal vero’. Lo stesso Schabel ha dato un consistente contributo nel realizzare i suoni veri. Ha suonato po’ di tutto: sax, clarinetto, basso, rhodes, percussioni, piano, piano elettrico, flauto, tamburello.
La quasi totalità dei brani non strumentali è arrichita dalla soave voce di Bajka, cantante trentenne di origini polacche.

La scheda dell’album sul sito ufficiale Ubiquity Recordings.
La scheda dell’album su Discogs.com.

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Raw Artistic Soul - You Got Rhythm Too

“You Got Rhythm Too”
Raw Artistic Soul
(P) & (C) 2007 Gogo Music – GOGO CD 004

“You Got Rhythm Too”, un album che dimostra come si possa ancora mettere insieme, nell’anno di grazia 2007, ritmiche in 4/4 con strumenti suonati sul serio. Da una parte una drum machine che non puzza di colpi ridicolmente artificiali e dall’altra voci calde, bassi elettrici sfiorati sensualmente, ottoni tutt’altro che acidi, tappeti di percussioni e riff di strings profumati. Per dirla in parole povere: una miscela che sa anche di jazz, oltre che di soul e di house.
Per definire questo prodotto culturale potrei anche accennare alla musica autoriale, a qualcosa di più profondo pur sempre venato di elettronica moderna. Mi limito invece a dire che si tratta di un ottimo esperimento, di musica dei giorni nostri che non mi dispiace affatto di ascoltare. Anzi, sarebbe sul serio fantastico se in giro ci fossero più progetti come questo.
Capitano della compagnia, nonché mente del progetto: Phil Kullmann, il quale qui ospita voci del calibro della poetessa metropolitana Ursula Rucker e di Wunmi. Una tizia, quest’ultima, che ha collaborato con artisti come Pasta Boys (per il pezzo “Babalawo”), MAW (per l’album “Our Time Is Coming”) e Truby Trio (per l’album “Elevator Music”). Altre voci a bordo: John Gibbons, Edisney Portales Vega e Rafael Cortés.
Tracce segnalate: 04. “The Light” feat. Ursula Rucker; 01. “Miami Theme”; 03 “Oya O” feat, Wunmi.
L’etichetta Gogo Music, un tempo spagnola e ora di stanza a Guentersleben in Germania, è stata fondata da Ralf Gum e produce anche Matteo Ionescu, Deep Bros. e Roberto De Carlo.
Nota: la copia in mio possesso è un promo in busta di cartone, acquistato questa mattina presso le bancarelle del mercatino di Porta Portese per soli 5 Euro.

La scheda dell’album sul sito ufficiale e quella su Discogs.com.

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Zuco 103 “Outro Lado”

“Outro Lado”
Zuco 103
(C) & (P) 1999 Ziriguiboom/Crammed Discs – ZIR 04

La bossa nova che incontra l’elettronica e il samba che incontra il drum’n'base. Basterebbero queste due frasi per riassulmere il senso di questo album. Ma diciamo di più. La mente dietro il progetto è Stefan Schmidt (tedesco) che si occupa di suonare le tastiere e programmare le macchine. In questo è coadiuvato da Stefan Kruger (olandese) che si occupa anche di pestare sulla batteria (suonata live ante-campionamento e dal vivo anche nei concerti). Alla voce c’è la brasilianissima Lilian Vieira. La formazione credo sia domiciliata in Belgio. Qui una loro foto.
Il pezzo che mi ha spinto ad acquistare l’album è stato “No Bar Do Samba”. Più l’ascolto e più mi piace. Un brano strumentale trainato da un organo super-energetico che mette allegria sin dalle prime note e di cui è difficile trovare un detrattore.
Comprando “Outro Lado”, comunque, sapevo di andare sul sicuro, dal momento che nel 2003 ho assistito a due concerti della band: uno al Brancaleone ed uno durante la manifestazione “Roma incontra il Mondo” di Villa Ada.
Altra tracce da segnalare: 01. Humana, 03. Maracatu Atomico, 06. Fome Total, 09. Mana.
Durata totale del disco: 59:35 – 14 pezzi.

Il sito ufficiale e il profilo MySpace della band.
La scheda dell’album su Discogs.com

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“Ad lib”
Gerardo Frisina
(P) & (C) 2001 Edizioni Ishtar
Schema Records – SCCD329

Un giorno un caro amico ti porta a casa un cd di un musicista italiano. Tu l’ascolti. Ti piace. Te lo fai prestare. Lo riascolti. Una, due, tre volte. Decidi di copiarlo. Lo restituisci. Poi lo riascolti (la copia). Poi la usi. Anche per alcuni dj set. Seguono altre decine di ascolti. Dopo anni decidi che non può mancare nella tua collezione di pezzi originali. E lo compri.
Sto ovviamente parlando di questo “Ad lib” di Gerardo Frisina, il primo dei tre album prodotti dal musicista/dj/compositore/collezionista di rarità musicali, e pubblicato con il suo nome. Al momento possiedo il terzo album “The Latin Kick” ed il primo “Ad lib”. Presto mi doterò anche del secondo: “High Note”.
Dunque cosa aspettarsi da “Ad lib”? Jazz moderno sostanzialmente, come da buona tradizione Schema Records. I riff sono molto latineggianti. Provate ad accostare termini quali Brasile, Cuba, Jazz, Easy Listening, Bossanova, Lounge, Elettronica, anni ’60, colonne sonore. Immaginateli fusi, shakerati a mestiere. Il risultato di questa mescola protebbe avvicinarsi sufficientemente alle sensazioni che l’ascolto di questo cd rilascia.
La squadra di musicisti esecutori è ben nutrita. Alla produzione, accanto a Frisina stesso, ci sono i fratelli Lo Greco, ossia Gianni e Vincenzo, anche noti come i Lo Greco Bros. L’intero album è stato registrato proprio al Lo Greco Studio di Milano.
Tutte la tracce sono state scritte da Gerardo Frisina e Vincenzo Lo Greco, tranne la numero 7 – “Hellen Samba” – di cui se ne è occupato esclusivamente Frisina. La voce presente nei brani è quella di Barbara Casini. Il piano, i rhodes e le tastiere sono state suonati da Fabrizio Bernasconi. La batteria e le percussioni sono state territorio esclusivo di Gianni Lo Greco. Suo fratello Enzo si è occupato di suonare il basso e di fare la programmazione delle macchine. Il vibrafono ha suonato sotto le mani di Andrea Dulbecco.
Brani da segnalare: 06. “Descarga”; 12. “Open Up Your Mind”; 01. “Mas Eu Quer Ser”; 02. “The Tallest Tree”.
Se, come me, amate le produzioni di casa Schema, questo album davvero non può mancare alla vostra collezione. Io ci ho messo un po’ di anni a recuperarlo (non è semplice da trovare nei negozi di dischi), ma credetemi quando vi dico che ne vale la pena.
Nota: “Ad lib” è l’abbreviazione del termine latino “ad libitum”, ossia “a piacimento”. Una parola che spesso si trova in calce alle partizioni musicali e che invita il musicista esecutore ad eseguire – appunto – quella parte di brano in loop, ripetendola cioè a piacimento, quante volte si voglia.
La scheda e la tracklist su Discogs.com.
Una recensione di OndaRock.it.
La biografia di Gerardo Frisina su Family-Affair.it.

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“Africanism Super Special”
AA.VV.
(C) & (P) Mighty Bop Sessions 2001 – 8573880972

Dopo il volume 2 e il volume 3 ho finalmente preso anche il primo. Una raccolta dei primi 12 pollici pubblicati sotto il nome-ombrello di Africanism, ossia un collettivo che racchiude Bob Sinclar, Condor, Dj Gregory, Eddie Amador, Martin Solveig, Matt’Samo, Julien Jabre, Lego, Liquid People, Salomè De Bahia & Soha.
L’esperimento si è rivelato molto interessante, oltre che redditizio. Questo gruppo di dj/produttori francesi, in forte odore di french touch e che gravita intorno alla casa di produzione Mighty Bop, ha pensato di creare una serie di pezzi house che richiama le sonorità africane (e anche un po’ latine). Il nome è stato preso da un brano di Kongas, un altro collettivo francese formatosi negli anni ’70 e che comprendeva, tra gli altri, Marc Cerrone e Don Ray.
Proprio da Cerrone è stato preso “Love Is Answer”, un pezzo che in questo album troviamo coverizzato dai Liquid People.
Altre tracce da segnalare: 1. “Bisou Sucre” di Bob Sinclar; 2. “Tourment D’Amour” di Dj Gregory (Gregory Darsa) cantata da Salomé De Bahia; 3. “Block Party” di Dj Gregory; “Edony” prodotta da Martin Solveig con le mirabolanti percussioni di Hassam Ramzy e la dolce voce di Pauline; 14. “Trompeta Alegre” prodotta da Lego.
Quattro piccole note. 1. L’unico non direttamente riconducibile alla scena francese è Eddie Amador, nome di punta della Subliminal Records. 2. Salomé De Bahia non è un produttore, né una dj, ma una cantante di origini brasiliane. 3. Il progetto Soha è un duo formato da Julien Jabre e Dj Gregory. 4. Dietro il nickname “Lego” c’è Rafael Rodriguez.
Questo album è stato registrato tra il Luglio 2000 e il Febbraio 2001.
La compilation è stata mixata da Bob Sinclar.
“Africanism” può considerarsi ormai alla stregua di una sotto-etichetta della Yellow Productions Recordings.
Della distribuzione di questo cd si è occupata la East West.
La scheda di Discogs.com.
Il sito ufficiale della Yellow Productions Recording.

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“Cocktail Disco”
AA.VV. (Dimitri from Paris presents)
(C) & (P) BBE Records 2007 – BBECD081

Dimitri from Paris è un appassionato di musica Disco. Lo abbiamo imparato ascoltando le sue compilation in questi ultimi 8 anni. Adesso ha deciso con questo doppio cd di selezionare 22 brani. 22 rarità dalla sua sterminata collezione di pezzi che avevano la cassa in 4/4 e che sono stati pubblicati tra il 1975 e il 1979 (diciamo pure 1980). Tutte versioni originali, molto rare. Tanto rare che nei credits si scusa se per qualche traccia mancano alcune informazioni. Pare che sia stato molto difficile risalire a tutti gli autori, produttori e distributori dell’epoca. Nel booklet all’interno del packaging (rigoroso digipack) c’è comunque anche una legenda che indica le tracce prese dall’album o le versioni originali del 12 pollici. Meravigliosa operazione filologica. Non c’è dubbio.
Non aspettatevi tuttavia cose sputtanatissime come “Le Freak”, “We Are Family”, “Disco Inferno” o Don’t Let Me Be Misunderstood”. Questa non è la solita compilation disco che ormai si trova anche in edicola e che può essere usata come tool da i dj di tutto il mondo. Questa è una raccolta di pure chicche. Su tutte vi basti come esempio la versione disco di “The Girl From Ipanema” cantata dalla vera voce di Astrud Gilberto (traccia 4 – cd 1). O, ancora, “Frenesi” della Richie Family (traccia 4 – cd 2). Un pezzo che ho sentito qualche settimana fa in una playlist del Pure House Blog, che mi è piaciuto tanto da farmi ordinare immediatamente – d’impulso – l’intera compilation doppia via eBay.
Queste son cose che un tempo non accadevano quasi mai. Adesso il fenomeno si sta verificando invece sempre più spesso. Ottimi acquisti, non intendo negarlo, ma forse è ora di darsi una calmata.

La scheda su Discogs.com.
Qui trovate tutto l’atwork: copertine, booklet, inlay, cd surfaces, ecc.

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“Homework”
Daft Punk
(P) & (C) 1996 Daft Trax
under exclusive license to Virgin France / Virgin Records Ltd.
724384260927

Fresco fresco di acquisto. Arrivato stamane via posta dall’United Kingdom. L’ho preso in ritardo di 9 anni circa – rispetto alla prima pubblicazione – ma questo è un pezzo che non può mancare nella collezione di un dj che si rispetti. In “Homework” sono raccolti i lavori di due/tre anni, i prodromi produttivi cioè di quella che sarebbe poi diventata una delle band simbolo del fenomeno apparso a cavallo tra la fine del secondo millennio e l’inzio del terzo e che porta il nome di “French Touch”.
Album sicuramente più semplice e meno vario del successivo “Discovery” ma molto interessante. 4 sono i pezzi che si distinguono tra gli altri. Su tutti merita infinito rispetto “Around The World”, quello che può essere considerato l’inno della musica house del 1996, ossia il brano che ha dato al duo di produttori francesi la notorietà internazionale. Il video, diretto da Michel Gondry, è davvero spettacolare. Semplice semplice ma con costumi molto “freak” e balletti degni di un coreografo schizofrenico. Gli altri tre pezzi da segnalare sono: “Burnin’” pezzo elettro-house con giro di basso tanto funk quanto micidiale e video simpaticissimo. “Revolution 909″ che consiglio anche nella versione remixata da Roger Sanchez – ma non presente in questo cd – e “Da Funk”, ossia il primo singolo estratto dall’album. Ultimamente ho scoperto anche “Teachers”, un pezzo che cita tutti i deejays che in un modo o nell’altro hanno rivestito una funzione d’insegnamento e d’ispirazione per la scena house degli ultimi 20 anni. Una sequenza di nomi che suonano molto familiari a chi s’intende della ‘club scene’.
Album pubblicato dalla Zomba Enterprises, Inc. Sul cd è presente anche il logo della Soma Quality Recordings.

Il sito ufficiale dei Daft Punk.
Discogs.com: la tracklist dell’album e il profilo dei Daft Punk.

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“So far”
Martin Solveig
(P) & (C) 2007 d:vision Records (Energy Productions) – 1726391

Cd acquistato d’impulso sotto la spinta dell’entusiasmo per quello che considero brano dell’estate: “Cabo Parano” (vedi post precedente). Io sono un fan di Martin Solveig sin dai tempi di “Heart of Africa” (correva l’anno 2000). Nel suo caso si può ancora parlare di ‘French Touch’? Forse sì. E’ in effetti francese, produce musica house e i suoi pezzi iniziano ad essere pubblicati proprio negli anni di maggior splendore del suddetto movimento/genere. Ad ogni modo, le sue sono sonorità dance dalla battuta in 4/4 che spaziano dal funky all’afro, passando anche in diverse occasioni per riff latineggianti e toccando anche alcuni pezzi della recente storia francese (vedi la cover del pezzo di Serge Gainsbourg “Requiem pour un Con”).
Questo è un doppio cd che contiene tre inediti e una decina di hit dai due precedenti album: “Sur la terre” e “Hedonist”.
L’ultima traccia del cd 1 è una bonus track: il remix di “Something Better”, realizzato da Stefano Gambarelli e Filippo Marchesini e battezzato appunto “Gambafreaks vs Marchesini-Moroni re-edit”. Un po’ oscuro come ambientazione sonora ma non male nel complesso.
Da segnalare anche la bella canzone “Dalila” dei Bumcello (traccia n. 3), qui inserita nella versione remix realizzata del producer francese. Un brano che in questa edizione – appunto – ha riscontrato un successo maggiore della versione originale.
Il cd 2 invece contiene solo remix delle hit del passato più tre video: “Rocking Music”, “Jealousy” e “Rejection”.
Questa collection a doppio cd è stata messa in commercio pochi mesi fa in Italia (in Francia era uscita nel Dicembre 2006 in edizione mono-cd) per la (modica?) cifra di 15,90 Euro. Io l’ho pagato qualcosa in più: 18,39. Nuovo di pacca, acquistato tramite eBay. Ma è anche vero che me lo sono fatto spedire a casa per cui non ho dovuto girare per negozi alla ricerca di materiale dance – spesso distribuito poco e male. Inoltre la foga costa: bisogna essere disposti a pagare qualcosina in più. Ben mi sta! Così la prossima volta imparo ad attendere, ponderare e ad informarmi meglio sui costi dei cd!

Il sito ufficiale di Martin Solveig.
La tracklist completa dell’edizione francese su Discogs.com.

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