Mi rifaccio vivo

Mi rifaccio vivo
di Sergio Rubini (Italia, 2013)
con Emilio Solfrizzi, Neri Marcorè, Lillo (Pasquale Petrolo),
Vanessa Incontrada, Margherita Buy, Sergio Rubini,
Bob Messini, Valentina Cervi, Enzo Iacchetti,
Gianmarco Tognazzi, Elisabetta Pellini

Non so cosa dire, per non essere offensivo. Spiace per Rubini, ma sconsiglio di vedere questa sua pellicola. Guardate altro, non perdeteci tempo. Si tratta di una commedia recitata in modo eccessivamente macchiettistico – una farsa, insomma – e con temi già trattati, situazioni già viste e raccontate meglio. Per dirne una: l’espediente dell’anima del defunto, intrappolata nel corpo del vivo, che è visibile solo negli specchi, è stata mutuata identica dal divertentissimo film del 1984 “Ho sposato un fantasma (All of Me)” del grande Carl Reiner.

La trama: Biagio Bianchetti è un imprenditore esasperato che decide di togliesi la vita gettandosi in un lago con una corda al collo (cui ha precedentemente legato un grande sasso). Il suo sommo sconforto deriva dall’invidia che prova per il suo più grande concorrente – tale Ottone di Valerio – un imprenditore di successo che conosce da una vita e da cui è da sempre umiliato, più o meno inconsapevolmente.
Arrivato nell’aldilà – traghettato da un tassinaro con le sembianze di Enzo Iacchetti – Biagio scopre sgomento di essere destinato al purgatorio. Gli strambi tizi che gestiscono questa specie di anticamera per defunti con le sembianze di una bella villa, per ribattere alle sue lamentele, gli propongono di tornare in vita per una settimana con l’obiettivo di rimettere un po’ a posto le cose lasciate in sospeso e soprattutto di farsi perdonare per le malefatte compiute da vivo. Per alcuni giorni dunque l’imprenditore riprenderà a frequentare gli stessi luoghi e le stesse persone frequentati sino a poche ore prima, ma sotto le sembianze di Dennis Rufino, un personaggio molto singolare, definibile guru o life coach, chiamato dal suo acerrimo rivale.

Lillo interpreta l’imprenditore suicida. Pur essendo il protagonista, sta sulla scena pochissimo, fa giusto qualche comparsata nello specchio, in qualità di anima incarnata nel guru, e 4/5 brevi scene nel prologo esplicatore.
Emilio Solfrizzi è appunto il guru attorno a quale ruota tutto il film. Spiace dirlo, perché come attore mi sta parecchio simpatico, ma la sua qui è pura recitazione macchiettistica. Alquanto insopportabile. Va sopra le righe 9 volte su 10. Capisco che magari è una cosa voluta e richiesta ma qui ci sta bene un: “Anche meno, Emi’!”.
Forse Neri Marcorè è uno dei meno peggio a recitare in questo film: interpreta l’imprenditore rivale del suicida, un tizio viscido e doppiogiochista, infantile e scorretto, con problemi psichici profondi – anche se affrontati dal film ovviamente con estrema leggerezza. Oltre ad avere la classica amante, di cui la moglie è all’oscuro, ha anche un enorme senso di inferiorità nei confronti di suo padre. La sua smaccata spavalderia è uno spesso guscio sotto cui nasconde la sua estrema insicurezza.
Vanessa Incontrada è davvero la più brava. Il suo è un ruolo drammatico: dà vita alla moglie del suicida, una donna semplice, seria, sinceramente toccata dalla morte di suo marito.
Margherita Buy fa la matta: Virginia di Valerio, una frustratona dal fare esagitato che cerca di sopperire alle poche attenzioni sessuali di suo marito, saltando letteralmente addosso al guru, con cui comunque da tempo pare avere una relazione clandestina.
Sergio Rubini ha riservato per sé il ruolo di un magnanimo e saggio angelo che prende le sembianze di un clochard per stare accanto e dare buoni consigli a Biagio. Personaggio banalissimo.
Per il ruolo dell’Avvocato Mancuso – una specie di mafioso siculo che presa soldi a strozzo – hanno preso Gianmarco Tognazzi, che – va detto – per fare l’accento siciliano non è proprio portato.
Valentina Cervi è Amanda, la giovane psicologa che ha una relazione con Ottone di Valerio.
Bob Messini – lo ricordate nel TrioReno? – interpreta uno di quei buffi personaggi che il suicida incontra dopo la morte nella villa-anticamera.
Presente nel cast anche la bellissima Elisabetta Pellini nei panni di Clarissa, una delle dipendenti che lavorano nell’azienda di Ottone di Valerio.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.