Green Book

Green Book
di Peter Farrelly (USA, 2018)
con Mahershala Ali, Viggo Mortensen,
Linda Cardellini, Don Stark, Mike Hatton, P. J. Byrne,
Sebastian Maniscalco, Iqbal Theba, Brian Stepanek,
Iqbal Theba, Maggie Nixon, P.J. Byrne, Joe Cortese

New York, 1962. Don Shirley, un famoso pianista afroamericano decide di fare una tourné di 2 mesi con il suo trio nel profondo sud degli Stati Uniti. Per fargli da autista, assistente e guardia del corpo, assume Frank Anthony Vallelonga – meglio noto come Tony Lip – un omaccione di origine italoamericana che lavora in un nightclub con il duplice ruolo di buttafuori e autista del proprietario. Il lungo viaggio sarà un vero e proprio clash tra due culture: quella afroamericana, colta e benestante, del musicista contro quella popolare, gretta, da strada e italoamericana dell’autista. La convivenza coatta però farà sbocciare un’amicizia vera e profonda; un processo non semplice, né rapido, che tuttavia permette ai due protagonisti di mettere la testa fuori dal proprio guscio, di conoscere qualcosa di sé e dell’altro fino ad allora del tutto aliena.
La pellicola è parecchio romanzata ma è tratta da una storia vera. Attraverso un’esperienza unica e originale, racconta con sentimento le contraddizioni assurde degli anni ’60 degli Stati Uniti, cose come la segregazione razziale, il melting pot di culture mai del tutto “melted”, il divario economico-sociale tra differenti parti della società. Lo fa benissimo, con garbo e profondità, senza fretta. Sebbene – ahinoi – il trailer riassuma efficacemente tutta la storia, chi va a vedere il film non si annoia. Tutt’altro. La vicenda non viene narrata in maniera ansiogena, non si arriva subito al dunque, il regista non brucia le tappe. Il dramma monta pian piano, sotto traccia, l’esplosione del conflitto al centro della vicenda arriva al momento giusto, proprio quando sono stati illustrati adeguatamente i personaggi, il loro background e il contesto di riferimento.

Uno degli elementi fondamentali che contribuiscono a rendere questo “Green Book” un film parecchio valido è senza dubbio il cast.
Mahershala Ali – ai miei occhi esordiente – mostra professionalità da attore navigato. Nei panni del musicista “coloured” dai modi raffinati e con l’animo in pena è pressoché perfetto. Zero sbavature. Bravo sia nei momenti di massima tensione, che in quelli in cui deve sfoderare un “sorrisone libera tutti”. Chissà se ha studiato pianoforte appositamente per girare questa pellicola o se fosse già in grado di suonare. Comunque sia l’editing del film è talmente valido che sembra sia lo stesso attore a suonare gli incredibili pezzi di pianoforte di Don Shirley. Invece le mani sono del pianista Kris Bowers.
Viggo Mortensen si conferma un cavallo di razza. Top player della sua categoria. Attorone come pochi. Lo adoro dai tempi – non sospetti – in cui interpretava il tossico pentito in “Carlito’s Way”. Qui è eccellente nel dar vita al robustissimo Tony Lip, un italoamericano – attiguo alla malavita ma non del tutto coinvolto – che sa menare le mani ma sa anche benissimo quando è il caso di tenere a freno i propri istinti violenti, che purtroppo si manifestano frequentemente. Burbero, gretto, ignorante, razzista, sboccato, perennemente affamato e potenzialmente violento. Character fortemente cinematografico. Voto: 10!
Interessante performance anche per l’affascinante Linda Cardellini nel ruolo della moglie di Tony Lip: una donna buona, paziente e generosa che sa di avere a fianco un grand’uomo, seppur burbero e testone.
Sebastian Maniscalco interpreta il fratello chiacchierone della moglie di Lip.
Mike Hatton e Dimiter D. Marinov sono gli altri due musicisti del trio di Shirley.
Per Don Stark il ruolo di un boss della malavita che gestisce il Copacabana, ossia il locale in cui inizialmente lavora Tony Lip.

A dirla tutta, il film l’ho visto doppiato in italiano, ma andrebbe visto in lingua originale per gustarsi l’accento di Viggo Mortensen che non è italiano di origine ma qui fa il mangiaspaghetti.

Il regista – Peter Farrelly – è lo stesso di “Scemo e più scemo”, “Lo spaccacuori”, “Amore a prima svista” e “Tutti pazzi per Mary”. Stupiti? Anche io.

Note: 5 candidature ai Premi Oscar + 5 candidature ai Golden Globe.
Per il momento: 3 Golden Globe portati a casa.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.