Loro 1 - Loro 2

Loro 1 + Loro 2
di Paolo Sorrentino (Italia, 2018)
con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Euridice Axen,
Fabrizio Bentivoglio, Kasia Smutniak, Riccardo Scamarcio,
Giovanni Esposito, Dario Cantarelli, Ricky Memphis, Roberto De Francesco,
Roberto Herlitzka, Ugo Pagliai, Benedetta Mazza, Gigi Savoia, Elena Cotta,
Max Tortora, Mattia Sbragia, Michela Cescon, Iaia Forte, Caroline Tillette,
Pasqualina Sanna, Fabio Concato, Alessia Fabiani, Chiara Iezzi

Ho visto questi due film al cinema diversi mesi fa, per cui ricordo pochissimi dettagli – spero mi scuserete. M’è rimasta però la sensazione generale, che potrei definire di insoddisfazione, in relazione alle aspettative, e di imbarazzo conto terzi – in un certo qual modo. Stimo Sorrentino per la sua precedente produzione filmica, dunque mi spiace veder sprecate ghiotte opportunità come questa.

Non so davvero da dove inziare. Diciamo che i primi 15 minuti mi sono davvero sembrati grotteschi, non tanto nei contenuti, quanto nella tecnica registica vera e propria; mostrare Scamarcio – nei panni di quello che dovrebbe essere Tarantini – fare sesso a velocità doppia, come se fossero delle comiche o una commediaccia scollacciata degli anni ’70, non può che provocare nello spettatore un senso di improvviso spaesamento, una specie di “What The Fuck!” del tutto ingiustificato. A che serve ridicolizzare in questo modo i protagonisti? Perché questa pernacchia narrativa in apertura di pellicola?
Inoltre: cos’è questa fissa per gli animali esotici a Roma? Una roba del genere la si era già vista nella serie “The Young Pope”. Qui tornano. Se non ricordo male vediamo aggirarsi un rinoceronte all’EUR. Ma perché? A che serve? Davvero si tratta di un elemento funzionale al racconto? A me sembra sempre sfoggio di potenza del budget e tentativo maldestrissimo di sorprendere il pubblico con qualcosa di insolito, senza una reale motivazione dietro. Questa cosa mi lascia parecchio perplesso.

La trama in breve: il dissoluto Tarantini (il personaggio Sergio Morra) e la sua compagna (Tamara) lasciano Taranto e si trasferiscono a Roma per stare più vicini al “potere”. La loro intenzione è di fare una scalata sociale rapida e folgorante, in particolar modo di puntare Berlusconi per ottenere denaro e successo. Riescono infatti ad entrare nei giri giusti, soprattutto perché portano in dote un bel po’ di ragazze “giovani e disponibili”. Persino Tamara si dimostra aperta ad una relazione con un pezzo grosso della maggioranza parlamentare – anche se non si concede del tutto. Per i due giovani pugliesi comunque le porte dei salotti romani si aprono senza grossi problemi. Ma non basta. Sergio e Tamara vogliono di più: il loro pallino è arrivare al vertice, a Berlusconi. Si alleano dunque con la fascinosa Kira, l’Ape Regina delle feste giuste della Capitale (molto probabilmente l’equivalente di Sabina Began), e partono alla volta della Sardegna. Qui affittano una grossa magione proprio di fronte alla mega-villa di Berlusconi e la riempiono di ragazze giovanissime che si aggirano discinte per gran parte del tempo. Organizzano anche una grande festa in piscina proprio per far “ingolosire” il Premier, ma non arrivano subito al dunque.

La seconda parte del film – Loro 2 – è effettivamente più incentrata su Berlusconi. Non sto ad elencarvela tutta ma sappiate che racconta degli screzi tra Veronica Lario e Berlusconi, della loro definitiva separazione, della temporanea caduta del leader, degli scandali sessuali che lo coinvolgono, della compravendita di alcuni senatori che appoggiano la sinistra, ecc.
Dunque: Toni Servillo è di certo uno di quegli attori che non si dovrebbero mettere in discussione, però qui è davvero fuori luogo, vuoi per l’aspetto che per “la parlata”. Non ricorda affatto Berlusconi, anche se i truccatori e i costumisti ce la mettano tutta. Ci voleva davvero qualcuno più simile fisicamente al leader di Forza Italia, qualcuno con un decente accento lombardo. Dai, siamo serii: Sorrentino non può portarsi sempre dietro il suo attore-feticcio come protagonista per le sue pellicole. Sa di grottesco. Un regista che ha vinto un premio Oscar non può permettersi queste leggerezze. Da lui non ci si aspetta errori così grossolani. Il sorriso enorme, sguaiato, che spesso Servillo sguaina per mimare la plateale sfacciataggine di Berlusconi è un tentativo sincero, accorato – lo si percepisce – ma decisamente insufficiente. Lo si dice senza cattiveria: non basta a volte essere bravi nell’intepretazione. Al cinema serve anche il “phisique du role”. Bravo quanto vogliamo negli spietati confronti faccia a faccia con Veronica Lario (intepretata ottimamente da Elena Sofia Ricci) o nella scena della telefonata alla casalinga per testare le sue doti da venditore/affabulatore, ma ci si aspettava ben altro. Qualcun altro proprio.
Forse a Servillo è riuscito meglio il personaggio di Ennio Doris. Peraltro assegnare a questo attore addirittura due ruoli e impegnarlo in un dialogo “con se stesso” è una prova di forza eccessiva, non del tutto superata.
Meraviglioso invece Fabrizio Bentivoglio nei panni di Santino Recchia, il parlamentare di lungo corso, l’ex ministro anzianotto che cerca di sfilare con somma ingenuità la leadeship del partito a Silvione. Senza ovviamente riuscirci. Incredibilmente umano il suo fallito exploit: la parabola discendente di un miracolato, che crede di essere più furbo del suo “padrone”, di chi l’ha piazzato nel prestigioso ruolo che ricopre. Un uomo peraltro bollito dalla sbandata colossale che ha preso per la fascinosissima giovane pugliese (Tamara) che conosce durante le notti brave romane.
Praticamente perfetto Riccardo Scamarcio nel ruolo del giovane arrivista barese senza scrupoli.
Ottima anche Kasia Smutniak, che intepreta Kira, sacerdotessa delle notti romane, una semi-dea che fa da maitresse/mascotte delle notti brave. Non deve essere stato difficilissimo intepretare la bella donna che affascina tutti gli uomini con la sua sola presenza.
Altra super-bella della pellicola è Euridice Axen nel ruolo di Tamara. Recita svestita per quasi tutta la pellicola ma sarebbe stupido farsi distrarre da questo; bravissima lo sarebbe stata anche se avesse indossato abiti per più tempo. Si capisce che è stata scelta soprattutto per la sua avvenenza, ma le si farebbe torto se non si rimarcasse la sua bravura nel recitare la giovane ambiziosa che vuole divorare il Mondo intero, la donnetta di provincia che ambisce a diventare una prima donna, una signora piena di prestigio, denaro e potere. Il dualismo figa spaziale/sciacquetta ignorante Sorrentino lo sottolinea in particolar modo nella scena truzzissima in cui vediamo Tamara farsi un bidet a fine party con l’acqua della piscina della villa, sedendo a gambe larghe su un angolo dell’immensa vasca.
Molto buffo – come al solito – il grande Giovanni Esposito nel ruolo del chitarrissa campano Mariano Apicella, l’uomo che durante i party accompagnava Berlusconi alla chitarra.
Dario Cantarelli fa sempre più paura. Qui è un misterioso uomo che tutto sa e tutto vede, una figura che si aggira sempre nei paraggi di Berlusconi, proteggendolo e prendendo decisioni in sua vece; una specie di braccio destro che agisce nell’ombra con una doppiezza che mette i brividi.
Ad Anna Bonaiuto il ruolo di una fidata sodale del leader che, pur di proteggere i propri interessi, arriva a fare la spia nei confronti di un compagno di partito che sta tramando una vera e propria congiura.
Ugo Pagliai è dolcissimo nei panni di un anziano Mike Bongiorno.
Ricky Memphis – purtroppo – è ancora una volta un tamarro romano, anche se questa volta ricco. In pratica interpreta il classico pezzente che ha fatto i soldi ma che rimane volgare nell’animo e nell’aspetto.
Il personaggio assegnato al bravo Roberto De Francesco, a cui hanno affibiato il nome di Fabrizio Sala, dovrebbe essere l’equivalente di Lele Mora, ossia il tizio che per anni ha organizzato il giro dei party per il padrone che vede a rischio la propria leadership da “faccendiere del divertimento” quando sulla scena arriva il rampante pugliese Sergio Morra.
Della bravura di Elena Sofia Ricci e della sua incredibile somiglianza con Veronica Lario abbiamo già detto. Like!
Michela Cescon è Marinella, la segretaria personale di Berlusconi.

Nota: le due pellicole (considerate come corpo unico) hanno vinto 5 Nastri d’argento. Uno di questi, il “Premio Guglielmo Biraghi”, è andato all’interpretazione di Euridice Axen.

Loro 1 > La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Loro 2 > La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.