Il filo nascosto

Il filo nascosto
(Phantom Thread)
di Paul Thomas Anderson ()
con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps,
Lesley Manville, Brian Gleeson, Camilla Rutherford,
Gina McKee, Julia Davis, Lujza Richter, Sue Clark,
Joan Brown, Harriet Sansom Harris, Silas Carson,
Martin Dew, Richard Graham, Jane Perry, Philip Franks

Un’altra piccola perla di pellicola diretta da P. T. Anderson e recitata da Daniel Day-Lewis.
Reynolds Woodcock, un sarto inglese tanto famoso quanto pignolo, si invaghisce di Alma, una giovane cameriera di campagna, e la porta a casa. Inizia a vivere con lei ma la giovane, più che essere la sua donna, è il suo giocattolo, ne è attratto solo perché in lei vede il corpo ideale, la modella perfetta. Dopo l’entusiasmo iniziale, Alma viene pressoché abbandonata a sè stessa e scende quasi al rango di una modella qualunque, anche perché Reynolds è troppo preso dal suo lavoro creativo – da colazione a notte fonda – e troppo legato a sua sorella Cyril, che svolge le multiple funzioni di collega, socia e suprema consigliera.
Pubblicamente venerato come un genio della sartoria, Mr. Woodcock in privato è un bambinone viziato e capriccioso; il denaro che ha guadagnato – e che si presume venga amministrato da Cyril – gli permette qualsiasi tipo di agio. Non può dirsi una persona prorpiamente viziosa, ma pecca pesantemente di egoismo ed alterigia. Difficilmente viene contraddetto: ciò che dice e sceglie è legge. Sia sul lavoro che in casa (anche perché casa e bottega coincidono). Per di più è uno scapolone impenitente: non si è mai sposato e non si è mai staccato dalla figura materna. Il suo rapporto con le donne – diciamo – non è sanissimo. Per dirne una: la prima sera in cui Reynolds porta a cena Alma, i due finiscono dopo il dessert nella casa di campagna di lui al fine di conoscersi meglio. Invece di fare sesso, però, il sarto chiede ad Alma di provarsi dei vestiti da lui ideati e si mette a prenderle le misure. Peraltro il galante rendez vous è interrotto dall’arrivo (tutt’altro che annunciato) di Cyril. Ovviamente Alma rimane di merda. Reynolds no: nella sua mente era tutto previsto e fortemente desiderato.
La vita a 3 in casa Woodcock prosegue noiosa, sempre uguale a se stessa, scandita quasi da un rigido cerimoniale, con Alma che si avvia a grandi falcate verso la depressione, stretta tra incomprensione, abbandono e solitudine. Almeno finché non si fa predendere da una folle idea, degna di una puntata di “Amore criminale”.

Daniel Day-Lewis resta lo straordinario attore che è. Qui lo dimostra per l’ennesima volta. Ha le caratteristiche fisiche giuste e una forza recitativa stupefacente, proprio ciò che serve per dare corpo a questo mostro dalla suprema eleganza, un uomo tanto vile, quanto stiloso, che riesce a nascondere tonnellate di egoistica malvagità dietro il suo altero aplomb. Va detto poi che quando è diretto da Anderson, riesce ad esprimersi anche meglio – alla grandissima, direi.Lo abbiamo già visto con il “Il petroliere”.
Ottima prova anche per Vicky Krieps nei panni di Alma. Ha davvero il phisique du role. Volto giusto per parte giusta. All’altezza del personaggio che gli si è chiesto di recitare.
Applausi poi per Lesley Manville che interpreta senza sbavature una specie di Signorina Rottermeier – Cyril, la sorella del sarto. Una donna misteriosa e silenziosa, ma determinata, con un fortissimo ascendente su suo fratello. Potremmo quasi dire che è la vera regista occulta del successo del sarto.
Forse più che “sarto”, dovremmo usare il termine “stilista”, ma all’epoca non è che ci fosse tutta questa differenza terminologica tra le due professioni. Soprattutto a quei livelli. Il protagonista è sostanzialmente un designer che idea abiti esclusivissimi per signora. Tra i suoi prestigiosti clienti si possono annoverare persino i reali belgi.

Film noioso? Tutt’altro. La sua lentezza è in un certo senso funzionale alla narrazione di un universo apparentemente statico – almeno per chi guarda dall’esterno. I tre elementi chiave, che fanno di questa pellicola un’ottima opera, sono: la storia (ideata e sceneggiata dallo stesso Anderson), la validissima recitazione degli attori che impersonano i tre personaggi principali e la cura dei dettagli (negli abiti, nelle location, nella fotografia).
Voto: 8.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.