Barry Seal - Una storia americana

Barry Seal – Una storia americana
(American Made)
di Doug Liman (USA, 2017)
con Tom Cruise, Domhnall Gleeson
Caleb Landry Jones, Sara Wright, Jesse Plemons,
Lola Kirke, Alejandro Edda, Connor Trinneer, Jayma Mays

Poche informazioni ma chiare: il film sembra una versione meno riuscita di “Blow”. L’associazione mentale è spontanea e subitanea.
Insomma, una vicenda avvincente (anche se non più originale, dopo aver visto la serie “Narcos”), un po’ di action e tanta figaggine sullo schermo.
Tom Cruise è sempre lo stesso da 30 anni a questa parte, un vero Dorian Gray. Qui interpreta un ex pilota di linea che si mette in proprio, fonda una mini compagnia aerea e diventa ricco mettendosi a fare il corriere della droga tra Colombia e USA per conto del cartello di Pablo Escobar. Un tizio pseudo-ganzo che crede di riuscire a passarla liscia mettendosi anche a fare il doppiogiochista tra la CIA e i narco-trafficanti.
Domhnall Gleeson – già visto in “Ex Machina” – s’è fatto crescere una folta barba per questo ruolo ma è davvero troppo giovane per essere credibile come inneffabile agente della CIA. Nella pellicola “Frank” era perfetto per interpretare l’hipster sfigato con manie passivo/aggressive. Ma qui? Non ci siamo proprio.
Sara Wright interpreta la moglie di Seal: una bella donna tutt’altro che indecisa nella difficile scelta tra denaro e moralità.
Il regista (Doug Liman) è lo stesso del primo “Bourne” – cioè “The Bourne Identity” – e di “Mr. & Mrs. Smith”.

Purtroppo sono passate troppe settimane da quando visto ‘sto film in sala. Non ricordo quasi nulla. Non posso dunque che essere parco di detagli. Per saperne di più vi suggerisco la lettura di questa valida recensione scritta da Carlo Valeri per il sito SentieriSelvaggi.it.

Oh, comunque la locandina è bella. Non trovate?

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.