Notorious

Notorious
di Alfred Hitchcock (USA, 1946)
con Ingrid Bergman, Cary Grant, Claude Rains,
Leopoldine Konstantin, Louis Calhern, Moroni Olsen,
Ricardo Costa, Alex Minotis, Sir Charles Mendl, Fay Baker

Stupendo spy movie intrecciato con una love story (tanto travagliata, quanto appassionata). La direzione di Alfred Hitchcock dovrebbe già essere sufficiente per attrarre la vostra curiosità. Aggiungeteci anche un Premio Oscar.
Un fascinoso agente dei servizi segreti americani – tale T.R. Devlin – avvicina una giovane donna (Elena Huberman) e le chiede di partecipare ad una missione delicatissima: fungere da esca per smascherare i piani di un gruppo di nazisti capeggiati da un tedesco rifugiato in Brasile. Elena è single, di origini tedesche, ma parla bene l’inglese; è stata scelta dall’intelligence USA perché suo padre è appena stato condannato a morte per alto tradimento da un tribunale statunitense. Per la ragazza questa prova, in fondo, vale come un test di patriottismo: se accetta, può dimostrare una volta per tutte quanto si senta americana e, contemporaneamente, quanto ripudia le scelte di suo padre.
Elena accetta subito, un po’ perché sente di non avere grandi alternativa, un po’ perché altrimenti è costretta ad andare in crociera con un vecchio commodoro che vorrebbe sposarla, un po’ perché affascinata dai modi e dal bell’aspetto dell’agente che le fa la proposta. I due volano insieme in Brasile e danno inizio alla missione. Il vantaggio di Elena – il principale motivo per cui è stata reclutata – è l’ascendente sulla preda: Alessio Sebastian (il nazista da smascherare) è da tempo innamorato di lei. La missione dunque sulla carta appare abbastanza semplice, anche se rischiosa. Elena avvicina Sebastian, i due riallacciano i rapporti e diventano presto intimi. Le cose però si complicano quando Sebastian le chiede di sposarlo. Elena, che è palesemente innamorata di Devlin (il suo unico contatto con i servizi americani), non riesce ad esprimere i suoi sentimenti, né a capire se e quanto Devlin corrisponda il suo amore, per cui prosegue indefessa con la sua missione: sposa Sebastian e finisce per cacciarsi in un brutto guaio.

A Cary Grant il ruolo dell’agente che affascina le giovani, un falso duro ma con un senso del dovere granitico. Meravigliosa la sua entrata in scena: di spalle, pieno di mistero. Il suo personaggio si palesa ad una festa da non-invitato e si presenta alla padrona di casa solo a party ultimato, è quello il momento in cui il regista decide di svelare la sua faccia e – con essa – la sua vera identità.
Ingrid Bergman splende di luce propria. Meravigliosissima. Riesce a trasmettere tutto il disagio e la frustrazione di una persona che soffre per un amore non corriposto. Strettra tra sentimenti e doveri, Elena sceglie la seconda opzione e tira dritto sino a una specie di “suicidio programmato”. Solo l’Amore Vero potrà salvare un’esistenza ormai devota all’autodistruzione. Notevole comunque l’evoluzione di questo personaggio: da donna giovane che si tuffa nell’alcool in preda alla disperazione a signora matura che accetta tutte le conseguenze delle sue (difficilissime) scelte. Chapeau!
Grande prova di recitazione per Claude Rains: il suo personaggio avrebbe potuto essere una macchietta, invece ne esce benissimo, persino con una sua dignità, nonostante sia l’antagonista designato. Chi ha scritto la sceneggiatura ha trovato persino modo di suscitare nello spettatore – sul finale – una certa dose di pietà verso questa figura, che non è portatrice di soli valori negativi o che comunque mostra in alcuni passaggi atteggiamenti del tutto umani.
L’arcigna madre tedesca (nelle origini, così come nei modi) ha le fattezze di Leopoldine Konstantin: una donna severissima e inamovibile che, grazie alla sua natura sospettosa, predice il dramma cui suo figlio decide di correre incontro.
Un plauso anche per Louis Calhern nei panni del capo di Devlin: interpreta un uomo mite ma ligio al dovere che, conoscendo bene i sentimenti umani, è in grado di intuire ciò che passa nella testa dei suoi uomini.

Qui potete vedere la locandina italiana.
Il titolo italiano del film è “Notorious – L’amante perduta”, non si capisce però perché il focus sia su “l’amante”. Bah. A più di 70 anni di distanza, tutta la questione della discutibile moralità della moglie (a forza) di un nazista diventa irrilevante (o quasi).
La sceneggiatura del film è di Ben Hecht.

Nota personale: il film l’ho guardato in lingua originale, sottotitolato in italiano.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.