Atomica bionda

Atomica Bionda
(Atomic Blonde)
di David Leitch (USA, 2017)
con Charlize Theron, James McAvoy,
Sofia Boutella, John Goodman, Toby Jones, Sam Hargrave,
Eddie Marsan, James Faulkner, Roland Møller, Daniel Bernhardt

Pellicola a metà strada tra l’action movie e lo spy movie.
Ottobre 1989, una decina di giorni prima della caduta del Muro di Berlino
Un super agente cazzuto di nome Lorraine Broughton viene chiamato dal governo inglese per una missione delicatissima e ad alto rischio: recarsi a Berlino Est per recuperare una lista su cui sono segnati i nomi di parecchi agenti sottocopertura e di altri che hanno tradito. La lista – che si trova nascosta sotto forma di microfiches dentro la cassa di un orologio – è stata rubata ad un agente che l’avea recuperata. Questo agente – tale James Gasciogne – è stato poi fatto fuori e la lista pare sia finita nelle mani di una spia russa poco ortodossa, che probabilmente vuole rivenderla al migliore offerente. All’agente Broughton, comunque, viene anche chiesto di scoprire l’identità di un super-agente occidentale che è riuscito a passare una quantità enorme di informazioni al nemico. Probabilmente un inglese, ma non è detto. Il mandato ha forma congiunta: proviene sia dall’MI6, che della CIA.

Cazzotti, tagli, lividi, sparatorie, salti, calci, pugni, armi da taglio, inseguimenti ci sono tutti, ma basteranno questi elementi “di genere” per rendere “Atomic Blonde” un buon action movie? In quanto spy movie poi, niente di nuovo sotto il sole. Doppiogiochisti, capovolgimenti di fronte, false identità, tutto muta sino all’ultimo minuto, anche se dopo la prima ora è facile capire chi è chi.
David Leitch – lo stesso regista del primo “John Wick” – ce l’ha messa tutta ma non è riuscito a creare un capolavoro. Il film è valido ma non supera la sufficienza. Di buono c’è il cast – quello sì – e la fotografia, davvero notevole. Anche la scelta delle location non è male ma, a dire il vero, alcune ambientazioni peccano un bel po’ in credibilità; troppe location con luci al neon – club, strade, camere d’albergo, ecc. Sembra quasi di guardare la copertina (animata) di un disco di Kavinsky. Uno sfarzo ingiustificato, dal momento che si tratta pur sempre di Berlino pre-1990.
Questa pellicola contiene anche una scena di sesso tra donne – due bellissime donne – ovvio tentativo di far fibrillare gli ormoni dei teenager (già infoiati) in sala.

Per la struttura del film il regista ha scelto un espediente alquanto abusato: il flashback totale. In altre parole nel momento in cui il film si apre la protagonista è chiamata a fare rapporto ai suoi superiori, per cui tutto ciò che vediamo sulla scena è già accaduto.

Mi stupisce che “Atomic Blonde” sia una produzione statunitense. Pensavo fosse inglese, visto che la protagonista è un’agente di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra. Se mi concentro invece sulla tipologia di produzione e di campagna promozionale, non mi stupisce che si tratti di una pellicola “made in USA”.

Charlize Theron è la protagonista assoluta: il superagente cazzuto e biondo, anzi platinatissimo. Credibile, come sempre, anche se credo non abbia mai interpretato la spia. Certo è che, dopo il film “Mad Max: Fury Road”, sarà molto più semplice e frequente che le chiedano di fare dei ruoli da “menacazzotti”. Faccio peccato se dico che è stra-super-bella? Ma per tutta la durata del film, oh! Lo so, è una banalità, ma certe cose è necessario ribadirle. Attenzione alle scene in cui la fotografia vira tutte le luci sul rosso, lì i suoi primi piani sono da pura adorazione. <3 Il film l’ho visto in lingua originale, il suo accento non mi sembrava proprio british english, però credo che sia un elemento perdonabile (almeno in questo caso). Per i combattimenti corpo a corpo deve aver fatto davvero un sacco di allenamento; su questo aspetto a lei (e alla controfigura) proprio non si può dir nulla.
James McAvoy è un bel ragazzo, forse troppo per fare la parte dello sciamannato farabutto. Il suo David Percival è il peggior agente dei servizi segreti inglesi, un’inaffidabile canaglia, eppur tra gli uomini più scaltri ed efficienti. Buona prova comunque per lui, sostanzialmente non ho visto pecche nella sua recitazione.
Ottima prova pure per Toby Jones, il ruolo dell’agende dell’MI6 gli calza a pennello. Qui lo vediamo nei panni del diretto superiore di Lorraine Broughton, sempre in giacca e cravata, impomatato e con un mezzo ghigno beffardo sulla faccia.
John Goodman è un silenzioso orso con la barba bianca, un dirigente della CIA riflessivo.
A James Faulkner la parte del misterioso “C”, un dirigente dei servizi segreti inglesi; parla poco e non la racconta giusta. Durante l’interrogatorio di Broughton se ne sta tutto il tempo dietro un vetro ad osservare.
La mora Sofia Boutella interpreta Delphine, una giovane ed affascinante agente dell’intelligence francese, una tipetta sexy e fragile allo stesso tempo che comunque tenta di sedurre sia Percival, che Broughton.
Mi ha stupito vedere Eddie Marsan in uno spy movie. Il suo ruolo è quello di un informatore tedesco di stanza a Berlino Est, che cerca di fuggire ad ovesto con tutta la sua famiglia, dopo aver passato le sue informazioni a Percival.
Per Sam Hargrave solo due o tre scene nei panni dell’agente inglese James Gasciogne, ossia il tizio che recupera per primo l’orologio con la lista degli agenti e che ci rimette le penne. Si intuisce che tra lui e la Broughton c’era del tenero, anzi anche qualcosa in più.

La colonna sonora vi piacerà molto, se siete fan della musica degli anni’80; la pellicola infatti è zeppa di hit di quel decennio (brani anche scontati, se vogliamo). Qui trovate la lista completa delle tracce.

Cose che ho scoperto da Wikipedia: la pellicola è l’adattamento cinematografico della graphic novel “The Coldest City”.

Nota personale: mercoledì scorso ho visto questo film a Roma in anteprima, in lingua originale sottotitolata. La pellicola arriverà nelle sale italiane giovedì 17 agosto.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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