Grace of Monaco

Grace of Monaco
di Olivier Dahan (Italia, Francia 2014)
con Nicole Kidman, Tim Roth, Frank Langella,
Paz Vega, Parker Posey, Milo Ventimiglia, Robert Lindsay,
André Penvern, Jeanne Balibar, Roger Ashton-Griffiths,
Geraldine Somerville, Nicholas Farrell, Derek Jacobi,
Serpentine Teyssier, Ron Webster, Olivier Rabourdin, Yves Jacques

Biopic su Grace Kelly o meglio su Grace, la principessa del Principato di Monaco. I fatti narrati infatti si svolgono nel 1962, cioè circa 6 anni dopo il suo matrimonio con il Principe Ranieri Grimaldi.
Che dire su questa pellicola? Non molte cose positive. Ovviamente celebra la figura di questa amatissima attrice, nonché icona di stile, eleganza, bellezza, eccetera eccetera. Però non convince.
Sinceramente non conosco le vicende del casato Grimaldi nel secolo scorso ma credo di poter dire – senza timore di essere smentito – che regista e sceneggiatore abbiamo ricamato un po’ troppo sulla figura di Grace Kelly. A mio avviso le hanno attribuito un ascendente fin troppo grande sulle scelte politiche di suo marito e sui destini del piccolo stato su cui regnò.
Spiace, ad esempio, che non sia stata analizzata più a fondo la sofferta decisione di non tornare più al mondo del cinema, di abbandonare per sempre i set di Hollywood. L’incontro con Hitchcock, ad esempio, viene derubricato ad una didascalica conversazione di un minutino circa.

Scegliere Nicole Kidman per interpretare questa bellissima donna è stata ovviamente un’idea eccellente. La bravura di quest’attrice e la sua eleganza rendono dignità alla figura di Grace Kelly. (confronta qui) Probabilmente è l’unica cosa positiva di tutto il film – insieme alla scelta delle location in cui hanno girato e agli abiti indossati dalla protagonista.
Tim Roth è decisamente sprecato per questo ruolo. Un attore della sua levatura non è affatto indicato per una pellicola così mediocre, per di più il suo corpo e la sua faccia non ricordano affatto le fattezze del Principe Ranieri di Monaco.
Ottima prova invece per Frank Langella nei panni di Padre Francis Tucker, un potente prelato americano di stanza a Monaco che svolge la funzione di consigliere sia per il principe, che (soprattutto) per la principessa.
Buona scelta di cast anche per Paz Vega, interpreta Maria Callas.
Anche André Penvern è truccato in modo da assomigliare tantissimo al Presidente Charles De Gaulle.
Un po’ fosca la figura di Aristotele Onassis, interpretato dignitosamente da Robert Lindsay; sembra quasi che il regista non voglia farlo apparire come persona oculata e competente.
Geraldine Somerville dà il volto ad Antonietta Grimaldi, la sorella di Ranieri che – tacciata di tradimento – fu esiliata per volere della stessa Grace (o almeno così pare).
Milo Ventimiglia ha un ruolo quasi marginale, per cui gli affibio un (quasi) N.P.
Applausi poi per Parker Posey nel ruolo della misteriosa assistente personale della Principessa Grace; la sua Madge Tivey-Faucon è una donna di poche parole, severa e seriosa, una figura ambigua che si muove nelle stanze private della famiglia Grimaldi.

Nota personale: questa pellicola l’ho vista in lingua originale ma sottotitolata in inglese.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.