Our Kind of Traitor

Il traditore tipo
(Our Kind of Traitor)
di Susanna White (Gran Bretagna, 2015)
con Ewan McGregor, Naomi Harris, Stellan Skarsgård,
Damian Lewis, Khalid Abdalla, Mark Gatiss, Velibor Topic,
Mark Stanley, Jeremy Northam, Alicia von Rittberg, Radivoje Bukvic

Spy movie tratto dal romanzo omonimo di John Le Carré.
Il solito film di spie. Nessun elemento nuovo o particolare dal punto di vista della storia, né dal punto di vista della regia.
Perry MacKendrick, un giovane professore universitario inglese, e sua moglie Gail – un talentuoso avvocato – vanno in vacanza in un paese del Nord Africa per cercare di rimettere in ordine la loro relazione sentimentale, quasi arrivata al capolinea. Mentre si trovano nel bar del loro hotel vengono avvicinati da un individuo molto poco raccomandabile, una specie di malavitoso russo che di nome fa Dima. Non appena Gail si allontana, Dima invita Perry al suo tavolo per un brindisi. Sebbene riluttante in un primo momento, Perry accetta – anche per non sembrare maleducato e per non rischiare la scomposta e violenta reazione del malavitoso di fronte a un diniego.
L’incontro tra Dima e Perry però non finisce qui: dopo il brindisi, i due vanno a una festa insieme, si sfidano amichevolmente a tennis e chiacchierano un po’ di tutto. Il professore è sempre visibilmente in imbarazzo, teme di essere caduto in una specie di imboscata, si sente sempre a rischio e fuori luogo, eppure non riesce mai a dire di no a tutto ciò gli viene proposto dal suo nuovo amico. Il russo invita persino Perry e sua moglie ad un party nel suo lussuoso resort. La festa è l’occasione per calare la maschera; Dima non cerca rogne, non vuole far del male alla coppia, anzi ha bisogno del loro aiuto. Dima è un mafioso pentito; il suo ruolo è sempre stato quello di contabile della mafia russa, di persona addetta al riciclaggio di ingenti cifre di denaro sporco. Ora vorrebbe uscirne ma sa che la sua vita e quella della sua famiglia è a rischio. Ha intenzione di lasciare il paese ma gli serve la collaborazione dei servizi segreti esteri. Il professor MacKendrick può essere il gancio giusto con l’MI6 inglese. Dima infatti chiede a Perry di portare per lui in Inghilterra una pennetta USB contenente alcuni dati che hanno a che fare con i conti correnti cifrati della mafia russa.
Lo step successivo – nel caso di prima risposta positiva dell’intelligence inglese – sarà portare fisicamente Dima e il suo nucleo familiare nel Regno Unito. Le cose comunque non sono così semplici come sembrano, perché il principe a capo dell’organizzazione mafiosa è molto sospettoso ed ha già ucciso un altro contabile traditore, per cui, se scoprisse il piano di Dima, potrebbe ucciderlo brutalmente e sterminare tutti i suoi consanguinei.
Il professor MacKendrick dunque si trova di fronte ad una scelta difficile ma non si perde d’animo. Accetta di compiere il primo atto di questo progetto. Senza dir nulla a sua moglie – perché quasi certamente sarebbe contraria – prende la penna USB e, non appena sbarcato a Londra, la affida alle autorità aeroportuali, che a loro volta la girano all’MI6. Per sua fortuna i due agenti dell’intelligence che vengono coinvolti nel caso credono alla sua storia. Dima è una pedina importante per i servizi segreti inglesi – i conti cifrati dei mafiosi russi possono essere d’aiuto, anche perché nello stesso sporco giro d’affari ci sono dei politici inglesi corrotti – ma per la riuscita dell’operazione sarà necessario il rischioso coinvolgimento di due civili: Perry e sua moglie Gail. Per di più i vertici dell’MI6 saranno tenuti all’oscuro dell’operazione: l’agente Herctor, infatti, pur non avendo ricevuto l’avvallo da parte dei suoi superiori, procederà ugualmente con il piano di Dima, farà di testa sua insomma, rendendo il tutto ancora più incerto e pericoloso.

Ewan McGregor affonta diginitosamente una nuova prova di recitazione in un film di spionaggio, in un certo qual modo simile al ruolo che gli fu affidato per la pellicola “L’uomo nell’ombra”.
Valida anche la performance di Naomie Harris – anche se sinceramente non le si chiede grandi prestazioni.
Il vero mattatore qui è Stellan Skarsgård nella parte di un’uomo che deve rischiare il tutto per tutto pur di mettere al sicuro la propria famiglia. Dima è un personaggio parecchio ambiguo: certamente appare come un uomo saggio e conscio del suo ruolo e delle sue colpe, del fardello che la sua storia si porta dietro, ma è anche lo spaccone che naviga nell’oro e che fa la bella vita, attorniato da lugubri guardie del corpo. Nella prima parte del film infatti all’attore viene richiesto un atteggiamento da sbruffone totale: un chiassoso e corpulento signore di mezza età dall’approccio invadente che urla e straparla, che si prende confidenze, che non sembra aver rispetto di chi gli sta intorno – eccezion fatta per il suo ospite (la pedina inglese che gli servirà per il suo ben congegnato piano).
Damian Lewis interpreta Hector, l’elegante faina inglese dell’MI6, un agente freddo e calcoratore che mette a rischio la vita di una decina di persone, pur di riuscire nel suo intento.
Khalid Abdalla è una specie di agente con funzione di portaborse per il più astuto Hector.
Mark Gatiss è Billy Matlock, un alto dirigente dell’intellugence inglese, insomma un ruolo molto simile a quello che interpreta nella serie tv “Sherlock”.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.