Charade

Charade
di Stanley Donen (USA, 1963)
con Cary Grant, Audrey Hepburn, Walter Matthau,
James Coburn, George Kennedy, Ned Glass, Jacques Marin,
Dominique Minot, Thomas Chelimsky, Paul Bonifas

Una meravigliosa commedia sentimentale a tinte gialle.
Una storia d’amore da sogno intessuta con tanta leggera ironia e intrecciata con un mistero che risale alla seconda guerra mondiale.
Una specie di enigmatica caccia al tesoro insanguinata da una brutale serie di omicidi.

Regina Lampert – detta Reggie – è una giovane signora americana in vacanza sulle Alpi. Quando torna a Parigi nella sua residenza scopre che suo marito è stato ucciso brutalmente e gettato da un treno in corsa. Rimasta vedova e senza un soldo, decide di farsi aiutare da un bell’uomo (divorziato) che ha conosciuto in vacanza – tale Peter Joshua. Nel frattempo la CIA, nella persona di Hamilton Bartholomew, gli comunica che suo marito – un uomo che non conosceva affatto e da cui stava divorziando – era una spia degli Stati Uniti che aveva combattuto la Seconda Guerra Mondiale in Germania e che probabilmente è stato ucciso da uno dei suoi ex-commilitoni in cerca di un misterioso bottino da 250.000 dollari, sottratto al governo degli Stati Uniti e nascosto una ventina di anni prima chissà dove.
Spaventata a morte dalla situazione in cui si trova – e correndo il rischio di fare la stessa brutta fine di suo marito – Regina cercherà di capire dov’è finito il denaro che cercano gli assassini di suo marito (3 brutti ceffi disposti a tutto) al fine di consegnarlo alle autorità. Le uniche persone su cui può fare affidamento sembrano essere Peter Joshua e Hamilton Bartholomew. Ma ben presto il dubbio si insinua nella sua testa: potrà fidarsi ciecamente di loro?

Cary Grant è il solito fascinoso rubacuori che abbiamo conosciuto in tante altre pellicole. Il suo Peter Joshua è un uomo dalle mille identità che sa sedurre anche mentendo spudoratamente.
Audrey Hepburn è perfetta nella cornice parigina. Regina Lampert non è che una piccola e giovane signora americana – tanto dolce e raffinata, quanto indifesa e scaltra – che ,anche se ormai indigente, finisce comunque a lavorare come traduttrice in un’organizzazione internazionale (tipo Unesco).
Walter Matthau interpreta un simpatico e maldestro dirigente della CIA che lavora al distaccamento di Parigi.
James Coburn fa la parte del duro che fa paura. Di poche parole ma molto efficace.
George Kennedy è una sorta di killer alto, ciccione e pelato con una protesi al posto della mano (un uncino meccanico) che se ne va in giro con un grosso trench stretto in vita.
Ned Glass è un’altro della gang dei 3 presunti killer del marito di Regine, forse il più anziano e comunque il meno caratterizzato dal punto di vista psicologico.
Jacques Marin è di certo il più buffo personaggio del film: un ispettore francese con i baffoni, un po’ tonto, molto severo, che crede di essere furbissimo ma che non immagina nemmeno quali trame si celino dietro il nugolo di omicidi che circonda la signora Lampert.
Dominique Minot interpreta Sylvie Gaudel, un’amica francese di Regine.
Il piccolo Thomas Chelimsky è invece il figlio della Gaudel.
A Paul Bonifas andò il ruolo di un’anziano collezionista, nonché grande intenditore, di francobolli internazionali.

Dovete guardare questa pellicola se:
1. vi piace lo stile di recitazione di Cary Grant;
2. vi piace il cinema degli anni ’60;
3. vi affascina l’eleganza seduttiva di miss Hepburn;
4. vi piacciono i film alla Hitchcock (anche se questo è diretto da Stanley Grant).

Qui potete vedere un’altra locandina alternativa.

I meravigliosi titoli di testa del film sono stati ideati e animati da quel genio di Saul Bass. Li potete vedere qui.

Nota personale: io l’ho visto in lingua originale. Oltre al piacere di fruire un’opera nella sua integralità – così come l’aveva ideata l’autore – sono stato anche fortunato. O meglio sono stato vittima di un colpo di Serendipità: ho scoperto che per realizzare il brano “Bottom Heavy” nel 1994 Danny Tenaglia usò un campione preso da una frase che Tex Panthollow (James Coburn) pronuncia in questa pellicola.
«Well, you just look over your shoulder, ‘cause from now on, I’m going to be right behind you». Potete ascoltarlo qui: https://clyp.it/jfccztji

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.