Bande à part

Bande à part

Bande à part
di Jean-Luc Godard (Francia, 1964)
con Anna Karina, Sami Frey, Claude Brasseur,
Danièle Girard, Ernest Menzer, Louisa Colpeyn,
Jean-Claude Rémoleux, Michel Delahaye

Parigi, anni ’60. Tre ragazzi vogliono mettere a segno il colpo della vita per abbandonare per sempre la condizione di disagio economico – e non solo – in cui si trovano.
Franz – un belloccio sui venti anni – frequenta un corso per imparare l’inglese; il suo sogno è fare soldi e trasferirsi in Sud America. Durante le lezioni incontra Odile – una ragazza di poco più giovane, tanto carina quanto ingenua – che vive e lavora in una casa di proprietà di Madame Victoria, una ricca signora borghese (forse sua zia). I due iniziano a frequentarsi e così Franz scopre che nella casa in cui dimora Odile si trova una grossa somma di denaro non ben custodita, di proprietà di una persona che spesso frequenta Madame Victoria. Intenzionato a rubarla con l’aiuto della stessa ragazza, Franz avverte il suo amico Arthur, un altro ragazzo, forse un filo più anziano, che abita in una specie di ostello frequentato da gente non proprio raccomandabile. I due giovani tornano a lezione insieme per convincere Odile a fare da talpa per il colpo. La ragazza non oppone molta resistenza, si lascia convincere abbastanza facilmente, anche perché perde la testa proprio per Arthur. A dire il vero è molto impaurita dalla cosa, ma non vuole darlo molto a vedere. Pende dalle labbra di Arthur, ma si sente anche legata a Franz: tutto il tempo che trascorrono insieme dopo la lezione non fa altro che aumentare molto la sua confusione riguardo i sentimenti che prova per i due ragazzi.
Il colpo viene organizzato per due giorni dopo, i ragazzi vanno un po’ a zonzo per la città, chiacchierano, flirtano, approfondiscono la conoscenza ai tavolini di un bar, ballano, ecc. Le cose cambiano improvvisamente però quando gli abitanti dell’ostello in cui risiede Arthur vengono a sapere del colpo. Questi brutti ceffi costringono il ragazzo con la forza a fare il colpo prima possibile. Senza alcuna preparazione, da veri incoscienti, Arthur e Franz piombano in casa di Odile e cercano di rubare il denaro, ma la ragazza in prima battua oppone resistenza, per di più la camera in cui si trovano i soldi è stranamente chiusa a chiave – cosa che non era mai successa prima. Il colpo non va a segno e tra i ragazzi si crea una certa tensione, dovuta alla difficoltà della situazione in cui si sono infilati. Sempre più incoscientemente riproveranno il giorno dopo ma le cose andrano anche peggio.

“Bande à part” è liberamente ispirato al libro “Fool’s Gold” di Dolores Hitchens.
Difficile dire se sia una pellicola drammatica o una commedia. Certamente contiene diversi siparietti divertenti – come ad esempio i gesti “scattosi” che mima in alcune occasioni Franz, la celeberrima scena del ballo nel bar, la corsa nel Museo del Louvre (citata da Bertolucci nel film “The Dreamers”), ecc. Però per tutta la durata della storia aleggia una certa aria lugubre che non fa presagire nulla di buono.
Il film è forse il più noto del movimento artistico-cinemarografico “Nouvelle Vague”. Talmente noto – e importante per il cinema francese – da aver ispirato molte altre opere e registi, come ad esempio Quentin Tarantino.

Anna Karina è dolcissima nei panni di Odile. Alterna espressioni tra il divertito e l’impaurito. Il personaggio della giovane ingenua tanto bellina – con fondino di anima in pena – le riesce alla grandissima.
Sami Frey è Franz, il bel tenebroso che per primo fa il filo a Odile. Ha tanto fascino, per cui non deve aver trovato difficoltà nell’interpretare il belloccio perdigiorno con tanti sogni nella testa.
Claude Brasseur straordinario nel ruolo del piccolo furfante che vorrebbe fare il duro, ma che sotto sotto perde la testa per la bella francesina dagli occhi grandi e la frangetta rada.
Louisa Colpeyn intepreta Madame Victoria, mentre l’insegnante di inglese ha il volto di Danièle Girard.
Buffissimo Jean-Claude Rémoleux nel ruolo dell’anziano alunno del corso di inglese che beve durante le lezioni e cerca di palpare l’insegnante.

La voce fuori campo che narra le vicende, spiega la psicologia dei protagonisti e filosofeggia sul senso delle immagini, è dello stesso regista.

Note a margine: Anna Karina può essere considerata la Laura Efrikian d’Oltralpe? O viceversa?

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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