Nemiche per la pelle

Nemiche per la pelle
di Luca Lucini (Italia, 2016)
con Margherita Buy, Claudia Gerini, Jasper Cabal, Paolo Calabresi,
Giampaolo Morelli, Gigio Morra, Andrea Bosca, Lucia Ragni
Yang Shi, Pia Engleberth, Federica Frasassi, Bettina Giovannini

Una commedia che non fa ridere, neanche per sbaglio.
Roma, giorni nostri. Due donne tra i 40 e i 50 anni ereditano dal loro marito (per una ex-marito) un bambino di soli 7 anni di nome Paolo, di cui nulla sapevano. Il piccolo è figlio del loro uomo e di una giovane donna di origini cinesi – una relazione tenuta in gran segreto da circa 9 anni. In attesa dell’affido ufficiale, di Paolo dovranno occuparsi entrambe in maniera congiunta, secondo le volontà del defunto.
Il film si basa tutto sui contrasti e sulle differenze tra le due personalità. L’una (Fabiola) è una donna in carriera ipocrita e stronza, a capo di un’importante agenzia immobiliare; non perde occasione di dimostrarsi interessata solo al denaro e ai propri interessi. L’altra (Lucia) è una specie di psicologa comportamentale di animali domestici, fissata per il cibo salutare, la spiritualità, il rispetto della natura, ecc.
Diversissime in tutto, Fabiola e Lucia entreranno in contatto con una realtà a loro del tutto sconosciuta: la maternità. Una situazione a cui non erano affatto interessate ma con cui devono necessariamente confrontarsi. Nell’imparare a fare la mamma, comunque, inzieranno a riavvicinarsi, cioè a scongelare un rapporto che definire ostile è poco.

Sulle capacità interpretative della Buy e della Gerini non mi soffermerò. Sono brave, ma non è questo il punto.
Giampaolo Morelli è Giacomo, il giovane compagno di Lucia: un ragazzo sui 30 anni di origine campana, artistoide e un po’ approfittatore. Più che un toy boy, sembra una persona in cerca di una figura materna e protettiva, come antidoto alla propria immaturità.
Il magnifico Paolo Calabresi ha il ruolo dell’avvocato di Fabiola (nonché migliore amico del defunto): un uomo stretto tra le assurde e poco ortodosse richieste della donna e la necessità di non compiere pratiche scorrette, sia dal punto di vista morale che legale.
Gigio Morra interpreta il padre di Fabiola, un uomo silenzioso e paziente che entra subito in sintonia con il piccolo Paolo.

Riassumendo: è il caso di dare un’opportunità a questa pellicola? No. La storia non è originale e ogni scena è telefonatissima. Non ci si sorprende mai. Personaggi stereotipatissimi. Sin dal pricipio si capisce quale sarà l’epilogo, cosa cambierà e cosa invece resterà immutato. Pur essendo questa una commedia, non si ride.
Allora dice: perché sei andato a vederlo al cinema? Perché erano già le 22.00, ero già un multiplex e i posti per vedere “Veloce come il vento” erano terminati.

Nota 1: il regista è lo stesso del simpatico “Oggi sposi”.
Nota 2: tra i soggettisti della pellicola c’è anche la stessa Margherita Buy.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.