The Lobster

The Lobster
di Yorgos Lanthimos (Grecia, Irlanda, Gran Bretagna, Olanda, Francia, 2015)
con Colin Farrell, Rachel Weisz, Lea Seydoux,
John C. Reilly, Olivia Colman, Ben Whishaw,
Jessica Barden, Ashley Jensen, Ariane Labed, Rosanna Hoult,
Roger Ashton-Griffiths, Michael Smiley, EmmaEdel O’Shea

Società distopica in futuro distopico. Nessun adulto può essere single. Chi lo è o lo diventa – magari dopo un divorzio – è costretto a soggiornare in un hotel-lager dove, nel giro di 45 giorni, è tenuto a trovare un compagno o una compagna. Chi non riesce nell’intento, per punizione viene trasformato in un animale (di sua scelta).
Opporsi a questo destino è pressoché impossibile. C’è una resistenza che ha deciso di non adeguarsi alle regole, ma sono quattro matti, più integralisti della società che combattono.
Morale della favola: non c’è scelta. Si può solo cadere dalla padella alla brace. Non esiste più l’individualità. L’Amore è surclassato ad un affare burocratico. L’aspetto più ironico di tutto ciò è che una situazione del genere – dove la sopravvivenza è il primo obiettivo – tende a far emergere tutti gli aspetti più brutti dell’essere umano.

Colin Farrell è meraviglioso nei panni dell’essere frustrato, perennemente insoddisfatto e incapace di reagire. Il perfetto gregario in cerca di rivalsa. Una vera pecora tra i lupi, a cui va tutto storto, fantozzianamente, anche (e soprattutto) quando annaspa, cercando disperatamente di trovare una via d’uscita allo stato di nera disperazione in cui versa.
John C. Reilly è un bamboccione privo di personalità che più che una partner sembra cercare un BFF (Best Friend Forever).
Magnifico Ben Whishaw nella parte della persona disposta a tutto – pure all’autolesionismo e a negare i propri sentimenti – pur di non diventare un reietto della società.
Lea Seydoux incredibilmente perfetta nel ruolo dell’odioso capo della resistenza pro-single.
Rachel Weisz interpreta l’anima gemella, che il protagonista incontra nei boschi quando si unisce al gruppo della resistenza.

Film splendido. Consigliato a tutte le persone che amano la libertà e odiano le ipocrisie.
Vi consiglio anche la recensione di Gabriele Niola.
Per dare un’occhiata a tutti i premi e i riconoscimenti che si è aggiudicata questa pellicola – tra cui il Premio della giuria a Cannes 2015 – cliccate qui.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.