Io e lei

Io e lei

di Maria Sole Tognazzi (Italia, 2015)
con Sabrina Ferilli, Margherita Buy,
Ennio Fantastichini, Fausto Maria Sciarappa, Roberta Fiorentini,
Domenico Diele, Alessia Barela, Massimiliano Gallo,
Anna Bellato, Antonio Zavatteri, Emanuel Caserio

Due persone vivono insieme da 5 anni. Stanno bene, si vogliono bene, sono molto affiatati. Intorno a loro non ci sono particolari conflitti, né con i familiari, né con amici. Poi un giorno accade che uno dei due incontra per caso un vecchio amico ed inizia a frequentarlo. Questa frequentazione si trasforma subito in una relazione clandestina che va ovviamente ad incrinare il menage della coppia. Quando l’altro componente della coppia scopre il tradimento, la situazione crolla definitivamente. I due provano a salvare la relazione, ossia a rinsaldare il rapporto di fiducia, con un viaggio ma non serve a niente. Ormai tutto sembra è perduto. La coppia si dissolve in pochissimo tempo. I due si allontanano – sembra per sempre. Ma non è così. Infatti quando chi ha tradito si accorge di aver fatto la scelta sbagliata (andando a vivere con il nuvo partner) torna indietro, prova a farsi perdonare e ci riesce. Tutto qui. La coppia torna insieme. Il percorso a due riprende, nemmeno tanto in salita. E tutto è bene quel che finisce bene. Fine della favola.
Domanda: cosa c’è di originale in questa pellicola? Nulla. Se non fosse i due componenti della coppia siano entrambe donne tra i 40 e i 50 anni: Federica e Marina. Secondo voi è rilevante? A me non sembra. Certo, nei film italiani non ci sono tutte queste coppie protagoniste in cui i due membri sono dello stesso (men che meno donne), ma per me non è affatto importante. O meglio: non basta questo per rendere una pellicola interessante o innovativa. Il plot è solita storia d’amore che ha un imprevisto. Il solito tradimento, con i relativi problemi che seguono e la più classica delle riappacificazioni finali. Quante volte abbiamo già visto al cinema storie del genere? Dovrebbe suscitarci delle belle sensazioni? Bah.
Altro dettaglio importante: il sesso non c’è. Mai. Sembra solo qualcosa di marginale, vagamente accennato, trascurabile. Praticamente sono del tutto assenti scene di passione. È un po’ come se non scopasse mai nessuno. Il che porta tutto al livello zero della verosimiglianza.

Ma passiamo alla recitazione.
Margherita Buy interpreta sempre Margherita Buy: la donna perennemente insicura, confusa, apparentemente fragile e vittima, ma grandemente fastidiosa. Spiace dirlo, ma non se ne può più.
Ottima interpretazione invece per Sabrina Ferilli. Forse la sua migliore performance di sempre. Più passa il tempo più crescono le sue doti recitative. Per questo ruolo l’ho trovata azzeccatissima. Valida anche la scelta di tenere un certo accento romano, seppur non forzando la mano. D’altronde il suo personaggio è una donna di Roma di umili origini. Ci sta.
Ennio Fantastichini è davvero straordinario – ancora una volta – nei panni del classico uomo qualunque: ignorante, ipocrita e superficiale. Qui interpreta Sergio, l’ex marito di Federica: un dentista benestante che pensa solo alla pesca e alla sua villa di campagna. Ricordate quant’era bravo a fare lo stronzo in “Ferie d’agosto”? Beh, qui quasi bissa quell’interpretazione.
Ottima prova anche per Roberta Fiorentini (la Italia della serie “Boris”), che troviamo ad intepretare la petulante mamma di Marina.
Buona performance per il bel Fausto Maria Sciarappa nei panni di Marco, l’oculista con cui Federica tradisce Marina.
Domenico Diele (già visto nella serie “1992”) interpreta il figlio di Federica e Sergio: uno studente universitario che vive con altri 3 coetanei.
Molto affascinante Alessia Barela: a lei il compito di recitare l’assistente personale di Marina: una dipendente del bar, ma anche amica (omosessuale), che spesso funge da confidente.
Bravo e misurato anche Antonio Zavatteri che è stato chiamato ad interpretare (in due o tre scene) un architetto collega di Federica.
Massimiliano Gallo invece mi è sembrato un po’ fuori contesto nei panni del regista che dovrebbe dirigere il film che segna il ritorno di Marina sul grande schermo.

Voto globale: 5 meno. Pellicola pseudo-tragicomica dall’ambientazione borghesona – basta vedere il lussuoso appartamento a 2 piani in cui vivono le protagoniste. Peraltro Federica è un’architetta che lavora in uno studio/loft che si trova nel centro di Roma, mentre Marina è la titolare di un maxi bar/ristorante a due passi dal Foro di Traiano. “Io e lei” è ben girato, ma del tutto vuoto dal punto di vista del contenuto e/o della sceneggiatura.

Piccola nota sociologica: il tradimento viene scoperto perché un partner sbircia un SMS (che non dovrebbe leggere) arrivato sul cellulare dell’altro. Evviva la creatività!

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.