Focus - Niente è come sembra

Focus – Niente è come sembra
(Focus)

di Glenn Ficarra e John Requa (USA, 2015)
con Will Smith, Margot Robbie, Rodrigo Santoro, Adrian Martinez,
Robert Taylor, Gerald McRaney, Adrian Martinez, Brennan Brown,
BD Wong, Stephanie Honoré, Dominic Fumusa, Griff Furst, Juan Minujín

Storia di truffatori dall’irresistibile fascino.
Lui è un figo a capo di una grande organizzazione per la gestione di truffe a livello internazionale, lei è una bonazza pivellina che adesca uomini abbienti, li porta in una stanza d’hotel, li deruba e li fa scappare con i pantaloni alle caviglie.
Nicky e Jess si incontrano, si piacciono e iniziano a flirtare, ma non “concludono”. Dopo averle dato una breve ma intensa dimostrazione del suo grande professionismo da raggiro, lui scompare. Ma a lei la lezioncina non basta. Si ritrovano pochi giorni dopo a New Orleans per rapinare le migliaia di turisti accorsi in città per l’ultima edizione del Super Bowl. Lui le insegna tutto, la prende nella sua organizzazione e la coinvolge in una grande messinscena con raggiro ai danni di un asiatico tanto ricco quanto appassionato di scommesse. Il loro grande amore inizia e finisce proprio qui. Dopo il colpo, infatti, Nicky paga Jess per il lavoro svolto e l’abbandona, senza grandi giri di parole. I rischi del mestiere gli impongono di non instaurare pericolose relazioni sentimentali.
Tre anni dopo si re-incontrano a Buenos Aires, dove Nicky sta organizzando una nuova truffa milionaria che coinvolge due team di Formula 1. Sebbene Jess abbia una relazione con Rafael Garriga, il ricco proprietario della scuderia con cui Nicky è in affari, la fiamma tra i protagonisti torna ad accendersi. Lui prende a corteggiarla come una volta, anzi di più: come non mai. Appare follemente innamorato, fa di tutto pur di riaverla, tanto da rischiare quasi di far saltare tutto il piano messo in piedi per sottrarre il denaro al pollo di turno. Lei dapprima sembra restia a riprendere la storia iniziata a New Orleans, fa la dura e la vittima allo stesso tempo, si dichiara (giustamente) offesa per essere stata usata ed abbandonata, ma alal fine cede. Solo che tornare insieme e riuscire comunque a portare a casa la pagnotta non appare affatto semplice. Peraltro Ownes, il rude scagnozzo a capo della sua sicurezza di Garriga, fiuta che qualcosa non va, per cui si mette alle calcagna di Nicky, indaga, fa il sospettoso, controlla i movimenti dei due piccioncini per coglierli in flagranza di tradimento. La sopresa più grande arriva – ovviamente – solo in coda.

Fascino, truffe, bling bling e doppiogiochismi.
Poco action e molto “sentirsi fighi”: nessun inseguimento in auto e un solo colpo di pistola esploso durante tutta la pellicola – per dire.
L’ambientazione è quella alla Ocean’s di Soderbergh, alla Smoking Aces di Carnahan o alla 21 di Luketic – per intenderci; ossia denaro, lusso, furfanti e tradimenti. A tutto ciò è stata aggiunta un’ulteriore dose di fascino, data ovviamente dalla presenza dell’incantevole signorina Robbie.
Will Smith ce la mette tutta, ma non è proprio perfettisismo nei panni del truffattore di prima classe – forse anche a causa dell’abbigliamento. Negli anni s’è costruito troppo l’immagine del bravo ragazzo per riuscire credibile come ladro d’alto bordo. Impossibile poi non associare quella faccia al protagonista sgarzoncello della serie tv “Willy il Principe di Bel Air” o al rapper simpaticamente cazzone degli anni ’90.
La linea comica è appannaggio di Adrian Martinez, qui nei panni di Farhad, ossia il ciccione sboccato di origine araba – che però sembra più un samoano – amico intimo di Nicky, nonché suo fidato collaboratore.
Sempre delizioso Gerald McRaney nel ruolo dell’uomo rude e all’antica. Qui braccio destro risoluto del magnate sudamericano delle corse.
Il buon Brennan Brown intepreta un altro stretto collaboratore di Nicky.
Rodrigo Santoro forse appare un po’ troppo giovane, sembra più un fighetto francese, che un ricco argentino, ma poco importa. Nella parte sua ci sta abbastanza bene.
A BD Wong il compito di interpretare il magnate d’Oriente (cinese ?) che butta via milioni di dollari senza criterio, pur di provare il brivido dell’azzardo ad alto rischio.

Molto interessante la colonna sonora, nient’affatto banale. La potete ascoltare qui. Contiene un po’ di brani mid-tempo che fanno l’occhiolino al trip-hop. Qualcosa di simile lo si sentì nei primi due episodi della saga di Ocean (Eleven e Twelve). David Holmes, però, come selector e producer aveva tutto un altro passo.

Voto globale: 6. Dà quel che promette.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.