Separati in casa

Separati in casa

di Riccardo Pazzaglia (Italia, 1986)
con Riccardo Pazzaglia, Simona Marchini,
Marina Confalone, Lucio Allocca, Massimiliano Pazzaglia

Commedia scritta, diretta ed interpretata da Riccardo Pazzaglia.
Napoli, primi anni ’80. Riccardo e Carolina sono due ultra-cinquantenni che, dopo essere stati sposati per circa 20 anni, decidono di separarsi a causa di continui litigi dovuti a divergenze su qualsiasi aspetto della vita coniguale. Non avendo però abbastanza denaro per risiedere in due case diverse, e scarseggiando in città gli alloggi disponibili, si accordano per continuare a vivere sotto lo stesso tetto, il che porta a ovvie e ridicole conseguenze dal punto di vista della convivenza domestica.
Simbolo di questa ossimorica divisione è la testiera del letto matrimoniale, che infatti viene letteralmente segata in due (vedi locandina).
Per assurdo i due avvocati divorzisti a cui i coniugi si rivolgono per assistenza legale sono separati a loro volta. L’avvocato di Riccardo vive in un tristissimo residence, dove gli alloggi sono grandi quanto un armadio (un po’ come l’appartamento di Pozzetto in “Il ragazzo di campagna”), mentre l’avvocatessa di Carolina, pur essendo separata, continua a vivere con suo marito e con suo padre, ma in un appartamento diviso in zone di guerra ad accesso condizionato.

La scena più divertente del film, senza dubbio, è quella in cui Pazzaglia e sua moglie organizzano una festicciola in casa; durante la serata, per intrattenere gli invitati, i coniugi si inventano uno spettacolino (in stile avanspettacolo) il cui pezzo forte è la canzone “Me ne vado a fare il guru” in dialetto napoletano: un vero capolavoro, sia dal punto di vista delle rime, che da quello dei giochi di parole.

Il film alterna momenti buffi ad altri grotteschi, non risparmiandosi però un finale commovente e parecchio profondo. I due coniugi, dopo essersi resi conto di non poter vivere separati, decidono di tornare sui loro passi, pur continuando ad avere opinioni divergenti su tutto.

Pellicola da vedere assolutamente, se avete imparato ad amare Pazzaglia durante la trasmissione arboriana “Quelli della notte” o se avete apprezzato i film di Luciano De Crescenzo, come “Così parlò Bellavista”, “Il mistero di Bellavista” o “32 Dicembre”, in cui fu sceneggiatore, oltre che attore.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.