Studio 54

Studio 54
di Mark Christopher (USA, 1998)
con Ryan Philippe, Salma Hayek, Breckin Meyer,
Neve Campbell, Mike Myers, Heather Matarazzo,
Lauren Hutton, Robert Bauer, Michael York, Sela Ward,
Elio Fiorucci, Ellen Albertini Dow, Sherry Stringfield

Ho rivisto questo film (per la terza volta) perché volevo mostrarlo ad una persona a cui voglio molto (moltissimo) bene e anche perché desideravo riguardare la scena assurda in cui appare Elio Fiorucci nei panni di se stesso.

1979. Shane è un ragazzo del New Jersey con un sogno: diventare parte integrante delle feste che si tengono allo Studio 54, il leggendario club gestito da Steve Rubell, uno dei più rappresentativi della scena disco di fine anni ’70 e della vita notturna di New York di quegli anni.
Una sera il desiderio tanto agognato si realizza: dopo essersi messo in fila come tutti gli altri per essere sottoposto alla rigidissima selezione all’ingresso, Shane riesce ad entrare sia nella discoteca che nelle simpatie di Rubell. Di lì a poco diventerà un barman dello stesso locale, lascerà la famiglia e si trasferirà a New York.
Compari della sua avventura saranno due giovani colleghi – spostati tra loro – che gli offrono anche ospitalità per un certo periodo: Anita e Greg Randazzo, lei guardarobiera con la passione per il canto, lui un barman dello Studio 54.
La vicenda fantastica di Shane durerà però molto poco: la sua salita nell’Olimpo della trasgressione e del divertimento notturno sarà veloce tanto quanto la discesa.
Gli unici traguardi raggiunti – se cosi possiamo definirli – saranno apparire in una specie di servizio fotografico per un magazine di poco conto, conoscere alcuni VIP e intessere una breve relazione con una giovane attrice di soap-opera. Più che altro, Shane sarà testimone diretto della breve epopea della celeberrima discoteca, una storiaccia che termina con l’arresto di Rubell per questioni di spaccio di stupefacenti e frode al fisco.

Ryan Philippe e la sua chioma bionda piena di ricci sono perfetti per il ruolo di giovinastro sognatore che fa strada in quell’ambiente solo al grazie suo bell’aspetto.
Neve Campbell dovrebbe essere la giovane attrice bellona. Mah.
Straordinario Mike Myers: la parte di Steve Rubell gli riesce particolarmente bene. Sembra portato per interpretare un fattone iracondo e avido di rapporti omosessuali con giovani dipendenti.
Selma Hayek è la guardarobiera di origini latine che vuole diventare diva della musica pop.
Breckin Meyer interpreta suo marito: il piccolo Greg Randazzo, un barman che si caccia nei guai quando inizia a spacciare cocaina durante le ore di lavoro.
All’affascinante Sela Ward il ruolo di una superMILF molto ricca che per un certo periodo si gode i favori sessuali del giovane Shane.
Ellen Albertini Dow ha la parte della più anziana cliente dello Studio 54.
Heather Matarazzo è la sorella minore di Shane.
Elio Fiorucci – come già detto – interpreta se stesso in una esilarante unica scena.

La cosa più bella del film è la colonna sonora, raccolta in un eccellente doppio CD, che comprende anche “If You Could Read My Mind” degli Stars On 54.

Per una volta la locandina americana fa schifo quanto quella italiana.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.