I ragazzi del massacro

I ragazzi del massacro

di Fernando Di Leo (Italia, 1969)
con Pier Paolo Capponi, Susan Scott,
Marzio Margine, Enzo Liberti, Renato Lupi, Vincenzo Liberti,
Danika La Loggia, Jean Rougeul, Giuliano Manetti

La trama di questo film non differisce molto da quella dell’omonimo romanzo di Scerbanenco, eccezion fatta per il finale.
Detto questo, possiamo notare come l’attore scelto per il personaggio di Duca Lamberti sia molto valido; Pier Paolo Capponi è infatti bravissimo nell’interpretare il poliziotto tutto d’un pezzo, ligio al dovere, ma che prende a cuore le sorti (di almeno uno) dei ragazzi che hanno preso parte al massacro della maestrina.
Il suo personaggio, comunque, si distingue dal Lamberti del libro a causa di una certa piattezza psicologica: non si fa accun accenno al travagliato passato da medico del protagonista, non si cerca di spiegare il suo dramma interiore, anzi non viene fatto il minimo accenno al perché Lamberti si trova in quel ruolo, cosa l’ha portato a fare il commissario e perché non può essere considerato un poliziotto come tutti gli altri.

Ottima scelta anche per Livia Ussaro, interpretata dall’affascinante Susan Scott (Nieves Navarro); spiace comunque che abbiano un po’ stravolto il suo profilo. Nel film, infatti, la ragazza è molto meno misteriosa di quanto non lo sia nel romanzo, peraltro non porta sul viso i segni deturpanti della violenza che ha subito e, anziché essere una vecchia amica/fidata partner di Lamberti, qui sembra che i due non si siano mai visti prima. La Livia Ussaro del film è una giovane assistente sociale molto bella che, avendo a cuore le sorti dei ragazzi sbandati coinvolti nel massacro, decide di dare una mano a Lamberti nelle indagini, finendo poi per innamorarsene.

Per la parte dell’agente Mascaranti, invece, hanno preso un uomo fin troppo anziano (Renato Lupi). Nel romanzo questo poliziotto, che da sempre fa da braccio destro al commissario Lamberti, è un uomo certamente più giovane, sulla quarantina – diciamo – e dall’aspetto rude e più massiccio. Il Mascaranti di questo film invece è un siciliano di 60 anni circa con l’aspetto di un impiegatucolo e un accento molto ma molto marcato, quasi ridicolo.

Altra differenza notevole è il personaggio del questore. Nel romanzo Luigi Càrrua è una figura molto protettiva e rassicurante, quasi paterna nei confronti di Duca Lamberti; nel film invece si tratta più che altro di un capo della polizia burbero e vecchio stampo (interpretato dignitosamente da Vincenzo Liberti) che si limita a fare il suo dovere e che cerca di chiudere il caso nel minor tempo possibile.

La colonna sonora – che contiene anche la canzone “Ballerina ballerina”, cantata da Patty Pravo – non è male, ma purtroppo viene un po’ massacrata dal montaggio; più volte infatti le scene si chiudono con un breve crescendo sonoro – che negli intenti del regista dovrebbe sottolineare momenti di particolare tensione narrativa – ma il passaggio alla scena successiva spesso avviene troppo frettolosamente, tagliando via la coda di questo intenso refrain.

I ragazzi del massacro (fotogramma)
Lamberti, Càrrua e il direttore del “Cesare Beccaria”.

“I ragazzi del massacro” non è propriamente un poliziottesco, ma se avete già visto e apprezzato altre pellicole di Fernando Di Leo – o se amate i romanzi di Scerbanenco (come il sottoscritto) – dovreste dargli un’opportunità.

La scheda di IMDb.com, Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.