Il pretore

Il pretore

di Giulio Base (Italia, 2014)
con Francesco Pannofino, Sarah Maestri, Mattia Zaccaro Garau,
Eliana Miglio, Giulio Base, Carlo Giuseppe Gabardini,
Debora Caprioglio, Massimiliano Cavallari, Yor Milano,
Fabio Dossi, Valentina Violo, Donatella Bartoli, Flavio Sala

Commedia dai toni farseschi, con una breve virata drammatica sul finale. Trasposizione cinematografica del romanzo “Il pretore di Cuvio” di Piero Chiara.
Luino, anni ’30. Il pretore locale, tale Augusto Vanghetta, è un uomo sulla cinquantina, grasso e tarchiato, tanto laido quanto ridicolo, dai modi spicci e dalla parlantina parecchio spiccata. Ciò che lo contraddistingue maggiormente, comunque, è il grosso appetito sessuale. Per seguire infatti le sue mille avventure sessuali e dedicarsi alle varie amanti, Vanghetta trascura completamente Evelina, la sua giovane moglie: una ragazza pallida e deboluccia, molto taciturna, che gira da un medico all’altro per cercare di porre rimedio a ciò che le è stato diagnosticato: l’impossibilità di avere figli.
Il potere accumulato da Vanghetta negli anni, grazie soprattutto ai loschi affari che ha intrecciato con professionisti e personaggi dell’imprenditoria locale, è tale da permettergli di spadroneggiare con tranquillità sull’intera cittadina lacustre. Del lavoro si cura poco, preso com’è dal sesso e dalla passione per la drammaturgia: il suo maggior desiderio è veder rappresentata in teatro la strampalata opera autobiografica che ha scritto.
Un giorno, su raccomandazione dell’avvocato Memeo, il pretore decide di prendere come aiuto Mario Landriani, un giovane avvocato venuto da un’altro paesino lombardo. Landriani, oltre a svolgere gran parte del lavoro in pretura – quel lavoro che spetterebbe a Vanghetta – viene messo da questi al fianco di sua moglie, quasi a fargi da accompagnatore in tutto il tour per i medici della zona e in tantissime altre occasioni, mondane e non.

Nel frattempo in paese arriva la Contessa Armandina Regner de Montfleury, una specie di ex-maitresse per cui il pretore perde subito la testa, tanto da sceglierla come prima attrice per la rappresentazione teatrale del suo scritto e da arrivare a spendere per lei (per i suoi servigi sessuali) un capitale.
La necessità continua di denaro – da spendere per la Contessa – porterà anche il pretore a dimettersi dal suo ruolo per iniziare a fare l’avvocato, sempre con l’aiuto di Landriani, che nel frattempo inizia una vera e propria relazione amorosa con sua moglie.
Per la povera Evelina i giorni della tristezza e della solitudine sembrano (apparentemente) terminati, mentre per suo marito ha inizio la fase discendente della parabola del successo.

Pannofino lo trovo sempre simpatico, ma qui credo che gigioneggi sin troppo – anche se credo che gli abbiano proprio chiesto di calcare la mano il più possibile, in modo da risultare una totale macchietta.
Sarah Maestri – che ha voluto fortemente questo film, tanto da opzionare i diritti del romanzo da cui è stato tratto e da averlo prodotto – è senza alcun dubbio la migliore attrice sulla scena. Una spanna davanti a tutti. A parte una scena con crisi isterica – di cui si poteva tranquillamente fare a meno – si può dire che non abbia sbagliato una battuta. Anzi, il più delle volte recita magnificamente solo attraverso sguardi, silenzi, piccole rotazioni della testa, arrossamenti e altre micromossette civettuose.
Mattia Zaccaro Garau è stata una sopresa. Bravissimo accanto a Pannofino, molto più che una spalla. In alcune situazioni gli ruba persino la scena grazie a dei fulminanti sguardi di disapprovazione o a espressioni di dimessa insofferenza.
Eliana Miglio è stata chiamata a fare la sciantosa, tanto che per il 90% delle sue scene appare in abbigliamento intimo (guêpière, bustino, reggicalze, ecc.). Per interpretare un ruolo del genere serviva una tizia con un buon fisico – nonostante l’età – più che particolari doti recitative. E in effetti…
Gabardini è buffo, come al solito. Qui lo vediamo nelle vesti dell’avvocato Memeo – un sodale del pretore, o meglio il legale a cui il pretore fa vincere sempre le cause. Lo trovo molto spassoso. Comunque il mio giudizio in questo caso non conta, dal momento che lo conosco e lo reputo un’amico.
Molto brava anche Debora Caprioglio ad interpretare la moglie di Memeo, nonché amante fissa del Vanghetta; recita in sole 3 scene, ma dà il suo contributo da vera professionista.
Massimiliano Cavallari (Max dei Fichi d’India) interpreta Pepere Lopez: un ingegnere truffaldino e senza scrupoli che ha ideato una serie di alloggi senza badare ad alcune fondamentali norme di sicurezza, causando così la morte di parecchi innocenti.
Il regista Giulio Base appare in una sola scena, sul finale, nei panni di un medico molto serioso.
Yor Milano interpreta un altro medico, quello che visita frequentemente la moglie del pretore.

Sinceramente non so se ve lo consiglierei. Diciamo comunque che è una commedia diversa dal solito in cui si cerca anche di dare una rapprentazione amara del classico percorso a cui sono destinati i potenti: dalle vette del successo alla miseria del declino.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.