Caccia al ladro

Caccia al ladro
(To Catch a Thief)

di Alfred Hitchcock (USA, 1955)
con Cary Grant, Grace Kelly, Brigitte Auber,
Jessie Royce Landis, John Williams, Charles Vanel,
Jean Martinelli, Georgette Anys, René Blancard

Costa azzurra, anni ’50. Un noto ladro – tale John Robie detto il gatto (Cary Grant) – è il principale sospettato di una serie di furti di gioielli, avvenuti durante la notte in prestigiosi hotel della zona, che sembrano portare la sua firma. La polizia, che non crede affatto nella sua innocenza, cerca di arrestarlo, ma Robie fugge con grande astuzia e destrezza.
Anche i suoi vecchi amici ladri – un gruppo di ex partigiani ed ex galeotti, ormai redenti e impiegati a tempo pieno in un ristorante sul mare – non gli credono. Robie però non si perde d’animo, anzi. Seppur ricercato dalle forze dell’ordine, inizia a dare la caccia al vero ladro di gioielli nella speranza di coglierlo con le mani nel sacco e quindi scagionarsi.
Nella bizzarra impresa lo aiuteranno il gestore del ristorante, nonché suo vecchio amico, Bertani (Charles Vanel) e l’anziano assicuratore inglese H. H. Hughson (John Williams) – il quale ha interesse a individuare il vero ladro per recuperare la refurtiva assicurata dalla sua compagnia.
Per la sua caccia Robie si recherà all’Hotel Carlton, nel tentativo di avvicinare gli ospiti più ricchi e maggiormente dotati di preziosi gioielli; qui incontrerà Frances Stevens (Jessie Royce Landis), una facoltosa vedova texana dalla lingua lunga, e la sua affascinante figlia Frances (Grace Kelly), una tipetta incredibilmente bella, elegante e dai modi spicci. Questa ragazza – tutt’altro che ingenua – scoprirà la vera identità di Robie (che invece si era presentato con un falso nome americano) e finirà per perderci la testa, pur dopo una serie di sospetti, fraintendimenti, accuse e incomprensioni.

Perché guardare questa vecchia pellicola.
Per la classe e la bravura dei due protagonisti: Cary Grant nei panni di un vero gentleman e Grace Kelly in quelli della giovane ereditieria, bella, bionda e viziata.
Qualunque cosa dica il trailer, non importa: questo film sarebbe una specie di giallo esotico (per gli Americani, visto che è girato in Europa), ma più che altro è un thriller con la punta ormai spezzata. Forse nel 1955 riusciva a creare una certa suspence nello spettatore, ma adesso non ha di certo lo stesso effetto. Comunque io non sono riuscito ad individuare il vero ladro – almeno non con precisione – sino alla fine. Bella pellicola, eh, intendiamoci. Molto bella: ma non è uno di quei film che si distinguono per trama o tensione narrativa. In alcuni frangenti anzi sembra una semplice commedia sentimentale con contorno di storie di ladri eleganti alla Arsenio Lupin.

Perché non guardarla.
Non so. Forse non vi piacciono i film in bianco e nero ben girati e ben recitati.

Nota: la pellicola è tratta dal romanzo omonimo di David Dodge del 1952.

Qui potete vedere la locandina originale.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.