A Most Wanted Man

A Most Wanted Man

di Anton Corbijn (USA, 2014)
con Philip Seymour Hoffman, Grigoriy Dobrygin, Rachel McAdams,
Willem Dafoe, Daniel Brühl, Nina Hoss, Kostja Ullmann,
Ursina Lardi, Robin Wright, Homayoun Ershadi, Vicky Krieps,
Mehdi Dehbi, Rainer Bock, Tamer Yigit, Derya Alabora

Classico film di spionaggio ispirato ad un romazzo di John Le Carré.
Amburgo. Un giovane ceceno dall’aspetto misterioso – tale Issa Karpov – arriva in città senza passare i normali controlli si sicurezza. Una segretissima agenzia di sicurezza antiterrorismo, diretta da Günther Bachmann, si accorge della cosa e mette sotto stretta sorveglianza il ragazzo, temendo un attentato terroristico. La stessa agenzia tiene sotto osservazione da tempo anche le attività del Dott. Faisal Abdullah, un noto e rispettabile religioso islamico dalle idee moderate che, tra le altre cose, fa anche da collettore di fondi per diverse società di beficenza. Bachmann sospetta che dietro una società cipriota riconducibile ad Abdullah ci sia una cellula terroristica, per cui quando scoprirà il motivo del viaggio del ragazzo ceceno – ossia recuperare da una banca locale tutto il denaro accumulato negli anni da suo padre – cercherà di far dirottare questa ingente somma nelle mani dello stimato dottore, in modo da smascherare i suoi loschi traffici. A dargli una mano nella delicata operazione – seppur costretti controvoglia – ci saranno anche Annabel Richter (una giovane avvocatessa che si occupa dei diritti dei rifuguati politici) e Tommy Brue (il banchiere a cui si è rivolto Karpov). A mettergli i bastoni tra le ruote, invece, ci penseranno un supervisore della CIA, i servizi segreti tedeschi e la polizia, i quali sembrano più preoccupati dalla incombente minaccia terroristica rappresentata dal giovane ceneno, che interessati allo smascheramento del doppio gioco di Abdullah.

Bella pellicola, dotata di una notevole tensione narrativa. Ottima anche la fotografia (non per niente Corbijn è un fotografo prestato al cinema) e la scelta delle location.
Una delle ultime prove di recitazione per il grandissimo Hoffman. Qui pare del tutto a suo agio nel ruolo dell’agente trasandato, ma ligio al dovere, dell’uomo di sani princìpi che pensa più alla sostanza, che alla forma, una persona che fa di tutto per le altre persone, e che si impegna con tutto se stesso per mantenere una coscienza e una dignità.
Rachel McAdams forse ha un’aspetto troppo da americana per un ruolo del genere. Come giovane avvocato/attivista che difende i diritti degli apolidi e dei rifugiati politici non rende molto. Rimane comunque dolcissima e bellissima – questo va detto – seppur questa non sia una commedia sentimentale. Per tutto il film se ne va in giro in bicicletta, un po’ spettinata, con la tinta malandata che mostra impietosa la ricrescita, se ne sta per tutto il tempo in discreti maglioncini e banalissimi jeans neri (tanto stretti quanto sexy) e, ciò nonostante, riesce ad essere uno splendore. Potenza del fascino di questa donna.
Anche Robin Wright come agente CIA non è molto credibile. Sorride troppo, è vestita in maniera troppo elegante, non ha il piglio da spia. In 4 parole: non mi ha convinto – anche se, va detto, il suo è un personaggio parecchio interessante.
A Willem Dafoe l’onere di interpretare Tommy Brue, un banchiere tedesco dal passato non proprio lucido ma che al momento della verità riesce a sfoderare un notevole senso di responsabilità.
Validissimo Grigoriy Dobrygin nei panni del giovane ceceno, impaurito ma testardo.
Mi ha stupito che Daniel Brühl abbia un ruolo minuscolo: interpreta uno dei diversi assistenti di Bachmann, quasi invisibile. Strano che dopo ruoli da protagonista in film importanti sia tornato a fare particine come queste.
Nina Hoss è Irna Frey, ossia l’assistente/braccio destro di Bachmann. Peccato sembri più anziana di quel che sia. Ha solo 39 anni ma nel film ne dimostra almeno una decina in più.
Vicky Krieps è un altro elemento operativo del team di spie capitanate da Bachmann.
Il giovane Mehdi Dehbi ha il ruolo di Jamal l’informatore: nel mosaico di Bachmann la sua è una tessera chiave per il controllo del terrorismo ad Amburgo. Buona prova di recitazione per lui, soprattuto dal punto di vista drammatico.
Homayoun Ershadi interpreta il Dott. Faisal Abdullah; altra grande prova.
Rainer Bock dà il volto all’agente dei servizi segreti tedeschi che vorrebbe arrestare il prima possibile il giovane ceceno.

Voto globale al film: 6 e mezzo. Non male. Forse mi aspettavo qualcosa in più. Comunque vale i soldi del biglietto. Fosse anche solo per il cast e perché l’idea di fondo è basata su un libro del maestro del genere spionistico.
Il regista è lo stesso del buon thriller “The American”.

Questo film – che io ho già visto in lingua originale sottotitolata – uscirà nelle sale italiane giovedì 30 novembre con il titolo “La spia – A Most Wanted Man”.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.