A ciascuno il suo

A ciascuno il suo

di Elio Petri (Italia, 1967)
con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Gabriele Ferzetti,
Salvo Randone, Luigi Pistilli, Mario Scaccia, Laura Nucci,
Luciana Scalise, Giovanni Pallavicino, Leopoldo Trieste,
Anna Rivero, Franco Tranchina, Carmelo Olivero, Anna Rivero

Film tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.
Anni ’60. In un piccolo paesino della Sicilia il farmacista Manno ed un suo amico vengono (il dottor Roscio) uccisi brutalmente – a colpi di fucile – durante una battuta di caccia. I sospetti ricadono presto sul padre e i fratelli di Rosina, una giovane ragazza che tutti rintengono essere l’amante segreta del farmacista. Al delitto d’onore però non crede Paolo Laurana, un professore amico del farmacista e dell’altra vittima. Le sue indagini partono da un indizio: le lettere di minacce, che il farmacista riceveva a decine prima di essere assassinato, e che erano tutte compilate usando ritagli del quotidiano “L’Osservatore Romano”.
Particolare anche la figura del curato di Sant’Amo – interpretato dal grande Mario Scaccia: un pretaccio sui generis, che è solito trafugare e smerciare reperti storico/religiosi.

Interessante intepretazione di Volonté, anche se non è una delle sue migliori. La sua è una figura strana: giovane professore siciliano – giovane si fa per dire, sembra avere circa 40 anni – che fa quotidianamente la spola tra Palermo (dove insegna) e la sua cittadina, dove vive ancora con sua madre, da cui è accudito e venerato. Non ha moglie, non ha fidanzata, non ha amanti. Passa il suo tempo chiuso in casa a studiare e a prepare le lezioni o a oziare con gli amici. Su di lui c’è un alone di mistero: sarà gay? Il film non lo dice; anzi, le voci di paese lo danno come uomo alquanto virile. Ma la faccenda non viene mai chiarita, anche perché – diciamolo – non è affatto funzionale alla trama del film. Laurana, oltre ad essere single e curiosone, è anche politicamente “non allineato”, ossia sembra non avere simpatie per il clero e per la Democrazia Cristiana. Tutt’altro: un tempo pare che fosse comunista, ma ormai tutti lo danno come pensatore libero, lo reputano un quasi-anarchico. Questo lo si capisce anche dalla discussione, non del tutto pacifica, che il nostro ha a Palermo con un deputato comunista (Leopoldo Trieste), suo amico.
A Irene Papas il ruolo di Luisa, la vedova del dottor Roscio – tutta ligia nel rispettare i dettami locali sul lutto e le tradizioni funebri – una donna misteriosa, non bella ma ancora piacente, che riesce a sedurre con facilità gli uomini che le stanno intorno.
Gabriele Ferzetti è l’infido avvocato Rosello: cugino di Roscio, nonché amante di sua moglie (Luisa). Si contraddistingue per il suo baffetto d’antan, un pizzico di eleganza ostentata e l’aria strafottente.

Alcuni critici considerano questa pellicola la migliore mai diretta da Petri. Io non sono del tutto d’accordo, anche se reputo “A ciascuno il suo” un gran bel film. Interessante e di certo non banale, un noir “nostrano”, sapientemente raccontato e dignitosamente interpretato. Il merito, ovviamente, andrebbe comunque diviso tra regista e autore del romanzo.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.