Il paradiso degli orchi

Il paradiso degli orchi
(Au bonheur des ogres)

di Nicolas Bary (Francia, 2013)
con Raphaël Personnaz, Bérénice Bejo, Emir Kusturica, Guillaume de Tonquedec,
Thierry Neuvic, Mélanie Bernier, Dean Constantin, Alice Pol, Bruno Paviot,
Youssef Hajdi, Adrien Ferran, Mathis Bour, Armande Boulanger

Simpatica commedia francese tratta dall’omonimo romanzo di Daniel Pennac.

Un giovane sulla trentina di nome Benjamin Malaussène lavora in un grande magazzino come “capro espiatorio”. La sua qualifica ufficiale sarebbe “addetto al controllo tecnico”, ma in realtà nel gigantesco negozio la sua unica funzione è di fare da pupazzo contro cui il responsabile reclami sfoga pubblicamente la sua furia, in modo da impietosire i clienti in procinto di esporre un reclamo per prodotti difettosi e farli quindi desistere dal loro intento.
Questo lavoro a Malaussène non piace affatto, anzi lo deprime, ma è l’unico che può permettersi la momento, non ha altra scelta, poiché deve guadagnare quanto sufficiente per sostenere una famiglia molto numerosa, ossia un’ampia pletora di fratelli – tutti più giovani di lui: due sorelle e due fratelli, tutti generati dalla stessa madre, ma con padri diversi, a cui comunque è molto affezionato.
I suoi guai iniziano il giorno in cui al grande magazzino avviene un’esplosione che uccide un dipendente. I sospetti cadono su Malaussène perché è stato proprio lui ad azionare la leva che ha innescato la detonazione. Non solo: le esplosioni si susseguono giorno dopo giorno, uccidendo ogni volta un dipendente.
A casa poi la situazione non è proprio tranquillissima: il più piccolo dei Malaussene fa strani disegni che inducono la sua maestra a minacciare di chiamare i servizi sociali per togliere la custodia dei fratelli a Benjamin; la maggiore (Louna) è incinta ma non si sa di chi – dimostrando di avere una vita sessuale molto allegra, simile a quella di sua madre; la seconda (Thérèse) ha un approccio dark alla vita: fa tarocchi e annuncia fatti delittuosi; l’altro ragazzino (Jérémy) è un discolaccio che si diverte a costruire bombe nella vasca da bagno.
Tra tutta questa sfiga l’unica nota positiva per Benjamin sarà l’incontro con la bella Julie Corrençon: una giornalista free lance che, mentre l’aiuterà a risolvere il caso del maniaco dinamitardo – gli farà anche perdere la testa.

Raphaël Personnaz ha proprio il physique du rôle per interpretare il protagonista: faccia simpatica e ciuffo ribelle. Il suo è un personaggio bonario che mette d’accordo tutti: giovane di bell’aspetto, vittima che non si perde d’animo, fratello premuroso, gran lavoratore, umile, amante goffo ma sincero, amico dei deboli, schietto con la polizia (nonostante l’essere considerato colpevole), ecc.
Bérénice Bejo è la briosa castana che fa innamorare il protagonista: visetto dolce e “speziato” allo stesso tempo. Bella ma non vamp. Grintosa il giusto per raccogliere simpatia dal primo momento in cui entra in scena. Il suo personaggio, peraltro, non entra in conflitto/competizione con l’allegra famigliola, anzi: sembra che quasi ne abbia sempre fatto parte.
Emir Kusturica (proprio lui, il regista jugoslavo) interpreta Stojil, il vecchio e solitario guardiano dei grandi magazzini di cui Benjamin è amico di lunga data.
A Guillaume de Tonquédec il ruolo dello scorbutico titolare del negozione, un quarantenne che ha ereditato la gestione dell’attività da suo padre, il vecchio fondatore – ormai defunto.

Se vi è piaciuto il romanzo, amerete anche la sua trasposizione cinematografica. Non mi pare che siano state fatte grosse modifiche a quanto raccontato da Pennac.
Voto: 6 +. Da vedere, anche se non vi piace il Cinema francese.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.