Finché c’è guerra c’è speranza

Finché c'è guerra c'è speranza

Finché c’è guerra c’è speranza

di Alberto Sordi (Italia, 1974)
con Alberto Sordi, Silvia Monti, Alessandro Cutolo, Marcello Di Falco,
Matilde Costa Giuffrida, Roy Bosier, Sergio Puppo, Jean Mas,
Eliana De Santis, Fernando Daviddi, Francesco Rigamonti

Pietro Chiocca è un rappresentante d’armi che fa continuamente la spola tra l’Italia e l’Africa per vendere la sua merce. Ha poco più di 50 anni, è romano ma vive a Milano con la sua famiglia (moglie, due viziati figli teenager, una suocera e un vecchio zio).
Il successo che riscontra negli affari è dovuto soprattutto al suo esser tremendamente scaltro e parecchio scorretto nei confronti della concorrenza e degli acquirenti, più che alla bontà dei suoi prodotti, che sono per lo più di residuati bellici e vecchia ferraglia ormai in disuso. Le sue vendite, infatti, sono sempre il risultato di sopprusi, scorrettezze, inganni, regalie, favoritismi, doppio gioco e corruzione in generale.
Comunque, mentre lui si sbatte per cercare di mantenere alto il tenore di vita della sua famiglia, a Milano i suoi cari non fanno altro che sperperare denaro, dedicandosi alla bella vita e disinteressandosi completamente di quello che accade al capofamiglia mentre è in missione; addirittura la signora Chiocca (la moglie del protagonista) chiede – e ottiene – da suo marito di comprare una casa più grande in campagana per la vita mondana sua e dei suoi figli, in quanto l’appartamento in cui vive e la vita di città più in generale, gli sta stretta. L’acquisto di una megavilla alle porte della città comporterà un ulteriore peggioramento alla finanze di Chiocca, che già versano in uno stato non proprio ottimale.
I nodi verranno al pettine quando il protagonista finirà sui giornali, dopo aver rischiato di morire sotto un bombardamento in un villaggio di miliziani ribelli, e tutta Italia scoprirà il suo vero mestiere: “commerciante di morte”. Tornato a Milano, la sua famiglia gli rinfaccerà la vergogna di essere parente di un uomo che si arricchisce strumenti per fare la guerra, ma Pietro sarà comunque costretto a tornare a fare il suo lavoro poco onorevole perché i suoi cari, molto ipocritamente, non hanno alcuna intenzione di perdere il denaro, tutti gli agi e lo status sociale ormai acquisito.

Amarissima commedia sull’ipocrisia borghese, scritta, diretta ed interpretata da Alberto Sordi. Alla stesura della sceneggiatura hanno partecipato anche Piero De Bernardi e Leo Benvenuti.

Lo straodinario brano che fa da tema al film è l’allegra marcetta “O rugido do leao” di Piero Piccioni.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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