Il tenente dei Carabinieri

Il tenente dei Carabinieri

di Maurizio Ponzi (Italia, 1986)
con Enrico Montesano, Nino Manfredi, Massimo Boldi,
Marisa Laurito, Alessandro Partexano, Claudio Botosso,
Antonio Petrocelli, Mattia Sbragia, Bruno Corazzari, Renato Cecchetto,
Claudio Boldi, Raffaella Baracchi, Carlo Demi, Nuccia Fumo, Piero Leri

Il Tenente Duilio Cordelli è chiamato a risolvere due casi apparententemente tra loro slegati: un anomalo spaccio di banconote false e la rapina al caveau di un’importante agenzia di sicurezza. A supportarlo nelle indagini – almeno psicologicamente – ci sono il Colonnello Vinci – suo diretto superiore – e dal punto di vista operativo il (tontolone) agente Iachini e il Maresciallo Tucci.

Commedia riuscitissima, scritta molto bene e con parecchie di battute di sicuro effetto. Claudio Botosso è un’ottima spalla per Montesano, che in questo film dà davvero il meglio sé, sfoderando un fiume di simpatia, mista a dolcezza e naturalezza.
Nino Manfredi fa da contorno – un validissimo contorno: interpreta l’anziano Colonnello, una specie di figura paterna, bonaria, autoironica, ma allo stesso tempo d’esperienza, tenace, cocciuta e solida, insomma un punto fermo a cui il protagonista sa di poter fare sempre riferimento.
Massimo Boldi è un collega del protagonista, ma operativo in Lombardia: l’imbranatissimo, distratto e iper-ciarliero Brigadiere Nautico Lodifé.
Marisa Laurito interpreta la moglie del protagonista: una maestra elementare chiacchierona, che finge di non essere preoccupata per i rischi corsi quotidianamente da suo marito. Uno dei suoi principali compiti è di seguire i lavori della nuova casa in campagna, facendo da intermediario tra il bizzarro architetto e il tenente.
Al simpatico Mattia Sbragia la parte del mafioso coi baffi neri che, dopo aver messo una bomba nella nuova casa del tenente, cerca di sfuggire all’arresto trasferendosi in un paese dove non vige l’estradizione verso l’Italia.
Claudio Botosso è in scena per gran parte del tempo imbambolato, con sul viso un’espressione un po’ ebete.

Questo è uno di quei film che rivedrei decine di volte. Mi piace sin dai tempi in cui ero ragazzino.

Nota di colore: Ferzan Ozpetek figura come giovane aiuto regista.
Soggetto e sceneggiatura sono di Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e lo stesso regista Maurizio Ponzi. Dunque una vera garanzia.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.