Noi 4

Noi 4

di Francesco Bruni (Italia, 2014)
con Fabrizio Gifuni, Ksenia Rappoport, Francesco Bracci,
Lucrezia Guidone, Milena Vukotic, Raffaella Lebboroni,
Giulia Li Zhu Ye, Gianluca Gobbi

Una famiglia come tante, ma divisa, almeno nei sentimenti. Marito e moglie sono separati, ma si capisce che si vogliono ancora bene.
Lei (Lara/Rappoport) è un’ingegnere di origine russa, che si occupa di supervisionare i cantieri della Metro C di Roma, ma soprattutto una madre iper-protettiva e ansiogena, infelice del suo corpo – che si avvia verso gli anni meno floridi della vita.
Lui (Ettore/Gifuni), perenne peter pan, fa l’artista a tempo perso. Non lavora, anzi sembra quasi impaurito dall’idea di lavorare. Cacciato di casa, bivacca nell’appartamento di un amico. Non ha in tasca nemmeno i soldi per pagare un pranzo a suo figlio.
I due hanno avuto due bambini: Emma e Gicomo.
Emma ha 23 anni, è un’artista come suo padre, o meglio si sente attrice, vuole recitare, ha scritto anche un monologo, ma sulle tavole di un teatro non hai mai avuto il coraggio di salire; per il momento si tiene occupata occupando il Teatro Valle (occupato) di Roma. Come da copione, si innamora di un collega, anzi di un pigmalione. Il suo uomo è un bislacco regista greco – parecchio più anziano – che, fuggendo a Parigi per lavoro, si dimentica di lei.
Giacomo, detto Giak, ha solo 13 anni; lo vediamo invaghito di una ragazzina cinese – tale Xiaolian – che frequenta la sua stessa scuola, e allo stesso tempo impaurito di non aver più tempo per confessare i suoi sentimenti.
“Noi 4” ci racconta quello che accade il giorno in cui il più piccolo tiene i suoi esami di terza media.

Il regista di Scialla ci parla di una famiglia che ha difficoltà a restare unita, un po’ persa com’è nei propri affanni quotidiani. Il padre non è mai cresciuto, la madre è esasperata, la giovane figlia (che odia sua madre) non ha ancora trovato la sua strada, mentre il più giovane ha solo bisogno di un po’ di più di attenzioni da parted della figura paterna. Sembra quasi che hanno dovuto allontanarsi per forza, come spinti da cause esterne, ma si vede da lontano che si vogliono tutti bene e che hanno solo bisogno di stare insieme per scoprire i loro veri sentimenti.
Difatti il film ha un happy ending, anche se non del tutto “happy”, nel senso che i nostri si confidano una buona volta i propri sentimenti, ma rimangono divisi, ognuno intento a percorrere la propria strada.
Ciò che non va in “Noi 4” è la prevedibilità degli avvenimenti e alcuni luoghi comuni, come il fatto che il più giovane della famiglia in alcuni frangenti si dimostri il membro più saggio.

Il personaggio di Ksenia Rappoport è talmente sopra le righe da sembrare una macchietta. Mi spiace per lei. In “La sconosciuta” mi era piaciuta parecchio.
Quello di Fabrizio Gifuni invece risulta il più simpatico – cosa tutt’altro che difficile. Questo ruolo aggiunge all’attore – che ha già una sua buona e naturale dose di fascino – anche un notevole quantitativo di simpatia.
Lucrezia Guidone è un mah: non saprei proprio come valutarla.
Francesco Bracci – alla sua prima prova sullo schermo – non recita particolarmente bene. Ma non credo sia solo un suo demerito. Va detto che gli hanno messo in bocca dei dialoghi alquanto improbabili per un ragazzino della sua età.
Milena Vukotic e Raffaella Lebboroni hanno solo ruoli di supporto a quello di Lara e Giacomo. Peraltro lo sceneggiatore ha fatto dire loro una frase estremamente banale e prevedibile nell’ultima scena in cui appaiono. Peccato.

Voto: 5. Niente di che davvero.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.