Sotto una buona stella

Sotto una buona stella

di Carlo Verdone (Italia, 2014)
con Carlo Verdone, Paola Cortellesi,
Tea Falco, Lorenzo Richelmy, Eleonora Sergio,
Simon Blackhall, Fausto Maria Sciarappa, Guia Zapponi

Niente da fare: spiace dirlo, ma ormai Verdone non ne imbrocca uno giusto di film. Dai tempi di “Viaggi di nozze” non riesce più a produrre una commedia divertente, o quanto meno originale, che riesca a strappare qualche sorriso.
Utilizzare un’ottima attrice come Paola Cortellesi non basta. La sua gag della condòmina che si finge una badante rumena, pur di evitare le ire del vicino di pianerottolo, è caruccetta, ma lascia il tempo che trova.

Un uomo ultra-cinquantenne, tale Federico Picchioni (Verdone), si trova improvvisamente disoccupato e senza denaro – per via di un ingente occultamento di denaro da parte del titolare dell’azienda per cui lavora – e con la casa invasa dai suoi figli, che 20 anni prima aveva abbandonato separandosi da sua moglie.
Dopo la morte della loro madre, i due ragazzi – Niccolò (Lorenzo Richelmy) e Lia (Tea Falco) – si trasferiscono da Federico, perché questi – a causa dei suoi momentanei problemi finanziari – non è più in grado di pagare loro l’affitto di un altro appartamento indipendente.
Il confilitto genitori/figli sotto lo stesso tetto si scatenerà prestissimo, sin dal primo momento, in quanto i due – benché ormai adulti – sono molto menefreghisti, maleducati e del tutto irresponsabili, oltre che praticamente disoccupati. Lia per di più ha anche una bimba di pochi anni, avuta da una precedente relazione. L’arrivo dei ragazzi in casa fa persino fuggire via per disperazione Gemma (Eleonora Sergio), la giovane venditrice di arte contemporanea con cui Federico vive da qualche anno.
A mettere un po’ d’ordine nelle loro vite arriverà Luisa (Paola Cortellesi) la vicina: una tagliatrice di teste, ma dal buon cuore, che saprà fungere da elemento quasi materno per i ragazzi e da appoggio morale per le sfighe e i guai di Federico.

La pellicola, comunque, risulta prevedibilissima perché sin dal primo momento si capisce come finirà tra Federico e Luisa: si innammoreranno, anche se – ovviamente – in un primo momento non si troveranno affatto simpatici; anzi, un malinteso porterà lui a fare una grave gaffe e – a cascata – lei ad odiarlo a morte per questo.

Voto: meno che sufficiente. Bocciata. Si tratta sostanzialmente di una commedia che non fa ridere. Ahinoi il leone di un tempo ha perso la sua grinta. Speriamo non definitivamente.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.