Tutta colpa di Freud

Tutta colpa di Freud

di Paolo Genovese (Italia, 2014)
con Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Laura Adriani,
Vinicio Marchioni, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Daniele Liotti,
Maurizio Mattioli, Edoardo Leo, Giulia Bevilacqua, Francesca Apolloni,
Alessia Barela, Paolo Calabresi, Gianmarco Tognazzi, Antonio Manzini

Devo ammetterlo: non me l’aspettavo. Sono entrato nel cinema senza grandi pretese, e invece… Invece ho trovato una commedia non banale e con un valido cast.

Roma, 2013. Francesco è uno psicoterapeuta cinquantenne che vive solo con tre figlie; padre affettuso e molto moderno, trova parecchie difficoltà nel gestire le situazioni sentimentali delle giovani donne di casa.
La maggiore (Sara), dopo aver proposto alla sua ragazza di sposarla e aver ricevuto un rifiuto, lascia New York e decide di tornare definitivamente a vivere con suo padre e le sue sorelle. Si mette anche in testa che sia arrivato il momento di cambiare orientamento sessuale, per cui, dopo 20 anni di storie con sole donne, proverà a stabilire una relazione sentimentale con un uomo.
La seconda (Marta) è una sognatrice. Gestisce un negozietto in centro – la libreria di famiglia – ma senza grossi profitti; con gli uomini non ha avuto fortuna: si è innamorata sempre e solo di filosofi, poeti e cialtroni. Proverà a stabilire una relazione con un timido ragazzo sordomuto che incontra nel suo negozio.
La più piccola (Emma) è forse quella che ha le idee più chiare: da un paio di mesi frequenta Alessandro, un architetto cinquantenne che lavora da Ovvio (super product placement), e sembra avere intenzioni serie. Uno dei primi problemi nascerà nel momento in cui Emma decide di far incontrare Alessandro con suo padre.
Come se ciò non bastasse, anche lo stesso capofamiglia non se la passa benissimo dal punto di vista sentimentale. Single da 20 anni circa, è da mesi completamente invaghito di una bella signora bionda che incontra spesso nel suo stesso quartiere con cagnetto al seguito.

Cosa mi è piaciuto: la storia è abbastanza inedita. Padre single, tre figlie. Romanticismo moderato, impianto familiare, niente di urlato.

Cosa non mi è piaciuto: la scelta della città. Perché ambientare la storia a Roma? Non esistono altre belle località in Italia? Succede tutto qui? Inoltre: perché girare sempre e solo al centro? Si riconoscono facilmente le viuzze di trastevere e le strade nei dintorni di Piazza Navona. A quando una bella vicenda che accade sulla Prenestina?
Il racconto di una quasi trentenne lesbica che vuole “provarci con gli uomini”, inoltre, sa troppo di machietta, credo anche che possa quasi rasentare l’offensivo. Fortuna che si tratta solo di una “sbandata”.

QUASI-SPOILER
L’happy ending c’è, ma non è troppo perfettino. Elemento da apprezzare.
A voler analizzare più a fondo la storia, direi che la conclusione è alquanto buonista: il padre responsabile fa ritornare sui propri passi la figlia più piccola, la riprende cioè sotto la sua ala protettiva, nell’attesa che diventi pronta a lasciare definitivamente il nido. La figlia sognatrice si fa crocerossina, quella lesbica torna lesbica. Niente di traumatico, dunque, nessun terremoto. Il perbenisimo e la morale tradzionalista regnano sovrani. Qualche elemento di sopresa comunque c’è: niente di straordinario, ma apprezzabile.

Marco Giallini è molto più misurato del solito. Simpatico – come sempre – ma senza esagerare. Il barbone lungo gli rende giustizia: maturo e fascinoso. Il suo ruolo è decisamente quello più “posato”, con i piedi abbastanza saldi al suolo – forse a causa dell’età.
Buona prova per Anna Foglietta: non era facilissimo interpretare una donna a cui piacciono le donne senza cadere in esagerazioni stereotipate.
Vittoria Puccini ancora una volta fa la donnina delicata, la giovane con i modi e la testa in un’altra epoca. Certo, il ruolo richiedeva un po’ questo, ma forse si poteva fare di meglio.
Brava anche Laura Adriani, nonostante la giovane età. Non fa la ragazzina scemetta, anche se il rischio c’era, visto che doveva interpretare la più giovane delle tre sorelle.
Validissima anche Claudia Gerini. Ruolo non semplice, lontanissimo dalla commedia. Di certo la sua Claudia è il personaggio più serio e triste di tutta la storia.
Alessandro Gassman finalmente interpreta un cinquantenne. Un bel cinquantenne che sta con una donna appena maggiorenne. Non ha la parte dello stronzo totale, ma quasi: separato in casa con una moglie bellissima, preferisce fare lo scemo dietro una ragazza molto giovane, quasi senza essere convinto.
Vinicio Marchioni eccellente nei panni di Fabio: un giovane sordomuto che fa la maschera al Teatro dell’Opera. Sbarbatissimo e con i capelli corti sembra avere quasi 15 anni in meno: un bimbo, praticamente.
Daniele Liotti fa Luca, il superbono; la parte gli riesce – ovviamente – benissimo, senza alcuno sforzo.
Gianmarco Tognazzi ha una sola scena: uno spasimante di Sara che al ristorante, anziché offrire la cena alla sua donna, del conto preferisce pagare solo quello che ha consumato.
Edoardo Leo è un altro spasimante, quello quasi intimorito dalle iniziative di Sara.
A Maurizio Mattioli il ruolo del portiere dell’abitazione di Francesco: la classica figura di chi tutto sa e tutto osserva, pur restando a volte a bocca chiusa.
Poche scene anche per Giulia Bevilacqua (attrice già incrociata nella serie tv Rai “Nero Wolfe”): interpreta la cugina di Luca, una ragazza in piena forma e molto provocante, che ha intenzione di sperimentare una storia con un’altra ragazza.
Molto divertente Paolo Calabresi nel ruolo del poeta cialtrone idealtipico: un tipo tutto pieno di sé, con sciarpa e occhiali da intellettualoide, che declama i propri componimenti durante un reading in libreria.

Notevole la colonna sonora: un sacco di brani mi sono sembrati rivisitazioni – in chiave “soft” – di brani parecchio noti. Bello anche il pezzo che Daniele Silvestri ha scritto appositamente per il film. Lo potete sentire qui sotto.

Nota: alla sceneggiatura, oltre lo stesso regista, hanno partecipato anche Leonardo Pieraccioni e Paola Mammimi.

La scheda di Wikipedia, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.